Le risposte dei candidati alla Presidenza della Regione su Inceneritore del Mela e gestione dei rifiuti

Fava, Cancelleri e La Rosa: NO all’inceneritore del Mela.
Musumeci: faremo “piccoli” inceneritori.
L’eloquente silenzio di Micari…

Nelle scorse settimane abbiamo rivolto ai candidati alla Presidenza della Regione  7 quesiti  a cui hanno risposto tutti i candidati tranne Fabrizio Micari.

Due di essi riguardavano l’inceneritore del Mela e la gestione dei rifiuti in Sicilia.  (Le risposte agli altri 5 quesiti sono state analizzate in quest’altro link, NdR)

 I candidati che hanno risposto sono apparentemente concordi sul fatto che la cronica emergenza dei rifiuti vada affrontata prioritariamente incentivando la riduzione dei rifiuti, aumentando la raccolta differenziata e realizzando impianti di compostaggio, riciclaggio e recupero di materia.

 Le posizioni invece si differenziano sulla questione degli inceneritori.

Mentre Cancelleri  Fava  esprimono un netto NO, senza se e senza ma, a questo tipo di impianti, addirittura ritenuti da Fava funzionali ad “interessi privati spesso criminali”, altrettanto non si può dire di Musumeci.

Quest’ultimo afferma infatti di voler realizzare “piccoli impianti di termovalorizzazione, non inceneritori”. Peccato che “termovalorizzatore” e “inceneritore” sono sinonimi. Basta infatti cercare sul dizionario per capire che il “termovalorizzatore” altro non è che un inceneritore associato a recupero di energia, come del resto ormai tutti gli inceneritori esistenti in Italia.

dizionario termovalorizzatore

Tant’ è vero che il termine “termovalorizzatore” viene tradotto nelle altre lingue nè più nè meno che come inceneritore. In ogni caso nell’ordinamento vigente non si parla di “termovalorizzatori”, ma di “impianti di incenerimento”, definiti nel Codice dell’Ambiente come impianti dove avviene la combustione dei rifiuti, anche associata a produzione di energia.

traduzione termovalorizzatore

Quanto ai “Siciliani Liberi”, La Rosa afferma la sua “netta contrarietà al business dei megainceneritori voluti da Roma”, ma non si esprime ad esempio sull’ipotesi dei “piccoli” inceneritori ideati da Crocetta e Contraffatto ed ora riproposti da Musumeci.

Il secondo quesito riguardava nello specifico il progetto A2A dell’inceneritore del Mela. In particolare non si chiedeva di esprimere solo una generica opinione in merito, ma di specificare se la Regione esprimerà un parere (che potrebbe essere decisivo) nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), procedura che deve decidere della realizzazione dell’opera.

(Aggiornamento: è del 2 Novembre la notizia che l’istruttoria della Commissione tecnica VIA si è già conclusa, purtroppo positivamente per l’inceneritore. Il parere della Regione sarebbe quindi ormai fuori tempo massimo. Il 2 Novembre abbiamo perciò chiesto ai candidati se si impegnano ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione del Governo, NdR).

Secca la risposta di La Rosa: “Parere contrario all’inceneritore del Mela”.

Dello stesso segno, ma più articolata, la risposta di Fava, il quale non solo si impegna a contrastare questo progetto in tutte le sue fasi procedurali, ma afferma anche che, in caso di chiusura della Centrale di San Filippo del Mela, A2A sarebbe obbligata a bonificare il sito.

Dalla risposta di Cancelleri si evince la contrarietà alla realizzazione dell’impianto, ma  il candidato non si è espresso in maniera esplicita sul parere negativo che, come da noi richiesto, la Regione dovrebbe inviare all’interno della procedura ministeriale VIA.

 Più preoccupante la risposta di Musumeci, che non si esprime in modo netto sull’impianto, limitandosi ad affermare che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica di gestione dei rifiuti sopra enunciata”.

(Aggiornamento: con un post apparso sulla sua pagina facebook la sera del 31 Ottobre, Nello Musumeci ha precisato di essere contrario al progetto A2A dell’inceneritore del Mela, pur ribadendo comunque la necessità di impianti di valorizzazione energetica in Sicilia. In questo articolo abbiamo fatto le nostre considerazioni in merito al post di Musumeci: Musumeci e il dilemma degli inceneritori, NdR) 

A rigor di logica l’inceneritore del Mela non può essere affatto definito un “piccolo termovalorizzatore”, potendo arrivare a bruciare fino a 510 mila tonnellate di rifiuti. Tuttavia A2A potrebbe giocare d’astuzia, accettando in un primo tempo di ridurre il quantitativo di rifiuti da bruciare. Tanto poi, una volta realizzato l’impianto, sarà facile aumentarne la capacità con la scusa dell’emergenza rifiuti: è quanto sta già accadendo a diversi inceneritori italiani per effetto dello “Sblocca Italia”. A tal proposito è di scarsa consolazione il fatto che vari politici (siano essi Crocetta, Contraffatto o Musumeci) dicano “No ai mega-inceneritori, si a piccoli termovalorizzatori”, perché dopo la loro realizzazione questi impianti potrebbero essere facilmente potenziati e quindi trasformati in veri e propri mega-inceneritori.

Musumeci afferma di voler realizzare i “piccoli” inceneritori prioritariamente presso le aree delle discariche, già ambientalmente compromesse: verrebbe da dire “cornuti e bastonati”. C’è quindi il rischio che Musumeci voglia comunque realizzare un inceneritore nel nostro hinterland, ad esempio vicino Furnari, come se non bastassero i problemi già creati con la vicina discarica di Mazzarrà.

Inoltre anche le zone industriali possono essere intese come aree ambientalmente compromesse, quindi l’ipotesi dell’inceneritore del Mela non verrebbe affatto esclusa, anzi troverebbe ulteriore legittimazione: quella di continuare a inquinare dove si è già inquinato, e chi se ne frega dei rischi per la salute dei cittadini.

Infatti i piccoli inceneritori non escludono affatto gravi rischi per la salute: si vedano ad esempio i risultati molto preoccupanti dello studio epidemiologico  dell’ARPA Piemonte sul piccolo inceneritore di Vercelli.

Inoltre gli inceneritori avrebbero costi molto maggiori rispetto agli impianti di compostaggio e riciclaggio: centinaia di milioni di euro che ricadrebbero, in un modo o nell’altro, sulle spalle dei cittadini, ad esempio tramite bollette più salate.

 Quanto a Micari, l’unico candidato alla Presidenza che, nonostante i nostri solleciti, non ha risposto ai quesiti, il suo silenzio appare molto sospetto.

(Aggiornamenti: stando ad un articolo del Gazzettino di Sicilia, Micari ha eplicitamente affermato di essere favorevole agli inceneritori. Di segno opposto quanto riportato successivamente da un articolo di Tempostretto, secondo il quale Micari, in collegamento telefonico ad un incontro a sostegno del Candidato all’ARS, nonchè Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto, avrebbe affermato di ribadire (sic!) la propria contrarietà “ai grandi impianti”, NdR).

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri, a cui si sono aggiunte  alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo

Comitato Lenzuoli 27 Settembre

Associazione Economia Circolare

Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela

Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini

Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Un’ analisi delle risposte dei candidati agli altri quesiti e’ stato condotta al seguente link: Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

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