Accorinti rinuncia alla Città Metropolitana…a chi giova?

La Città Metropolitana di Messina è stata finora l’unico ente territoriale sovracomunale ad essere intervenuto concretamente nelle procedure in corso che riguardano l’inceneritore di A2A  e la Raffineria di Milazzo.

Ciò è stato possibile perchè Renato Accorinti, il primo Sindaco della Città Metropolitana di Messina (subentrata all’ex provincia), ha recepito le istanze provenienti dal territorio ed ha espresso parere negativo nell’ambito della VIA dell’inceneritore del Mela. Anche nell’ambito del Riesame dell’AIA della Raffineria (ancora in corso) Accorinti ha sostenuto l’esigenza di una sensibile riduzione dell’inquinamento.

Tuttavia in Ottobre una legge regionale ha sospeso i Sindaci Metropolitani di Palermo, Catania e Messina. Al posto di Renato Accorinti si è insediato alla Città Metropolitana il Commissario Straordinario Francesco Calanna.

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Il Commissario della Città Metropolitana di Messina Francesco Calanna

Il cambio di passo alla Città Metropolitana non ha tardato a manifestarsi: nell’ultima Conferenza dei Servizi sull’AIA della RAM la posizione della Città Metropolitana è divenuta opposta a quella dei Comuni di San Filippo del Mela e Milazzo, che, recependo le istanze delle associazioni, hanno sostenuto l’esigenza di limiti di emissione ben più restrittivi.

E’ il segno che, tolto di mezzo Accorinti, le industrie hanno “riconquistato” la Città Metropolitana.

Nel frattempo però Leoluca Orlando ed Enzo Bianco sono stati reinsediati alle Città Metropolitane rispettivamente di Palermo e Catania. A Messina invece il reinsediamento non avviene, perchè Renato Accorinti, al contrario dei colleghi di Palermo e Catania, non ha fatto ricorso contro la sua destituzione.

PERCHE’?

Nella conferenza stampa di ieri Accorinti ha spiegaro i motivi della sua rinuncia: a suo dire non si potrebbe fare bene contemporaneamente il Sindaco della Città di Messina ed il Sindaco della Città Metropolitana. Inoltre non sarebbe giusto che un Sindaco assuma una posizione di potere nei confronti degli altri 107 Sindaci dei comuni che compongono la Città Metropolitana.

Sani e condivisibili principi, certo. Ma della tutela dei cittadini della Valle del Mela ne vogliamo parlare? Delle procedure in corso su Raffineria e inceneritore ad Accorinti non importa più nulla?

Proprio adesso che un giro di vite sulla licenza di inquinare della Raffineria sembra più vicino? Proprio ora che c’è bisogno di una lotta serrata che veda coinvolti cittadini, comitati, associazioni ed enti locali per impedire che l’inceneritore di A2A venga autorizzato?

Renato, proprio ora abbandoni il campo? 

Naturalmente la nostra lotta continua con sempre maggiore determinazione, con o senza Accorinti. Una lotta di e per tutti i cittadini della Valle del Mela: per ottenere una riduzione dell’inquinamento e dei rischi per la salute e lo STOP ad ogni altro impianto inquinante come l’inceneritore; per pretendere il rispetto di un territorio di superba bellezza ed elevate potenzialità economiche, trattato da decenni come una cloaca in cui piazzare ogni genere di industria insalubre.

Insomma, l’ora della riscossa della Valle del Mela è arrivato, con o senza Renato.

 

 

Tranquilli, siamo in buone mani! Questo territorio cominci a farsi rispettare

Ci risiamo! Un altro grave incidente alla Raffineria, un’altra colonna di fumo nero, senz’altro carico di sostanze tossiche e cancerogene, si è alzata ad oscurare il cielo della Valle del Mela. Anche se stavolta l’incendio è stato domato in poco tempo, il bilancio è molto grave: diversi lavoratori feriti o ustionati ed è una fortuna che non ci sia scappato il morto. Ai lavoratori loro malgrado coinvolti nell’incidente va la nostra solidarietà.

Un incidente che ci ricorda come la Raffineria di Milazzo rappresenti non solo la più pesante fonte di inquinamento industriale della Valle del Mela, ma anche una potenziale ed imprevedibile bomba letale.  Tutto ciò non può essere considerato normale e non è accettabile.

Proprio oggi pomeriggio si è tenuta a Roma una Conferenza dei Servizi sul Riesame dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria. Abbiamo chiesto alle amministrazioni convocate di far prevalere una volta per tutte il diritto alla salute dei cittadini sul diritto ad inquinare “a norma di legge”: vedremo da che parte si sono schierate.

Ribadiamo come sia paradossale ed inaccettabile che in un territorio già segnato da gravi rischi, sia sanitari che di incidente rilevante, si voglia ancora perseverare con le peggiori scelte industriali, e nello specifico con un mega-inceneritore, in totale disprezzo del diritto alla salute dei cittadini e delle vocazioni economiche del territorio.

Nella Valle del Mela sono già accertati gravi eccessi di patologie potenzialmente legate all’inquinamento industriale, come ad esempio da idrocarburi non metanici, le cui elevate concentrazioni atmosferiche spesso rilevate dall’ARPA sono, secondo quest’ultima, chiaramente riconducibili alla Raffineria.

Se a questo tipo di inquinamento aggiungiamo anche quello tipico degli inceneritori, caratterizzato innanzitutto da diossine e PCB, è logico aspettarsi un effetto sinergico che potrebbe far letteralmente esplodere i già preoccupanti problemi sanitari.

 È paradossale che la Commissione valutatrice del Ministero dell’Ambiente si sia espressa positivamente in merito alla compatibilità ambientale del mega-inceneritore di A2A. Come ha fatto ad affermare che questo impianto è compatibile con il territorio se non è stata neanche individuata la popolazione esposta e non sono stati effettuati studi sui rischi a cui andrebbe incontro?

Il governo sappia che se vorrà perseguire questa linea, decretando arbitrariamente la compatibilità ambientale di un impianto tra l’altro espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico, la Valle del Mela farà le barricate e porterà la protesta fino a Roma.

I cittadini pretendono una seria riduzione dell’inquinamento, a cominciare proprio da quello della Raffineria, alla quale vanno anche applicate le più rigorose disposizioni capaci di prevenire gli incidenti. E non sono assolutamente accettabili altri impianti insalubri come l’inceneritore, ma anzi bisogna applicare quanto previsto dal Piano Paesaggistico in merito alla progressiva eliminazione dei grossi impianti industriali dalla Valle del Mela.

La stupidità di propagandare gli inceneritori: la nostra replica alla Gazzetta del Sud

Ecco la nostra replica all’articolo pro-inceneritori apparso sulla Gazzetta del Sud di giovedì. Stamane abbiamo provveduto ad inviarla alla redazione della Gazzetta: vedremo se riconosceranno il nostro diritto di replica (in caso contrario invieremo una segnalazione all’ordine dei giornalisti).

In riferimento all’articolo “Il sistema mafioso delle discariche e la mancanza di coraggio”  di Lucio D’amico apparso sulla Gazzetta del Sud di giovedi scorso, si desidera replicare alle personali opinioni del giornalista riportate a sostegno dei “termovalorizzatori”.

Innanzitutto esprimiamo il nostro disappunto per il fatto che troppo spesso negli articoli riguardanti tale spinoso e complesso argomento, la testata preferisca dare spazio ad opinioni e considerazioni personali degli autori, con una visione parziale, semplicistica e superficiale dell’annosa questione, anzichè riportare le notizie in maniera obiettiva.

Secondo Lucio D’Amico sarebbe stupido “demonizzare oggi i termovalorizzatori” in quanto servirebbero a smaltire il residuo indifferenziato: nulla di più lontano dal vero.

Basta consultare il Piano regionale dei rifiuti per capire come bisognerebbe trattare il residuo indifferenziato residuo, ovvero con impianti di trattamento meccanico-biologico, di recupero di materia e di digestione anaerobica.

Questo in accordo alla gerarchia dei rifiuti sancita dalle direttive comunitarie e dalla legge (art. 179 del Codice dell’ambiente).

Stiamo parlando di impianti molto più economici e di più rapida realizzazione rispetto agli inceneritori (o termovalorizzatori che dir si voglia).

Semmai Lucio D’Amico si chieda come mai questo Piano regionale dei rifiuti, approvato già nel lontano 2012, non sia mai stato applicato.

Inoltre ci chiediamo in base a quali evidenze gli inceneritori dovrebbero produrre ricchezza per il territorio. Forse il giornalista si riferisce a quella cinquantina di operai che vi troverebbero impiego? In realtà gli inceneritori italiani bruciano in gran parte rifiuti riciclabili e con essi bruciano anche posti di lavoro, perché quegli stessi rifiuti, se inseriti nella filiera del riciclaggio anziché degli inceneritori, produrrebbero un numero di posti di lavoro molto più elevato.

Il problema è che il sistema degli incentivi statali e l’attuale politica favoriscono gli inceneritori anziché la filiera del riciclaggio: così le aziende come A2A si buttano nel business degli inceneritori anziché del riciclaggio e molti potenziali posti di lavoro vengono persi.

Inoltre non corrisponde affatto al vero che gli inceneritori moderni non inquinano. Neanche A2A finora si è spinta ad affermare una cosa simile: basta consultare lo Studio di impatto Ambientale che ha presentato per il mega-inceneritore che ha proposto nella Valle del Mela e si scoprirà che questo inceneritore emetterebbe ogni anno 78 mg di diossina (pari a diverse milioni di volte la dose massima tollerabile in un anno da un essere umano), 78 mg di PCB e quantitativi ben maggiori di metalli pesanti, soprattutto sotto forma delle pericolosissime nanopolveri.

In ogni caso né il governo, né la politica, né i giornalisti possono svegliarsi una mattina e decidere che gli inceneritori non cono pericolosi per la salute umana: per poterlo affermare bisogna revisionare, senza pregiudizi ideologici, la letteratura scientifica prodotta al riguardo.

Basta consultare i più recenti studi epidemiologici pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali per capire la pericolosità anche dei più moderni “termovalorizzatori”, come ad esempio quelli di Arezzo e Bologna [1].

Bisogne anche chiedersi come mai Brescia, sede dell’inceneritore A2A più grande d’Italia, abbia raggiunto il record di tumori in Italia [2].

La Sicilia deve scegliere se seguire il modello Brescia ed il suo record di tumori o il modello Treviso, con il suo record di differenziata (prossima al 90%) e di riciclaggio: proprio quest’anno a Treviso è stato aperto il primo impianto di riciclaggio di pannolini al mondo [3].

Queste sono le eccellenze italiane da prendere come esempio, altro che bruciare la spazzatura.

 

Note:

[1] A tal riguardo, il nostro dossier sulle evidenze scientifiche dei rischi sanitari degli inceneritori contiene i riferimenti a decine di studi scientifici, anche recenti: https://cittadinicontroinceneritore.org/evidenze-scientifiche-inceneritori/

[2] www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/14/tumori-a-brescia-e-record-italiano-lepidemiologo-ora-via-i-vertici-dellasl/984771/

[3] http://www.huffingtonpost.it/2017/10/25/in-provincia-di-treviso-rinascono-i-pannolini-l-impianto-e-unico-al-mondo_a_23255144/

Il Soprintendente Micali sempre più preoccupante, ma ormai è avvertito: la Valle del Mela lo marca stretto

Micali spara a zero sul Ministero dei Beni Culturali: sarebbe incompetente e le sue posizioni (ovvero il parere contrario all’inceneritore) sarebbero illegittime.            

Circa 500 cittadini provenienti dalla Valle del Mela e non solo si sono dati appuntamento ieri pomeriggio nei pressi della Soprintendenza di Messina per richiamarla al rispetto del Piano paesaggistico dell’Ambito 9, che vieta categoricamente la realizzazione di ogni tipo di inceneritore e di impianto di trattamento dei rifiuti nella fascia costiera ove A2A ha progettato il famigerato mega inceneritore del Mela.

Nonostante la trasferta ed il giorno lavorativo, la partecipazione popolare è andata ben al di là delle nostre aspettative, segno che i cittadini non sono affatto intenzionati a rassegnarsi davanti all’arroganza e all’abuso di chi vorrebbe a tutti i costi autorizzare un inceneritore di fatto abusivo.

A circa un mese dalla nostra richiesta e solo grazie alla mobilitazione popolare, il Soprintendente di Messina Orazio Micali stavolta ha accettato di ricevere una delegazione delle associazioni del territorio, a cui si sono aggiunti alcuni  tra  sindaci e deputati presenti alla manifestazione. Lo ha fatto non senza polemiche, in quanto ha rivendicato di non aver voluto accettare in un primo tempo l’incontro con la scusa di non poter “perdere tempo” per “discutere amenamente” (cosa ci sia di ameno in una richiesta di chiarimenti sull’applicazione del Piano Paesaggistico resta un mistero).

Non è mancato chi è andato all’incontro “armato” di tutta la documentazione del caso e, senza troppi giri di parole, è venuto subito al dunque, dando lettura della prescrizione del Piano Paesaggistico che vieta la realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti nel cosiddetto Contesto Paesaggistico “12o”[1].

Quindi, con le cartografie alla mano, è stato chiesto a Micali conferma che l’inceneritore di A2A ricade proprio in tale contesto, come del resto sarebbe evidente a chiunque consulti le cartografie.

In effetti le risposte del Soprintendente hanno confermato tale evidenza, ma senza passare  alla sua logica conseguenza: visto che in quell’area sono vietati impianti di trattamento dei rifiuti e visto che l’inceneritore di A2A è un impianto di trattamento dei rifiuti (è proprio la stessa A2A a specificarlo nella documentazione depositata), questo inceneritore è vietato dalla legge e quindi non è autorizzabile.

Tuttavia il Soprintendente non sembrerebbe aver voluto proseguire il ragionamento, affermando di non essere tenuto a esprimere verbalmente pareri tecnici e che noi non avremmo titolo per richiederli. Insomma, una sorta di “facoltà di non rispondere” che a tal riguardo può apparire alquanto sospetta.

micali meglio
Orazio Micali

Ma i sospetti sono stati rafforzati quando Micali avrebbe domandato ai presenti: “quali sono” le prescrizioni del Piano per l’inceneritore di A2A? (Ricordiamo che una di tali prescrizioni è per l’appunto quella che vieta impianti di trattamento dei rifiuti).

Per di più Micali si sarebbe lasciato andare ad altre più preoccupanti affermazioni: la posizione assunta dal MiBACT (Ministero dei Beni Culturali, che ha dato parere contrario all’inceneritore) sarebbe “illegittima”, in quanto avrebbe espresso delle valutazioni sebbene “incompetente”, forse per “convinzioni ideologiche”.

Si tratterebbe  di affermazioni gravi ed irrituali verso una istituzione nazionale che per legge gestisce di concerto al MATTM la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

E questo sol perché il MiBACT, a differenza di Micali, finora ha assunto una posizione contraria all’impianto di A2A, facendo peraltro il suo dovere ai sensi di legge?

Il Soprintendente avrebbe inoltre confermato la sua posizione critica nei confronti del Piano Paesaggistico, già esternata nella famosa nota del Gennaio scorso. Infatti avrebbe affermato di aver chiesto che il suo nome venga tolto dal Piano Paesaggistico approvato nel dicembre 2016.

Anche tale posizione è a nostro avviso grave da parte del responsabile di un organo tecnico tenuto non solo al rispetto ed all’applicazione del Piano, ma anche alla sua difesa, anche perché così facendo si fa il gioco di tutti quei soggetti (tra cui A2A e RAM) che hanno presentato ricorso per l’annullamento (o la modifica) del Piano Paesaggistico e che formalmente dovrebbero rappresentare la controparte della Soprintendenza nel contenzioso legale.

Inoltre come possono i cittadini stare tranquilli del fatto che il Soprintendente applicherà un Piano su cui ha assunto una posizione alquanto critica?

 Insomma sembrerebbe che il Soprintendente voglia mettere in dubbio che il Piano contenga prescrizioni sull’inceneritore. Inoltre avrebbe ancora una volta preso le distanze dai contenuti del Piano (sebbene sia tenuto ad applicarlo) e avrebbe sparato a zero in maniera del tutto irrituale sulla posizione contraria all’inceneritore assunta finora dal MiBACT.

Da parte nostra abbiamo espresso a Micali la nostra intenzione di mettere in campo tutte le possibili azioni legali nel caso in cui il Piano Paesaggistico non venga correttamente applicato nel parere sull’inceneritore.  Micali sembra non aver gradito tale determinazione, affermando di considerarla una minaccia: se ne faccia una ragione, noi siamo determinati a giocare la partita fino in fondo ed a vincerla, insieme a tutti i cittadini. E questo ormai dovrebbe essere chiaro anche al Soprintendente.

Ovviamente l’iniziativa di ieri era solo l’antipasto. Ai cittadini chiediamo di continuare ancora più determinati una battaglia che comunque non può essere soltanto legale. I cittadini dovranno presto tornare a far sentire la propria voce, anche inchiodando politici ed amministrazioni alle proprie responsabilità: è vero che il Soprintendente è un tecnico, ma è comunque nominato e tenuto a rispondere ad organi politici.

Intanto occhi puntati alla riunione che oggi pomeriggio si terrà tra vari Sindaci del comprensorio: oggetto della discussione è la possibilità, da noi più volte auspicata, di intervenire legalmente contro i ricorsi che puntano ad annullare o modificare il Piano Paesaggistico, spianando la strada all’inceneritore.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Comitato NO inceneritore del Mela

Domani in piazza decisi a sconfiggere l’abusivo mega-inceneritore del Mela

In queste aree non è consentito realizzare discariche di rifiuti urbani ed impianti per il trattamento dei rifiuti”[1].

Con questa semplice e chiara prescrizione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 vieta categoricamente l’inceneritore di A2A e qualsiasi impianto di trattamento dei rifiuti nel contesto “12o”, ovvero la fascia costiera soggetta a processi di degrado nel golfo di Milazzo.  Che l’inceneritore si situi in tale contesto è una certezza matematica, come si evince dal raffronto della sua localizzazione (“l’Alternativa A” rappresentata a sinistra)[2]  con la cartografia del Piano Paesaggistico (sulla destra)[3]:

raffronto inceneritore piano paesaggistico

Ai sensi del Codice dei beni culturali il Piano Paesaggistico non è derogabile in nessun caso e prevale sulle previsioni del PRG.

 In un paese normale il “caso” dovrebbe essere chiuso ed invece addirittura il governo sembrerebbe intenzionato ad autorizzare un inceneritore di fatto abusivo.

Una situazione paradossale insomma: si vuole autorizzare qualcosa che per legge è vietato. E l’Ente preposto all’applicazione del Piano Paesaggistico, ovvero la Soprintendenza di Messina, cosa fa?

Proprio il Soprintendente Orazio Micali ha dato il via ad una lunga serie di paradossi intorno all’affare dell’inceneritore: nel mese di Gennaio la Soprintendenza ha infatti tradito se stessa, chiedendo l’annullamento del parere negativo in precedenza espresso dalla stessa Soprintendenza.

I paradossi sono proseguiti con la Commissione AIA, che in primavera ha partorito un parere (il cosiddetto “PIC”) privo delle prescrizioni previste dal Piano regionale dei rifiuti (che avrebbe dovute recepire) ed incompatibili con il progetto.

Sulla stessa scia la Commissione ministeriale VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), che due mesi fa ha dato il suo benestare nonostante le gravi carenze del progetto (riguardanti soprattutto la valutazione dell’impatto sulla salute) denunciate in varie osservazioni e pareri, tra cui quelli della Città Metropolitana e dell’Ordine dei Medici e da ultimo ribadite anche dal Comune di San Filippo del Mela.

Tra l’altro è paradossale che per carenze identiche la stessa Commissione VIA pochi mesi fa abbia bocciato un altro progetto di A2A, riguardante stavolta la Centrale di Brindisi.

Adesso un nuovo parere è stato chiesto al Soprintendente di Messina Micali. Avendo il compito di applicare il Piano Paesaggistico, un parere negativo dovrebbe essere un’ovvietà ed invece il Soprintendente non sembra affatto convinto: sarebbe come non essere convinti che 2+2 faccia 4.

Il parere negativo della Soprintendenza peraltro è fondamentale: non perché vincolante nella VIA, bensì perché serve a certificare che, finchè il Piano Paesaggistico è vigente, la concessione edilizia dev’essere negata e l’impianto non può essere realizzato.

A questo punto i cittadini non possono più stare a guardare: non possono permettere che una pericolosa bomba ecologica dalle conseguenze imprevedibili venga calata sulle loro teste; non possono accettare che i loro figli debbano piangersi questo scempio per chissà quanti decenni a venire. Per non parlare degli immani danni economici che peserebbero sul territorio (ulteriore svalutazione degli immobili, danni al turismo ed all’agricoltura di qualità).

Per questo i cittadini MANIFESTERANNO nei pressi della Soprintendenza di Messina domani pomeriggio: per sconfiggere l’arroganza di chi, in barba a qualsiasi legge e buon senso, vorrebbe imporre un mega-inceneritore che nasce e sarà sempre ABUSIVO sotto ogni aspetto.

Sembra che stavolta il Soprintendente si sia deciso ad incontrarci: vedremo cosa avrà da dirci. L’appuntamento è di fronte la Chiesa di San Francesco sul Viale Boccetta alle 15.00.

 I Comitati e le Associazioni della Valle del Mela contro l’inceneritore

 

Note:

[1] Pag. 270 del Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 13 del 31 marzo 2017 (n. 12) – Approvazione del Piano paesaggistico dell’Ambito 9 ricadente nella provincia di Messina    http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g17-13o2/g17-13o2.pdf

[2] Fig.3.3.1.1a dello Studio di Impatto Ambientale presentato da A2A.

[3] Estratto della cartografia del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 consultabile sul portale del Sistema Informativo Territoriale Regionale.

 

L’inceneritore non è affatto scontato: FERMIAMOLI! Importantissimo manifestare mercoledì 13 di fronte alla Soprintendenza

Mercoledi  13 alle 15.30  il movimento contro l’inceneritore del Mela manifesterà davanti alla Soprintendenza di Messina. La scelta del luogo non è affatto casuale, in quanto la palla è al momento in mano al Soprintendente, a cui è stato chiesto di esprimere nuovamente un parere sull’inceneritore. Un parere che potrebbe essere determinante per la sorte di questo odiato impianto, una pericolosa bomba ecologica e sanitaria contro cui il territorio si è più volte schierato e la cui realizzazione rappresenterebbe una grave sconfitta per tutti.

E’ vero che, come riportato su vari organi di stampa, nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il parere della Soprintendenza (e quindi dei Beni Culturali) potrebbe essere “superato” da una decisione del Consiglio dei Ministri. Ma il superamento della VIA non è l’unico adempimento necessario per poter realizzare l’inceneritore. Tra l’altro una VIA positiva per noi sarebbe illegittima e ci indurrebbe a presentare ricorso, viste le gravi carenze dello Studio del proponente A2A in merito ad esempio agli impatti complessivi, ed in particolar modo all’impatto sanitario (non è stata neanche individuata la popolazione esposta), e vista la mancata applicazione delle previsioni del Piano regionale dei rifiuti. In ogni caso, ammesso e non concesso che la VIA venga superata, A2A dovrebbe comunque chiedere il rilascio della concessione edilizia (per la precisione oggi si parla di “permesso di costruire”) per poter iniziare i lavori.

La concessione edilizia può essere rilasciata solo dall’Ufficio tecnico (o meglio, dal Responsabile Area Gestione del Territorio, ing. Pietro Varacalli) del Comune di San Filippo del Mela, sulla base della conformità del progetto alle “previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente”.

Nell’area interessata dall’impianto non è consentito realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti”[1]: con questa semplice e limpida prescrizione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, ormai approvato da quasi un anno, vieta categoricamente la realizzazione dell’inceneritore e di qualsiasi altro impianto di trattamento dei rifiuti nel golfo di Milazzo, entro i 300 mt dal mare (come in questo caso).

Ai sensi del Codice dei beni culturali, le previsioni del Piano Paesaggistico sono inderogabili (neanche una decisione del Consiglio dei Ministri potrebbe “bypassarle”) e prevalgono su quelle del PRG. Quindi nessuna concessione edilizia potrà essere rilasciata finchè è vigente il Piano Paesaggistico, a meno di commettere un abuso o un’omissione.

Accade spesso che gli Uffici tecnici, nel rilascio delle concessioni edilizie, facciano riferimento alle autorizzazioni o ai pareri già rilasciati sul progetto in questione dalle Soprintendenze territorialmente competenti. Ecco perché il parere della Soprintendenza è determinante: se ad esempio la Soprintendenza di Messina dovesse affermare il falso, ovvero che l’inceneritore è compatibile con il Piano Paesaggistico, allora A2A avrebbe più possibilità di ottenere una concessione edilizia abusiva o il silenzio-assenso dell’Ufficio tecnico.

Ricordiamo che l’odierno Soprintendente Orazio Micali a Gennaio ha tentato di ottenere l’annullamento del parere negativo della Soprintendenza sull’inceneritore: come si comporterà adesso? Il fatto che la settimana scorsa abbia risposto picche alla nostra richiesta di appuntamento inoltrata per iscritto, ci desta il sospetto che, per prendere la decisione giusta, la Soprintendenza abbia bisogno del nostro “fiato sul collo”.

Per questo è importante manifestare Mercoledi 13: non per chiedere favori, bensì per chiedere semplicemente il rispetto della legge e l’applicazione del Piano Paesaggistico vigente.

E al contempo per chiedere la difesa del Piano Paesaggistico dai 5 ricorsi al TAR Catania che rischiano di annullarlo: da questo punto di vista urge un intervento anche da parte delle amministrazioni comunali.

I comitati e le associazioni della Valle del Mela contro l’inceneritore

[1] Pag. 270 del Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 13 del 31 marzo 2017 (n. 12) – Approvazione del Piano paesaggistico dell’Ambito 9 ricadente nella provincia di Messina

 

L’inceneritore della vergogna: il Soprintendente non ci vuole incontrare. Ha forse qualcosa da nascondere?

Le ultime novità giunte da Roma, con il parere positivo della Commissione valutatrice del Ministero dell’Ambiente, ci hanno fatto capire l’esistenza di una chiara volontà di autorizzare il mega-inceneritore di A2A nella Valle del Mela, contro la volontà popolare ed in violazione della vigente pianificazione paesaggistica ed in materia di rifiuti.

Infatti questo tipo di impianto è espressamente vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, già approvato e pienamente vigente da ormai quasi un anno. Un’autorizzazione in barba ad uno strumento di pianificazione che per legge è inderogabile rappresenterebbe un autentico paradosso all’italiana.

Peraltro la Valle del Mela non è nuova a simili paradossi: proprio nelle ultime settimane sono partiti i lavori per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di idrocarburi che ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica in una zona sottoposta a vincolo di inedificabilitá assoluta.

Insieme ad una delegazione di associazioni della Valle del Mela avremmo voluto parlare di tutto questo con il Soprintendente di Messina Orazio Micali, per cui abbiamo chiesto di incontrarlo, inoltrandogli anche una formale richiesta tramite PEC. Dopo nove giorni, durante i quali abbiamo più volte sollecitato telefonicamente l’incontro, il Soprintendente ci ha finalmente risposto.

Ma la risposta ha dell’incredibile: ci saremmo aspettati un appuntamento ed invece il Soprintendente ci ha risposto che non ritiene necessario incontrarci.

Ci chiediamo come mai il Soprintendente Orazio Micali non ci voglia incontrare. Ha forse qualcosa da nascondere?

Proprio sull’affare dell’inceneritore di A2A l’attuale Soprintendente ha già compiuto una mossa alquanto sospetta, che ha giustamente destato molte critiche nel territorio: infatti lo scorso Gennaio ha chiesto alla Regione di annullare il parere negativo sull’inceneritore espresso dal precedente Soprintendente. Per fortuna in quell’occasione la Regione non ha dato seguito alla richiesta di Micali.

Adesso che c’è il parere positivo della Commissione VIA, il Ministero dell’Ambiente ha chiesto nuovamente al Ministero dei Beni Culturali di rivalutare il progetto di A2A, come si evince sul portale della procedura. Per opere da realizzare in Sicilia, la prassi vuole che il Ministero dei Beni Culturali chieda a sua volta il parere della Soprintendenza territorialmente competente. Quindi è verosimile che ora la Soprintendenza di Messina debba esprimere nuovamente un parere che potrebbe essere decisivo per concludere la procedura.

E’ concepibile che la Soprintendenza stavolta conceda un parere positivo ad un impianto espressamente vietato dal Piano Paesaggistico? Volevamo essere rassicurati al riguardo: perchè il Soprintendente non ci ha voluto ricevere? Quel che è certo è che, negandoci l’incontro, il suo atteggiamento appare del tutto irrituale e sospetto, oltre che contrario al principio di trasparenza amministrativa.

Non è assolutamente ammissibile che un Soprintendente si rifiuti di incontrare una delegazione di associazioni, tra cui peraltro anche un consigliere comunale, per discutere di importanti questioni che interessano attualmente il territorio. Per questo a breve intraprenderemo delle azioni di protesta.

L’inceneritore NON e’ autorizzabile: il Ministero dell’Ambiente annulli i pareri positivi delle Commissioni VIA e AIA

Di recente abbiamo diffuso la notizia del parere positivo all’inceneritore del Mela da parte della “Commissione Tecnica VIA”. Si tratta di un atto grave che di norma rappresenta la premessa di una vera e propria autorizzazione.

 Pur non essendo ancora entrati in possesso di tale parere, è chiaro che ci sono molte cose che non quadrano: come ha fatto la Commissione VIA ad emettere un parere positivo su un impianto espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico? Come ha fatto a valutare positivamente uno Studio di Impatto Ambientale che, come da ultimo evidenziato anche nel parere del Comune di San Filippo del Mela, non è del tutto conforme alle norme vigenti in materia e presenta le stesse carenze che hanno portato, solo pochi mesi fa, a bocciare un altro progetto targato A2A per la Centrale di Brindisi?

Abbiamo quindi inviato una nota ben argomentata per chiedere alla competente Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente di disporre la revisione di tale parere.

Nella nota si chiede inoltre la revisione del “PIC”, cioè il parere positivo della Commissione AIA,  la cui approvazione nel mese di Giugno aveva destato da parte nostra e della cittadinanza una dura reazione. Anche la richiesta di revisione del PIC è motivata da ragioni legali, non essendo il PIC conforme alle previsioni del Piano regionale dei rifiuti di cui avrebbe dovuto tener conto. Per le stesse ragioni il Comune di San Filippo del Mela la settimana scorsa ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza di annullamento del PIC, da noi richiesta già in occasione dell’infuocato consiglio comunale del 13 Luglio.

L’annullamento e/o revisione dei pareri delle Commissioni VIA e AIA riaprirebbe di fatto l’istruttoria tecnica sull’inceneritore.

La nota, firmata da diverse associazioni (Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, TSC, Italia Nostra – Milazzo, Comitato NO CSS Inceneritore Valle del Mela, Cittadini luciesi per la vita, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Comitato No inceneritore del Mela, Associazione ARCI Cohiba, Associazione ARCI Centopassi Torregrotta, Zero Waste Milazzo), segue un’altra già inviata la settimana scorsa, in cui abbiamo diffidato i Ministeri competenti e la Soprintendenza di Messina dall’emanare atti in contrasto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che vieta espressamente la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti nella zona dove dovrebbe sorgere l’inceneritore di A2A.

Ribadiamo, quand’anche ce ne fosse bisogno, la nostra chiara determinazione nel seguire tutte le possibili strade per bloccare questo pericoloso ecomostro, senza escludere atti eclatanti supportati dalla mobilitazione popolare.

Il nostro impegno non viene minimamente scalfito né distratto da chi ultimamente sta cercando invano di confondere le acque e di creare divisione tra chi si oppone all’inceneritore. Da un certo punto di vista è comprensibile che, essendo la nostra attività e le nostre valutazioni rivolte non solo alle parole, ma soprattutto ai fatti concreti, spesso risultiamo indigesti a qualche politicante o aspirante tale. Così dobbiamo “mettere in conto” anche gli attacchi deliranti che non solo riportano notizie false e tendenziose, ma giungono in un momento critico, che richiederebbe il massimo sostegno alla lotta contro l’inceneritore da parte di chi si dice (a parole) contrario alla sua realizzazione.

Comunque per noi cambia poco: non sarà certo qualche post sgrammaticato  ad impedirci di andare avanti fino in fondo nella lotta in cui siamo impegnati con dedizione da più di due anni, nell’interesse di tutti i cittadini che vivono in questo martoriato territorio.

Siamo però consapevoli che questa battaglia si può vincere se tutti i soggetti coinvolti fanno la loro parte. Alle varie amministrazioni del territorio chiediamo ancora una volta di intervenire urgentemente nei 5 ricorsi al TAR Catania contro il Piano Paesaggistico, che minacciano di spianare la strada all’inceneritore.

Nella malaugurata ipotesi il governo nazionale dovesse, alla fine, scegliere la strada dell’illegalità pur di autorizzare l’inceneritore, la vittoria finale con ogni probabilità dipenderà proprio dallo stato di salute del Piano Paesaggistico, che da solo sarebbe sufficiente ad annullare in via giudiziaria ogni autorizzazione dell’inceneritore.

Parere contrario del Comune di S. Filippo del Mela sull’inceneritore: adesso proseguire azioni per bloccare l’ecomostro

Il Commissario Straordinario di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo ha inviato al Ministero dell’Ambiente ed agli altri enti competenti un corposo e ben motivato parere negativo del Comune in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore del Mela.

Il Comune ha inoltre inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza per chiedere l’annullamento in autotutela del cosiddetto “PIC”, il parere AIA pro-inceneritore la cui approvazione nel mese di Giugno era stata da noi fortemente contestata.

 Si tratta di importanti atti a cui rivendichiamo di aver dato un contributo decisivo, insieme agli esperti del Comune dr. Pasquale Andaloro, focal point dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicato dalle nostre Associazioni, Eugenio Cottone ed Enzo Colavecchio.

 Atti che noi abbiamo proposto già dai primi di Agosto, ma su cui purtroppo hanno pesato varie dinamiche e lentezze che hanno fatto oltremodo allungare i tempi. Tuttavia è bene sottolineare che ciò che è stato fatto in 3 mesi non è stato svolto in 2 anni con la precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Aliprandi.

Non possiamo condividere la posizione espressa dalla maggioranza del Consiglio Comunale di San Filippo del Mela nella seduta di mercoledì scorso, quando molti consiglieri hanno abbandonato l’aula, lasciando intendere che per loro questo parere sia ormai inutile.

In realtà il parere e l’istanza di annullamento del PIC non sono affatto inutili perchè la procedura non può ancora considerarsi conclusa.

E’ vero che la Commissione Tecnica VIA ha già espresso un parere favorevole, ma con ogni probabilità si tratta di un parere che non tiene conto del divieto alla realizzazione dell’inceneritore previsto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e che quindi deve essere rivisto.

Anche il PIC non è conforme al Piano regionale dei rifiuti e quindi andrebbe rivisto. Al riguardo stiamo preparando una diffida e se è il caso ricorreremo a tutte le possibili azioni, legali e non, per ottenere il rispetto delle norme e per impedire la realizzazione di questo sciagurato progetto tanto avversato dai cittadini, che comporterebbe altri veleni per il nostro già martoriato territorio.

Apprezziamo che il Comune di San Filippo del Mela si sia finalmente aperto alla collaborazione con le associazioni più attive nella lotta contro l’inceneritore, cosa che non si era mai verificata con la precedente amministrazione comunale. Auspichiamo che questa collaborazione possa continuare nell’interesse dei cittadini, visto che adesso la lotta per bloccare questo eco-mostro richiede un sempre maggiore sforzo da parte di tutti gli interessati: comitati, associazioni, cittadini e amministrazioni.

Auspichiamo anche che il nuovo governo regionale, dopo la dichiarazione del neo presidente Nello Musumeci sul No a questo inceneritore, non faccia come il suo predecessore ed assuma atti concreti utili a bloccare la realizzazione dell’impianto.

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

A.D.A.S.C. – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

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Uno dei più importanti alleati dell’inceneritore: la scarsa obiettività dell’informazione

Finalmente è finita. Tonnellate e tonnellate di volantini e manifesti hanno insozzato per settimane e settimane (e ancora insozzano) le nostre strade e le nostre città. Centinaia e centinaia di candidati a caccia di voti in una dozzina di partiti. La macchina del clientelismo e del voto di scambio operativa come sempre in questi casi. Facebook intasato dalla propaganda elettorale. Dibattiti televisivi ed un rincorrersi di comizi e tour elettorali.

Questa in sintesi la serrata campagna elettorale che ha portato domenica al voto il 46% degli aventi diritto in Sicilia.

Eppure non abbiamo visto nessun giornale titolare “Elezioni flop” com’è stato fatto invece all’indomani del Referendum sull’inceneritore nella Valle del Mela del 31 Gennaio 2016.

Ma che c’entra, dirà qualcuno, le due cose non si possono paragonare. Certo che non si possono paragonare, perchè all’epoca non vi fu nessun dibattito televisivo, nessuna visibilità mediatica, ma solo una campagna referendaria di poche settimane in pieno inverno affidata al porta a porta di semplici cittadini, con mezzi e possibilità economiche sicuramente non comparabili con la poderosa macchina elettorale della dozzina di partiti che ieri partecipavano alla competizione elettorale.

Eppure il risultato fu chiarissimo: un plebiscito di NO (complessivamente al 98%), con un’affluenza ben al di là delle nostre aspettative, complessivamente intorno al 50% degli aventi diritto, che includono peraltro molti residenti all’estero, la cui astensione dal voto era ovviamente scontata (per votare avrebbero dovuto prendere apposta l’aereo per venire nella Valle del Mela, in pieno inverno per giunta).

E’ vero quindi, il dato dell’affluenza di allora non si può paragonare a quello di Domenica scorsa, ma proprio per la madornale disparità di mezzi messi in campo nelle due campagne elettorali: in quel referendum “casereccio” il 50% di affluenza “virtuale” (che equivale all’incirca ad un 60% di affluenza “reale”, se considerassimo i soli residenti) fu in realtà un risultato elevatissimo, un grande miracolo di partecipazione popolare, altro che flop.

Anche perchè l’affluenza registrata al referendum sull’inceneritore fu un’affluenza quasi esclusivamente di “NO” all’inceneritore, mentre all’affluenza delle elezioni di Domenica scorsa hanno concorso una dozzina di liste elettorali contrapposte e la martellante macchina elettorale di centinaia e centinaia di candidati in cerca della tanto agognata poltrona.

Il vero flop all’epoca fu imputabile solo ai “SI” all’inceneritore, che totalizzarono nel complesso un misero 2% dei voti. I NO furono una vera e propria valanga anche a San Filippo del Mela, ove arrivarono a ben 2609 voti: una enormità se paragonati ad esempio ai 1800 voti con cui l’ex sindaco è stato eletto.

Per nascondere, sminuire o in qualche caso addirittura “capovolgere” il risultato referendario, diverse testate locali se ne uscirono con la notizia del flop.  Facendo le debite proporzioni, sarebbe come se oggi Roberto La Rosa, che non è arrivato all’1% dei voti, venisse proclamato vincitore delle elezioni al posto di Musumeci, con la scusa della bassa affluenza alle urne. Un’autentica follia insomma, eppure all’epoca molti cercarono di far passare un messaggio analogo, sostenendo in pratica, con la scusa della presunta bassa affluenza alle urne, che i favorevoli all’inceneritore (con solamente il 2% dei voti) avessero vinto sui contrari, cioè sul 98% dei voti. E ancora c’è chi ha il coraggio di sostenere questa tesi assurda e paradossale.

Purtroppo duole constatare come anche oggi l’informazione locale non sia sempre obiettiva. Ci sono giornali locali che hanno persino taciuto la grave notizia del via libera della Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale all’inceneritore. Eppure si tratta di un grave atto che potrebbe preludere (speriamo di no!) ad un vero e proprio rilascio dell’ autorizzazione da parte del Governo (sia pur in violazione del vigente Piano Paesaggistico), che ci costringerebbe a ricorrere al TAR Lazio.

Per non parlare della terminologia utilizzata dalle testate locali: non bisogna più parlare di “inceneritore”, ma di “termovalorizzatore”, come se non fossero la stessa cosa (si consulti il dizionario e la traduzione di tali termini nelle lingue straniere). Ma “termovalorizzatore” suona senz’altro “meglio” di inceneritore. Peccato però che il termine “termovalorizzatore” giuridicamente non esiste: nella normativa si parla solo di “impianti di incenerimento”.

Per non parlare ancora della visibilità che è stata concessa ad una presunta ‘associazione ambientalista’ inesistente sul nostro territorio, i cosiddetti “Amici della Terra”, la cui attività principale consiste nel fare una propaganda serrata e grottesca agli inceneritori: specie su facebook, ove gestiscono una pagina il cui nome è tutto un programma (“figli che vogliono l’inceneritore”).

Amici della terra
La pagina fb degli “Amici della Terra”, associazione inesistente nella Valle del Mela, a cui è stata data visibilità in un recente articolo di “Oggi Milazzo”

A questa cosiddetta associazione inesistente sul nostro territorio è stata data persino la possibilità di lanciare, tramite un noto giornale online locale, accuse false e gratuite al nostro Comitato, accuse di cui ovviamente non è stata fornita alcuna dimostrazione.