Il Soprintendente Micali sempre più preoccupante, ma ormai è avvertito: la Valle del Mela lo marca stretto

Micali spara a zero sul Ministero dei Beni Culturali: sarebbe incompetente e le sue posizioni (ovvero il parere contrario all’inceneritore) sarebbero “illegittime” e “ideologiche”.                                     

Circa 500 cittadini provenienti dalla Valle del Mela e non solo si sono dati appuntamento ieri pomeriggio nei pressi della Soprintendenza di Messina per richiamarla al rispetto del Piano paesaggistico dell’Ambito 9, che vieta categoricamente la realizzazione di ogni tipo di inceneritore e di impianto di trattamento dei rifiuti nella fascia costiera ove A2A ha progettato il famigerato mega inceneritore del Mela.

Nonostante la trasferta ed il giorno lavorativo, la partecipazione popolare è andata ben al di là delle nostre aspettative, segno che i cittadini non sono affatto intenzionati a rassegnarsi davanti all’arroganza e all’abuso di chi vorrebbe a tutti i costi autorizzare un inceneritore di fatto abusivo.

A circa un mese dalla nostra richiesta e solo grazie alla mobilitazione popolare, il Soprintendente di Messina Orazio Micali stavolta ha accettato di riceverci in delegazione assieme ad altre associazioni del territorio, a cui si sono aggiunti alcuni  tra  sindaci e deputati presenti alla manifestazione. Lo ha fatto non senza polemiche, in quanto ha rivendicato di non aver voluto accettare in un primo tempo l’incontro con la scusa di non poter “perdere tempo” per “discutere amenamente” (cosa ci sia di ameno in una richiesta di chiarimenti sull’applicazione del Piano Paesaggistico resta un mistero).

Noi siamo andati all’incontro “armati” di tutta la documentazione del caso e, senza troppi giri di parole, siamo venuti subito al dunque: abbiamo dato lettura della prescrizione del Piano Paesaggistico che vieta la realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti nel cosiddetto Contesto Paesaggistico “12o”[1].

Quindi, con le cartografie alla mano, abbiamo chiesto a Micali conferma che l’inceneritore di A2A ricade proprio in tale contesto, come del resto sarebbe evidente a chiunque consulti le cartografie.

In effetti le risposte del Soprintendente hanno confermato tale evidenza (“Se le mi chiede se il progetto di A2A ricade nel “12o”, siccome li c’è una cartografia, ce l’ha sotto gli occhi, è evidente che fisicamente è la dentro, non è da un’altra parte….è sotto i suoi occhi che fisicamente l’impianto è collocato la…è li certo, dove dev’essere?”).

Avremmo voluto condurre il ragionamento alla sua logica conseguenza: visto che in quell’area sono vietati impianti di trattamento dei rifiuti e visto che l’inceneritore di A2A è un impianto di trattamento dei rifiuti (è proprio la stessa A2A a specificarlo nella documentazione depositata), questo inceneritore è vietato dalla legge e quindi non è autorizzabile.

Tuttavia il Soprintendente si è rifiutato di proseguire il ragionamento, affermando di non essere tenuto a esprimere verbalmente pareri tecnici e che noi non avremmo titolo per richiederli.

Caro Soprintendente, noi non volevamo mica uno specifico parere, volevamo solo discutere delle norme che lei è tenuto ad applicare: norme chiare, scritte in italiano e che valgono per tutti, tecnici e non. E’ lampante che Il Piano Paesaggistico in quell’area vieti gli inceneritori (a prescindere se sia stato A2A a proporlo), per cui il suo trincerarsi dietro la sua “facoltà di non rispondere” a tal riguardo appare alquanto sospetta.

micali meglio
Orazio Micali

Ma i sospetti sono stati rafforzati quando Micali ha domandato ai presenti: “quali sono” le prescrizioni del Piano per l’inceneritore di A2A? (Ricordiamo che una di tali prescrizioni è per l’appunto quella che vieta impianti di trattamento dei rifiuti). Invece a tal riguardo Micali asserisce che nelle prescrizioni del Piano non esiste la parola “prescrizione”. Cosa significa, caro Soprintendente? Le norme possono utilizzare qualsivoglia terminologia per prescrivere qualcosa. Che una norma dica “non è consentito realizzare impianti di trattamento dei rifiuti” o dica “si prescrive di non realizzare impianti di trattamento dei rifiuti” ai fini pratici non cambia nulla.

Ma Micali si è anche lasciato andare ad altre più preoccupanti affermazioni: a suo dire la posizione assunta dal MiBACT (Ministero dei Beni Culturali, che ha dato parere negativo), sarebbe “illegittima” ed “ideologica”, in quanto il MiBACT a suo dire sarebbe “incompetente”.

Affermazioni gravi ed irrituali verso una istituzione nazionale che per legge gestisce di concerto al MATTM la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

E questo sol perché il MiBACT, a differenza di Micali, finora ha assunto una posizione contraria all’impianto di A2A, facendo peraltro il suo dovere ai sensi di legge?

Il Soprintendente ha inoltre confermato la sua posizione critica nei confronti del Piano Paesaggistico, già esternata nella famosa nota del Gennaio scorso. Infatti ha affermato di aver chiesto che la sua firma venga tolta dal Piano Paesaggistico.

Anche tale posizione è a nostro avviso grave da parte del responsabile di un organo tecnico tenuto al rispetto ed all’applicazione del Piano, anche perché così facendo si fa il gioco di tutti quei soggetti (tra cui A2A e RAM) che hanno presentato ricorso per l’annullamento (o la modifica) del Piano Paesaggistico e che formalmente dovrebbero rappresentare la controparte della Soprintendenza nel contenzioso legale.

Inoltre come possono i cittadini stare tranquilli del fatto che il Soprintendente applicherà un Piano su cui ha assunto una posizione alquanto critica?

 Insomma l’impressione è che il Soprintendente voglia mettere in dubbio che il Piano contenga prescrizioni sull’inceneritore. Inoltre prende le distanze dai contenuti del Piano (sebbene sia tenuto ad applicarlo) e spara a zero in maniera del tutto irrituale sulla posizione contraria all’inceneritore assunta finora dal MiBACT.

Pertanto abbiamo espresso a Micali la nostra intenzione di mettere in campo tutte le possibili azioni legali nel caso in cui il Piano Paesaggistico non venga correttamente applicato nel parere sull’inceneritore.  Micali sembra non aver gradito tale determinazione, affermando di considerarla una minaccia: se ne faccia una ragione, noi siamo determinati a giocare la partita fino in fondo ed a vincerla, insieme a tutti i cittadini. E questo ormai dovrebbe essere chiaro anche al Soprintendente.

Ovviamente l’iniziativa di ieri era solo l’antipasto. Ai cittadini chiediamo di continuare ancora più determinati una battaglia che comunque non può essere soltanto legale. I cittadini dovranno presto tornare a far sentire la propria voce, anche inchiodando politici ed amministrazioni alle proprie responsabilità: è vero che il Soprintendente è un tecnico, ma è comunque nominato e tenuto a rispondere ad organi politici.

Intanto occhi puntati alla riunione che oggi pomeriggio si terrà tra vari Sindaci del comprensorio: oggetto della discussione è la possibilità, da noi più volte auspicata, di intervenire legalmente contro i ricorsi che puntano ad annullare o modificare il Piano Paesaggistico, spianando la strada all’inceneritore.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Comitato NO inceneritore del Mela

Annunci

Domani in piazza decisi a sconfiggere l’abusivo mega-inceneritore del Mela

In queste aree non è consentito realizzare discariche di rifiuti urbani ed impianti per il trattamento dei rifiuti”[1].

Con questa semplice e chiara prescrizione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 vieta categoricamente l’inceneritore di A2A e qualsiasi impianto di trattamento dei rifiuti nel contesto “12o”, ovvero la fascia costiera soggetta a processi di degrado nel golfo di Milazzo.  Che l’inceneritore si situi in tale contesto è una certezza matematica, come si evince dal raffronto della sua localizzazione (“l’Alternativa A” rappresentata a sinistra)[2]  con la cartografia del Piano Paesaggistico (sulla destra)[3]:

raffronto inceneritore piano paesaggistico

Ai sensi del Codice dei beni culturali il Piano Paesaggistico non è derogabile in nessun caso e prevale sulle previsioni del PRG.

 In un paese normale il “caso” dovrebbe essere chiuso ed invece addirittura il governo sembrerebbe intenzionato ad autorizzare un inceneritore di fatto abusivo.

Una situazione paradossale insomma: si vuole autorizzare qualcosa che per legge è vietato. E l’Ente preposto all’applicazione del Piano Paesaggistico, ovvero la Soprintendenza di Messina, cosa fa?

Proprio il Soprintendente Orazio Micali ha dato il via ad una lunga serie di paradossi intorno all’affare dell’inceneritore: nel mese di Gennaio la Soprintendenza ha infatti tradito se stessa, chiedendo l’annullamento del parere negativo in precedenza espresso dalla stessa Soprintendenza.

I paradossi sono proseguiti con la Commissione AIA, che in primavera ha partorito un parere (il cosiddetto “PIC”) privo delle prescrizioni previste dal Piano regionale dei rifiuti (che avrebbe dovute recepire) ed incompatibili con il progetto.

Sulla stessa scia la Commissione ministeriale VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), che due mesi fa ha dato il suo benestare nonostante le gravi carenze del progetto (riguardanti soprattutto la valutazione dell’impatto sulla salute) denunciate in varie osservazioni e pareri, tra cui quelli della Città Metropolitana e dell’Ordine dei Medici e da ultimo ribadite anche dal Comune di San Filippo del Mela.

Tra l’altro è paradossale che per carenze identiche la stessa Commissione VIA pochi mesi fa abbia bocciato un altro progetto di A2A, riguardante stavolta la Centrale di Brindisi.

Adesso un nuovo parere è stato chiesto al Soprintendente di Messina Micali. Avendo il compito di applicare il Piano Paesaggistico, un parere negativo dovrebbe essere un’ovvietà ed invece il Soprintendente non sembra affatto convinto: sarebbe come non essere convinti che 2+2 faccia 4.

Il parere negativo della Soprintendenza peraltro è fondamentale: non perché vincolante nella VIA, bensì perché serve a certificare che, finchè il Piano Paesaggistico è vigente, la concessione edilizia dev’essere negata e l’impianto non può essere realizzato.

A questo punto i cittadini non possono più stare a guardare: non possono permettere che una pericolosa bomba ecologica dalle conseguenze imprevedibili venga calata sulle loro teste; non possono accettare che i loro figli debbano piangersi questo scempio per chissà quanti decenni a venire. Per non parlare degli immani danni economici che peserebbero sul territorio (ulteriore svalutazione degli immobili, danni al turismo ed all’agricoltura di qualità).

Per questo i cittadini MANIFESTERANNO nei pressi della Soprintendenza di Messina domani pomeriggio: per sconfiggere l’arroganza di chi, in barba a qualsiasi legge e buon senso, vorrebbe imporre un mega-inceneritore che nasce e sarà sempre ABUSIVO sotto ogni aspetto.

Sembra che stavolta il Soprintendente si sia deciso ad incontrarci: vedremo cosa avrà da dirci. L’appuntamento è di fronte la Chiesa di San Francesco sul Viale Boccetta alle 15.00.

 I Comitati e le Associazioni della Valle del Mela contro l’inceneritore

 

Note:

[1] Pag. 270 del Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 13 del 31 marzo 2017 (n. 12) – Approvazione del Piano paesaggistico dell’Ambito 9 ricadente nella provincia di Messina    http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g17-13o2/g17-13o2.pdf

[2] Fig.3.3.1.1a dello Studio di Impatto Ambientale presentato da A2A.

[3] Estratto della cartografia del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 consultabile sul portale del Sistema Informativo Territoriale Regionale.

 

L’inceneritore non è affatto scontato: FERMIAMOLI! Importantissimo manifestare mercoledì 13 di fronte alla Soprintendenza

Mercoledi  13 alle 15.30  il movimento contro l’inceneritore del Mela manifesterà davanti alla Soprintendenza di Messina. La scelta del luogo non è affatto casuale, in quanto la palla è al momento in mano al Soprintendente, a cui è stato chiesto di esprimere nuovamente un parere sull’inceneritore. Un parere che potrebbe essere determinante per la sorte di questo odiato impianto, una pericolosa bomba ecologica e sanitaria contro cui il territorio si è più volte schierato e la cui realizzazione rappresenterebbe una grave sconfitta per tutti.

E’ vero che, come riportato su vari organi di stampa, nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il parere della Soprintendenza (e quindi dei Beni Culturali) potrebbe essere “superato” da una decisione del Consiglio dei Ministri. Ma il superamento della VIA non è l’unico adempimento necessario per poter realizzare l’inceneritore. Tra l’altro una VIA positiva per noi sarebbe illegittima e ci indurrebbe a presentare ricorso, viste le gravi carenze dello Studio del proponente A2A in merito ad esempio agli impatti complessivi, ed in particolar modo all’impatto sanitario (non è stata neanche individuata la popolazione esposta), e vista la mancata applicazione delle previsioni del Piano regionale dei rifiuti. In ogni caso, ammesso e non concesso che la VIA venga superata, A2A dovrebbe comunque chiedere il rilascio della concessione edilizia (per la precisione oggi si parla di “permesso di costruire”) per poter iniziare i lavori.

La concessione edilizia può essere rilasciata solo dall’Ufficio tecnico (o meglio, dal Responsabile Area Gestione del Territorio, ing. Pietro Varacalli) del Comune di San Filippo del Mela, sulla base della conformità del progetto alle “previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente”.

Nell’area interessata dall’impianto non è consentito realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti”[1]: con questa semplice e limpida prescrizione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, ormai approvato da quasi un anno, vieta categoricamente la realizzazione dell’inceneritore e di qualsiasi altro impianto di trattamento dei rifiuti nel golfo di Milazzo, entro i 300 mt dal mare (come in questo caso).

Ai sensi del Codice dei beni culturali, le previsioni del Piano Paesaggistico sono inderogabili (neanche una decisione del Consiglio dei Ministri potrebbe “bypassarle”) e prevalgono su quelle del PRG. Quindi nessuna concessione edilizia potrà essere rilasciata finchè è vigente il Piano Paesaggistico, a meno di commettere un abuso o un’omissione.

Accade spesso che gli Uffici tecnici, nel rilascio delle concessioni edilizie, facciano riferimento alle autorizzazioni o ai pareri già rilasciati sul progetto in questione dalle Soprintendenze territorialmente competenti. Ecco perché il parere della Soprintendenza è determinante: se ad esempio la Soprintendenza di Messina dovesse affermare il falso, ovvero che l’inceneritore è compatibile con il Piano Paesaggistico, allora A2A avrebbe più possibilità di ottenere una concessione edilizia abusiva o il silenzio-assenso dell’Ufficio tecnico.

Ricordiamo che l’odierno Soprintendente Orazio Micali a Gennaio ha tentato di ottenere l’annullamento del parere negativo della Soprintendenza sull’inceneritore: come si comporterà adesso? Il fatto che la settimana scorsa abbia risposto picche alla nostra richiesta di appuntamento inoltrata per iscritto, ci desta il sospetto che, per prendere la decisione giusta, la Soprintendenza abbia bisogno del nostro “fiato sul collo”.

Per questo è importante manifestare Mercoledi 13: non per chiedere favori, bensì per chiedere semplicemente il rispetto della legge e l’applicazione del Piano Paesaggistico vigente.

E al contempo per chiedere la difesa del Piano Paesaggistico dai 5 ricorsi al TAR Catania che rischiano di annullarlo: da questo punto di vista urge un intervento anche da parte delle amministrazioni comunali.

I comitati e le associazioni della Valle del Mela contro l’inceneritore

[1] Pag. 270 del Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 13 del 31 marzo 2017 (n. 12) – Approvazione del Piano paesaggistico dell’Ambito 9 ricadente nella provincia di Messina

 

L’inceneritore della vergogna: il Soprintendente non ci vuole incontrare. Ha forse qualcosa da nascondere?

Le ultime novità giunte da Roma, con il parere positivo della Commissione valutatrice del Ministero dell’Ambiente, ci hanno fatto capire l’esistenza di una chiara volontà di autorizzare il mega-inceneritore di A2A nella Valle del Mela, contro la volontà popolare ed in violazione della vigente pianificazione paesaggistica ed in materia di rifiuti.

Infatti questo tipo di impianto è espressamente vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, già approvato e pienamente vigente da ormai quasi un anno. Un’autorizzazione in barba ad uno strumento di pianificazione che per legge è inderogabile rappresenterebbe un autentico paradosso all’italiana.

Peraltro la Valle del Mela non è nuova a simili paradossi: proprio nelle ultime settimane sono partiti i lavori per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di idrocarburi che ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica in una zona sottoposta a vincolo di inedificabilitá assoluta.

Insieme ad una delegazione di associazioni della Valle del Mela avremmo voluto parlare di tutto questo con il Soprintendente di Messina Orazio Micali, per cui abbiamo chiesto di incontrarlo, inoltrandogli anche una formale richiesta tramite PEC. Dopo nove giorni, durante i quali abbiamo più volte sollecitato telefonicamente l’incontro, il Soprintendente ci ha finalmente risposto.

Ma la risposta ha dell’incredibile: ci saremmo aspettati un appuntamento ed invece il Soprintendente ci ha risposto che non ritiene necessario incontrarci.

Ci chiediamo come mai il Soprintendente Orazio Micali non ci voglia incontrare. Ha forse qualcosa da nascondere?

Proprio sull’affare dell’inceneritore di A2A l’attuale Soprintendente ha già compiuto una mossa alquanto sospetta, che ha giustamente destato molte critiche nel territorio: infatti lo scorso Gennaio ha chiesto alla Regione di annullare il parere negativo sull’inceneritore espresso dal precedente Soprintendente. Per fortuna in quell’occasione la Regione non ha dato seguito alla richiesta di Micali.

Adesso che c’è il parere positivo della Commissione VIA, il Ministero dell’Ambiente ha chiesto nuovamente al Ministero dei Beni Culturali di rivalutare il progetto di A2A, come si evince sul portale della procedura. Per opere da realizzare in Sicilia, la prassi vuole che il Ministero dei Beni Culturali chieda a sua volta il parere della Soprintendenza territorialmente competente. Quindi è verosimile che ora la Soprintendenza di Messina debba esprimere nuovamente un parere che potrebbe essere decisivo per concludere la procedura.

E’ concepibile che la Soprintendenza stavolta conceda un parere positivo ad un impianto espressamente vietato dal Piano Paesaggistico? Volevamo essere rassicurati al riguardo: perchè il Soprintendente non ci ha voluto ricevere? Quel che è certo è che, negandoci l’incontro, il suo atteggiamento appare del tutto irrituale e sospetto, oltre che contrario al principio di trasparenza amministrativa.

Non è assolutamente ammissibile che un Soprintendente si rifiuti di incontrare una delegazione di associazioni, tra cui peraltro anche un consigliere comunale, per discutere di importanti questioni che interessano attualmente il territorio. Per questo a breve intraprenderemo delle azioni di protesta.

L’inceneritore NON e’ autorizzabile: il Ministero dell’Ambiente annulli i pareri positivi delle Commissioni VIA e AIA

Di recente abbiamo diffuso la notizia del parere positivo all’inceneritore del Mela da parte della “Commissione Tecnica VIA”. Si tratta di un atto grave che di norma rappresenta la premessa di una vera e propria autorizzazione.

 Pur non essendo ancora entrati in possesso di tale parere, è chiaro che ci sono molte cose che non quadrano: come ha fatto la Commissione VIA ad emettere un parere positivo su un impianto espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico? Come ha fatto a valutare positivamente uno Studio di Impatto Ambientale che, come da ultimo evidenziato anche nel parere del Comune di San Filippo del Mela, non è del tutto conforme alle norme vigenti in materia e presenta le stesse carenze che hanno portato, solo pochi mesi fa, a bocciare un altro progetto targato A2A per la Centrale di Brindisi?

Abbiamo quindi inviato una nota ben argomentata per chiedere alla competente Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente di disporre la revisione di tale parere.

Nella nota si chiede inoltre la revisione del “PIC”, cioè il parere positivo della Commissione AIA,  la cui approvazione nel mese di Giugno aveva destato da parte nostra e della cittadinanza una dura reazione. Anche la richiesta di revisione del PIC è motivata da ragioni legali, non essendo il PIC conforme alle previsioni del Piano regionale dei rifiuti di cui avrebbe dovuto tener conto. Per le stesse ragioni il Comune di San Filippo del Mela la settimana scorsa ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza di annullamento del PIC, da noi richiesta già in occasione dell’infuocato consiglio comunale del 13 Luglio.

L’annullamento e/o revisione dei pareri delle Commissioni VIA e AIA riaprirebbe di fatto l’istruttoria tecnica sull’inceneritore.

La nota, firmata da diverse associazioni (Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, TSC, Italia Nostra – Milazzo, Comitato NO CSS Inceneritore Valle del Mela, Cittadini luciesi per la vita, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Comitato No inceneritore del Mela, Associazione ARCI Cohiba, Associazione ARCI Centopassi Torregrotta, Zero Waste Milazzo), segue un’altra già inviata la settimana scorsa, in cui abbiamo diffidato i Ministeri competenti e la Soprintendenza di Messina dall’emanare atti in contrasto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che vieta espressamente la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti nella zona dove dovrebbe sorgere l’inceneritore di A2A.

Ribadiamo, quand’anche ce ne fosse bisogno, la nostra chiara determinazione nel seguire tutte le possibili strade per bloccare questo pericoloso ecomostro, senza escludere atti eclatanti supportati dalla mobilitazione popolare.

Il nostro impegno non viene minimamente scalfito né distratto da chi ultimamente sta cercando invano di confondere le acque e di creare divisione tra chi si oppone all’inceneritore. Da un certo punto di vista è comprensibile che, essendo la nostra attività e le nostre valutazioni rivolte non solo alle parole, ma soprattutto ai fatti concreti, spesso risultiamo indigesti a qualche politicante o aspirante tale. Così dobbiamo “mettere in conto” anche gli attacchi deliranti che non solo riportano notizie false e tendenziose, ma giungono in un momento critico, che richiederebbe il massimo sostegno alla lotta contro l’inceneritore da parte di chi si dice (a parole) contrario alla sua realizzazione.

Comunque per noi cambia poco: non sarà certo qualche post sgrammaticato  ad impedirci di andare avanti fino in fondo nella lotta in cui siamo impegnati con dedizione da più di due anni, nell’interesse di tutti i cittadini che vivono in questo martoriato territorio.

Siamo però consapevoli che questa battaglia si può vincere se tutti i soggetti coinvolti fanno la loro parte. Alle varie amministrazioni del territorio chiediamo ancora una volta di intervenire urgentemente nei 5 ricorsi al TAR Catania contro il Piano Paesaggistico, che minacciano di spianare la strada all’inceneritore.

Nella malaugurata ipotesi il governo nazionale dovesse, alla fine, scegliere la strada dell’illegalità pur di autorizzare l’inceneritore, la vittoria finale con ogni probabilità dipenderà proprio dallo stato di salute del Piano Paesaggistico, che da solo sarebbe sufficiente ad annullare in via giudiziaria ogni autorizzazione dell’inceneritore.

Parere contrario del Comune di S. Filippo del Mela sull’inceneritore: adesso proseguire azioni per bloccare l’ecomostro

Il Commissario Straordinario di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo ha inviato al Ministero dell’Ambiente ed agli altri enti competenti un corposo e ben motivato parere negativo del Comune in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore del Mela.

Il Comune ha inoltre inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza per chiedere l’annullamento in autotutela del cosiddetto “PIC”, il parere AIA pro-inceneritore la cui approvazione nel mese di Giugno era stata da noi fortemente contestata.

 Si tratta di importanti atti a cui rivendichiamo di aver dato un contributo decisivo, insieme agli esperti del Comune dr. Pasquale Andaloro, focal point dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicato dalle nostre Associazioni, Eugenio Cottone ed Enzo Colavecchio.

 Atti che noi abbiamo proposto già dai primi di Agosto, ma su cui purtroppo hanno pesato varie dinamiche e lentezze che hanno fatto oltremodo allungare i tempi. Tuttavia è bene sottolineare che ciò che è stato fatto in 3 mesi non è stato svolto in 2 anni con la precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Aliprandi.

Non possiamo condividere la posizione espressa dalla maggioranza del Consiglio Comunale di San Filippo del Mela nella seduta di mercoledì scorso, quando molti consiglieri hanno abbandonato l’aula, lasciando intendere che per loro questo parere sia ormai inutile.

In realtà il parere e l’istanza di annullamento del PIC non sono affatto inutili perchè la procedura non può ancora considerarsi conclusa.

E’ vero che la Commissione Tecnica VIA ha già espresso un parere favorevole, ma con ogni probabilità si tratta di un parere che non tiene conto del divieto alla realizzazione dell’inceneritore previsto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e che quindi deve essere rivisto.

Anche il PIC non è conforme al Piano regionale dei rifiuti e quindi andrebbe rivisto. Al riguardo stiamo preparando una diffida e se è il caso ricorreremo a tutte le possibili azioni, legali e non, per ottenere il rispetto delle norme e per impedire la realizzazione di questo sciagurato progetto tanto avversato dai cittadini, che comporterebbe altri veleni per il nostro già martoriato territorio.

Apprezziamo che il Comune di San Filippo del Mela si sia finalmente aperto alla collaborazione con le associazioni più attive nella lotta contro l’inceneritore, cosa che non si era mai verificata con la precedente amministrazione comunale. Auspichiamo che questa collaborazione possa continuare nell’interesse dei cittadini, visto che adesso la lotta per bloccare questo eco-mostro richiede un sempre maggiore sforzo da parte di tutti gli interessati: comitati, associazioni, cittadini e amministrazioni.

Auspichiamo anche che il nuovo governo regionale, dopo la dichiarazione del neo presidente Nello Musumeci sul No a questo inceneritore, non faccia come il suo predecessore ed assuma atti concreti utili a bloccare la realizzazione dell’impianto.

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

A.D.A.S.C. – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

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Uno dei più importanti alleati dell’inceneritore: la scarsa obiettività dell’informazione

Finalmente è finita. Tonnellate e tonnellate di volantini e manifesti hanno insozzato per settimane e settimane (e ancora insozzano) le nostre strade e le nostre città. Centinaia e centinaia di candidati a caccia di voti in una dozzina di partiti. La macchina del clientelismo e del voto di scambio operativa come sempre in questi casi. Facebook intasato dalla propaganda elettorale. Dibattiti televisivi ed un rincorrersi di comizi e tour elettorali.

Questa in sintesi la serrata campagna elettorale che ha portato domenica al voto il 46% degli aventi diritto in Sicilia.

Eppure non abbiamo visto nessun giornale titolare “Elezioni flop” com’è stato fatto invece all’indomani del Referendum sull’inceneritore nella Valle del Mela del 31 Gennaio 2016.

Ma che c’entra, dirà qualcuno, le due cose non si possono paragonare. Certo che non si possono paragonare, perchè all’epoca non vi fu nessun dibattito televisivo, nessuna visibilità mediatica, ma solo una campagna referendaria di poche settimane in pieno inverno affidata al porta a porta di semplici cittadini, con mezzi e possibilità economiche sicuramente non comparabili con la poderosa macchina elettorale della dozzina di partiti che ieri partecipavano alla competizione elettorale.

Eppure il risultato fu chiarissimo: un plebiscito di NO (complessivamente al 98%), con un’affluenza ben al di là delle nostre aspettative, complessivamente intorno al 50% degli aventi diritto, che includono peraltro molti residenti all’estero, la cui astensione dal voto era ovviamente scontata (per votare avrebbero dovuto prendere apposta l’aereo per venire nella Valle del Mela, in pieno inverno per giunta).

E’ vero quindi, il dato dell’affluenza di allora non si può paragonare a quello di Domenica scorsa, ma proprio per la madornale disparità di mezzi messi in campo nelle due campagne elettorali: in quel referendum “casereccio” il 50% di affluenza “virtuale” (che equivale all’incirca ad un 60% di affluenza “reale”, se considerassimo i soli residenti) fu in realtà un risultato elevatissimo, un grande miracolo di partecipazione popolare, altro che flop.

Anche perchè l’affluenza registrata al referendum sull’inceneritore fu un’affluenza quasi esclusivamente di “NO” all’inceneritore, mentre all’affluenza delle elezioni di Domenica scorsa hanno concorso una dozzina di liste elettorali contrapposte e la martellante macchina elettorale di centinaia e centinaia di candidati in cerca della tanto agognata poltrona.

Il vero flop all’epoca fu imputabile solo ai “SI” all’inceneritore, che totalizzarono nel complesso un misero 2% dei voti. I NO furono una vera e propria valanga anche a San Filippo del Mela, ove arrivarono a ben 2609 voti: una enormità se paragonati ad esempio ai 1800 voti con cui l’ex sindaco è stato eletto.

Per nascondere, sminuire o in qualche caso addirittura “capovolgere” il risultato referendario, diverse testate locali se ne uscirono con la notizia del flop.  Facendo le debite proporzioni, sarebbe come se oggi Roberto La Rosa, che non è arrivato all’1% dei voti, venisse proclamato vincitore delle elezioni al posto di Musumeci, con la scusa della bassa affluenza alle urne. Un’autentica follia insomma, eppure all’epoca molti cercarono di far passare un messaggio analogo, sostenendo in pratica, con la scusa della presunta bassa affluenza alle urne, che i favorevoli all’inceneritore (con solamente il 2% dei voti) avessero vinto sui contrari, cioè sul 98% dei voti. E ancora c’è chi ha il coraggio di sostenere questa tesi assurda e paradossale.

Purtroppo duole constatare come anche oggi l’informazione locale non sia sempre obiettiva. Ci sono giornali locali che hanno persino taciuto la grave notizia del via libera della Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale all’inceneritore. Eppure si tratta di un grave atto che potrebbe preludere (speriamo di no!) ad un vero e proprio rilascio dell’ autorizzazione da parte del Governo (sia pur in violazione del vigente Piano Paesaggistico), che ci costringerebbe a ricorrere al TAR Lazio.

Per non parlare della terminologia utilizzata dalle testate locali: non bisogna più parlare di “inceneritore”, ma di “termovalorizzatore”, come se non fossero la stessa cosa (si consulti il dizionario e la traduzione di tali termini nelle lingue straniere). Ma “termovalorizzatore” suona senz’altro “meglio” di inceneritore. Peccato però che il termine “termovalorizzatore” giuridicamente non esiste: nella normativa si parla solo di “impianti di incenerimento”.

Per non parlare ancora della visibilità che è stata concessa ad una presunta ‘associazione ambientalista’ inesistente sul nostro territorio, i cosiddetti “Amici della Terra”, la cui attività principale consiste nel fare una propaganda serrata e grottesca agli inceneritori: specie su facebook, ove gestiscono una pagina il cui nome è tutto un programma (“figli che vogliono l’inceneritore”).

Amici della terra
La pagina fb degli “Amici della Terra”, associazione inesistente nella Valle del Mela, a cui è stata data visibilità in un recente articolo di “Oggi Milazzo”

A questa cosiddetta associazione inesistente sul nostro territorio è stata data persino la possibilità di lanciare, tramite un noto giornale online locale, accuse false e gratuite al nostro Comitato, accuse di cui ovviamente non è stata fornita alcuna dimostrazione.

 

Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

Scusandoci per il madornale ritardo (ma come sapete è stata una settimana molto impegnativa per via delle novità sull’inceneritore), riprendiamo il nostro viaggio, come promesso, nelle risposte dei candidati alla Presidenza della Regione ai quesiti che abbiamo loro posto.

La scorsa settimana abbiamo considerato le risposte ai primi due quesiti (riguardanti la gestione dei rifiuti in Sicilia e l’inceneritore del Mela), ora passiamo ad esaminare le risposte agli altri 5 quesiti, anch’essi molto importanti.

Tra l’altro uno di tali quesiti, quello sul Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, adesso assume una particolare rilevanza per la questione dell’inceneritore. Infatti a questo punto, dopo il  parere positivo ottenuto dalla Commissione VIA, il Piano Paesaggistico rimane il principale ostacolo capace di scongiurare l’inceneritore del Mela.

Ma andiamo con ordine:

 

incendio ram fb

RAFFINERIA DI MILAZZO

E’ in corso una procedura (il Riesame dell’AIA) che potrebbe rivedere le prescrizioni ed i limiti delle emissioni della Raffineria. Un’occasione unica per ridurre drasticamente l’inquinamento ed i rischi per la salute subiti dal nostro territorio.

 Alla procedura partecipa anche la Regione, assieme al Ministero dell’Ambiente, alla Città Metropolitana ed ai comuni di Milazzo e San Filippo del Mela.

Abbiamo chiesto ai candidati alla Presidenza delle Regione se il loro eventuale governo interverrà in questa procedura e come interverrà, tenendo conto che le associazioni hanno chiesto:

  • la prescrizione di tutte le tecnologie possibili capaci di minimizzare l’inquinamento;
  • limiti emissivi ben più restrittivi;
  • la progressiva riduzione sia della capacità autorizzata che degli impianti di raffinazione, in applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 che prevede una riconversione produttiva dell’area.

Come abbiamo già visto in precedenza, Micari non ha risposto né a questo né agli altri quesiti.

Positiva la risposta di Fava e La Rosa, interlocutoria quella di Cancelleri e un po’ vaga quella di Musumeci.

Nell’ambito della procedura autorizzativa in corso, Fava si esprime a favore di “limiti emissivi ben più restrittivi” e si impegna “a vigilare sull’applicazione delle più moderne tecnologie finalizzate a ridurre e prevenire il più possibile i rischi ambientali”. A tal proposito bisogna fare una piccola precisazione: più che una vigilanza in senso stretto sarebbe auspicabile un intervento attivo nella procedura, per far si che vengano prescritte quante più tecnologie possibili capaci di ridurre al minimo l’inquinamento, soprattutto quelle di cui oggi la Raffineria non è dotata. Giustamente, Fava fa notare che tale strategia comporterebbe benefici anche dal punto di vista occupazionale.

La Rosa afferma di essere “allineato” con quanto chiesto dalle associazioni e di volere anzi riconvertire l’area, con la prospettiva, quando sarà economicamente sostenibile, di spegnere la Raffineria per sostituirla con un insediamento che non riduca l’occupazione, come ad esempio un aereoporto.

Cancelleri non prende impegni specifici, ma si dice disponibile a confrontarsi nel merito con le associazioni “per ottenere il miglior risultato in termini di salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente”.

Musumeci evita di parlare esplicitamente della procedura in corso sulla Raffineria, ma afferma di voler varare un “testo unico” che si occuperà anche dell’adozione delle tecnologie per minimizzare e prevenire l’inquinamento e che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica ambientale sopra enunciata”. Tuttavia ci sembra un po’ difficile che la Regione Siciliana riesca a varare un “testo unico” senza sconfinare nel campo di competenze dello Stato, finora unica “fonte” giuridica di “testi unici”. Noi avevamo semplicemente chiesto se il futuro governo regionale avesse intenzione di intervenire nella procedura sulla Raffineria nella direzione da noi auspicata.

 

PIANO DI QUALITA’ DELL’ARIAqualità aria rit

Strettamente connesso al tema della Raffineria di Milazzo, e più in generale all’inquinamento esistente sia nella Valle del Mela che nelle altre aree inquinate, è il quesito riguardante il Piano di qualità dell’aria.

Si tratta di uno strumento di pianificazione che potrebbe imporre limiti emissivi più restrittivi dei limiti di legge nazionali, specie nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

Favorevole ad un Piano di qualità dell’aria “che preveda limiti emissivi molto restrittivi” Claudio Fava, anche se non scende in ulteriore dettagli.

Anche La Rosa si dice favorevole “a rendere più restrittive le norme sulle emissioni aeree”, ma senza scendere in ulteriori dettagli.

Cancelleri ha risposto che il suo Governo approverà un Piano di qualità dell’aria che è stato redatto da un Commissario nominato dall’Assessorato dell’Ambiente e che è già pronto dal Febbraio 2017.

Dalla risposta di Cancelleri non abbiamo capito cosa preveda con esattezza questa proposta di Piano in riferimento ai limiti emissivi, pertanto ci riserviamo di esprimere un giudizio al riguardo solo dopo aver letto i dettagli del Piano.

Sebbene non richiesto nei nostri quesiti, segnaliamo un proposito che emerge dalle risposte di Cancelleri che ci piace molto: quello della tassa verde (chiamata “buona tassa” dal candidato dei 5s), cioè un sistema di tassazione che applichi il principio “più inquini più paghi”. Questa tassa secondo Cancelleri dovrebbe finanziare il settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Quanto a Musumeci, la sua risposta al riguardo non ci soddisfa, in quanto è la stessa del “testo unico” fornita sulla Raffineria.

Micari non pervenuto.

 

Valle-del-Mela

VALLE DEL MELA: RISANAMENTO, BONIFICHE E MONITORAGGIO AMBIENTALE

Fava risponde positivamente, impegnandosi a fare tutto quanto richiesto nel quesito.

La Rosa fa lo stesso, con l’unica eccezione del monitoraggio ambientale che non viene citato.

Cancelleri risponde solo sulle bonifiche, impegnandosi a reperire le somme necessarie non solo da risorse statali ma anche europee.

Anche in questo caso la risposta di Musumeci non soddisfa, in quanto è la stessa già citata del “testo unico”.

Micari non pervenuto.

 

PIANI PAESAGGISTICImilazzo_nicita11

Abbiamo chiesto un impegno a difendere concretamente e con decisione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 dai vari ricorsi presentati. Come abbiamo detto, questa domanda assume particolare rilevanza per scongiurare l’inceneritore, soprattutto adesso che quest’ultimo ha ottenuto il benestare della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e che quindi il Piano Paesaggistico rimane il principale baluardo capace di evitarlo. Ma per far questo il Piano a sua volta deve “resistere” ai molteplici ricorsi che sono stati presentati contro di esso, a partire da quelli al TAR Catania.

Inoltre abbiamo chiesto ai candidati di recepire, una volta eletti, le nostre istanze su alcuni accorgimenti che renderebbero più forte e chiara l’applicazione del Piano.

Molto soddisfacenti le risposte di Cancelleri e Fava, che riconoscono la necessità di difendere il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e si dicono pronti ad ascoltare le istanze ed i suggerimenti provenienti dai territori che possano migliorarlo.

Cancelleri si impegna inoltre ad approvare i Piani Paesaggistici anche nelle restanti parti della Sicilia che ancora ne sono sprovviste (e sono la maggioranza).

Parzialmente positiva  la risposta di La Rosa, che si impegna a difendere il Piano, ma non risponde sulla possibilità di migliorarlo.

Non pertinente la risposta di Musumeci che di fatto non ha risposto alle nostre domande, ma ha affermato l’intenzione di varare un “Testo Unico per l’Urbanistica”, sul quale valgono da parte nostra le stesse considerazioni già fatte per il “Testo unico” di cui si è parlato a proposito della Raffineria.

Micari non pervenuto.

Nell’ambito dello stesso quesito abbiamo anche chiesto ai candidati cosa ne pensassero dell’emendamento alla Finanziaria regionale 2017  (il famoso art. 48) che puntava a rendere realizzabili, a discrezione della Giunta regionale, delle opere ritenute di pubblica utilità anche in siti ove la Pianificazione Paesaggistica lo vieterebbe. Nel frattempo abbiamo saputo che questo articolo, come tanti altri della Finanziaria, è stato bocciato dal Ministero dell’Economia. Tuttavia può essere comunque interessante sapere cosa ne pensassero i candidati, perchè ci dà un’idea di quale potrebbe essere la loro politica sul rapporto tra sviluppo e rispetto del territorio.

A tal riguardo ci soddisfano le risposte di Musumeci, Fava e, in parte, di Cancelleri.

In particolare Musumeci afferma nettamente che non può essere ammessa alcuna discrezionalità nelle opere realizzate nelle aree vincolate.

Secca la risposta di Fava: “L’art.48 è in contrasto con la linea politica del mio governo”.

Senza scendere nei dettagli Cancelleri afferma che questo articolo deve essere rivisto assolutamente.

E’ sostanzialmente favorevole all’emendamento invece La Rosa, secondo il quale il problema non è la norma in sè, ma il fatto che il Governo della Regione non sia in mani “verdi”: una tesi che non ci convince affatto. In ambito urbanistico e paesaggistico è necessario a nostro avviso far valere delle regole valide a prescindere da chi è al potere e sottrarre potere discrezionale al politico di turno.

 

SOPRINTENDENZA DI MESSINA

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Il Soprintendente di Messina Orazio Micali

Ultimo quesito era quello riguardante la Soprintendenza di Messina e la necessità di vigilare e garantire, dopo alcuni atti che hanno suscitato molte polemiche, il perseguimento esclusivo dei suoi compiti di tutela dei beni culturali e ambientali.

Su questo punto ci soddisfano le risposte di Fava e La Rosa. Restano invece sul vago Musumeci e Cancelleri.

In particolare Fava si impegna, ove venissero segnalate situazioni poco chiare, ad “intervenire immediatamente per evitare che le distorsioni della burocrazia regionale arrechino danni ai diritti dei cittadini”.

Anche La Rosa promette di ascoltare i comitati cittadini e di controllare che i funzionari preposti rispondano esclusivamente agli interessi pubblici che rientrano nei loro compiti.

Cancelleri si limita a parlare di “monitoraggio dei comportamenti organizzativi e degli andamenti gestionali”, mentre Musumeci afferma che “Le Soprintendenze saranno oggetto di un profondo processo di riorganizzazione al fine di assicurare uniformità su tutto il territorio in ordine alle scelte di tutela”.

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri , a cui si sono aggiunte alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

Inceneritore del Mela: le responsabilità politiche di quanto è successo

Il ruolo della politica nell’ennesimo regalo al mega-inceneritore di A2A.

E così, alla fine, la Commissione Tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale dell’inceneritore del Mela.

A2A segna così un altro pesante punto a proprio favore, dopo quello ottenuto con il parere della Commissione AIA (il famoso PIC) approvato nel mese di Giugno.

Così com’era successo riguardo al PIC, non possiamo che constatare la cecità di queste Commissioni ministeriali rispetto alle gravi incompatibilità ambientali, alle madornali carenze progettuali, alla lampante non conformità dell’impianto con la pianificazione regionale.

A questo punto non si può non paventare un atto illegittimo da parte del Ministero dell’Ambiente, che, contravvenendo alla legge, potrebbe concedere l’autorizzazione nonostante il parere negativo vincolante del MiBACT. Contro questa eventualità sono necessarie senz’altro azioni legali, ma anche la protesta dei cittadini.

Eppure solo pochi mesi fa la Commissione VIA aveva bocciato un altro progetto A2A, stavolta riguardante la Centrale elettrica di Brindisi, che prevedeva l’utilizzo del CSS-Combustibile.

Tale bocciatura è stata motivata dalla presenza di gravi carenze nello Studio di Impatto Ambientale. La cosa curiosa è che quelle stesse carenze sono presenti anche nel caso dell’inceneritore del Mela, anche perchè la Società redattrice dello Studio di Impatto Ambientale (la Tauw Italia) è la medesima.

Per di più, nel caso dell’inceneritore del Mela si aggiunge anche la profonda  incompatibilità con il contesto territoriale, con il Piano Paesaggistico già approvato e persino con il vigente Piano regionale dei rifiuti.

Eppure, a distanza di pochi mesi, per il progetto A2A di Brindisi la Commissione VIA ha dato parere negativo, mentre per quello di San Filippo del Mela ha dato parere positivo.

Perché? Cosa è cambiato? La differenza più lampante consiste nel fatto che, mentre a Brindisi la Regione Puglia è intervenuta con decisione nella procedura emettendo un parere negativo ben motivato, altrettanto non è avvenuto nel caso della Regione Sicilia.

E questo nonostante da due anni abbiamo più volte auspicato questo parere. Più volte abbiamo chiarito che le dichiarazioni di contrarietà espresse dal Presidente della Regione Crocetta non sarebbero servite a nulla senza un intervento concreto della Regione nella procedura VIA.

Una contrarietà ripetuta anche in un incontro tenutosi lo scorso mese di Marzo a Torregrotta e di cui esiste un video [1] sulle risposte di Crocetta a domande del tipo “se davvero siete contrari, perché non date un parere negativo nella VIA?”. La discussione che ne è seguita, di cui è riportata la trascrizione nella stessa pagina fb in cui è caricato il video in questione [1], rivela tutta la superficialità con cui il Presidente Crocetta ha trattato la questione e che alla fine purtroppo ha prodotto i suoi frutti avvelenati.

La tesi di Crocetta era che il Ministero sarebbe stato obbligato a chiedere il parere della Regione in una apposita Conferenza dei Servizi e che a quel punto la Regione avrebbe dato parere negativo.

Noi cercammo di chiarire che non funziona affatto così [2], evidenziando, anche con lettere aperte e comunicazioni fatte pervenire all’attenzione di Crocetta, la necessità che un parere fosse inviato al più presto tramite una semplice PEC [3], nonchè il pericolo che, in caso contrario, si avverasse ciò che purtroppo alla fine si è avverato: ovvero la conclusione dell’istruttoria VIA senza alcuna fantomatica Conferenza dei servizi e senza  alcun parere della Regione.

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Maurizio Croce con l’ex sindaco di S.Filippo Aliprandi in visita alla Centrale A2A – foto OggiMilazzo

Ma all’incontro di Torregrotta Crocetta non era solo, anzi aveva un accompagnatore d’eccezione che, secondo alcuni testimoni, gli faceva da suggeritore: il messinese Maurizio Croce, ovvero l’Assessore regionale dell’Ambiente.

Si tratta dell’Assessore su cui ricadono senza dubbio le maggiori responsabilità per la mancanza del parere, in quanto l’assessorato competente ad esprimerlo era proprio il suo. Anche a lui ed al suo Assessorato abbiamo più volte sollecitato il parere, fornendo peraltro elementi utili alla sua formulazione, ma senza alcun riscontro.

Ciò non ci meraviglia affatto se si considera che nell’estate 2016 l’Assessore all’Ambiente Croce non ha nascosto la sua posizione FAVOREVOLE sull’inceneritore del Mela, lamentandosi anzi di doversi adeguare “alle posizioni espresse dal presidente Crocetta” [4].

Maurizio Croce è notoriamente un Assessore espresso dal PDR, formazione politica che tra l’altro vede in un milazzese, l’On. Beppe Picciolo, il suo maggiore esponente a livello provinciale. Proprio l’On. Picciolo, in occasione dell’insediamento di Croce, ebbe a dichiarare che quest’ultimo era “l’uomo giusto al posto giusto” [5]. Giusto per chi, On. Picciolo? Per i cittadini che rischiano i veleni dell’inceneritore non di sicuro.

Picciolo con Cusumano
L’On.Picciolo intervistato da Gianfranco Cusumano di Oggimilazzo in occasione dell’attuale campagna elettorale

Stupisce che le maggiori responsabilità politiche di quanto accaduto provengano proprio da esponenti della politica locale, che in teoria avrebbero dovuto essere più sensibili alle istanze del proprio territorio.

Proprio adesso che l’esperienza di Maurizio Croce all’ Assessorato dell’Ambiente è giunta al capolinea e che c’era la possibilità che un nuovo Assessore potesse finalmente inviare un parere negativo, l’istruttoria VIA si è conclusa: coincidenze?

Peraltro anche il Comune di San Filippo del Mela aveva ormai pronto un corposo e dettagliato parere negativo da inviare nell’ambito della VIA dell’inceneritore. Neanche a farlo apposta l’istruttoria si è chiusa appena in tempo affinchè questo parere non fosse preso in considerazione: anche questa una coincidenza?

 

Note:

[1] Pagina fb con il video dell’incontro di Crocetta e Croce a Torregrotta nel Marzo 2017: https://www.facebook.com/1597203600493834/videos/1870535676493957/?pnref=story

[2] https://cittadinicontroinceneritore.org/2017/03/13/crocetta-dice-no-allinceneritore-del-mela-ma-le-parole-non-bastano/

[3] http://www.tempostretto.it/news/territorio-ambiente-inceneritore-mela-crocetta-richiesta-ufficialit-dagli-ambientalisti.html

[4] Si vedano le dichiarazioni di Croce riportate da  “Tempostretto” a margine dell’inaugurazione dell’impianto di solare termodinamico alla Centrale A2A. Noi  replicammo alle dichiarazioni di Croce con il comunicato riportato in questo articolo:  Vadano pure altrove!

[5] http://www.gazzettadelsud.it/news//115668/Prima-uscita–neo-assessore-.html

VIA LIBERA all’Inceneritore del Mela dalla Commissione ministeriale. Ora il NO dei candidati (ed in particolare del furuto presidente Musumeci) si tramuti in impegni concreti

Conclusa l’istruttoria della Commissione Tecnica VIA sull’inceneritore del Mela. Nonostante le molteplici incompatibilità ambientali, le irregolarità e le carenze progettuali evidenziate nelle innumerevoli osservazioni di Comitati, Associazioni, Comuni e cittadini, nonostante il Parere negativo della Città Metropolitana, la Commissione Tecnica ha esitato un “parere favorevole con prescrizioni”. Lo abbiamo appreso stamane attraverso la consultazione della pagina internet della procedura.

Un esito su cui ha certamente pesato l’assenza di un Parere da parte della Regione. Infatti il Presidente Crocetta si è detto più volte contrario al progetto, ma alle parole non sono seguiti i fatti.

A questo punto sono possibili due ipotesi:

  1. Il Ministero dell’Ambiente riconosce il divieto alla realizzazione dell’impianto stabilito nel Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, la cui inderogabilità è sancita dal Codice dei beni culturali, e quindi rinvia il parere alla Commissione VIA pretendendone la correzione;
  2. Il Ministero dell’Ambiente decide di “forzare” la legge, rimettendo la questione al Consiglio dei Ministri. Questo a sua volta potrebbe seguire la scia di questa “forzatura” e decidere di concedere l’autorizzazione.

Nella malaugurata ipotesi che il Ministero dell’Ambiente e il Governo scelgano la strada della “forzatura” e concedano l’autorizzazione all’inceneritore del Mela, bisognerebbe assolutamente impugnare la decisione al TAR Lazio.

Tutti i soggetti interessati potrebbero farlo, ma è chiaro che l’eventuale impugnazione da parte della Regione avrebbe un peso significativo.

Quattro dei cinque candidati alla Presidenza della Regione (tra cui il futuro Presidente Musumeci (addendum postumo))  hanno espresso un chiaro NO all’inceneritore del Mela: una volta eletti faranno come il loro predecessore Crocetta o hanno davvero intenzione di far seguire alle parole i fatti?

L’inceneritore non si blocca a parole: i 4 candidati si impegnano, qualora eletti, ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione all’inceneritore del Mela da parte del Governo, chiedendone la sospensiva?

 Del resto gli estremi per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).