Viviamo in uno dei luoghi più belli d’Italia ma purtroppo anche più inquinati. Come  se non bastassero i veleni che già da troppo tempo sopportiamo, è stata proposta la realizzazione di uno degli inceneritori più grandi d’Europa.

Nel Settembre 2015 Edipower S.p.A. (oggi A2A) ha presentato al Ministero dell’Ambiente il progetto per realizzare all’interno della centrale un mega-inceneritore da oltre 500.000 tonnellate di spazzatura l’anno (sotto forma di CSS, “combustibile da rifiuti” costituito essenzialmente da plastica e carta).

I 150 mila abitanti della zona subirebbero un cocktail di veleni micidiali, come diossine, metalli pesanti e polveri sottili: una vera e propria fabbrica di morte, specie in un’area come la nostra, già dichiarata “ad elevato rischio di crisi ambientale”. Ad alimentarla non sarebbero certo i rifiuti che marciscono nelle nostre strade (in Sicilia non esistono impianti per la produzione di CSS), bensì i rifiuti “trattati” provenienti da mezza Italia: un affare colossale sulla pelle dei cittadini. Tutto questo mentre si fa di tutto per non applicare a dovere la Gerarchia dei rifiuti sancita da una apposita direttiva europea, che da priorità a Differenziata e Riciclaggio anche dei rifiuti indifferenziati, tramite appositi impianti di trattamento e selezione.

La lotta contro l’inceneritore si è rivelata lunga e complessa, ma alla fine è stata ampiamente premiata: dopo i pareri discordanti del Ministero dell’Ambiente (positivo) e dei Beni Culturali (negativo), la Valutazione di Impatto Ambientale si è conclusa con il parere contrario del Consiglio dei Ministri del 4 ottobre 2018. Per chiudere definitivamente la partita, rimane ancora da sconfiggere il ricorso di A2A al TAR Lazio, ma siamo sulla strada giusta.

Se finora la lotta contro l’inceneritore si è rivelata vincente, è stato anche grazie al fatto che è stata condotta dalla popolazione per la popolazione stessa, al di là di ogni sterile personalismo. Da non dimenticare infatti l’ampia partecipazione di cittadine e cittadini, culminata nella grande manifestazione contro l’inceneritore del 30 gennaio 2018, quando circa 10 mila persone animarono quella che è passata alla storia come la più grande manifestazione mai vista a Milazzo.

Fin dall’inizio è stata chiara la necessità che i cittadini si organizzassero nel modo più “orizzontale” possibile. Per questo si è costituito il “Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela”, organizzazione no-profit aperta a tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti del proprio territorio, della propria salute e di chi ci vive intorno.

Il Comitato si è battuto e si batte tutt’ora anche contro ulteriori ipotesi di inceneritori, come quelle legate al Dpcm 10/8/2016 (meglio conosciuto come “Decreto Renzi” o “Decreto inceneritori”). Tale decreto gonfia a dismisura il fabbisogno di incenerimento e prevede due mega-inceneritori in Sicilia. Confidiamo comunque nel celere annullamento di tale provvedimento, per effetto di un ricorso sul quale abbiamo dato il nostro contributo.

Nel frattempo il Comitato si batte per una corretta gestione dei rifiuti e per la riduzione dell’inquinamento e dei rischi per la salute nella valle del Mela. In questo quadro il Comitato è in prima fila nella lotta per l’abbattimento dei limiti emissivi della Raffineria di Milazzo, attraverso il recepimento del Piano regionale di qualità dell’aria, ma anche con l’individuazione di ulteriori prescrizioni a tutela della salute pubblica da parte dei Sindaci.

Inoltre di recente è intervenuto anche contro il progetto Duferco di un’ulteriore Centrale termoelettrica a Giammoro.

Infine il nostro Comitato si batte per la tutela del paesaggio, nonchè per l’approvazione e l’applicazione del Piano paesaggistico dell’ambito 9, consapevole che è proprio la bellezza nel nostro territorio (ed in generale della Sicilia) la ricchezza su cui puntare per uno sviluppo che porti davvero benessere.

Perchè “Comitato dei CITTADINI contro l’inceneritore”?

Perchè riteniamo che uno dei principali problemi del nostro paese sia rappresentato dalla tendenza a riconoscersi più in interessi particolari di determinate categorie o sottocategorie piuttosto che negli interessi generali che riguardano tutti i cittadini. In tal modo hanno sempre prevalso interessi di lobby o particolari categorie a discapito dell’interesse generale, col risultato che alla fine a perderci siamo tutti. Esistono in Italia migliaia di organizzazioni che difendono interessi “di categoria”, ma quasi nessuna che si preoccupa di difendere l’interesse del cittadino in quanto tale. Prima di essere medici, insegnanti, impiegati, pensionati, lavoratori dell’industria, del settore turistico, agroalimentare, ecc… tutti siamo innanzitutto cittadini che hanno diritto a vivere in un ambiente non inquinato, a veder prosperare la propria terra con uno sviluppo adatto alle sue vocazioni, a respirare aria salubre e ad alimentarsi con cibi privi di veleni. Sono questi gli interessi di cui il nostro comitato si vuole fare portatore.

DAI FORZA ALLA LOTTA CONTRO L’INCENERITORE!
ADERISCI al Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela.

Non dimenticare di visitare la pagina facebook del comitato.

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