Musumeci e il dilemma degli inceneritori

Dopo la pubblicazione delle risposte di 4 dei 5 candidati alla Presidenza della Regione ai nostri quesiti, con le nostre considerazioni riguardanti in particolare la gestione dei rifiuti e l’inceneritore del Mela (a breve usciranno le nostre considerazioni anche sulle altre risposte), uno dei candidati, l’On. Musumeci, ha voluto fare alcune precisazioni con un post su fb.

A parte un incipit dai toni un po’ sopra le righe, che francamente ci è piaciuto poco, la novità più eclatante del post è il chiaro NO al progetto A2A dell’inceneritore del Mela. Tuttavia facciamo rilevare che l’inceneritore non si blocca a parole. Noi avevamo chiesto ai candidati se il loro eventuale governo invierà al più presto un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale in corso: nonostante la contrarietà verbale, né Musumeci, né Cancelleri hanno assunto chiaramente questo impegno, a differenza invece di Fava e La Rosa. Sempre meglio di Micari ovviamente, che non ha risposto per nulla ai nostri quesiti e che, come riportato su alcuni organi di stampa, ha detto di non avere nulla in contrario agli inceneritori.

Chiunque diventerà Presidente della Regione, noi PRETENDIAMO dal futuro Governo regionale ATTI CONCRETI per BLOCCARE l’inceneritore, non chiacchiere.

Aggiungiamo che, nella malaugurata ipotesi in cui nel frattempo dovesse arrivare l’autorizzazione all’inceneritore da parte del Governo nazionale, è necessario che il NO all’inceneritore del Mela si traduca in un concreto ed efficace atto di impugnazione da parte della Regione, vale a dire un ricorso al TAR Lazio con richiesta di sospensiva. Del resto gli estremi legali per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).

Per il resto, a parte qualche sfumatura terminologica, nel post di Musumeci viene sostanzialmente confermata la volontà di realizzare “piccoli” inceneritori in tutta la Sicilia.

 Per l’esattezza Musumeci parla di “impianti di valorizzazione energetica”: ma cosa si intende precisamente con questa espressione se non gli inceneritori? Anche il progetto dell’inceneritore del Mela si intitola “Impianto di valorizzazione energetica di CSS”, ma si tratta di un vero e proprio inceneritore, in quanto basato sulla combustione dei rifiuti. In linea teorica sarebbero possibili anche altre rare tecnologie di valorizzazione energetica della frazione secca dei rifiuti, come la pirolisi, ma in questo caso si sarebbe dovuto specificare: nella stragrande maggioranza dei casi quando si parla di valorizzazione energetica o recupero di energia dai rifiuti si parla di inceneritori. Peraltro le tecnologie di pirolisi potrebbero presentare in teoria alcuni vantaggi rispetto agli inceneritori, ad es. una minore emissioni di diossine, ma la scarsità di esperienze in merito non consente di dire che siano tecnologie sicure.

Le cose cambiano se invece si considera la frazione umida dei rifiuti: in quel caso la valorizzazione energetica può avvenire attraverso la digestione anaerobica con produzione di biogas, costituito in gran parte da metano: una tecnologia che ci vede totalmente favorevoli e che auspichiamo anche in Sicilia.

Musumeci afferma che tali impianti saranno ad “emissioni zero” e lontani dai centri abitati. Ma non esistono inceneritori, neanche moderni, ad “emissioni zero”. Invitiamo gli interessati a documentarsi sulle evidenze scientifiche della pericolosità per la salute degli inceneritori anche di ultima generazione:  https://cittadinicontroinceneritore.org/evidenze-scientifiche-inceneritori.

Peraltro se fossero realmente ad emissioni zero che bisogno ci sarebbe di realizzarli lontano dai centri abitati? E poi lontano quanto? Uno studio inglese ha rilevato una correlazione degli inceneritori con malformazioni e mortalità perinatale fino a 30 km di distanza nella direzione del vento.

Musumeci afferma inoltre che questi inceneritori dovrebbero servire a bruciare solo la frazione non riciclabile dei rifiuti. E’ al corrente che nessun inceneritore in Italia brucia solo ed esclusivamente rifiuti non riciclabili? Cosa le fa pensare che la Sicilia possa fare eccezione?

E’ al corrente che la selezione della frazione “non riciclabile” dei rifiuti si può ottenere solo con una raccolta differenziata spinta oltre gli obiettivi di legge e la massimizzazione del recupero di materia dal residuo indifferenziato? In Sicilia mancano impianti di compostaggio, di selezione del multimateriale differenziato e di trattamento del residuo indifferenziato con recupero di materia. Pensa di realizzare tutti questi impianti contemporaneamente assieme agli inceneritori? Cosa le fa pensare che possa avvenire in 5 anni in Sicilia ciò che non è avvenuto in decenni in nessuna parte d’Italia? L’unica provincia italiana che massimizza il recupero di materia è quella di Treviso. Sarà un caso che in quella provincia non ci sono inceneritori?

Non sarebbe meglio concentrarsi intanto sulle cose più urgenti, come gli impianti di compostaggio, riciclaggio e trattamento meccanico-biologico dell’indifferenziata?

Molti elementi, tra cui la terminologia usata, fanno pensare che il suo Piano corrisponda a quello redatto l’anno scorso dalla Contraffatto, che prevede la realizzazione di 6 inceneritori (o roba simile) in Sicilia, di cui uno in provincia di Messina, con una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue: un Piano concepito per assecondare il governo Renzi e il DPCM 10 Agosto 2016.

Ha intenzione di approvare questo Piano? Un Piano che prevede solo inceneritori (o pirogassificatori) e nessun impianto di compostaggio, ricilaggio e recupero di materia? Ma il riciclaggio non era la sua priorità?

L’accordo Governo-Regione sui rifiuti dell’anno scorso prevedeva la realizzazione degli inceneritori con procedure d’urgenza. Non pensa che quelle procedure d’urgenza andrebbero invece applicate agli impianti funzionali al compostaggio, alla differenziata, al riciclaggio, al recupero di materia e alla digestione anaerobica dei rifiuti? Si tratta di impianti più economici e di più rapida realizzazione rispetto agli inceneritori: in breve tempo la decennale emergenza rifiuti verrebbe risolta!

E’ al corrente che si tratterebbe di un clamoroso passo indietro rispetto al vigente Piano regionale dei rifiuti, che prevede un recupero di materia tale da far residuare solo poco più di 100 mila tonnellate annue da destinare all’incenerimento?

Lo sa che se fossero raggiunti tali livelli di recupero di materia la maggioranza degli inceneritori italiani dovrebbero essere spenti? E’ al corrente che la Commissione Europea ha recentemente raccomandato di redistribuire i rifiuti da incenerire tra le diverse regioni degli stati (o anche tra stati diversi) piuttosto che realizzare nuovi inceneritori? [1] Non ha senso realizzare inceneritori per 100 mila tonnellate annue in Sicilia mentre in altre parti d’Italia si dovrebbero chiudere. Anche perché realizzare nuovi inceneritori è molto costoso e sarebbe uno spreco.

A tal riguardo, lei ha affermato di voler raggiungere una autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti. Ma è al corrente che i rifiuti trattati non hanno vincolo di bacino, potendo benissimo viaggiare da una regione all’altra? Una volta realizzati gli inceneritori, la Regione non potrebbe impedire che questi possano bruciare anche rifiuti provenienti da altre regioni.

Per concludere, caro On. Musumeci, la consigliamo, nel caso in cui venisse eletto, di non seguire la scia di chi l’ha preceduta e di concentrarsi sulle cose più urgenti da fare sui rifiuti, nel rispetto della gerarchia sancita dalla normativa comunitaria e nazionale.

Un palazzo si costruisce dalle fondamenta, non dall’ultimo piano.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Note:

[1] Comunicazione della Commissione europea del 27/1/2017 sul ruolo della valorizzazione energetica dei rifiuti nell’economia circolare http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

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