7 spinosi quesiti ai candidati alla presidenza della Regione su inceneritori, Valle del Mela, inquinamento, Piani Paesaggistici

Abbiamo rivolto 7 spinosi quesiti ai candidati alla Presidenza della Regione, riguardanti  tutto ciò che abbiamo sempre chiesto alla Regione in merito a varie questioni riguardanti sia la Valle del Mela (Inceneritore, Raffineria, risanamento della Valle del Mela), che la Sicilia nel suo insieme (Gestione dei rifiuti, Piani Paesaggistici, Piano di qualità dell’aria).

Ultima, ma non per importanza, la questione della Soprintendenza di Messina, dopo le controverse “mosse” del Soprintende Micali.

Le risposte dovranno pervenire entro il 25 Ottobre ed ovviamente verranno rese pubbliche.

Ecco i sette quesiti che sono stati inviati personalmente a tutti i candidati:

1) GESTIONE DEI RIFIUTI

Da circa due decenni la Sicilia vive una situazione di perenne “emergenza rifiuti”, caratterizzata dalla cronica carenza di impiantistica e da un sistema basato quasi interamente sulle discariche private.

Tra l’altro la Sicilia è fanalino di coda per la raccolta differenziata. Nell’ultimo anno si sono registrati alcuni progressi, ma limitati innanzitutto dalla carenza di impianti di compostaggio e di impianti necessari al riciclo dei rifiuti differenziati.

Se venisse eletto, come intenderà risolvere questa situazione?

Realizzando gli inceneritori, come vorrebbe il governo nazionale, oppure dando priorità agli impianti necessari alla filiera del riciclaggio, del compostaggio e del recupero di materia, come prescritto dal Codice Ambientale [1] e come recentemente raccomandato dalla Commissione europea [2] ?

2) INCENERITORE DEL MELA

Nel Settembre 2015 il gruppo A2A ha presentato il progetto di un inceneritore [3] nella Centrale elettrica di San Filippo del Mela. L’impianto avrebbe una capacità di 510 mila tonnellate l’anno e verrebbe alimentato con il CSS, un rifiuto speciale [4] che attualmente non viene prodotto in Sicilia, ma che potrebbe arrivare da altre parti d’Italia.

Il progetto ha allarmato la stragrande maggioranza dei cittadini del comprensorio, che hanno espresso la loro forte contrarietà con manifestazioni, raccolta di firme e referendum consultivi comunali.

no-inceneritore-mela

Infatti la Valle del Mela vive già da molti decenni una situazione di grave crisi ambientale e sanitaria e i cittadini chiedono semmai una riduzione dell’inquinamento, non certo un suo peggioramento.

L’attuale presidente Crocetta ha più volte dichiarato la propria contrarietà al progetto, ma di atti concreti non se ne sono visti. In particolare la Regione non ha ancora emesso un proprio parere nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, procedura statale che deve decidere sulla realizzazione dell’impianto.

Se venisse eletto, il suo governo esprimerà un parere che potrebbe essere determinante nell’ambito di questa procedura? Se si, che tipo di parere (favorevole o contrario) ha intenzione di esprimere?

3) RAFFINERIA DI MILAZZO

E’ attualmente in corso anche il Riesame dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Raffineria di Milazzo. Tale procedura, a cui partecipano la Regione Siciliana, il Ministero dell’Ambiente e gli enti locali, è molto importante perché è un’occasione unica per prevedere una riduzione dell’inquinamento nella Valle del Mela.incendio ram fb

Le associazioni del territorio hanno chiesto, con dettagliate osservazioni, la prescrizione di:

  • tutte le tecnologie possibili capaci di minimizzare e/o prevenire l’inquinamento;
  • limiti emissivi ben più restrittivi;
  • progressiva riduzione della portata e degli impianti, in applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9

Tali richieste sono dovute alle varie evidenze scientifiche sulle criticità ambientali e sanitarie della Valle del Mela, in applicazione del “Principio di precauzione” riconosciuto dalla normativa nazionale e comunitaria.

Se venisse eletto e la suddetta procedura sarà ancora in corso, il suo governo interverrà nella direzione richiesta dalle associazioni nell’ambito di questa procedura?

4) RISANAMENTO AMBIENTALE DELLA VALLE DEL MELA

Il territorio della Valle del Mela attende da diversi anni il Piano di risanamento ambientale: qualora venisse eletto, si impegna ad approvarlo e finanziario?

I fondi per le bonifiche sono bloccati per cavilli burocratici: si impegna a sbloccare i fondi?

Nel comprensorio della Valle del Mela non è presente un adeguato sistema di monitoraggio della qualità dell’aria. Inoltre la struttura di Messina dell’ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) lamenta da anni mancanza di attrezzature e personale. Si impegna a realizzare un reale ed efficiente sistema di monitoraggio ambientale?

schifo RAM FB

5) PIANO DI QUALITA’ DELL’ARIA

La normativa contempla la possibilità che le Regioni prescrivano, con appositi Piani di qualità dell’aria, limiti emissivi ben più restrittivi dei

limiti di legge in determinate aree caratterizzate da particolari criticità e/o dalla presenza di molteplici fonti emissive. In Sicilia sono state dichiarate ben tre Aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA): Milazzo-Valle del Mela, Augusta-Priolo e Gela. In tali aree molteplici studi hanno evidenziato preoccupanti criticità sanitarie.

Se venisse eletto, adotterà un Piano di qualità dell’aria che riconosca la necessità di applicare, in queste determinate aree, limiti emissivi ben più restrittivi (ad esempio inferiori di un ordine di grandezza [5]) rispetto ai limiti di legge?

Del resto i vari BREF, ovvero i documenti di riferimento per le BAT (migliori tecnologie disponibili) riferiti a ciascun settore di attività, molto spesso indicano che esistono BAT capaci di garantire valori così restrittivi. Laddove per determinati inquinanti le BAT di settore non consentano di applicare tale previsione, il Piano di qualità dell’aria potrebbe prevedere che venga prescritto il valore più restrittivo dell’intervallo BAT-AEL, ovvero l’intervallo di valori che si registrano con il normale funzionamento degli impianti che applicano le BAT.

6) PIANI PAESAGGISTICI

Una delle principali ricchezze della nostra Regione è indiscutibilmente rappresentata dal suo patrimonio culturale, paesaggistico e naturale, che ha le potenzialità per dare, se adeguatamente tutelato e valorizzato, un significativo apporto all’economia ed all’occupazione.

I Piani Paesaggistici costituiscono il principale strumento di tutela e valorizzazione di tale patrimonio.

Uno dei risultati più importanti in tale ambito è stata l’approvazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, riguardante gran parte della Provincia di Messina. Tuttavia contro il decreto di approvazione, emesso dall’Assessore regionale ai beni culturali il 29/12/2016, sono stati presentati numerosi ricorsi che rischiano di vanificare il lavoro svolto.

Nel recente passato è successo che i competenti organi regionali non sono intervenuti con solerzia a difesa del Piano Paesaggistico in una vertenza legale.

Nel caso in cui venisse eletto, il suo governo interverrà con decisione a difesa e sostegno del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 recentemente approvato?

Inoltre darà indicazione all’Assessore regionale ai Beni Culturali di ascoltare le istanze delle associazioni sulla opportunità di alcuni eventuali accorgimenti che potrebbero rendere più forte e chiara l’applicazione del Piano?

Ancora, cosa ne pensa dell’art. 48 della L.R. 11 agosto 2017, n. 16, che sembra prevedere che opere individuate a discrezione della Giunta Regionale possano comunque essere realizzate in qualsiasi area vincolata della Regione?

7) SOPRINTENDENZA DI MESSINA

Nel corso dell’ultimo anno alcuni atti della Soprintendenza di Messina hanno suscitato forti perplessità nel territorio.

orazio
Il Soprintendente Orazio Micali

Ad esempio ha destato aspre critiche la singolare richiesta, formulata con la nota n. 303 del 19/1/2017di annullare il parere contrario verso l’inceneritore del Mela già espresso dalla stessa Soprintendenza il 5 Novembre 2015.

Si ricorda che tale parere era stato formulato sulla base delle incompatibilità del progetto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, all’epoca vigente in regime di Salvaguardia e che, come abbiamo visto, è stato nel frattempo definitivamente approvato.

Altre perplessità riguardano autorizzazioni paesaggistiche rilasciate nei confronti di alcuni progetti, come quello della ditta Mare Pulito S.r.l. “per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e recupero idrocarburi” a San Pier Marina, entro i 150 metri dal mare, cioè nella fascia sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta.

Se venisse eletto, il suo governo quali provvedimenti ha intenzione di prendere per assicurare il perseguimento esclusivo dei compiti di tutela dei Beni Culturali e Ambientali da parte delle Soprintendenze?

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini
Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo
Associazione Economia Circolare
Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela
Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini
Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Note:

[1] L’Art. 179, comma 6, prevede che “il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorita’ rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”.

[2] Con la Comunicazione sul ruolo della valorizzazione energetica dai rifiuti nell’economia circolare del 26.1.2017, la Commissione Europea ha raccomandato – per i paesi caratterizzati da una gestione dei rifiuti ancora basata sulle discariche e con scarsa o nulla capacità di incenerimento – di dare priorità alla progressiva diversione dalle discariche al compostaggio ed al riciclaggio, senza realizzazione di nuovi inceneritori. La Commissione Europea ritiene preferibile inviare la frazione combustibile residua dei rifiuti non riciclabili ad inceneritori già esistenti in altre regioni o paesi europei (che rischiano di essere sottoutilizzati col progredire dell’economia circolare), anziché realizzare nuovi inceneritori. http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

[3] Il progetto è intitolato “Impianto di valorizzazione energetica di CSS da realizzarsi nella esistente Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela”.

[4] Il CSS è costituito prevalentemente da plastica e carta provenienti dai rifiuti solidi urbani.

[5] A tal riguardo esiste già il “precedente” del Piano regionale dei rifiuti del 2012, che, in riferimento agli impianti di valorizzazione energetica, prevede valori nelle emissioni “minori di almeno un ordine di grandezza rispetto alle tabelle dei valori limite”.

Annunci

La Gazzetta “promuove” l’inceneritore del Mela opera strategica pur di sostenere che si farà. Ma state attenti, vi vogliono depistare.

Nella Gazzetta di ieri è apparso un articolo con un titolo trionfalistico per i (pochi) tifosi dell’inceneritore ed allarmante per la stragrande maggioranza dei cittadini:gazzetta disinformation stralcio

Qual è nel concreto la realtà dei fatti?

La Gazzetta si è accorta, con qualche mese di ritardo, che l’Assemblea regionale ha approvato un emendamento proposto da Croce e Crocetta alla finanziaria, in cui si prevede che i Piani Paesaggistici debbano consentire la realizzazione di opere pubbliche e che la valutazione paesaggistica di tali opere non spetti più alle Soprintendenze, bensì alla Giunta Regionale.

Si tratta dell’ennesimo gran pasticcio della Regione, di non chiara applicabilità. Ma nulla nel testo dell’emendamento (che riportiamo in fondo all’articolo) giustifica le affermazioni della Gazzetta, anche perchè l’emendamento afferma chiaramente che inceneritori e discariche rimangono esclusi dai propri ambiti di applicazione (per la cronaca sembra che tale esclusione sia stata approvata su proposta dei deputati del M5S). Inoltre l’emendamento sembra più riferito ai Piani Paesaggistici di prossima realizzazione che non a quelli già approvati.

Insomma anche con questo emendamento, il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 recentemente approvato rimane perfettamente operativo ed ostativo nei confronti dell’inceneritore del Mela. Anzi, proprio l’approvazione del Piano è stata un importantissimo risultato conseguito nell’ambito della lotta contro questo sciagurato progetto.

Possiamo quindi dormire sonni tranquilli? Purtroppo no, perchè sono ben altri i pericoli da cui ci dobbiamo guardare. Infatti diversi ricorsi sono stati presentati contro il Piano Paesaggistico dopo la sua approvazione, tra cui quelli di A2A e della Raffineria, ma non solo: si calcola che sono ben cinque i ricorsi al TAR Catania che possono mettere a repentaglio l’intero Piano o almeno la parte di nostro interesse.

Ma di questo gli organi di informazioni preferiscono non parlare. Meglio sventolare argomenti inesistenti piuttosto che svelare i veri rischi che corre il Piano Paesaggistico. Troppo pericoloso parlarne: magari così facendo le migliaia di cittadini che lottano contro l’inceneritore potrebbero convincere i propri sindaci ad intervenire contro questi ricorsi a difesa del Piano, come è successo nei mesi scorsi con il ricorso di A2A al Tar Lazio.

Finora solo il Comune di San Filippo del Mela è intervenuto a difesa del Piano Paesaggistico approvato, unicamente nel ricorso di A2A. Troppo poco. Nel silenzio generale l’assalto al Piano Paesaggistico, vero baluardo contro l’inceneritore ed il deturpamento del territorio, è in atto su più fronti.

E c’è chi nel frattempo preferisce sviare l’attenzione dirottandola sul nulla.

.

Di seguito riportiamo il testo dell’emendamento “incriminato” ed a seguire una nostra piccola considerazione al riguardo.

Art. 48. Piani Paesaggistici Territoriali.

1. I Piani Paesaggistici Territoriali, nell’individuare le specifiche aree di tutela e predisporre le correlate prescrizioni d’uso, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, devono prevedere la possibilità che le opere di pubblica utilità, realizzate da enti pubblici o società concessionarie di servizi pubblici e con esclusione dell’impiantistica di trattamento dei rifiuti comprese le discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del progetto anche le possibili soluzioni in grado di ridurre, compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.

2. La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal proponente l’opera all’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana. La valutazione si conclude entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza ed è espressa con delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per i beni culturali e l’identità siciliana.

3. Le opere di cui al comma 1 nonché le attività estrattive che, prima della data di adozione dei singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto nulla osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate da parte di una Amministrazione regionale o locale competente in materia di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione abbia già rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel rispetto dei tempi, delle forme e delle modalità ivi previste, senza ulteriori valutazioni”.

(L.R. 11 agosto 2017, n. 16)

L’argomento di questo emendamento non è un fatto inedito, anche nel Piano Paesaggistico della Regione Puglia si esprime un concetto simile. Infatti l’articolo 95 (rubricato “Realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità”) delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR), adottato con delibera di G.R. n. 1435 del 2 agosto 2013, dispone quanto segue: <<1. Le opere pubbliche o di pubblica utilità possono essere realizzate in deroga alle prescrizioni previste dal titolo VI delle presenti norme per i beni paesaggistici e gli ulteriori contesti, purché in sede di autorizzazione paesaggistica o in sede di accertamento di compatibilità paesaggistica si verifichi che dette opere siano comunque compatibili con gli obiettivi di qualità di cui all’art. 37 e non abbiano alternative localizzative e/o progettuali. Il rilascio del provvedimento di deroga è sempre di competenza della Regione>>.

Ma nel caso della Puglia non si tratta di un emendamento alla Finanziaria (sic!), bensì di un vero e proprio articolo all’interno del Piano Paesaggistico. Inoltre nel caso del Piano della Regione Puglia si fa riferimento all’impossibilità di localizzare altrove l’opera, riferimento che invece manca nel testo dell’emendamento siciliano.

Lasciamo a voi ogni ulteriore considerazione…

Chiara l’origine della puzza velenosa che spesso ammorba il territorio, ma nelle istituzioni c’è ancora qualcuno che nega l’evidenza. PERCHE’?

Il nostro territorio continua ad essere continuamente ammorbato da odori molesti di verosimile origine industriale che spesso costringono i cittadini a rinchiudersi all’interno delle proprie abitazioni. Alcuni cittadini hanno anche segnalato disturbi fisici come bruciore alla gola.

 Come se non bastasse, il territorio deve subire ulteriori affronti dalle istituzioni che sembrano voler nascondere il sole con la rete. Abbiamo infatti appreso dalla Gazzetta del Sud di venerdi scorso che il dott. Cappadonia, dirigente del Dipartimento Ambiente della Città Metropolitana, avrebbe affermato, in un documento ufficiale inviato a vari enti, che non è possibile risalire alla sorgente degli odori molesti, sia pur specificando che siano attribuibili ad idrocarburi non metanici.

Vorremmo ricordare che, dopo aver effettuato varie campagne di monitoraggio ed analisi sulle note emissioni odorigene già dal 2009, l’ARPA ha chiarito con diverse note (l’ultima risale proprio a pochi mesi fa) la correlazione tra gli odori molesti e le emissioni fuggitive della Raffineria di Milazzo.

Infatti, secondo le elaborazioni dell’ARPA, i vari tipi di idrocarburi e di sostanze solforate rilevati sarebbero riconducibili alle attività svolte dalla Raffineria.  Peraltro, nel corso di un’ispezione, gli odori caratteristici sono stati chiaramente avvertiti in prossimità degli sfiati di un serbatoio della Raffineria. L’ARPA ha inoltre sottolineato che si tratta di un indice di inquinamento da attenzionare, sia in relazione alla molestia olfattiva, sia soprattutto per gli effetti sulla salute.

Possibile che il dott. Cappadonia non sia a conoscenza di tutto questo? A chi serve nascondere ancora la verità?  

Come mai l’ex provincia regionale di Messina (oggi Cittá Metropolitana), fino a pochi anni fa, ogni qualvolta venivano rilevati superamenti per gli idrocarburi non metanici trasmetteva una nota alla sola Direzione Generale della Raffineria di Milazzo? Evidentemente all’ex Provincia erano bene a conoscenza della provenienza di tali idrocarburi dalla Raffineria. Come mai adesso fanno gli gnorri?

Forse perché, grazie a recenti studi scientifici dell’Università di Messina, oggi è possibile ipotizzare una correlazione tra gli elevati livelli di idrocarburi e l’elevata incidenza di acromegalia (patologia legata a particolari tumori ipofisari) riscontrata nella valle del Mela?

Forse perché adesso è in corso il riesame dell’AIA, ove si decide quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni? Forse perché nell’ambito di tale procedura abbiamo evidenziato la necessità di prescrivere una drastica riduzione delle emissioni della Raffineria per esigenze di salute pubblica?

Di certo anche altre istituzioni hanno gravi responsabilità nei confronti del nostro martoriato territorio. La normativa prevede una serie di strumenti a tutela della salute pubblica che ad oggi su questo territorio non sono mai stati applicati dagli enti preposti.

Anche la Regione Siciliana in tutti questi anni è stata latitante sui temi ambientali e non ha finanziato la realizzazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, sebbene fosse prevista in un decreto della stessa Regione. Da molti anni questo territorio attende l’approvazione del Piano di risanamento ambientale e del Piano della qualità dell’aria che giacciono nei cassetti dell’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente.

Sia la Regione, sia la Città Metropolitana, sia i Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela sono coinvolti nella procedura di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della RAM. Cosa stanno facendo al riguardo? Hanno letto le osservazioni delle associazioni in cui si chiede la prescrizione di tutte le tecnologie che sarebbero capaci di ridurre drasticamente le emissioni della Raffineria? Che posizione hanno in merito? Sono consapevoli che così facendo, oltre a ridurre i rischi sanitari e le emissioni moleste, si potrebbero anche creare molti posti di lavoro? L’adozione di tali tecnologie richiederebbe infatti consistenti investimenti da parte dell’azienda, con positive ricadute occupazionali. E che posizione hanno gli enti locali in merito all’applicazione del Piano Paesaggistico appena approvato, che dispone la progressiva eliminazione degli impianti della Raffineria e della Centrale per una graduale riconversione produttiva dell’area? Che posizione hanno in merito al ricorso che la RAM e A2A hanno presentato contro il Piano Paesaggistico?

Nel comprensorio della Valle del Mela esiste realmente un problema sanitario sottovalutato da chi negli anni non si é totalmente interessato allo stato di crisi ambientale del territorio.

Adesso che è in corso il riesame dell’AIA della Raffineria siamo davvero curiosi di vedere quali amministrazioni ed istituzioni si schiereranno dalla parte della cittadinanza e quali invece dalla parte del colosso industriale.

 

Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela

Riesame autorizzazione RAM: una notevole riduzione dell’inquinamento si può e si deve imporre, ma le amministrazioni da che parte stanno?

Cosa riserverà il futuro per l’ambiente del nostro territorio? L’inquinamento (con tutti i relativi rischi per la salute) aumenterà o diminuirà?

A deciderlo sono due procedure attualmente in corso al Ministero dell’Ambiente.

Una è ovviamente la VIA (Valutazione Impatto Ambientale) sull’odiato inceneritore del Mela di A2A, contro cui stiamo lottando da oltre 2 anni.

L’altra riguarda invece la Raffineria, la cui autorizzazione all’esercizio (AIA) è da oltre un anno sottoposta a riesame. In questa procedura si decide in pratica quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni.

Oggi esistono le tecnologie per ridurre drasticamente le emissioni della Raffineria.

Una drastica riduzione delle emissioni dovrebbe essere imposta innanzitutto per esigenze di salute pubblica. Specie dopo che studi dell’Università di Messina hanno rilevato un’incidenza di acromegalia (una patologia endocrina di origine tumorale) piu’ che doppia nel comprensorio del Mela rispetto al resto della Provincia, ipotizzando il probabile ruolo degli idrocarburi aromatici.

Le campagne di monitoraggio ARPA in effetti hanno spesso riscontrato elevate concentrazioni di idrocarburi non metanici nell’aria del comprensorio a seguito delle segnalazioni di odori molesti che spesso si sentono provenire dalla zona industriale, chiarendo anche che provengono verosimilmente proprio dalla Raffineria.

L’applicazione del principio di precauzione richiederebbe dunque l’adozione di tutte le misure possibili per ridurre al minimo le emissioni della Raffineria. Misure che oggi esistono e sono perfettamente applicabili, eppure la loro prescrizione da parte del Ministero non è affatto scontata. Anzi, appare piuttosto improbabile se le altre amministrazioni coinvolte nella procedura (Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, Città Metropolitana, Regione) staranno in silenzio.

Dal canto nostro, le stesse finalità per cui ci battiamo contro il progetto del mega-inceneritore del Mela ci hanno indotto ad intervenire anche nella procedura che coinvolge la Raffineria, inviando, congiuntamente all’associazione ADASC, osservazioni volte a chiedere principalmente:

  • L’adozione di tutte le tecnologie possibili capaci di ridurre le emissioni, con conseguente drastica restrizione dei limiti emissivi;
  • Misure capaci di abbattere e monitorare le emissioni odorigene;
  • La progressiva riduzione della capacità di petrolio da trattare;
  • L’applicazione di quanto previsto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 da poco approvato in merito alla progressiva eliminazione degli impianti;
  • La verifica del rischio di incidente rilevante in riguardo soprattutto ai serbatoi più vicini alle abitazioni.

Insomma una vera e propria rivoluzione, ma soprattutto una rivoluzione possibile.

Un’occasione da non perdere per rendere più vivibile e salubre il nostro territorio. Ma anche per creare occupazione, visto che la prescrizione delle  tecnologie capaci di ridurre al minimo le emissioni richiederebbe forti investimenti da parte della RAM.

Chissà cosa ne pensano al riguardo i sindacati locali, troppo spesso schierati su posizioni “filo-padronali” quando si tratta di grosse industrie.

Chiediamo ai Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, alla Città Metropolitana di Messina ed alla Regione Siciliana di assumere al più presto una posizione ufficiale in merito a tali osservazioni, sia di fronte ai cittadini, che in seno alla procedura in corso.

 

E’ possibile scaricare le osservazioni e la restante documentazione della procedura al seguente link:

http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?id=1057

 

 

Due proposte concrete del Comitato dei cittadini al Comune di S.Filippo del Mela per bloccare l’inceneritore

Il Commissario di San Filippo del Mela ha convocato per Martedì 8 Agosto un tavolo tecnico aperto alle associazioni al fine di raccogliere proposte in merito alla procedura VIA-AIA che deciderà sulla realizzazione dell’odiato mega-inceneritore del Mela.

La consultazione delle associazioni che da due anni si dedicano anima e corpo alla lotta contro l’inceneritore è da sempre stata una richiesta avanzata dal nostro Comitato agli enti locali coinvolti, specie dopo i “passi falsi” della Conferenza dei servizi AIA.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela non si è mai tirato indietro quando c’è da avanzare proposte concrete.

Anche stavolta il Comitato ha ufficialmente inviato al Comune, in vista della riunione di martedì:

Si tratta di proposte ben argomentate e motivate: adesso spetta al Comune coglierle al più presto.

Ricordiamo che sono passate diverse settimane dal Consiglio comunale del 13 Luglio in cui Commissario e consiglieri sembravano concordi sulla necessità di agire con urgenza contro l’inceneritore, ma finora nulla è stato fatto. Vedremo se questa sarà la volta buona.

Da non dimenticare inoltre che oltre alla Procedura VIA-AIA dell’inceneritore è in corso anche il riesame AIA della Raffineria, in merito al quale il Comitato e l’ADASC produrranno a breve ulteriori osservazioni congiunte integrative rispetto a quelle già inviate lo scorso Dicembre.

Si tratta di richieste volte a ridurre drasticamente l’inquinamento: auspichiamo che il Comune di San Filippo del Mela, che ha un proprio rappresentate nella Commissione AIA, faccia proprie ed appoggi tali richieste.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela auspica la più ampia partecipazione di Comitati ed Associazioni impegnati nella lotta contro l’inceneritore al tavolo tecnico di martedì.

Consiglio comunale San Filippo dM: di nuovo tutti “contro” l’inceneritore (a parole), ma confusi sul da farsi

In una sala gremita come non mai, quasi da scoppiare, si è svolto un consiglio comunale “infuocato” di ben 4 ore, con all’ordine del giorno il “fattaccio” dell’istruttoria AIA sull’inceneritore del Mela.

Non sono certo mancate le contestazioni spontanee dei cittadini esasperati, che hanno quindi ripetutamente infranto il “religioso silenzio” che all’inizio si era cercato di imporre nella sala.

Molti anche i cittadini che sono rimasti a manifestare fuori dall’aula, nella strada antistante il municipio.

Il nostro intervento, preparato congiuntamente da Comitati ed associazioni contro l’inceneritore, è stato però letto solo verso la fine della seduta.

Nel complesso queste quattro ore di Consiglio, filtrate dai colpi di teatro e dalle beghe politiche, sono servite a ristabilire la verità: il Commissario ha ammesso con umiltà l’errore, dovuto ad una non chiara focalizzazione della materia a pochi giorni dal suo insediamento. Inoltre si è detto disponibile a conformarsi alla volontà popolare sul NO all’inceneritore, senza però specificare con quali azioni concrete.

E’ divenuto ormai chiaro a tutti il pasticcio della Conferenza dei servizi del 19 Giugno, quando, con l’assenso del Commissario accompagnato dal Presidente del Consiglio, è stato approvato il famigerato PIC (Parere Istruttorio Conclusivo), un papello di 120 pagine che contiene le condizioni di esercizio dell’inceneritore qualora venisse autorizzato.

Come abbiamo ribadito più volte, si tratta di un PIC molto favorevole ad A2A, che omette le prescrizioni del Piano regionale dei rifiuti, ovvero uno dei principali ostacoli, assieme al Piano Paesaggistico, all’autorizzabilità dell’inceneritore.

Molto positiva è stata la disponibilità espressa da vari consiglieri a confrontarsi con Comitati e associazioni per entrare nel merito delle iniziative da intraprendere: staremo a vedere.

Deludente è stata invece la mancata discussione di una delle nostre principali richieste: l’emissione finalmente di un parere negativo sulla Valutazione Impatto Ambientale, cioè sulla vera autorizzazione dell’inceneritore.

In definitiva si sono detti di nuovo tutti contro l’inceneritore, Commissario compreso. E questo è un buon segno, ma non basta, perchè a parole, lo abbiamo visto, son bravi tutti.

Adesso vogliamo atti concreti, e soprattutto che l’Amministrazione si schieri al nostro fianco nella lotta contro l’inceneritore.

Noi abbiamo già inviato una istanza di revisione del PIC, dimostrando la sua non conformità al Testo Unico Ambientale ed al Piano regionale dei rifiuti.

Il Comune di San Filippo del Mela la condividerà o continuerà a pasticciare come fatto finora?

Una cosa è certa: continueremo a stargli con il fiato sul collo.

consiglio

Le schifezze del Parere AIA pro-inceneritore approvato con l’assenso del Comune di San Filippo del Mela

Vi ricordate quando a Marzo abbiamo denunciato che A2A vorrebbe bruciare a San Filippo del Mela rifiuti da tutta italia senza rispettare la pianificazione regionale? (Vedi l’articolo)

Ebbene, il Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) della Commissione AIA, approvato nell’ultima Conferenza dei servizi con l’assenso del Commissario di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo, sposa in pieno questa tesi (pagg.88-90).

Altro inaccettabile “insulto” al nostro territorio è il mancato riconoscimento delle condizioni di criticità ambientale e sanitaria esistenti: in altre parole nel PIC vengono disconosciute l’istituzione del SIN e dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale nel nostro comprensorio (pag.89).

Inoltre si liquidano le prescrizione imposte dal Piano Regionale dei rifiuti (PRGR) con argomenti ridicoli, chiaramente copiati dalle osservazioni di A2A:

  • il Piano rifiuti non si applicherebbe alla valorizzazione energetica del CSS, in quanto il CSS è un rifiuto speciale, non rifiuto solido urbano tal quale (pag. 88): si tratta di un’argomentazione ridicola, in quanto il Piano rifiuti non prevede la valorizzazione energetica dei rifiuti solidi urbani tal quali, ma per l’appunto sotto forma di CSS o comunque di rifiuti speciali pre-trattati;
  • il progetto di A2A non rispetterebbe “in senso letterale”, ma “nella sostanza” la prescrizione del PRGR di ridurre le emissioni ad un decimo dei limiti di legge (pag.89): si tratta di una questione matematica, se un valore è superiore ad una certa prescrizione non si può dire che la rispetta “nella sostanza”, sarebbe come dire che un’auto che va a 200 Km/h rispetta “sostanzialmente” un limite di velocità di 50 in città; nello specifico sia i valori garantiti dal progetto che le prescrizioni previste nel PIC (pag.110-112) sono di molto superiori rispetto a quanto sarebbe consentito nel PRGR;
  • il PRGR impone dei limiti al dimensionamento dell’impianto, cioè alla quantità di rifiuti da incenerire: il progetto di A2A prevede un quantitativo più che quadruplo rispetto a tali limiti; il PIC liquida la questione affermando che non si tratta di una prescrizione di sua competenza (pag.89), ma non è così: la portata dell’impianto infatti fa parte delle prescrizioni contenute nel PIC, che confermano la portata prevista da A2A disattendendo le prescrizioni del PRGR (pag.104).

 

La legge prevede che le prescrizioni AIA debbano includere eventuali prescrizioni più severe della Pianificazione regionale o locale, ma il PIC non la applica affatto!

Il perchè di queste gravi inesattezze ed omissioni è facilmente comprensibile: il recepimento delle prescrizioni del PRGR necessiterebbe modifiche così sostanziali che l’attuale progetto dovrebbe necessariamente essere bocciato!

Si tratta insomma di ulteriori ostacoli che si aggiungerebbero al Piano Paesaggistico. La Commissione AIA ha pensato bene di graziare A2A, risparmiandogli queste ulteriori “grane”. E lo ha fatto con il consenso del Commissario Alfredo Biancuzzo, sebbene l’ex esperto del Comune dott.Cottone  non avesse condiviso il PIC in seno alla Commissione AIA.

E’ ora che i cittadini tornino a farsi sentire e scendano in piazza per chiedere il rispetto della volontà popolare.

E’ necessario che il Comune di San Filippo del Mela rimedi agli errori fatti:

  • inviando una nota di disapprovazione e contestazione del Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) approvato nell’ultima Conferenza dei servizi del 19 Giugno, chiedendone l’indispensabile revisione;
  • formulando finalmente un parere definitivamente contrario nell’ambito della  Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore;
  • collaborando con comitati, cittadini e associazioni: non è accettabile che questi ultimi debbano essere lasciati soli a condurre la lotta nell’ambito della procedura VIA-AIA, mentre il Comune e le altre amministrazioni territoriali coinvolte latitano o addirittura giocano a favore di  A2A.

 

Chiunque volesse prendere visione direttamente del PIC, da noi acquisito tramite richiesta di accesso agli atti, può contattarci.

Acquisita dal Comitato dei cittadini contro l’inceneritore la documentazione relativa all’istruttoria AIA

PIC

.

A seguito di richiesta di accesso agli atti inoltrata al Comune di San Filippo del Mela, alla Città Metropolitana di Messina ed al Ministero dell’Ambiente, stamane abbiamo finalmente acquisito la documentazione relativa all’istruttoria AIA dell’inceneritore A2A da parte della Città Metropolitana.

Importante soprattutto il Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) approvato nell’ultima conferenza dei servizi del 19 Giugno, a cui ha partecipato il Commissario del Comune di San Filippo del Mela Biancuzzo accompagnato dal Presidente del consiglio comunale Paulesu.

Si tratta di un Parere molto favorevole ad A2A, di cui accoglie in pieno le tesi alquanto discutibili nei punti più problematici, arrivando anche ad affermare palesi inesattezze ed ad omettere prescrizioni sebbene previste dal Piano regionale dei rifiuti.

Un parere, peraltro, non condiviso dal rappresentante del Comune dott. Cottone in seno al Gruppo istruttore AIA che ha redatto il PIC.

Nell’attesa che i nostri legali ci diano l’OK per la sua divulgazione online, è possibile richiedere una copia del PIC contattandoci privatamente.

 

 

 

Non esiste alcuna autorizzazione per la realizzazione dell’inceneritore

Stamane molti cittadini della Valle del Mela e dintorni si sono svegliati con una fosca notizia diffusa da alcuni organi di stampa locali, secondo cui la realizzazione del mega-inceneritore del Mela sarebbe piu’ vicina.

Di vero c’è che lunedì scorso si e’ tenuta l’ultima Conferenza dei Servizi AIA sul progetto di A2A, ma è assolutamente falso che sia stata rilasciata una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Infatti, anche se i verbali di questa Conferenza non sono ancora stati resi pubblici, una cosa e’ certa: nessuna autorizzazione concreta e’ potuta provenire da questa Conferenza.

Non siamo noi a dirlo, ma le leggi vigenti che regolano le procedure AIA e VIA a cui  e’ sottoposto l’inceneritore, che sono esplicate sul portale del Ministero dell’Ambiente (http://www.va.minambiente.it/it-IT/ps/Collegamenti/AIA):

“Nel caso di progetti sottoposti sia a VIA che ad Autorizzazione Integrata Ambientale in ambito statale è previsto che il provvedimento di VIA fa luogo dell’Autorizzazione Ambientale Integrata. Le attività istruttorie relative all’AIA . . . risultano quindi opportunamente integrate e coordinate nell’ambito della procedura di VIA”.

In altre parole, l’autorizzazione viene data dal provvedimento di VIA, l’istruttoria AIA (che si e’ conclusa con la Conferenza di lunedì scorso) viene integrata all’interno della VIA, di cui non rappresenta affatto la conclusione.

Basta leggere il Testo Unico Ambientale per capire a cosa serva l’istruttoria AIA: individuare le prescrizioni che l’impianto dovrebbe rispettare per adeguarsi alle migliori tecnologie disponibili (BAT) nel proprio campo di appartenenza (vale a dire l’incenerimento). Le prescrizioni possono essere piu’ o meno severe, ma in nessun caso un’istruttoria AIA puo’ concludersi dichiarando l’impianto non autorizzabile: quello e’ semmai un compito che spetta alla VIA, che deve valutare, a differenza dell’istruttoria AIA, anche la compatibilita’ ambientale dell’opera.

Ricordiamo che la VIA e’ al momento bloccata dal parere negativo vincolante del Ministero dei Beni Culturali.

Nell’ambito della Conferenza AIA il nostro comitato ha inviato una diffida sottoscritta anche da altre associazioni del territorio. In questa diffida si ribadisce l’obbligo, previsto dalla legge, di recepire le prescrizioni stabilite dal Piano regionale dei rifiuti, molte delle quali non sono rispettate dal progetto di A2A.

Vi daremo notizie piu’ dettagliate non appena entremo in possesso delle “carte” relative alle Conferenze che si sono tenute.

 

ministero

 

Illegittimo l’iter del Piano inceneritori: il Comitato dei cittadini diffida la Regione

6-inceneritori-in-sicilia

Alcuni mesi fa l’Assessore regionale Contraffatto ha elaborato un Piano che prevede almeno 6 inceneritori in Sicilia, di cui uno in provincia di Messina, sebbene distinto dal mega-inceneritore “privato” proposto da A2A nella Valle del Mela.

Il Piano della Contraffatto è stato elaborato su impulso del Piano inceneritori del governo Renzi, approvato con il DPCM 10 Agosto 2016.

La normativa ambientale prevede che tutti i piani di questo tipo, prima della loro approvazione, debbano superare una procedura di valutazione che coinvolge pubblico ed istituzioni, chiamata VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

Tuttavia il Dipartimento regionale acqua e rifiuti ha cercato una scorciatoia, chiedendo l’esclusione dalla VAS del Piano inceneritori.

Ridicole le motivazioni della richiesta: il Piano in questione risponderebbe a delle presunte prescrizioni disposte a conclusione della VAS del Piano rifiuti siciliano più di due anni fa. Peccato che leggendo tali prescrizioni non si trovi traccia dei 6 inceneritori previsti nel Piano della Contraffatto. Inoltre la Regione ha già ottemperato a tali prescrizioni nel Gennaio 2016, approvando un “Adeguamento” del Piano rifiuti che non ha nulla a che vedere, e che anzi è in contrasto, con il Piano inceneritori della Contraffatto.

Ma i paradossi non finiscono qui.

La scorciatoia perseguita dal Dipartimento rifiuti siciliano è del tutto simile a quella tentata dal suo omologo nazionale un anno fa. Ma al governo non andò bene, perchè l’esclusione dalla VAS fu negata dalla Direzione per le valutazioni ambientali dello stesso Ministero dell’Ambiente.

Dopo questa batosta il governo approvò comunque il decreto inceneritori, giustificando il mancato espletamento della VAS con la scusa che il Piano governativo rappresenterebbe solo un indirizzo programmatico per le Regioni: secondo il decreto è alle Regioni che spetta il compito di recepire tale indirizzo e di sottoporlo alla VAS.

Adesso però anche la Regione non vuole fare la VAS. Ed ogni scusa è buona, anche se inventata: nel Piano inceneritori della Regione si arriva ad affermare che è stato il Piano del governo ad essere stato sottoposto a VAS (cosa palesemente falsa), e che quindi sottoporre a VAS il suo recepimento non è necessario.

Insomma questa VAS non la vuole fare nessuno:

il governo dice: io non ne faccio, dovranno farla le regioni;

la regione risponde: io non ne faccio, l’ha fatta già il governo (figurati).

Sembrerebbe una barzelletta se non fosse che a rischio c’è la salute di centinaia di migliaia di siciliani.

Considerata la manifesta illegittimità della procedura in corso e della richiesta di escludere dalla VAS il piano inceneritori della Regione, abbiamo inviato all’Assessore Croce ed al Dipartimento regionale dell’Ambiente una diffida affinchè l’esclusione non venga concessa, riservandoci in caso contrario di intraprendere un’azione legale.

Invitiamo tutte le associazioni interessate a fare altrettanto.

E’ possibile scaricare la diffida inviata dal nostro Comitato a questo link: DIFFIDA Regione Piano inceneritori