Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

Scusandoci per il madornale ritardo (ma come sapete è stata una settimana molto impegnativa per via delle novità sull’inceneritore), riprendiamo il nostro viaggio, come promesso, nelle risposte dei candidati alla Presidenza della Regione ai quesiti che abbiamo loro posto.

La scorsa settimana abbiamo considerato le risposte ai primi due quesiti (riguardanti la gestione dei rifiuti in Sicilia e l’inceneritore del Mela), ora passiamo ad esaminare le risposte agli altri 5 quesiti, anch’essi molto importanti.

Tra l’altro uno di tali quesiti, quello sul Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, adesso assume una particolare rilevanza per la questione dell’inceneritore. Infatti a questo punto, dopo il  parere positivo ottenuto dalla Commissione VIA, il Piano Paesaggistico rimane il principale ostacolo capace di scongiurare l’inceneritore del Mela.

Ma andiamo con ordine:

 

incendio ram fb

RAFFINERIA DI MILAZZO

E’ in corso una procedura (il Riesame dell’AIA) che potrebbe rivedere le prescrizioni ed i limiti delle emissioni della Raffineria. Un’occasione unica per ridurre drasticamente l’inquinamento ed i rischi per la salute subiti dal nostro territorio.

 Alla procedura partecipa anche la Regione, assieme al Ministero dell’Ambiente, alla Città Metropolitana ed ai comuni di Milazzo e San Filippo del Mela.

Abbiamo chiesto ai candidati alla Presidenza delle Regione se il loro eventuale governo interverrà in questa procedura e come interverrà, tenendo conto che le associazioni hanno chiesto:

  • la prescrizione di tutte le tecnologie possibili capaci di minimizzare l’inquinamento;
  • limiti emissivi ben più restrittivi;
  • la progressiva riduzione sia della capacità autorizzata che degli impianti di raffinazione, in applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 che prevede una riconversione produttiva dell’area.

Come abbiamo già visto in precedenza, Micari non ha risposto né a questo né agli altri quesiti.

Positiva la risposta di Fava e La Rosa, interlocutoria quella di Cancelleri e un po’ vaga quella di Musumeci.

Nell’ambito della procedura autorizzativa in corso, Fava si esprime a favore di “limiti emissivi ben più restrittivi” e si impegna “a vigilare sull’applicazione delle più moderne tecnologie finalizzate a ridurre e prevenire il più possibile i rischi ambientali”. A tal proposito bisogna fare una piccola precisazione: più che una vigilanza in senso stretto sarebbe auspicabile un intervento attivo nella procedura, per far si che vengano prescritte quante più tecnologie possibili capaci di ridurre al minimo l’inquinamento, soprattutto quelle di cui oggi la Raffineria non è dotata. Giustamente, Fava fa notare che tale strategia comporterebbe benefici anche dal punto di vista occupazionale.

La Rosa afferma di essere “allineato” con quanto chiesto dalle associazioni e di volere anzi riconvertire l’area, con la prospettiva, quando sarà economicamente sostenibile, di spegnere la Raffineria per sostituirla con un insediamento che non riduca l’occupazione, come ad esempio un aereoporto.

Cancelleri non prende impegni specifici, ma si dice disponibile a confrontarsi nel merito con le associazioni “per ottenere il miglior risultato in termini di salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente”.

Musumeci evita di parlare esplicitamente della procedura in corso sulla Raffineria, ma afferma di voler varare un “testo unico” che si occuperà anche dell’adozione delle tecnologie per minimizzare e prevenire l’inquinamento e che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica ambientale sopra enunciata”. Tuttavia ci sembra un po’ difficile che la Regione Siciliana riesca a varare un “testo unico” senza sconfinare nel campo di competenze dello Stato, finora unica “fonte” giuridica di “testi unici”. Noi avevamo semplicemente chiesto se il futuro governo regionale avesse intenzione di intervenire nella procedura sulla Raffineria nella direzione da noi auspicata.

 

PIANO DI QUALITA’ DELL’ARIAqualità aria rit

Strettamente connesso al tema della Raffineria di Milazzo, e più in generale all’inquinamento esistente sia nella Valle del Mela che nelle altre aree inquinate, è il quesito riguardante il Piano di qualità dell’aria.

Si tratta di uno strumento di pianificazione che potrebbe imporre limiti emissivi più restrittivi dei limiti di legge nazionali, specie nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

Favorevole ad un Piano di qualità dell’aria “che preveda limiti emissivi molto restrittivi” Claudio Fava, anche se non scende in ulteriore dettagli.

Anche La Rosa si dice favorevole “a rendere più restrittive le norme sulle emissioni aeree”, ma senza scendere in ulteriori dettagli.

Cancelleri ha risposto che il suo Governo approverà un Piano di qualità dell’aria che è stato redatto da un Commissario nominato dall’Assessorato dell’Ambiente e che è già pronto dal Febbraio 2017.

Dalla risposta di Cancelleri non abbiamo capito cosa preveda con esattezza questa proposta di Piano in riferimento ai limiti emissivi, pertanto ci riserviamo di esprimere un giudizio al riguardo solo dopo aver letto i dettagli del Piano.

Sebbene non richiesto nei nostri quesiti, segnaliamo un proposito che emerge dalle risposte di Cancelleri che ci piace molto: quello della tassa verde (chiamata “buona tassa” dal candidato dei 5s), cioè un sistema di tassazione che applichi il principio “più inquini più paghi”. Questa tassa secondo Cancelleri dovrebbe finanziare il settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Quanto a Musumeci, la sua risposta al riguardo non ci soddisfa, in quanto è la stessa del “testo unico” fornita sulla Raffineria.

Micari non pervenuto.

 

Valle-del-Mela

VALLE DEL MELA: RISANAMENTO, BONIFICHE E MONITORAGGIO AMBIENTALE

Fava risponde positivamente, impegnandosi a fare tutto quanto richiesto nel quesito.

La Rosa fa lo stesso, con l’unica eccezione del monitoraggio ambientale che non viene citato.

Cancelleri risponde solo sulle bonifiche, impegnandosi a reperire le somme necessarie non solo da risorse statali ma anche europee.

Anche in questo caso la risposta di Musumeci non soddisfa, in quanto è la stessa già citata del “testo unico”.

Micari non pervenuto.

 

PIANI PAESAGGISTICImilazzo_nicita11

Abbiamo chiesto un impegno a difendere concretamente e con decisione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 dai vari ricorsi presentati. Come abbiamo detto, questa domanda assume particolare rilevanza per scongiurare l’inceneritore, soprattutto adesso che quest’ultimo ha ottenuto il benestare della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e che quindi il Piano Paesaggistico rimane il principale baluardo capace di evitarlo. Ma per far questo il Piano a sua volta deve “resistere” ai molteplici ricorsi che sono stati presentati contro di esso, a partire da quelli al TAR Catania.

Inoltre abbiamo chiesto ai candidati di recepire, una volta eletti, le nostre istanze su alcuni accorgimenti che renderebbero più forte e chiara l’applicazione del Piano.

Molto soddisfacenti le risposte di Cancelleri e Fava, che riconoscono la necessità di difendere il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e si dicono pronti ad ascoltare le istanze ed i suggerimenti provenienti dai territori che possano migliorarlo.

Cancelleri si impegna inoltre ad approvare i Piani Paesaggistici anche nelle restanti parti della Sicilia che ancora ne sono sprovviste (e sono la maggioranza).

Parzialmente positiva  la risposta di La Rosa, che si impegna a difendere il Piano, ma non risponde sulla possibilità di migliorarlo.

Non pertinente la risposta di Musumeci che di fatto non ha risposto alle nostre domande, ma ha affermato l’intenzione di varare un “Testo Unico per l’Urbanistica”, sul quale valgono da parte nostra le stesse considerazioni già fatte per il “Testo unico” di cui si è parlato a proposito della Raffineria.

Micari non pervenuto.

Nell’ambito dello stesso quesito abbiamo anche chiesto ai candidati cosa ne pensassero dell’emendamento alla Finanziaria regionale 2017  (il famoso art. 48) che puntava a rendere realizzabili, a discrezione della Giunta regionale, delle opere ritenute di pubblica utilità anche in siti ove la Pianificazione Paesaggistica lo vieterebbe. Nel frattempo abbiamo saputo che questo articolo, come tanti altri della Finanziaria, è stato bocciato dal Ministero dell’Economia. Tuttavia può essere comunque interessante sapere cosa ne pensassero i candidati, perchè ci dà un’idea di quale potrebbe essere la loro politica sul rapporto tra sviluppo e rispetto del territorio.

A tal riguardo ci soddisfano le risposte di Musumeci, Fava e, in parte, di Cancelleri.

In particolare Musumeci afferma nettamente che non può essere ammessa alcuna discrezionalità nelle opere realizzate nelle aree vincolate.

Secca la risposta di Fava: “L’art.48 è in contrasto con la linea politica del mio governo”.

Senza scendere nei dettagli Cancelleri afferma che questo articolo deve essere rivisto assolutamente.

E’ sostanzialmente favorevole all’emendamento invece La Rosa, secondo il quale il problema non è la norma in sè, ma il fatto che il Governo della Regione non sia in mani “verdi”: una tesi che non ci convince affatto. In ambito urbanistico e paesaggistico è necessario a nostro avviso far valere delle regole valide a prescindere da chi è al potere e sottrarre potere discrezionale al politico di turno.

 

SOPRINTENDENZA DI MESSINA

orazio
Il Soprintendente di Messina Orazio Micali

Ultimo quesito era quello riguardante la Soprintendenza di Messina e la necessità di vigilare e garantire, dopo alcuni atti che hanno suscitato molte polemiche, il perseguimento esclusivo dei suoi compiti di tutela dei beni culturali e ambientali.

Su questo punto ci soddisfano le risposte di Fava e La Rosa. Restano invece sul vago Musumeci e Cancelleri.

In particolare Fava si impegna, ove venissero segnalate situazioni poco chiare, ad “intervenire immediatamente per evitare che le distorsioni della burocrazia regionale arrechino danni ai diritti dei cittadini”.

Anche La Rosa promette di ascoltare i comitati cittadini e di controllare che i funzionari preposti rispondano esclusivamente agli interessi pubblici che rientrano nei loro compiti.

Cancelleri si limita a parlare di “monitoraggio dei comportamenti organizzativi e degli andamenti gestionali”, mentre Musumeci afferma che “Le Soprintendenze saranno oggetto di un profondo processo di riorganizzazione al fine di assicurare uniformità su tutto il territorio in ordine alle scelte di tutela”.

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri , a cui si sono aggiunte alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

Inceneritore del Mela: le responsabilità politiche di quanto è successo

Il ruolo della politica nell’ennesimo regalo al mega-inceneritore di A2A.

E così, alla fine, la Commissione Tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale dell’inceneritore del Mela.

A2A segna così un altro pesante punto a proprio favore, dopo quello ottenuto con il parere della Commissione AIA (il famoso PIC) approvato nel mese di Giugno.

Così com’era successo riguardo al PIC, non possiamo che constatare la cecità di queste Commissioni ministeriali rispetto alle gravi incompatibilità ambientali, alle madornali carenze progettuali, alla lampante non conformità dell’impianto con la pianificazione regionale.

A questo punto non si può non paventare un atto illegittimo da parte del Ministero dell’Ambiente, che, contravvenendo alla legge, potrebbe concedere l’autorizzazione nonostante il parere negativo vincolante del MiBACT. Contro questa eventualità sono necessarie senz’altro azioni legali, ma anche la protesta dei cittadini.

Eppure solo pochi mesi fa la Commissione VIA aveva bocciato un altro progetto A2A, stavolta riguardante la Centrale elettrica di Brindisi, che prevedeva l’utilizzo del CSS-Combustibile.

Tale bocciatura è stata motivata dalla presenza di gravi carenze nello Studio di Impatto Ambientale. La cosa curiosa è che quelle stesse carenze sono presenti anche nel caso dell’inceneritore del Mela, anche perchè la Società redattrice dello Studio di Impatto Ambientale (la Tauw Italia) è la medesima.

Per di più, nel caso dell’inceneritore del Mela si aggiunge anche la profonda  incompatibilità con il contesto territoriale, con il Piano Paesaggistico già approvato e persino con il vigente Piano regionale dei rifiuti.

Eppure, a distanza di pochi mesi, per il progetto A2A di Brindisi la Commissione VIA ha dato parere negativo, mentre per quello di San Filippo del Mela ha dato parere positivo.

Perché? Cosa è cambiato? La differenza più lampante consiste nel fatto che, mentre a Brindisi la Regione Puglia è intervenuta con decisione nella procedura emettendo un parere negativo ben motivato, altrettanto non è avvenuto nel caso della Regione Sicilia.

E questo nonostante da due anni abbiamo più volte auspicato questo parere. Più volte abbiamo chiarito che le dichiarazioni di contrarietà espresse dal Presidente della Regione Crocetta non sarebbero servite a nulla senza un intervento concreto della Regione nella procedura VIA.

Una contrarietà ripetuta anche in un incontro tenutosi lo scorso mese di Marzo a Torregrotta e di cui esiste un video [1] sulle risposte di Crocetta a domande del tipo “se davvero siete contrari, perché non date un parere negativo nella VIA?”. La discussione che ne è seguita, di cui è riportata la trascrizione nella stessa pagina fb in cui è caricato il video in questione [1], rivela tutta la superficialità con cui il Presidente Crocetta ha trattato la questione e che alla fine purtroppo ha prodotto i suoi frutti avvelenati.

La tesi di Crocetta era che il Ministero sarebbe stato obbligato a chiedere il parere della Regione in una apposita Conferenza dei Servizi e che a quel punto la Regione avrebbe dato parere negativo.

Noi cercammo di chiarire che non funziona affatto così [2], evidenziando, anche con lettere aperte e comunicazioni fatte pervenire all’attenzione di Crocetta, la necessità che un parere fosse inviato al più presto tramite una semplice PEC [3], nonchè il pericolo che, in caso contrario, si avverasse ciò che purtroppo alla fine si è avverato: ovvero la conclusione dell’istruttoria VIA senza alcuna fantomatica Conferenza dei servizi e senza  alcun parere della Regione.

Aliprandi_croce
Maurizio Croce con l’ex sindaco di S.Filippo Aliprandi in visita alla Centrale A2A – foto OggiMilazzo

Ma all’incontro di Torregrotta Crocetta non era solo, anzi aveva un accompagnatore d’eccezione che, secondo alcuni testimoni, gli faceva da suggeritore: il messinese Maurizio Croce, ovvero l’Assessore regionale dell’Ambiente.

Si tratta dell’Assessore su cui ricadono senza dubbio le maggiori responsabilità per la mancanza del parere, in quanto l’assessorato competente ad esprimerlo era proprio il suo. Anche a lui ed al suo Assessorato abbiamo più volte sollecitato il parere, fornendo peraltro elementi utili alla sua formulazione, ma senza alcun riscontro.

Ciò non ci meraviglia affatto se si considera che nell’estate 2016 l’Assessore all’Ambiente Croce non ha nascosto la sua posizione FAVOREVOLE sull’inceneritore del Mela, lamentandosi anzi di doversi adeguare “alle posizioni espresse dal presidente Crocetta” [4].

Maurizio Croce è notoriamente un Assessore espresso dal PDR, formazione politica che tra l’altro vede in un milazzese, l’On. Beppe Picciolo, il suo maggiore esponente a livello provinciale. Proprio l’On. Picciolo, in occasione dell’insediamento di Croce, ebbe a dichiarare che quest’ultimo era “l’uomo giusto al posto giusto” [5]. Giusto per chi, On. Picciolo? Per i cittadini che rischiano i veleni dell’inceneritore non di sicuro.

Picciolo con Cusumano
L’On.Picciolo intervistato da Gianfranco Cusumano di Oggimilazzo in occasione dell’attuale campagna elettorale

Stupisce che le maggiori responsabilità politiche di quanto accaduto provengano proprio da esponenti della politica locale, che in teoria avrebbero dovuto essere più sensibili alle istanze del proprio territorio.

Proprio adesso che l’esperienza di Maurizio Croce all’ Assessorato dell’Ambiente è giunta al capolinea e che c’era la possibilità che un nuovo Assessore potesse finalmente inviare un parere negativo, l’istruttoria VIA si è conclusa: coincidenze?

Peraltro anche il Comune di San Filippo del Mela aveva ormai pronto un corposo e dettagliato parere negativo da inviare nell’ambito della VIA dell’inceneritore. Neanche a farlo apposta l’istruttoria si è chiusa appena in tempo affinchè questo parere non fosse preso in considerazione: anche questa una coincidenza?

 

Note:

[1] Pagina fb con il video dell’incontro di Crocetta e Croce a Torregrotta nel Marzo 2017: https://www.facebook.com/1597203600493834/videos/1870535676493957/?pnref=story

[2] https://cittadinicontroinceneritore.org/2017/03/13/crocetta-dice-no-allinceneritore-del-mela-ma-le-parole-non-bastano/

[3] http://www.tempostretto.it/news/territorio-ambiente-inceneritore-mela-crocetta-richiesta-ufficialit-dagli-ambientalisti.html

[4] Si vedano le dichiarazioni di Croce riportate da  “Tempostretto” a margine dell’inaugurazione dell’impianto di solare termodinamico alla Centrale A2A. Noi  replicammo alle dichiarazioni di Croce con il comunicato riportato in questo articolo:  Vadano pure altrove!

[5] http://www.gazzettadelsud.it/news//115668/Prima-uscita–neo-assessore-.html

VIA LIBERA all’Inceneritore del Mela dalla Commissione ministeriale. Ora il NO dei candidati (ed in particolare del furuto presidente Musumeci) si tramuti in impegni concreti

Conclusa l’istruttoria della Commissione Tecnica VIA sull’inceneritore del Mela. Nonostante le molteplici incompatibilità ambientali, le irregolarità e le carenze progettuali evidenziate nelle innumerevoli osservazioni di Comitati, Associazioni, Comuni e cittadini, nonostante il Parere negativo della Città Metropolitana, la Commissione Tecnica ha esitato un “parere favorevole con prescrizioni”. Lo abbiamo appreso stamane attraverso la consultazione della pagina internet della procedura.

Un esito su cui ha certamente pesato l’assenza di un Parere da parte della Regione. Infatti il Presidente Crocetta si è detto più volte contrario al progetto, ma alle parole non sono seguiti i fatti.

A questo punto sono possibili due ipotesi:

  1. Il Ministero dell’Ambiente riconosce il divieto alla realizzazione dell’impianto stabilito nel Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, la cui inderogabilità è sancita dal Codice dei beni culturali, e quindi rinvia il parere alla Commissione VIA pretendendone la correzione;
  2. Il Ministero dell’Ambiente decide di “forzare” la legge, rimettendo la questione al Consiglio dei Ministri. Questo a sua volta potrebbe seguire la scia di questa “forzatura” e decidere di concedere l’autorizzazione.

Nella malaugurata ipotesi che il Ministero dell’Ambiente e il Governo scelgano la strada della “forzatura” e concedano l’autorizzazione all’inceneritore del Mela, bisognerebbe assolutamente impugnare la decisione al TAR Lazio.

Tutti i soggetti interessati potrebbero farlo, ma è chiaro che l’eventuale impugnazione da parte della Regione avrebbe un peso significativo.

Quattro dei cinque candidati alla Presidenza della Regione (tra cui il futuro Presidente Musumeci (addendum postumo))  hanno espresso un chiaro NO all’inceneritore del Mela: una volta eletti faranno come il loro predecessore Crocetta o hanno davvero intenzione di far seguire alle parole i fatti?

L’inceneritore non si blocca a parole: i 4 candidati si impegnano, qualora eletti, ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione all’inceneritore del Mela da parte del Governo, chiedendone la sospensiva?

 Del resto gli estremi per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).

 

 

Musumeci e il dilemma degli inceneritori

Dopo la pubblicazione delle risposte di 4 dei 5 candidati alla Presidenza della Regione ai nostri quesiti, con le nostre considerazioni riguardanti in particolare la gestione dei rifiuti e l’inceneritore del Mela (a breve usciranno le nostre considerazioni anche sulle altre risposte), uno dei candidati, l’On. Musumeci, ha voluto fare alcune precisazioni con un post su fb.

A parte un incipit dai toni un po’ sopra le righe, che francamente ci è piaciuto poco, la novità più eclatante del post è il chiaro NO al progetto A2A dell’inceneritore del Mela. Tuttavia facciamo rilevare che l’inceneritore non si blocca a parole. Noi avevamo chiesto ai candidati se il loro eventuale governo invierà al più presto un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale in corso: nonostante la contrarietà verbale, né Musumeci, né Cancelleri hanno assunto chiaramente questo impegno, a differenza invece di Fava e La Rosa. Sempre meglio di Micari ovviamente, che non ha risposto per nulla ai nostri quesiti e che, come riportato su alcuni organi di stampa, ha detto di non avere nulla in contrario agli inceneritori.

Chiunque diventerà Presidente della Regione, noi PRETENDIAMO dal futuro Governo regionale ATTI CONCRETI per BLOCCARE l’inceneritore, non chiacchiere.

Aggiungiamo che, nella malaugurata ipotesi in cui nel frattempo dovesse arrivare l’autorizzazione all’inceneritore da parte del Governo nazionale, è necessario che il NO all’inceneritore del Mela si traduca in un concreto ed efficace atto di impugnazione da parte della Regione, vale a dire un ricorso al TAR Lazio con richiesta di sospensiva. Del resto gli estremi legali per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).

Per il resto, a parte qualche sfumatura terminologica, nel post di Musumeci viene sostanzialmente confermata la volontà di realizzare “piccoli” inceneritori in tutta la Sicilia.

 Per l’esattezza Musumeci parla di “impianti di valorizzazione energetica”: ma cosa si intende precisamente con questa espressione se non gli inceneritori? Anche il progetto dell’inceneritore del Mela si intitola “Impianto di valorizzazione energetica di CSS”, ma si tratta di un vero e proprio inceneritore, in quanto basato sulla combustione dei rifiuti. In linea teorica sarebbero possibili anche altre rare tecnologie di valorizzazione energetica della frazione secca dei rifiuti, come la pirolisi, ma in questo caso si sarebbe dovuto specificare: nella stragrande maggioranza dei casi quando si parla di valorizzazione energetica o recupero di energia dai rifiuti si parla di inceneritori. Peraltro le tecnologie di pirolisi potrebbero presentare in teoria alcuni vantaggi rispetto agli inceneritori, ad es. una minore emissioni di diossine, ma la scarsità di esperienze in merito non consente di dire che siano tecnologie sicure.

Le cose cambiano se invece si considera la frazione umida dei rifiuti: in quel caso la valorizzazione energetica può avvenire attraverso la digestione anaerobica con produzione di biogas, costituito in gran parte da metano: una tecnologia che ci vede totalmente favorevoli e che auspichiamo anche in Sicilia.

Musumeci afferma che tali impianti saranno ad “emissioni zero” e lontani dai centri abitati. Ma non esistono inceneritori, neanche moderni, ad “emissioni zero”. Invitiamo gli interessati a documentarsi sulle evidenze scientifiche della pericolosità per la salute degli inceneritori anche di ultima generazione:  https://cittadinicontroinceneritore.org/evidenze-scientifiche-inceneritori.

Peraltro se fossero realmente ad emissioni zero che bisogno ci sarebbe di realizzarli lontano dai centri abitati? E poi lontano quanto? Uno studio inglese ha rilevato una correlazione degli inceneritori con malformazioni e mortalità perinatale fino a 30 km di distanza nella direzione del vento.

Musumeci afferma inoltre che questi inceneritori dovrebbero servire a bruciare solo la frazione non riciclabile dei rifiuti. E’ al corrente che nessun inceneritore in Italia brucia solo ed esclusivamente rifiuti non riciclabili? Cosa le fa pensare che la Sicilia possa fare eccezione?

E’ al corrente che la selezione della frazione “non riciclabile” dei rifiuti si può ottenere solo con una raccolta differenziata spinta oltre gli obiettivi di legge e la massimizzazione del recupero di materia dal residuo indifferenziato? In Sicilia mancano impianti di compostaggio, di selezione del multimateriale differenziato e di trattamento del residuo indifferenziato con recupero di materia. Pensa di realizzare tutti questi impianti contemporaneamente assieme agli inceneritori? Cosa le fa pensare che possa avvenire in 5 anni in Sicilia ciò che non è avvenuto in decenni in nessuna parte d’Italia? L’unica provincia italiana che massimizza il recupero di materia è quella di Treviso. Sarà un caso che in quella provincia non ci sono inceneritori?

Non sarebbe meglio concentrarsi intanto sulle cose più urgenti, come gli impianti di compostaggio, riciclaggio e trattamento meccanico-biologico dell’indifferenziata?

Molti elementi, tra cui la terminologia usata, fanno pensare che il suo Piano corrisponda a quello redatto l’anno scorso dalla Contraffatto, che prevede la realizzazione di 6 inceneritori (o roba simile) in Sicilia, di cui uno in provincia di Messina, con una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue: un Piano concepito per assecondare il governo Renzi e il DPCM 10 Agosto 2016.

Ha intenzione di approvare questo Piano? Un Piano che prevede solo inceneritori (o pirogassificatori) e nessun impianto di compostaggio, ricilaggio e recupero di materia? Ma il riciclaggio non era la sua priorità?

L’accordo Governo-Regione sui rifiuti dell’anno scorso prevedeva la realizzazione degli inceneritori con procedure d’urgenza. Non pensa che quelle procedure d’urgenza andrebbero invece applicate agli impianti funzionali al compostaggio, alla differenziata, al riciclaggio, al recupero di materia e alla digestione anaerobica dei rifiuti? Si tratta di impianti più economici e di più rapida realizzazione rispetto agli inceneritori: in breve tempo la decennale emergenza rifiuti verrebbe risolta!

E’ al corrente che si tratterebbe di un clamoroso passo indietro rispetto al vigente Piano regionale dei rifiuti, che prevede un recupero di materia tale da far residuare solo poco più di 100 mila tonnellate annue da destinare all’incenerimento?

Lo sa che se fossero raggiunti tali livelli di recupero di materia la maggioranza degli inceneritori italiani dovrebbero essere spenti? E’ al corrente che la Commissione Europea ha recentemente raccomandato di redistribuire i rifiuti da incenerire tra le diverse regioni degli stati (o anche tra stati diversi) piuttosto che realizzare nuovi inceneritori? [1] Non ha senso realizzare inceneritori per 100 mila tonnellate annue in Sicilia mentre in altre parti d’Italia si dovrebbero chiudere. Anche perché realizzare nuovi inceneritori è molto costoso e sarebbe uno spreco.

A tal riguardo, lei ha affermato di voler raggiungere una autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti. Ma è al corrente che i rifiuti trattati non hanno vincolo di bacino, potendo benissimo viaggiare da una regione all’altra? Una volta realizzati gli inceneritori, la Regione non potrebbe impedire che questi possano bruciare anche rifiuti provenienti da altre regioni.

Per concludere, caro On. Musumeci, la consigliamo, nel caso in cui venisse eletto, di non seguire la scia di chi l’ha preceduta e di concentrarsi sulle cose più urgenti da fare sui rifiuti, nel rispetto della gerarchia sancita dalla normativa comunitaria e nazionale.

Un palazzo si costruisce dalle fondamenta, non dall’ultimo piano.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Note:

[1] Comunicazione della Commissione europea del 27/1/2017 sul ruolo della valorizzazione energetica dei rifiuti nell’economia circolare http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

Le risposte dei candidati alla Presidenza della Regione su Inceneritore del Mela e gestione dei rifiuti

Fava, Cancelleri e La Rosa: NO all’inceneritore del Mela.
Musumeci: faremo “piccoli” inceneritori.
L’eloquente silenzio di Micari…

Nelle scorse settimane abbiamo rivolto ai candidati alla Presidenza della Regione  7 quesiti  a cui hanno risposto tutti i candidati tranne Fabrizio Micari.

Due di essi riguardavano l’inceneritore del Mela e la gestione dei rifiuti in Sicilia.  (Le risposte agli altri 5 quesiti sono state analizzate in quest’altro link, NdR)

 I candidati che hanno risposto sono apparentemente concordi sul fatto che la cronica emergenza dei rifiuti vada affrontata prioritariamente incentivando la riduzione dei rifiuti, aumentando la raccolta differenziata e realizzando impianti di compostaggio, riciclaggio e recupero di materia.

 Le posizioni invece si differenziano sulla questione degli inceneritori.

Mentre Cancelleri  Fava  esprimono un netto NO, senza se e senza ma, a questo tipo di impianti, addirittura ritenuti da Fava funzionali ad “interessi privati spesso criminali”, altrettanto non si può dire di Musumeci.

Quest’ultimo afferma infatti di voler realizzare “piccoli impianti di termovalorizzazione, non inceneritori”. Peccato che “termovalorizzatore” e “inceneritore” sono sinonimi. Basta infatti cercare sul dizionario per capire che il “termovalorizzatore” altro non è che un inceneritore associato a recupero di energia, come del resto ormai tutti gli inceneritori esistenti in Italia.

dizionario termovalorizzatore

Tant’ è vero che il termine “termovalorizzatore” viene tradotto nelle altre lingue nè più nè meno che come inceneritore. In ogni caso nell’ordinamento vigente non si parla di “termovalorizzatori”, ma di “impianti di incenerimento”, definiti nel Codice dell’Ambiente come impianti dove avviene la combustione dei rifiuti, anche associata a produzione di energia.

traduzione termovalorizzatore

Quanto ai “Siciliani Liberi”, La Rosa afferma la sua “netta contrarietà al business dei megainceneritori voluti da Roma”, ma non si esprime ad esempio sull’ipotesi dei “piccoli” inceneritori ideati da Crocetta e Contraffatto ed ora riproposti da Musumeci.

Il secondo quesito riguardava nello specifico il progetto A2A dell’inceneritore del Mela. In particolare non si chiedeva di esprimere solo una generica opinione in merito, ma di specificare se la Regione esprimerà un parere (che potrebbe essere decisivo) nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), procedura che deve decidere della realizzazione dell’opera.

(Aggiornamento: è del 2 Novembre la notizia che l’istruttoria della Commissione tecnica VIA si è già conclusa, purtroppo positivamente per l’inceneritore. Il parere della Regione sarebbe quindi ormai fuori tempo massimo. Il 2 Novembre abbiamo perciò chiesto ai candidati se si impegnano ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione del Governo, NdR).

Secca la risposta di La Rosa: “Parere contrario all’inceneritore del Mela”.

Dello stesso segno, ma più articolata, la risposta di Fava, il quale non solo si impegna a contrastare questo progetto in tutte le sue fasi procedurali, ma afferma anche che, in caso di chiusura della Centrale di San Filippo del Mela, A2A sarebbe obbligata a bonificare il sito.

Dalla risposta di Cancelleri si evince la contrarietà alla realizzazione dell’impianto, ma  il candidato non si è espresso in maniera esplicita sul parere negativo che, come da noi richiesto, la Regione dovrebbe inviare all’interno della procedura ministeriale VIA.

 Più preoccupante la risposta di Musumeci, che non si esprime in modo netto sull’impianto, limitandosi ad affermare che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica di gestione dei rifiuti sopra enunciata”.

(Aggiornamento: con un post apparso sulla sua pagina facebook la sera del 31 Ottobre, Nello Musumeci ha precisato di essere contrario al progetto A2A dell’inceneritore del Mela, pur ribadendo comunque la necessità di impianti di valorizzazione energetica in Sicilia. In questo articolo abbiamo fatto le nostre considerazioni in merito al post di Musumeci: Musumeci e il dilemma degli inceneritori, NdR) 

A rigor di logica l’inceneritore del Mela non può essere affatto definito un “piccolo termovalorizzatore”, potendo arrivare a bruciare fino a 510 mila tonnellate di rifiuti. Tuttavia A2A potrebbe giocare d’astuzia, accettando in un primo tempo di ridurre il quantitativo di rifiuti da bruciare. Tanto poi, una volta realizzato l’impianto, sarà facile aumentarne la capacità con la scusa dell’emergenza rifiuti: è quanto sta già accadendo a diversi inceneritori italiani per effetto dello “Sblocca Italia”. A tal proposito è di scarsa consolazione il fatto che vari politici (siano essi Crocetta, Contraffatto o Musumeci) dicano “No ai mega-inceneritori, si a piccoli termovalorizzatori”, perché dopo la loro realizzazione questi impianti potrebbero essere facilmente potenziati e quindi trasformati in veri e propri mega-inceneritori.

Musumeci afferma di voler realizzare i “piccoli” inceneritori prioritariamente presso le aree delle discariche, già ambientalmente compromesse: verrebbe da dire “cornuti e bastonati”. C’è quindi il rischio che Musumeci voglia comunque realizzare un inceneritore nel nostro hinterland, ad esempio vicino Furnari, come se non bastassero i problemi già creati con la vicina discarica di Mazzarrà.

Inoltre anche le zone industriali possono essere intese come aree ambientalmente compromesse, quindi l’ipotesi dell’inceneritore del Mela non verrebbe affatto esclusa, anzi troverebbe ulteriore legittimazione: quella di continuare a inquinare dove si è già inquinato, e chi se ne frega dei rischi per la salute dei cittadini.

Infatti i piccoli inceneritori non escludono affatto gravi rischi per la salute: si vedano ad esempio i risultati molto preoccupanti dello studio epidemiologico  dell’ARPA Piemonte sul piccolo inceneritore di Vercelli.

Inoltre gli inceneritori avrebbero costi molto maggiori rispetto agli impianti di compostaggio e riciclaggio: centinaia di milioni di euro che ricadrebbero, in un modo o nell’altro, sulle spalle dei cittadini, ad esempio tramite bollette più salate.

 Quanto a Micari, l’unico candidato alla Presidenza che, nonostante i nostri solleciti, non ha risposto ai quesiti, il suo silenzio appare molto sospetto.

(Aggiornamenti: stando ad un articolo del Gazzettino di Sicilia, Micari ha eplicitamente affermato di essere favorevole agli inceneritori. Di segno opposto quanto riportato successivamente da un articolo di Tempostretto, secondo il quale Micari, in collegamento telefonico ad un incontro a sostegno del Candidato all’ARS, nonchè Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto, avrebbe affermato di ribadire (sic!) la propria contrarietà “ai grandi impianti”, NdR).

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri, a cui si sono aggiunte  alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo

Comitato Lenzuoli 27 Settembre

Associazione Economia Circolare

Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela

Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini

Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Un’ analisi delle risposte dei candidati agli altri quesiti e’ stato condotta al seguente link: Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

Tutti i candidati alla Presidenza hanno risposto ai nostri quesiti tranne uno: Fabrizio Micari

E’ scaduto il termine per rispondere ai nostri quesiti su rifiuti, inceneritore/i, raffineria, inquinamento e pianificazione ed è tempo di “tirare le somme”.

Un primo dato che emerge è che, bene o male, hanno risposto tutti i candidati alla Presidenza, eccetto uno: Fabrizio Micari.

Come interpretare il suo silenzio? Sbadataggine? Inverosimile che non si sia accorto dei quesiti, in quanto a tutti i candidati sono stati inviati più volte email e messaggi facebook di sollecito.

Disinteresse verso le problematiche sollevate nei quesiti? Scarsa competenza in materia? O forse non ha ritenuto opportuno rendere pubblica la propria posizione ad esempio sugli inceneritori (ed in particolare sull’inceneritore del Mela) in quanto ritenuta impopolare?

In ogni caso si tratterebbe di ipotesi poco rassicuranti.

Chiaramente Fabrizio Micari se volesse potrebbe sempre chiarire, nei modi da lui ritenuti più opportuni, la propria posizione in merito ai quesiti da noi sollevati.

Noi intanto a breve pubblicheremo le risposte degli altri quattro candidati (La Rosa, Cancelleri, Fava e Musumeci)  sui 7 quesiti che abbiamo loro inviato, facendo le debite considerazioni.

Vi possiamo anticipare che ne vedrete (o meglio leggerete) delle “belle”. Ad ogni modo il solo fatto di essersi cimentati su quesiti spinosi riguardanti temi concreti è lodevole. E non era affatto scontato.

Questi in estrema sintesi i nostri quesiti:

  1. Gestione dei rifiuti in Sicilia: darete priorità al riciclaggio o agli inceneritori?
  2. Inceneritore del Mela: darete un parere nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che deve decidere sulla sua realizzazione? Se si, sarà positivo o negativo?
  3. Raffineria di Milazzo: è in corso la procedura (il riesame dell’AIA) che può rivedere le prescrizioni ed i limiti delle emissioni della Raffineria. Avete intenzione di intervenire nella direzione richiesta dalle associazioni per ridurre di molto l’inquinamento?
  4.  Piano di qualità dell’aria: approverete un Piano che preveda per le industrie delle AERCA (Aree ad elevato rischio di crisi ambientale di Milazzo/Valle del Mela, Augusta/Priolo e Gela) limiti emissivi molto inferiori rispetto ai limiti di legge ?
  5. Risanamento Valle del Mela: approverete e finanzierete le bonifiche ed un reale ed efficiente sistema di monitoraggio ambientale?
  6. Piani Paesaggistici: difenderete il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 dai numerosi ricorsi al TAR che minacciano di annullarlo?  Che ne pensate del tentativo, che non sembrerebbe andato in porto, di consentire deroghe ai Piani Paesaggistici da parte di opere pubbliche a discrezione della Giunta regionale?
  7. Soprintendenza di Messina:  dopo le polemiche suscitate da alcune recenti iniziative della Soprintendenza di Messina (riguardanti ad esempio progetti come quello sull’inceneritore del Mela), cosa farete per assicurare l’esclusivo perseguimento dei suoi compiti di tutela dei beni culturali e ambientali?

Infuria la campagna elettorale, ma solo due dei cinque candidati finora hanno risposto sui temi ambientali. Il termine scade domani

Infuria la campagna elettorale, tutti a caccia di voti, eppure, al di là degli slogan, si nota una certa difficoltà dei candidati alla Presidenza a misurarsi su temi concreti.

Sono passati ben 11 giorni da quando abbiamo inviato ai candidati alla Presidenza 7 quesiti   riguardanti l’inceneritore del Mela, la Raffineria di Milazzo, il risanamento della Valle del Mela, il Piano di qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, i Piani Paesaggistici e la Soprintendenza di Messina.

I quesiti sono stati sottoscritti da diverse associazioni in gran parte locali ma non solo: Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, Italia Nostra – Milazzo, Associazione economia circolare, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela, Associazione TSC, Comitato CTA di Archi.

  Il termine per rispondere ai quesiti scade domani, ma finora solo due dei cinque candidati alla Presidenza hanno inviato le proprie risposte, che verranno rese pubbliche al termine dell’iniziativa.

Eppure le problematiche ambientali della Valle del Mela e la strategia rifiuti zero sono entrate nella campagna elettorale di diversi schieramenti. Ma una cosa è fare enunciazioni programmatiche vaghe, una cosa è prendere impegni concreti, come esprimere finalmente (e rapidamente) un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale sull’inceneritore del Mela, o intervenire nel riesame dell’AIA della Raffineria per ottenere limiti emissivi molto più restrittivi di quelli attuali.

I quesiti che abbiamo inviato ai candidati puntano proprio a questo, a costringere i candidati a prendere impegni concreti, in modo da poter poi rendere palese la coerenza del proprio operato con gli impegni presi, al di là degli slogan e dei sofismi in cui troppo spesso si perdono le “buone intenzioni” declamate in campagna elettorale. Perché ai cittadini, in definitiva, interessano i fatti concreti.

7 spinosi quesiti ai candidati alla presidenza della Regione su inceneritori, Valle del Mela, inquinamento, Piani Paesaggistici

Abbiamo rivolto 7 spinosi quesiti ai candidati alla Presidenza della Regione, riguardanti  tutto ciò che abbiamo sempre chiesto alla Regione in merito a varie questioni riguardanti sia la Valle del Mela (Inceneritore, Raffineria, risanamento della Valle del Mela), che la Sicilia nel suo insieme (Gestione dei rifiuti, Piani Paesaggistici, Piano di qualità dell’aria).

Ultima, ma non per importanza, la questione della Soprintendenza di Messina, dopo le controverse “mosse” del Soprintende Micali.

Le risposte dovranno pervenire entro il 25 Ottobre ed ovviamente verranno rese pubbliche.

Ecco i sette quesiti che sono stati inviati personalmente a tutti i candidati:

1) GESTIONE DEI RIFIUTI

Da circa due decenni la Sicilia vive una situazione di perenne “emergenza rifiuti”, caratterizzata dalla cronica carenza di impiantistica e da un sistema basato quasi interamente sulle discariche private.

Tra l’altro la Sicilia è fanalino di coda per la raccolta differenziata. Nell’ultimo anno si sono registrati alcuni progressi, ma limitati innanzitutto dalla carenza di impianti di compostaggio e di impianti necessari al riciclo dei rifiuti differenziati.

Se venisse eletto, come intenderà risolvere questa situazione?

Realizzando gli inceneritori, come vorrebbe il governo nazionale, oppure dando priorità agli impianti necessari alla filiera del riciclaggio, del compostaggio e del recupero di materia, come prescritto dal Codice Ambientale [1] e come recentemente raccomandato dalla Commissione europea [2] ?

2) INCENERITORE DEL MELA

Nel Settembre 2015 il gruppo A2A ha presentato il progetto di un inceneritore [3] nella Centrale elettrica di San Filippo del Mela. L’impianto avrebbe una capacità di 510 mila tonnellate l’anno e verrebbe alimentato con il CSS, un rifiuto speciale [4] che attualmente non viene prodotto in Sicilia, ma che potrebbe arrivare da altre parti d’Italia.

Il progetto ha allarmato la stragrande maggioranza dei cittadini del comprensorio, che hanno espresso la loro forte contrarietà con manifestazioni, raccolta di firme e referendum consultivi comunali.

no-inceneritore-mela

Infatti la Valle del Mela vive già da molti decenni una situazione di grave crisi ambientale e sanitaria e i cittadini chiedono semmai una riduzione dell’inquinamento, non certo un suo peggioramento.

L’attuale presidente Crocetta ha più volte dichiarato la propria contrarietà al progetto, ma di atti concreti non se ne sono visti. In particolare la Regione non ha ancora emesso un proprio parere nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, procedura statale che deve decidere sulla realizzazione dell’impianto.

Se venisse eletto, il suo governo esprimerà un parere che potrebbe essere determinante nell’ambito di questa procedura? Se si, che tipo di parere (favorevole o contrario) ha intenzione di esprimere?

3) RAFFINERIA DI MILAZZO

E’ attualmente in corso anche il Riesame dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Raffineria di Milazzo. Tale procedura, a cui partecipano la Regione Siciliana, il Ministero dell’Ambiente e gli enti locali, è molto importante perché è un’occasione unica per prevedere una riduzione dell’inquinamento nella Valle del Mela.incendio ram fb

Le associazioni del territorio hanno chiesto, con dettagliate osservazioni, la prescrizione di:

  • tutte le tecnologie possibili capaci di minimizzare e/o prevenire l’inquinamento;
  • limiti emissivi ben più restrittivi;
  • progressiva riduzione della capacità e degli impianti di raffinazione, in applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 che prevede una riconversione produttiva dell’area.

Tali richieste sono dovute alle varie evidenze scientifiche sulle criticità ambientali e sanitarie della Valle del Mela, in applicazione del “Principio di precauzione” riconosciuto dalla normativa nazionale e comunitaria.

Se venisse eletto e la suddetta procedura sarà ancora in corso, il suo governo interverrà nella direzione richiesta dalle associazioni nell’ambito di questa procedura?

4) RISANAMENTO AMBIENTALE DELLA VALLE DEL MELA

Il territorio della Valle del Mela attende da diversi anni il Piano di risanamento ambientale: qualora venisse eletto, si impegna ad approvarlo e finanziario?

I fondi per le bonifiche sono bloccati per cavilli burocratici: si impegna a sbloccare i fondi?

Nel comprensorio della Valle del Mela non è presente un adeguato sistema di monitoraggio della qualità dell’aria. Inoltre la struttura di Messina dell’ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) lamenta da anni mancanza di attrezzature e personale. Si impegna a realizzare un reale ed efficiente sistema di monitoraggio ambientale?

schifo RAM FB

5) PIANO DI QUALITA’ DELL’ARIA

La normativa contempla la possibilità che le Regioni prescrivano, con appositi Piani di qualità dell’aria, limiti emissivi ben più restrittivi dei

limiti di legge in determinate aree caratterizzate da particolari criticità e/o dalla presenza di molteplici fonti emissive. In Sicilia sono state dichiarate ben tre Aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA): Milazzo-Valle del Mela, Augusta-Priolo e Gela. In tali aree molteplici studi hanno evidenziato preoccupanti criticità sanitarie.

Se venisse eletto, adotterà un Piano di qualità dell’aria che riconosca la necessità di applicare, in queste determinate aree, limiti emissivi ben più restrittivi (ad esempio inferiori di un ordine di grandezza [5]) rispetto ai limiti di legge?

Del resto i vari BREF, ovvero i documenti di riferimento per le BAT (migliori tecnologie disponibili) riferiti a ciascun settore di attività, molto spesso indicano che esistono BAT capaci di garantire valori così restrittivi. Laddove per determinati inquinanti le BAT di settore non consentano di applicare tale previsione, il Piano di qualità dell’aria potrebbe prevedere che venga prescritto il valore più restrittivo dell’intervallo BAT-AEL, ovvero l’intervallo di valori che si registrano con il normale funzionamento degli impianti che applicano le BAT.

6) PIANI PAESAGGISTICI

Una delle principali ricchezze della nostra Regione è indiscutibilmente rappresentata dal suo patrimonio culturale, paesaggistico e naturale, che ha le potenzialità per dare, se adeguatamente tutelato e valorizzato, un significativo apporto all’economia ed all’occupazione.

I Piani Paesaggistici costituiscono il principale strumento di tutela e valorizzazione di tale patrimonio.

Uno dei risultati più importanti in tale ambito è stata l’approvazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, riguardante gran parte della Provincia di Messina. Tuttavia contro il decreto di approvazione, emesso dall’Assessore regionale ai beni culturali il 29/12/2016, sono stati presentati numerosi ricorsi che rischiano di vanificare il lavoro svolto.

Nel recente passato è successo che i competenti organi regionali non sono intervenuti con solerzia a difesa del Piano Paesaggistico in una vertenza legale.

Nel caso in cui venisse eletto, il suo governo interverrà con decisione a difesa e sostegno del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 recentemente approvato?

Inoltre darà indicazione all’Assessore regionale ai Beni Culturali di ascoltare le istanze delle associazioni sulla opportunità di alcuni eventuali accorgimenti che potrebbero rendere più forte e chiara l’applicazione del Piano?

Ancora, cosa ne pensa dell’art. 48 della L.R. 11 agosto 2017, n. 16, che sembra prevedere che opere individuate a discrezione della Giunta Regionale possano comunque essere realizzate in qualsiasi area vincolata della Regione [6]?

7) SOPRINTENDENZA DI MESSINA

Nel corso dell’ultimo anno alcuni atti della Soprintendenza di Messina hanno suscitato forti perplessità nel territorio.

orazio
Il Soprintendente Orazio Micali

Ad esempio ha destato aspre critiche la singolare richiesta, formulata con la nota n. 303 del 19/1/2017di annullare il parere contrario verso l’inceneritore del Mela già espresso dalla stessa Soprintendenza il 5 Novembre 2015.

Si ricorda che tale parere era stato formulato sulla base delle incompatibilità del progetto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, all’epoca vigente in regime di Salvaguardia e che, come abbiamo visto, è stato nel frattempo definitivamente approvato.

Altre perplessità riguardano autorizzazioni paesaggistiche rilasciate nei confronti di alcuni progetti, come quello della ditta Mare Pulito S.r.l. “per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e recupero idrocarburi” a San Pier Marina, entro i 150 metri dal mare, cioè nella fascia sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta.

Se venisse eletto, il suo governo quali provvedimenti ha intenzione di prendere per assicurare il perseguimento esclusivo dei compiti di tutela dei Beni Culturali e Ambientali da parte delle Soprintendenze?

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini
Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo
Comitato Lenzuoli 27 Settembre
Associazione Economia Circolare
Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela
Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini
Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Note:

[1] L’Art. 179, comma 6, prevede che “il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorita’ rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”.

[2] Con la Comunicazione sul ruolo della valorizzazione energetica dai rifiuti nell’economia circolare del 26.1.2017, la Commissione Europea ha raccomandato – per i paesi caratterizzati da una gestione dei rifiuti ancora basata sulle discariche e con scarsa o nulla capacità di incenerimento – di dare priorità alla progressiva diversione dalle discariche al compostaggio ed al riciclaggio, senza realizzazione di nuovi inceneritori. La Commissione Europea ritiene preferibile inviare la frazione combustibile residua dei rifiuti non riciclabili ad inceneritori già esistenti in altre regioni o paesi europei (che rischiano di essere sottoutilizzati col progredire dell’economia circolare), anziché realizzare nuovi inceneritori. http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

[3] Il progetto è intitolato “Impianto di valorizzazione energetica di CSS da realizzarsi nella esistente Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela”.

[4] Il CSS è costituito prevalentemente da plastica e carta provenienti dai rifiuti solidi urbani.

[5] A tal riguardo esiste già il “precedente” del Piano regionale dei rifiuti del 2012, che, in riferimento agli impianti di valorizzazione energetica, prevede valori nelle emissioni “minori di almeno un ordine di grandezza rispetto alle tabelle dei valori limite”.

[6] Aggiornamento del 20/10/2017: sembrerebbe che l’articolo in questione, collegato alla legge di stabilità regionale, sia stato bocciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La Gazzetta “promuove” l’inceneritore del Mela opera strategica pur di sostenere che si farà. Ma state attenti, vi vogliono depistare.

Nella Gazzetta di ieri è apparso un articolo con un titolo trionfalistico per i (pochi) tifosi dell’inceneritore ed allarmante per la stragrande maggioranza dei cittadini:gazzetta disinformation stralcio

Qual è nel concreto la realtà dei fatti?

La Gazzetta si è accorta, con qualche mese di ritardo, che l’Assemblea regionale ha approvato un emendamento proposto da Croce e Crocetta alla finanziaria, in cui si prevede che i Piani Paesaggistici debbano consentire la realizzazione di opere pubbliche e che la valutazione paesaggistica di tali opere non spetti più alle Soprintendenze, bensì alla Giunta Regionale.

Si tratta dell’ennesimo gran pasticcio della Regione, di non chiara applicabilità. Ma nulla nel testo dell’emendamento (che riportiamo in fondo all’articolo) giustifica le affermazioni della Gazzetta, anche perchè l’emendamento afferma chiaramente che inceneritori e discariche rimangono esclusi dai propri ambiti di applicazione (per la cronaca sembra che tale esclusione sia stata approvata su proposta dei deputati del M5S). Inoltre l’emendamento sembra più riferito ai Piani Paesaggistici di prossima realizzazione che non a quelli già approvati.

Insomma anche con questo emendamento, il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 recentemente approvato rimane perfettamente operativo ed ostativo nei confronti dell’inceneritore del Mela. Anzi, proprio l’approvazione del Piano è stata un importantissimo risultato conseguito nell’ambito della lotta contro questo sciagurato progetto.

Possiamo quindi dormire sonni tranquilli? Purtroppo no, perchè sono ben altri i pericoli da cui ci dobbiamo guardare. Infatti diversi ricorsi sono stati presentati contro il Piano Paesaggistico dopo la sua approvazione, tra cui quelli di A2A e della Raffineria, ma non solo: si calcola che sono ben cinque i ricorsi al TAR Catania che possono mettere a repentaglio l’intero Piano o almeno la parte di nostro interesse.

Ma di questo gli organi di informazioni preferiscono non parlare. Meglio sventolare argomenti inesistenti piuttosto che svelare i veri rischi che corre il Piano Paesaggistico. Troppo pericoloso parlarne: magari così facendo le migliaia di cittadini che lottano contro l’inceneritore potrebbero convincere i propri sindaci ad intervenire contro questi ricorsi a difesa del Piano, come è successo nei mesi scorsi con il ricorso di A2A al Tar Lazio.

Finora solo il Comune di San Filippo del Mela è intervenuto a difesa del Piano Paesaggistico approvato, unicamente nel ricorso di A2A. Troppo poco. Nel silenzio generale l’assalto al Piano Paesaggistico, vero baluardo contro l’inceneritore ed il deturpamento del territorio, è in atto su più fronti.

E c’è chi nel frattempo preferisce sviare l’attenzione dirottandola sul nulla.

.

Di seguito riportiamo il testo dell’emendamento “incriminato” ed a seguire una nostra piccola considerazione al riguardo.

Art. 48. Piani Paesaggistici Territoriali.

1. I Piani Paesaggistici Territoriali, nell’individuare le specifiche aree di tutela e predisporre le correlate prescrizioni d’uso, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, devono prevedere la possibilità che le opere di pubblica utilità, realizzate da enti pubblici o società concessionarie di servizi pubblici e con esclusione dell’impiantistica di trattamento dei rifiuti comprese le discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del progetto anche le possibili soluzioni in grado di ridurre, compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.

2. La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal proponente l’opera all’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana. La valutazione si conclude entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza ed è espressa con delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per i beni culturali e l’identità siciliana.

3. Le opere di cui al comma 1 nonché le attività estrattive che, prima della data di adozione dei singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto nulla osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate da parte di una Amministrazione regionale o locale competente in materia di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione abbia già rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel rispetto dei tempi, delle forme e delle modalità ivi previste, senza ulteriori valutazioni”.

(L.R. 11 agosto 2017, n. 16)

L’argomento di questo emendamento non è un fatto inedito, anche nel Piano Paesaggistico della Regione Puglia si esprime un concetto simile. Infatti l’articolo 95 (rubricato “Realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità”) delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR), adottato con delibera di G.R. n. 1435 del 2 agosto 2013, dispone quanto segue: <<1. Le opere pubbliche o di pubblica utilità possono essere realizzate in deroga alle prescrizioni previste dal titolo VI delle presenti norme per i beni paesaggistici e gli ulteriori contesti, purché in sede di autorizzazione paesaggistica o in sede di accertamento di compatibilità paesaggistica si verifichi che dette opere siano comunque compatibili con gli obiettivi di qualità di cui all’art. 37 e non abbiano alternative localizzative e/o progettuali. Il rilascio del provvedimento di deroga è sempre di competenza della Regione>>.

Ma nel caso della Puglia non si tratta di un emendamento alla Finanziaria (sic!), bensì di un vero e proprio articolo all’interno del Piano Paesaggistico. Inoltre nel caso del Piano della Regione Puglia si fa riferimento all’impossibilità di localizzare altrove l’opera, riferimento che invece manca nel testo dell’emendamento siciliano.

Lasciamo a voi ogni ulteriore considerazione…

Chiara l’origine della puzza velenosa che spesso ammorba il territorio, ma nelle istituzioni c’è ancora qualcuno che nega l’evidenza. PERCHE’?

Il nostro territorio continua ad essere continuamente ammorbato da odori molesti di verosimile origine industriale che spesso costringono i cittadini a rinchiudersi all’interno delle proprie abitazioni. Alcuni cittadini hanno anche segnalato disturbi fisici come bruciore alla gola.

 Come se non bastasse, il territorio deve subire ulteriori affronti dalle istituzioni che sembrano voler nascondere il sole con la rete. Abbiamo infatti appreso dalla Gazzetta del Sud di venerdi scorso che il dott. Cappadonia, dirigente del Dipartimento Ambiente della Città Metropolitana, avrebbe affermato, in un documento ufficiale inviato a vari enti, che non è possibile risalire alla sorgente degli odori molesti, sia pur specificando che siano attribuibili ad idrocarburi non metanici.

Vorremmo ricordare che, dopo aver effettuato varie campagne di monitoraggio ed analisi sulle note emissioni odorigene già dal 2009, l’ARPA ha chiarito con diverse note (l’ultima risale proprio a pochi mesi fa) la correlazione tra gli odori molesti e le emissioni fuggitive della Raffineria di Milazzo.

Infatti, secondo le elaborazioni dell’ARPA, i vari tipi di idrocarburi e di sostanze solforate rilevati sarebbero riconducibili alle attività svolte dalla Raffineria.  Peraltro, nel corso di un’ispezione, gli odori caratteristici sono stati chiaramente avvertiti in prossimità degli sfiati di un serbatoio della Raffineria. L’ARPA ha inoltre sottolineato che si tratta di un indice di inquinamento da attenzionare, sia in relazione alla molestia olfattiva, sia soprattutto per gli effetti sulla salute.

Possibile che il dott. Cappadonia non sia a conoscenza di tutto questo? A chi serve nascondere ancora la verità?  

Come mai l’ex provincia regionale di Messina (oggi Cittá Metropolitana), fino a pochi anni fa, ogni qualvolta venivano rilevati superamenti per gli idrocarburi non metanici trasmetteva una nota alla sola Direzione Generale della Raffineria di Milazzo? Evidentemente all’ex Provincia erano bene a conoscenza della provenienza di tali idrocarburi dalla Raffineria. Come mai adesso fanno gli gnorri?

Forse perché, grazie a recenti studi scientifici dell’Università di Messina, oggi è possibile ipotizzare una correlazione tra gli elevati livelli di idrocarburi e l’elevata incidenza di acromegalia (patologia legata a particolari tumori ipofisari) riscontrata nella valle del Mela?

Forse perché adesso è in corso il riesame dell’AIA, ove si decide quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni? Forse perché nell’ambito di tale procedura abbiamo evidenziato la necessità di prescrivere una drastica riduzione delle emissioni della Raffineria per esigenze di salute pubblica?

Di certo anche altre istituzioni hanno gravi responsabilità nei confronti del nostro martoriato territorio. La normativa prevede una serie di strumenti a tutela della salute pubblica che ad oggi su questo territorio non sono mai stati applicati dagli enti preposti.

Anche la Regione Siciliana in tutti questi anni è stata latitante sui temi ambientali e non ha finanziato la realizzazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, sebbene fosse prevista in un decreto della stessa Regione. Da molti anni questo territorio attende l’approvazione del Piano di risanamento ambientale e del Piano della qualità dell’aria che giacciono nei cassetti dell’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente.

Sia la Regione, sia la Città Metropolitana, sia i Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela sono coinvolti nella procedura di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della RAM. Cosa stanno facendo al riguardo? Hanno letto le osservazioni delle associazioni in cui si chiede la prescrizione di tutte le tecnologie che sarebbero capaci di ridurre drasticamente le emissioni della Raffineria? Che posizione hanno in merito? Sono consapevoli che così facendo, oltre a ridurre i rischi sanitari e le emissioni moleste, si potrebbero anche creare molti posti di lavoro? L’adozione di tali tecnologie richiederebbe infatti consistenti investimenti da parte dell’azienda, con positive ricadute occupazionali. E che posizione hanno gli enti locali in merito all’applicazione del Piano Paesaggistico appena approvato, che dispone la progressiva eliminazione degli impianti della Raffineria e della Centrale per una graduale riconversione produttiva dell’area? Che posizione hanno in merito al ricorso che la RAM e A2A hanno presentato contro il Piano Paesaggistico?

Nel comprensorio della Valle del Mela esiste realmente un problema sanitario sottovalutato da chi negli anni non si é totalmente interessato allo stato di crisi ambientale del territorio.

Adesso che è in corso il riesame dell’AIA della Raffineria siamo davvero curiosi di vedere quali amministrazioni ed istituzioni si schiereranno dalla parte della cittadinanza e quali invece dalla parte del colosso industriale.

 

Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela