…VADANO PURE ALTROVE!

inceneritore-a2a

 Giovedì scorso si è svolta l’inaugurazione di un impianto sperimentale di solare termodinamico presso la centrale elettrica di San Filippo del Mela. Non è certo il primo impianto di solare termodinamico al mondo, come sostenuto trionfalisticamente da qualcuno (tali impianti esistono altrove già dagli anni 80), ma non possiamo che esserne felici, visto che il solare termodinamico fa parte della nostra controproposta alternativa all’inceneritore [1].

All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Croce e i vertici di A2A. Com’era prevedibile, gli interventi più eclatanti di questi ultimi si sono incentrati sul progetto dell’inceneritore, rendendo palese come per loro il solare termodinamico (e tutto il resto) vuole essere solo una foglia di fico per quello che gli preme realmente, ovvero il mega-inceneritore.

Ecco le dichiarazioni più significative dei vertici di A2A, almeno per come riportate dall’articolo di Giovanni Passalacqua su TempoStretto [2], e le nostre considerazioni:

  • “O la Sicilia accetta l’investimento o andremo altrove”, ha dichiarato l’Amministratore delegato di A2A Valerio Camerano, come se l’investimento andasse dritto nelle tasche dei siciliani e non piuttosto dei costruttori dell’inceneritore. Anche dal punto di vista economico, i siciliani non avrebbero che da perderci. Ai campani conferire ogni tonnellata di rifiuti nell’inceneritore A2A di Acerra costa più di 300 euro, cioè di più che spedire la spazzatura all’estero [3]. Perciò a quello che voleva essere un velato ricatto non si può che rispondere “de core”: Andate pure altrove!
  • Sempre Camerano ha dichiarato: “Tutte le nazioni che noi consideriamo all’avanguardia utilizzano i termovalorizzatori per riutilizzare la frazione non riciclabile dei rifiuti”. 

Certamente sig. Camerano, ma ciò presuppone il rispetto della “Gerarchia dei rifiuti” sancita da una nota direttiva europea del 2008. E, secondo questa direttiva, prima di pensare agli inceneritori bisogna pensare alla prevenzione dei rifiuti, a raggiungere i traguardi di differenziata e a dotarci di tutti gli impianti capaci di massimizzare il riciclaggio dei rifiuti, compresi i moderni impianti di selezione e recupero dell’indifferenziata che praticamente annullerebbero il ricorso agli inceneritori. Dopo aver fatto tutto questo, quand’anche restasse un residuo inceneribile, gli inceneritori già presenti sul territorio nazionale non solo sarebbero sufficienti, ma sarebbero pure troppi: molti potrebbero chiudere. Altro che costruirne di nuovi! Questo è quello che si evince dai nostri calcoli, che tutti possono verificare, sul fabbisogno nazionale residuo di incenerimento[4]

  • Sempre Camerano ha affermato: “Gli impianti moderni sono all’avanguardia e talmente poco inquinanti che ci si possono costruire sopra le piste da sci, come è stato fatto a Copenhagen”. “Rincara” la dose (di banalità) il presidente di A2A, Giovanni Valotti : “bisogna ragionare sul piano scientifico. Il mio obiettivo è venire qui in Sicilia a sciare sul tetto del termovalorizzatore di San Filippo del Mela”. 

Cari Valotti e Camerano, portare l’esempio della pista da sci sull’inceneritore di Copenhagen significa ragionare sul piano scientifico? Per ragionare sul piano scientifico bisogna analizzare i dati, come abbiamo fatto noi nelle nostre osservazioni [5] e come ha fatto l’Ordine dei Medici [6], che ha messo nero su bianco osservazioni decisamente contrarie a questo progetto. Dati innanzitutto epidemiologici, anche recentissimi [7], che dimostrano i drammatici effetti sulla popolazione di inceneritori anche molto più piccoli di quello che volete fare voi. E, come ben evidenziato nel dossier dell’ISDE [8] (associazione internazionale di medici per l’ambiente) i rischi degli inceneritori “all’avanguardia” non sarebbero per niente minori rispetto ai vecchi.

 Ma senza andare troppo lontano, basterebbe anche solo analizzare gli stessi dati messi nero su bianco nel  vostro progetto: emissioni di diossina (senza considerare tutti gli altri innumerevoli veleni), pari a vari milioni di volte la dose tollerabile per un essere umano.

Quanto alla pista da sci inserita nel progetto dell’inceneritore di Copenaghen, non dimostra alcunchè. Si tratta chiaramente di una trovata pubblicitaria ad uso e consumo della lobby internazionale degli inceneritori. Bisognerà vedere quanti effettivamente ci andranno a sciare. Qualche danese magari ci andrà, visto che in Danimarca non esistono montagne e quindi sicuramente si troverebbe qualcuno disposto a sciare perfino su montagne di letame. In ogni caso questo non ci direbbe nulla sul rischio reale, semmai sulla percezione del rischio.

E poi, obiettivamente, andare saltuariamente a sciare sull’inceneritore non è affatto la stessa cosa di viverci vicino ogni giorno. E’ chiaro che nel primo caso il rischio sarebbe infinitesimale rispetto al secondo. Senza considerare “l’effetto ombrello” dei camini: chi sta proprio sotto il camino è meno esposto di chi sta a kilometri di distanza. Insomma, a ben vedere la trovata pubblicitaria della pista da sci è meno eclatante di quanto si possa pensare.

Veniamo adesso alle dichiarazioni dell’Assessore regionale all’Ambiente Maurizio Croce:

  • “Da chimico la mia opinione (favorevole) sui termovalorizzatori è chiara”.

Dott. Croce, lei da cittadino può avere l’opinione che crede, ma non si capisce il senso del richiamo alla veste di “chimico”. E’ al corrente che, ad esempio, le emissioni di diossina dichiarate nel progetto dell’inceneritore di A2A sono pari a vari milioni di volte la dose tollerabile per un essere umano? Cos’ha da dire in merito, da chimico? E cosa rispetto alla posizione di segno opposto di altri chimici autorevoli, come il Presidente dell’Ordine dei Chimici della provincia di Messina prof. Rosario Saccà?

  • È evidente il miglioramento delle emissioni che il nuovo impianto produrrebbe rispetto alla vecchia centrale termoelettrica”

Se lei intende come un “evidente miglioramento” la comparsa tra le emissioni di sostanze chimiche classificate come sicuramente cancerogene (Diossine, furani, ecc…) forse c’è qualcosa che non va nel suo concetto di “miglioramento”. Quanto alle altre emissioni “confrontabili”, il presunto miglioramento nella realtà si traduce in un evidente peggioramento a parità di produzione elettrica, come abbiamo evidenziato nelle nostre osservazioni[5] al progetto in questione, che a suo tempo abbiamo inviato per conoscenza anche al suo assessorato.

Ad ogni modo voler fare confronti con la vecchia centrale termoelettrica, che in ogni caso – lo sappiamo tutti – non avrà futuro, sembra un disperato tentativo di A2A di coprire una rilevante ovvietà: la realizzazione dell’inceneritore produrrebbe un significativo inquinamento ed un conseguente rischio per la popolazione, a nostro avviso grave, che non ci sarebbero senza inceneritore. Peccato che lei ci sia cascato.

  • “In Sicilia i rifiuti sono un tabù”

 Indubbiamente i rifiuti in Sicilia sono un tabù, ma non perché la gente non vuole gli inceneritori, bensì perché la classe politica non ha mai voluto risolvere veramente il problema dei rifiuti. Verrebbe a questo punto da chiedersi: cui prodest? (A chi giova?) Sicuramente il tabù ha fatto la fortuna dei gestori delle discariche. Ma giova anche a chi adesso si vuole buttare nel business degli inceneritori. Inceneritori che comunque continuerebbero ad alimentare le discariche con le scorie tossiche della combustione.

Assessore, che ne dice allora di infrangere una volta per tutte questo tabù? E di farlo alla svelta, vista l’emergenza di nuovo esplosa proprio in queste ore, e per come si deve, seguendo la direttiva europea sulla “gerarchia dei rifiuti”. Allora renda subito obbligatoria per tutti, cittadini e sindaci, la raccolta differenziata porta a porta, sanzionando gli inadempienti. E utilizzi i fondi destinati alla realizzazione degli inceneritori per sostenere tale raccolta. Vedrà che in pochi mesi le percentuali di RD schizzeranno oltre il 70%, come avvenuto in alcuni comuni siciliani, come Montalbano Elicona. Ottimi risultati a macchia di leopardo a cui è necessario uniformare tutta la Sicilia. Quale modo migliore per risolvere l’emergenza? E per quando riguarda l’indifferenziata residua, invece di pensare a realizzare inceneritori “all’avanguardia”, perché non pensare a realizzare impianti TMB all’avanguardia, cioè capaci di massimizzare il recupero di materia da avviare al riciclaggio (tanto da far parlare di “riciclo totale”[9]). Oltre tutto costerebbero molto meno degli inceneritori.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela   www.cittadinicontroinceneritore.org                                                              Email: cittadinicontroinceneritore@gmail.com

Note:

[1] https://cittadinicontroinceneritore.org/controproposta-progetto-alternativo-allinceneritore/

[2] http://www.tempostretto.it/news/riconversione-edipower-andremo-sciare-sull-inceneritore-mela-analogie-differenze-industriali-ambientalisti.html

[3] http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/96844-inceneritore-di-acerra-quanto-ci-costa-e-soprattutto-conviene/

[4] https://comitatocontroinceneritore.files.wordpress.com/2016/05/parere-su-programma-fabbisogno-incenerimento.pdf

[5] http://www.va.minambiente.it/File/Documento/160109

[6] http://www.va.minambiente.it/File/Documento/160032

[7] http://www.arpa.piemonte.gov.it/news/concluso-lo-studio-epidemiologico-arpa-sullinceneritore-di-vercelli

[8] http://www.slideshare.net/GMarazzini/inceneritori-dossier-isde

[9] Link relativi alla proposta della dott. Margherita Bologna, chiamata di “Riciclo Totale” in quanto punterebbe alla separazione e riuso della totalità della frazione secca del RUR:

http://www.statigenerali.org/cms/wp-content/uploads/2012/12/2.6_A_Bologna.pdf

http://www.partitodemocratico.it/gCloud-dispatcher/8f61d8f5-6cc2-4ecb-b351- 5926f5eeea64/progetto_per_l_x27_italia_forumrifiuti_1.pdf

http://www.newsrimini.it/2015/09/riciclo-totale-unalternativa-possibile-agli-inceneritori

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