Cittadina contro l’inceneritore riesce a consegnare due lettere nelle mani del Premier Gentiloni

Nella giornata di ieri il Premier Gentiloni è stato in visita a Messina per presenziare ad un evento al Teatro Vittorio Emanuele.

Mentre i Sindaci della Valle del Mela si incontravano con Gabriele De Giorgio, consigliere politico del Premier, per ribadire ancora una volta il NO all’inceneritore, Tania Mendolia,  una cittadina iscritta al nostro Comitato, è riuscita ad avvicinare il Premier ed a consegnargli direttamente una sua lettera, insieme a quella dell’amica Elena Caragliano (anch’essa nostra associata), ricevendo in cambio un gentile sorriso.

Tania ha reso noto sul suo profilo Facebook di aver scritto la lettera al Premier per chiedergli di negare l’autorizzazione dell’inceneritore del Mela.

“Gli abbiamo scritto che non possiamo credere che il governo vorrà autorizzare questo eco-mostro contro la volontà popolare e contro la legge”, ha reso noto.

tania Gentiloni
Il momento della consegna delle lettere

Ricordiamo che la volontà popolare si è più volte espressa contro l’inceneritore di A2A, da ultimo con la grande manifestazione del 28 Gennaio scorso, la più imponente mai vista sul territorio.

Ma esistono anche dei motivi legali che non permettono di autorizzare l’inceneritore, in quanto vietato dal Piano Paesaggistico. Spesso si dimentica che le previsioni dei Piani Paesaggistici sono inderogabili per legge, ma una cosa del genere non può affatto essere ignorata dal governo.

Un plauso quindi alla garbata intraprendenza di Tania e anche ai Sindaci che, ulteriormente motivati dalla grande partecipazione popolare alla manifestazione del 28 Gennaio, si stanno effettivamente dando da fare per bloccare l’inceneritore.

Lo stesso purtroppo non si può dire del Presidente della Regione e di molti deputati regionali, che dopo il 28 Gennaio sembrano aver smesso di preoccuparsi dell’inceneritore.

Da stigmatizzare soprattutto il fatto che il Presidente Musumeci non abbia ancora accettato la richiesta dei Sindaci della Valle del Mela di essere ricevuti.

 

PS: E’ auspicabile che siano in molti i cittadini della Valle del Mela a scrivere al Premier e agli altri Ministri, almeno via email. Prossimamente pubblicheremo una bozza di lettera che potrebbe essere utilizzata come modello e gli indirizzi a cui inviare l’email.

Il Soprintendente Micali interviene contro il parere negativo del MiBACT sull’inceneritore e (tenetevi forte) annuncia l’imminenza di un proprio parere (favorevole?)

A distanza di un anno esatto della famosa nota con cui ha tentato, per fortuna senza riuscirci, di annullare il parere negativo contro l’inceneritore rilasciato dal suo predecessore, il soprintendente di Messina Orazio Micali ci riprova con un’altra nota i cui contenuti appaiono ancora più deliranti.

micali meglio
Orazio Micali

Stavolta il bersaglio è il parere negativo espresso dal Ministero dei Beni Culturali già nel dicembre 2015 e confermato ultimamente nel parere dello scorso 11 Gennaio.

“E’ incompetente” e ha espresso “posizioni illegittime”: queste sarebbero state le esternazioni poco edificanti del Soprintendente Micali nei confronti del Ministero dei Beni Culturali (MiBACT), manifestate nel corso dell’incontro del 13 dicembre scorso. Ma Micali quelle esternazioni le ha tradotte in una nota messa nero su bianco il 18 Gennaio scorso, pubblicata sul portale del Ministero dell’Ambiente da pochi giorni.

Per annullare il parere negativo sull’inceneritore, la nota di Micali tenta di delegittimare il MiBACT affermando che solo la Soprintendenza avrebbe competenza ad esprimere un parere di merito sul progetto dell’inceneritore e non il MiBACT. Una tesi smentita sia dal Codice dell’Ambiente, che da quello dei Beni Culturali, che conferiscono al MiBACT il compito di esprimere un parere di propria competenza nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale.

Tra l’altro è paradossale che proprio Micali, che non ha dato alcun esito alla richiesta del MiBACT di rivalutare il progetto dell’inceneritore, lanci simili critiche.

Peraltro la recente nota di Micali si spinge ben oltre gli ambiti di competenza della Soprintendenza: chiede infatti al Ministero dell’Ambiente di non tenere conto del parere del MiBACT, in quanto a suo dire sarebbe da annullare.

Per di più, quasi fosse una sentenza del TAR, la nota asserisce che il primo parere negativo emesso dal MiBACT nel dicembre 2015 non sarebbe più valido, in quanto nel frattempo il Piano paesaggistico è stato approvato: una tesi paradossale perché proprio l’approvazione del Piano paesaggistico semmai rafforza le motivazioni del parere negativo.

Insomma un intervento preoccupante e singolare, a cui al momento i Ministeri competenti non sembrano aver dato alcun seguito: il parere negativo del MiBACT è stato infatti regolarmente trasmesso al Consiglio dei Ministri insieme al parere positivo del Ministero dell’Ambiente. Il Consiglio dei Ministri dovrà adesso scegliere quale dei due pareri condividere.

Ma l’aspetto più preoccupante della nota di Micali è la parte finale, in cui annuncia l’imminenza di un proprio parere (favorevole?) sull’inceneritore, “non appena avrà ricevuto le necessarie attestazioni … in ordine al rispetto dell’assenza di incremento della potenza energetica già autorizzata per la Centrale”

Tale espressione sembrerebbe preannunciare addirittura un parere favorevole, in quanto l’inceneritore non fa di certo incrementare la potenza energetica della Centrale: a tal riguardo non è neanche necessaria un’attestazione specifica, basta semplicemente leggere il progetto.

Ma cosa c’entra la potenza energetica con le valutazioni paesaggistiche?

E soprattutto, come si può dare parere positivo su un impianto chiaramente vietato dal Piano Paesaggistico che Micali ha il compito, che gli piaccia o no, di applicare?

Ci chiediamo, infine, quanti altri atti “singolari” Micali dovrà compiere sull’inceneritore del Mela perchè l’Assessorato regionale dei beni culturali si decida a rimuoverlo dall’incarico.

Giornata storica: in 10 mila abbiamo riempito le strade di Milazzo. Adesso scongiurare l’inceneritore con atti concreti

Una splendida giornata, piena di partecipazione come mai si era vista a Milazzo e nella Valle del Mela. E’ il segno che questo territorio si è svegliato e comincia a farsi valere,  che questa altre battaglie analoghe si possono vincere, che la politica e le istituzioni devono stare attente, perchè ci avranno sempre col fiato sul collo affinchè intraprendano finalmente gli atti concreti che abbiamo chiesto.

ora bastaE’ ormai chiaro che un futuro diverso per questo territorio, che abbandoni definitivamente lo sviluppo dell’industria pesante per guardare al turismo, alla pesca, all’agricoltura di qualità e ad attività produttive sostenibili ed ecocompatibili.

In un territorio come il nostro, dove sono già presenti gravi rischi sanitari potenzialmente legati all’industria, l’inquinamento deve essere ridotto e bisogna avviare le bonifiche che aspettiamo dal 2006, anno in cui è stato istituito il Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche. In nessun caso è accettabile l’introduzione di altre pericolose sostanze inquinanti come le diossine.

Adesso la lotta continua, urge un incontro dei Sindaci con Gentiloni, per fargli capire da che parte sta la volontà popolare e i vari motivi per cui questo eco-mostro, che qui nessuno vuole, non può e non deve essere autorizzato. Non si escludono ovviamente azioni di protesta davanti Palazzo Chigi.

Dal Presidente della Regione pretendiamo che faccia propria questa battaglia.

Dobbiamo sincerarci anche che un’eventuale richiesta di concessione edilizia venga respinta dal competente ufficio del Comune di S.Filippo del Mela, in quanto l’inceneritore è chiaramente vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9.

Dobbiamo pretendere che il Piano Paesaggistico venga difeso dai numerosi ricorsi e che venga al più presto applicato e recepito nei vari Piani regolatori, in primo luogo dall’IRSAP (l’ente regionale che gestisce le aree industriali).

Senza dimenticare ovviamente le bonifiche di cui la Valle del Mela ha bisogno e che aspettiamo da anni.

Un grazie particolare alle delegazioni provenienti da ogni parte della Sicilia e anche d’Italia (come le Mamme No Inceneritore di Firenze).

manifestazione1.jpg

manifestazione3 (1)

 Manifestazionefine.jpg

Il no all’inceneritore al centro della politica regionale: importante massiccia partecipazione alla manifestazione di Domenica

In una recente seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana il Presidente Musumeci ha affermato che l’inceneritore del Mela non può essere realizzato, in quanto vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 [1].musu Più che una posizione politica, tale affermazione denota una mera “presa d’atto”.

La manifestazione indetta per questa domenica ha già comunque ottenuto il risultato di mettere l’inceneritore al centro dell’attenzione politica regionale. Siamo quindi sulla strada giusta ed è importante una massiccia partecipazione popolare alla manifestazione.

In condizioni “normali” la dichiarazione di Musumeci potrebbe apparire scontata ed invece risulta quasi rivoluzionaria rispetto ad esempio alla posizione del Soprintendente di Messina Orazio Micali, che non ha mai voluto emettere un parere negativo sull’inceneritore, sebbene obbligato ad applicare il Piano Paesaggistico. O alla posizione della Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente, che non ha voluto riconoscere l’incompatibilità dell’inceneritore con il Piano Paesaggistico, appellandosi ad assurde motivazioni scopiazzate da A2A.

Ma la dichiarazione di Musumeci getta luce anche su un concetto di primaria importanza: allo stato attuale neanche il governo potrebbe imporre la realizzazione dell’inceneritore. Infatti, se il governo concedesse l’autorizzazione ambientale (che noi ovviamente impugneremmo), A2A dovrebbe comunque chiedere la concessione edilizia al competente ufficio del Comune di San Filippo del Mela. E quest’ultimo non la potrebbe rilasciare, a meno di commettere un illecito, proprio perché il progetto di A2A è vietato dal Piano Paesaggistico, che prevale sul PRG comunale.

In ogni caso non possiamo dormire sugli allori, anche perché ci sono una trentina di ricorsi pendenti sul Piano Paesaggistico. Per questo è importante manifestare domenica per scongiurare l’autorizzazione ambientale del governo, chiedendo anche a Musumeci  di intraprendere una battaglia politica su questo punto.

Partecipiamo quindi a questa giornata storica, da cui può difendere il futuro del nostro territorio: l’appuntamento è per le ore 15 in Piazza San Papino a Milazzo.

.

Note:

[1] http://www.facebook.com/PrimailTerritorio/videos/313685649124629

Inceneritore: esponenti locali dei partiti di Governo straccino la tessera partito in caso di autorizzazione

Ormai è ufficiale: l’inceneritore del Mela è sul tavolo del Presidente del Consiglio, che potrebbe quindi sottoporre la questione alla prima riunione del Consiglio dei Ministri. Dopo le improvvise accelerazioni degli ultimi mesi (ed al parere un po’ raffazzonato della Commissione Tecnica VIA) non ci vuole molto a capire che ci sia la volontà politica del governo di chiudere la questione entro la fine del suo mandato.

La battaglia contro l’inceneritore del Mela non ha colori politici, ma il governo che con ogni probabilità si appresta a concedergli l’autorizzazione ambientale si.

E’ chiaro che, nel caso in cui dal governo arrivasse il via libera al mega-inceneritore, i partiti che lo sostengono verrebbero penalizzati alle prossime elezioni almeno a livello locale.

Eppure si moltiplicano le prese di posizione contro l’inceneritore di esponenti locali dei partiti di governo, a cominciare dal PD.

E’ nota ad esempio la posizione in tal senso del Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto, che proprio nelle liste del PD è stato candidato alle recenti elezioni regionali e che è considerato vicino agli esponenti più “renziani” del partito.

Recentemente anche il circolo milazzese del PD ha annunciato la propria partecipazione alla Manifestazione contro l’inceneritore, che si terrà questa Domenica (inizio alle 15 da P.zza San Papino a Milazzo) [1].

Noi apprezziamo sempre le prese di posizione degli esponenti politici di qualsivoglia schieramento contro l’inceneritore del Mela, a patto però che si traducano in impegni e fatti concreti.

Impegni e fatti che in questo caso devono essere tesi a scongiurare l’autorizzazione del governo e che quindi proprio dagli esponenti locali dei partiti di governo si pretendono maggiormente. Anche perché, tra i vari politici locali, sono quelli che maggiormente verrebbero penalizzati da un’eventuale autorizzazione governativa alle prossime elezioni politiche.

Pertanto invitiamo tutti gli esponenti locali dei PD e degli altri partiti di governo che vogliono scongiurare l’inceneritore a minacciare di stracciare la tessera di partito nel caso in cui il governo Gentiloni conceda l’autorizzazione ambientale all’inceneritore del Mela e/o a intraprendere ogni altra possibile iniziativa utile a scongiurarla.

.

Note:

[1] http://www.oggimilazzo.it/2018/01/23/inceneritore-a-san-filippo-del-mela-il-progetto-sul-tavolo-della-presidenza-del-consiglio-dei-ministri/

Inceneritore: resi pubblici gli opposti pareri ministeriali. Adesso tutti a manifestare Domenica 28 per scongiurare l’autorizzazione del Governo

Ci siamo. L’iter autorizzativo del mega-inceneritore di A2A che minaccia la Valle del Mela e dintorni giunge al round finale, con un parere positivo del Ministero dell’inquinamento (cha alcuni si ostinano ancora a chiamare “Ministero dell’Ambiente”) ed il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali.

Adesso la palla è passata al Consiglio dei Ministri, che potrebbe anche chiedere un pronunciamento da parte della Regione [1].

La Manifestazione NO inceneritore, che si terrà questa Domenica alle 15, con partenza da Piazza San Papino a Milazzo, a questo punto diventa più importante che mai: è necessario che cittadini, politici e amministratori facciano pressione su Regione e Governo per scongiurare l’autorizzazione.

La manifestazione serve per chiarire definitivamente a tutti gli attori politici e istituzionali da che parte sta la volontà popolare. Serve anche per pretendere e stimolare un intervento proficuo da parte della politica e delle amministrazioni locali nei confronti del Governo centrale e della Regione. Senza escludere ovviamente azioni eclatanti del movimento contro l’inceneritore anche a Roma.

Entrando nel merito dei pareri ministeriali, da pochi giorni è stato reso pubblico il parere del “Ministero dell’Ambiente”, o meglio della Commissione Tecnica di Valutazione Ambientale (CTVIA). Eppure è datato 13 Ottobre 2017: come mai ci hanno messo più di 3 mesi a pubblicarlo? E come mai in questi 3 mesi ci hanno sempre negato il diritto di accesso a tale parere, come se fosse un segreto di stato? Circa 10 giorni fa hanno negato l’accesso addirittura al Comune di San Filippo del Mela: nella risposta il MATTM ha dichiarato di ritenere “ragionevole” differire l’accesso agli atti di 90 giorni. Dopo una settimana invece hanno deciso di pubblicare il parere online: come mai questo improvviso cambio di programma?

Abbiamo chiamato la responsabile del procedimento al Ministero dell’Ambiente per avere lumi in merito, ricevendo una risposta un po’ imbarazzata, o meglio una non-risposta: “abbiamo deciso di pubblicarlo adesso”.

E’ possibile fare un’ipotesi: forse dopo la nostra richiesta di revisione del parere (inviata nel mese di Novembre sulla base delle carenze, dal punto di vista legale, del progetto di A2A) erano indecisi se aggiustare o meno certi “errori” di valutazione? E quando hanno capito che aggiustando certi “errori” il parere sarebbe dovuto diventare negativo hanno deciso di lasciarlo così com’è e di renderlo finalmente pubblico?

Sta di fatto che leggendo il parere della CTVIA si ha quasi l’impressione che sia stato scritto da A2A: infatti gran parte del parere si limita a riproporre gli stessi contenuti (addirittura le stesse frasi e gli stessi periodi!) dello Studio di Impatto Ambientale presentato da A2A. Invece non sono state prese in considerazione le argomentazioni di centinaia e centinaia di pagine di osservazioni e pareri contrari al progetto, come se all’improvviso, magari per disposizioni dall’alto, bisognasse formulare un parere positivo in quattro e quattr’otto.

Quel che è certo è che l’assenza del parere della Regione (un parere peraltro più volte promesso da Crocetta e Croce) ha giocato un ruolo importante, in quanto nel parere della CTVIA tale assenza viene sottolineata.

Recentemente è arrivata anche l’ennesima conferma del parere negativo del Ministero dei Beni Culturali (MiBACT). Nonostante quest’ultimo lo avesse già più volte espresso e ribadito, nel mese di Ottobre il Ministero dell’Ambiente ha chiesto al MiBACT di riconsiderare nuovamente il proprio parere, forse sperando che potesse cambiare, magari grazie ad un intervento “miracoloso” del Soprintendente di Messina Orazio Micali, la cui posizione favorevole all’inceneritore di A2A è da tempo ai più abbastanza evidente.

Ma il Piano Paesaggistico approvato ormai da un anno vieta chiaramente la realizzazione dell’inceneritore in quell’area. E’ così difficile negare tale evidenza che stavolta il Soprintendente non ha potuto fare di “meglio” (o di peggio dal nostro punto di vista) che astenersi dall’esprimere ogni parere o comunicazione. Probabilmente in questa “astensione” avrà giocato un ruolo anche il clamore suscitato dalla protesta di fronte alla Soprintendenza del 13 Dicembre, nonchè la consapevolezza delle azioni legali a cui sarebbe andato incontro (noi stessi l’abbiamo avvertito senza troppi giri di parole) se avesse rilasciato un parere in plateale contrasto con il vigente Piano Paesaggistico.

Adesso Micali non si lamenti più di essere stato “scavalcato” dal MiBACT, che ha riconfermato il proprio parere negativo in assenza di un nuovo parere della Soprintendenza: non poteva mica aspettare all’infinito.

.

Note:

[1] L’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90 vigente al momento dell’avvio della procedura (e che quindi si applica alla procedura in corso) prevede che, “ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale (come in questo caso, che il MiBACT ha espresso parere negativo, NdR), . . .  la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che ha natura di atto di alta amministrazione. Il Consiglio dei Ministri si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate”.

Anche il comma 5 dello stesso articolo demanda la decisione al Consiglio dei Ministri in casi analoghi al “nostro”.

La Regione non “scivoli” sull’inceneritore del Mela: il 28 Gennaio manifesteremo per pretendere azioni concrete

Nel corso del consiglio comunale aperto di lunedi sera a Barcellona, l’On. Pino Galluzzo è intervenuto sul tema dell’inceneritore del Mela.

Secondo Galluzzo la Regione non avrebbe più voce in capitolo, in quanto tutto sarà deciso a Roma.

In realtà è vero che la procedura in corso (ovvero la V.I.A.) è nazionale, ma la Regione non si è ancora espressa sebbene sia tenuta a farlo.

Più volte abbiamo denunciato l’assenza del parere da parte di Croce e Crocetta. Adesso Galluzzo sembra mettere le “mani avanti” sulla possibilità che Musumeci faccia altrettanto, “lavandosi le mani” sull’inceneritore del Mela.

La manifestazione contro l’inceneritore che si terrà Domenica 28 a Milazzo (partenza da P.zza San Papino alle 15) serve anche a richiamare la Regione e la politica alle proprie responsabilità: è inaccettabile che i cittadini, i comitati e le associazioni vengano lasciati soli in questa battaglia.

Musumeci farebbe bene a chiarire al più presto la sua posizione sull’inceneritore del Mela e ad emettere un parere negativo, anche perché è molto probabile che venga presto convocato in Conferenza Stato-Regioni proprio per esprimersi in merito a questo progetto [1].

Senza un parere negativo della Regione il Governo potrà più facilmente decretare la “compatibilità ambientale” dell’inceneritore. Inoltre, in quest’ultimo caso, secondo noi la Regione dovrebbe ricorrere al TAR al fianco dei comitati e delle amministrazioni contro l’inceneritore.

Sono quindi molteplici le cose che la giunta Musumeci potrebbe fare se volesse difendere i cittadini della Valle del Mela da questo scellerato progetto della lombarda A2A. Un’opera che servirebbe solo a fare profitti sulla pelle dei cittadini, senza risolvere il problema dei rifiuti della Sicilia, ma anzi aggravandolo. Infatti l’inceneritore produrrebbe circa 150 mila tonnellate l’anno di ceneri tossiche da smaltire nelle discariche della regione, già al collasso, a fronte dell’ incenerimento di 510 mila tonnellate l’anno di CSS proveniente da tutta italia (e che in Sicilia non esiste).

Insomma, una cosa sarebbe una Regione al fianco dei cittadini in questa battaglia, una cosa è una Regione che continua a lavarsi le mani come ha sempre fatto.

Con la manifestazione di Domenica 28 Gennaio i cittadini pretenderanno impegni concreti anche dalla deputazione locale: convincano Musumeci a battersi contro l’inceneritore del Mela e a far sentire al governo la propria ferma contrarietà.

Galluzzo è intervenuto pure sul tema del Piano regionale dei rifiuti, che secondo lui sarebbe assente. In realtà il Piano c’è ed è stato approvato già nel 2012, sebbene mai applicato.

La sua applicazione avrebbe permesso già da tempo di risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia. Adesso lo vogliono rifare (perdendo altro tempo) solamente perchè questo Piano non è compatibile con i dettami del governo che vuole imporre gli inceneritori in Sicilia per una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue.

Per imporre una cosa del genere le previsioni di riciclaggio dell’attuale Piano rifiuti dovranno essere riviste al ribasso: insomma, invece di andare avanti si vuole tornare indietro, solo per far comodo a chi fa profitti con gli inceneritori.

 

Aggiornamento:  è stata depositata questa mattina la mozione parlamentare a firma dei deputati regionali del gruppo di Fratelli d’Italia che chiede al governo regionale di esprimere una posizione chiara sull’ inceneritore del Mela [2].

 

Note:

[1] L’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90 vigente al momento dell’avvio della procedura (e che quindi si applica alla procedura in corso) prevede che, “ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale (come in questo caso, che il MiBACT ha espresso parere negativo, NdR), . . .  la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che ha natura di atto di alta amministrazione. Il Consiglio dei Ministri si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate”.

[2] http://www.siciliaoggi.com/2018/01/17/inceneritore-del-mela-presentata-mozione-di-fratelli-ditalia-catalfamo-occorre-il-parere-della-regione/

 

Accorinti rinuncia alla Città Metropolitana…a chi giova?

La Città Metropolitana di Messina è stata finora l’unico ente territoriale sovracomunale ad essere intervenuto concretamente nelle procedure in corso che riguardano l’inceneritore di A2A  e la Raffineria di Milazzo.

Ciò è stato possibile perchè Renato Accorinti, il primo Sindaco della Città Metropolitana di Messina (subentrata all’ex provincia), ha recepito le istanze provenienti dal territorio ed ha espresso parere negativo nell’ambito della VIA dell’inceneritore del Mela. Anche nell’ambito del Riesame dell’AIA della Raffineria (ancora in corso) Accorinti ha sostenuto l’esigenza di una sensibile riduzione dell’inquinamento.

Tuttavia in Ottobre una legge regionale ha sospeso i Sindaci Metropolitani di Palermo, Catania e Messina. Al posto di Renato Accorinti si è insediato alla Città Metropolitana il Commissario Straordinario Francesco Calanna.

calanna
Il Commissario della Città Metropolitana di Messina Francesco Calanna

Il cambio di passo alla Città Metropolitana non ha tardato a manifestarsi: nell’ultima Conferenza dei Servizi sull’AIA della RAM la posizione della Città Metropolitana è divenuta opposta a quella dei Comuni di San Filippo del Mela e Milazzo, che, recependo le istanze delle associazioni, hanno sostenuto l’esigenza di limiti di emissione ben più restrittivi.

E’ il segno che, tolto di mezzo Accorinti, le industrie hanno “riconquistato” la Città Metropolitana.

Nel frattempo però Leoluca Orlando ed Enzo Bianco sono stati reinsediati alle Città Metropolitane rispettivamente di Palermo e Catania. A Messina invece il reinsediamento non avviene, perchè Renato Accorinti, al contrario dei colleghi di Palermo e Catania, non ha fatto ricorso contro la sua destituzione.

PERCHE’?

Nella conferenza stampa di ieri Accorinti ha spiegaro i motivi della sua rinuncia: a suo dire non si potrebbe fare bene contemporaneamente il Sindaco della Città di Messina ed il Sindaco della Città Metropolitana. Inoltre non sarebbe giusto che un Sindaco assuma una posizione di potere nei confronti degli altri 107 Sindaci dei comuni che compongono la Città Metropolitana.

Sani e condivisibili principi, certo. Ma della tutela dei cittadini della Valle del Mela ne vogliamo parlare? Delle procedure in corso su Raffineria e inceneritore ad Accorinti non importa più nulla?

Proprio adesso che un giro di vite sulla licenza di inquinare della Raffineria sembra più vicino? Proprio ora che c’è bisogno di una lotta serrata che veda coinvolti cittadini, comitati, associazioni ed enti locali per impedire che l’inceneritore di A2A venga autorizzato?

Renato, proprio ora abbandoni il campo? 

Naturalmente la nostra lotta continua con sempre maggiore determinazione, con o senza Accorinti. Una lotta di e per tutti i cittadini della Valle del Mela: per ottenere una riduzione dell’inquinamento e dei rischi per la salute e lo STOP ad ogni altro impianto inquinante come l’inceneritore; per pretendere il rispetto di un territorio di superba bellezza ed elevate potenzialità economiche, trattato da decenni come una cloaca in cui piazzare ogni genere di industria insalubre.

Insomma, l’ora della riscossa della Valle del Mela è arrivato, con o senza Renato.

 

 

Tranquilli, siamo in buone mani! Questo territorio cominci a farsi rispettare

Ci risiamo! Un altro grave incidente alla Raffineria, un’altra colonna di fumo nero, senz’altro carico di sostanze tossiche e cancerogene, si è alzata ad oscurare il cielo della Valle del Mela. Anche se stavolta l’incendio è stato domato in poco tempo, il bilancio è molto grave: diversi lavoratori feriti o ustionati ed è una fortuna che non ci sia scappato il morto. Ai lavoratori loro malgrado coinvolti nell’incidente va la nostra solidarietà.

Un incidente che ci ricorda come la Raffineria di Milazzo rappresenti non solo la più pesante fonte di inquinamento industriale della Valle del Mela, ma anche una potenziale ed imprevedibile bomba letale.  Tutto ciò non può essere considerato normale e non è accettabile.

Proprio oggi pomeriggio si è tenuta a Roma una Conferenza dei Servizi sul Riesame dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria. Abbiamo chiesto alle amministrazioni convocate di far prevalere una volta per tutte il diritto alla salute dei cittadini sul diritto ad inquinare “a norma di legge”: vedremo da che parte si sono schierate.

Ribadiamo come sia paradossale ed inaccettabile che in un territorio già segnato da gravi rischi, sia sanitari che di incidente rilevante, si voglia ancora perseverare con le peggiori scelte industriali, e nello specifico con un mega-inceneritore, in totale disprezzo del diritto alla salute dei cittadini e delle vocazioni economiche del territorio.

Nella Valle del Mela sono già accertati gravi eccessi di patologie potenzialmente legate all’inquinamento industriale, come ad esempio da idrocarburi non metanici, le cui elevate concentrazioni atmosferiche spesso rilevate dall’ARPA sono, secondo quest’ultima, chiaramente riconducibili alla Raffineria.

Se a questo tipo di inquinamento aggiungiamo anche quello tipico degli inceneritori, caratterizzato innanzitutto da diossine e PCB, è logico aspettarsi un effetto sinergico che potrebbe far letteralmente esplodere i già preoccupanti problemi sanitari.

 È paradossale che la Commissione valutatrice del Ministero dell’Ambiente si sia espressa positivamente in merito alla compatibilità ambientale del mega-inceneritore di A2A. Come ha fatto ad affermare che questo impianto è compatibile con il territorio se non è stata neanche individuata la popolazione esposta e non sono stati effettuati studi sui rischi a cui andrebbe incontro?

Il governo sappia che se vorrà perseguire questa linea, decretando arbitrariamente la compatibilità ambientale di un impianto tra l’altro espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico, la Valle del Mela farà le barricate e porterà la protesta fino a Roma.

I cittadini pretendono una seria riduzione dell’inquinamento, a cominciare proprio da quello della Raffineria, alla quale vanno anche applicate le più rigorose disposizioni capaci di prevenire gli incidenti. E non sono assolutamente accettabili altri impianti insalubri come l’inceneritore, ma anzi bisogna applicare quanto previsto dal Piano Paesaggistico in merito alla progressiva eliminazione dei grossi impianti industriali dalla Valle del Mela.

La stupidità di propagandare gli inceneritori: la nostra replica alla Gazzetta del Sud

Ecco la nostra replica all’articolo pro-inceneritori apparso sulla Gazzetta del Sud di giovedì. Stamane abbiamo provveduto ad inviarla alla redazione della Gazzetta: vedremo se riconosceranno il nostro diritto di replica (in caso contrario invieremo una segnalazione all’ordine dei giornalisti).

In riferimento all’articolo “Il sistema mafioso delle discariche e la mancanza di coraggio”  di Lucio D’amico apparso sulla Gazzetta del Sud di giovedi scorso, si desidera replicare alle personali opinioni del giornalista riportate a sostegno dei “termovalorizzatori”.

Innanzitutto esprimiamo il nostro disappunto per il fatto che troppo spesso negli articoli riguardanti tale spinoso e complesso argomento, la testata preferisca dare spazio ad opinioni e considerazioni personali degli autori, con una visione parziale, semplicistica e superficiale dell’annosa questione, anzichè riportare le notizie in maniera obiettiva.

Secondo Lucio D’Amico sarebbe stupido “demonizzare oggi i termovalorizzatori” in quanto servirebbero a smaltire il residuo indifferenziato: nulla di più lontano dal vero.

Basta consultare il Piano regionale dei rifiuti per capire come bisognerebbe trattare il residuo indifferenziato residuo, ovvero con impianti di trattamento meccanico-biologico, di recupero di materia e di digestione anaerobica.

Questo in accordo alla gerarchia dei rifiuti sancita dalle direttive comunitarie e dalla legge (art. 179 del Codice dell’ambiente).

Stiamo parlando di impianti molto più economici e di più rapida realizzazione rispetto agli inceneritori (o termovalorizzatori che dir si voglia).

Semmai Lucio D’Amico si chieda come mai questo Piano regionale dei rifiuti, approvato già nel lontano 2012, non sia mai stato applicato.

Inoltre ci chiediamo in base a quali evidenze gli inceneritori dovrebbero produrre ricchezza per il territorio. Forse il giornalista si riferisce a quella cinquantina di operai che vi troverebbero impiego? In realtà gli inceneritori italiani bruciano in gran parte rifiuti riciclabili e con essi bruciano anche posti di lavoro, perché quegli stessi rifiuti, se inseriti nella filiera del riciclaggio anziché degli inceneritori, produrrebbero un numero di posti di lavoro molto più elevato.

Il problema è che il sistema degli incentivi statali e l’attuale politica favoriscono gli inceneritori anziché la filiera del riciclaggio: così le aziende come A2A si buttano nel business degli inceneritori anziché del riciclaggio e molti potenziali posti di lavoro vengono persi.

Inoltre non corrisponde affatto al vero che gli inceneritori moderni non inquinano. Neanche A2A finora si è spinta ad affermare una cosa simile: basta consultare lo Studio di impatto Ambientale che ha presentato per il mega-inceneritore che ha proposto nella Valle del Mela e si scoprirà che questo inceneritore emetterebbe ogni anno 78 mg di diossina (pari a diverse milioni di volte la dose massima tollerabile in un anno da un essere umano), 78 mg di PCB e quantitativi ben maggiori di metalli pesanti, soprattutto sotto forma delle pericolosissime nanopolveri.

In ogni caso né il governo, né la politica, né i giornalisti possono svegliarsi una mattina e decidere che gli inceneritori non cono pericolosi per la salute umana: per poterlo affermare bisogna revisionare, senza pregiudizi ideologici, la letteratura scientifica prodotta al riguardo.

Basta consultare i più recenti studi epidemiologici pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali per capire la pericolosità anche dei più moderni “termovalorizzatori”, come ad esempio quelli di Arezzo e Bologna [1].

Bisogne anche chiedersi come mai Brescia, sede dell’inceneritore A2A più grande d’Italia, abbia raggiunto il record di tumori in Italia [2].

La Sicilia deve scegliere se seguire il modello Brescia ed il suo record di tumori o il modello Treviso, con il suo record di differenziata (prossima al 90%) e di riciclaggio: proprio quest’anno a Treviso è stato aperto il primo impianto di riciclaggio di pannolini al mondo [3].

Queste sono le eccellenze italiane da prendere come esempio, altro che bruciare la spazzatura.

 

Note:

[1] A tal riguardo, il nostro dossier sulle evidenze scientifiche dei rischi sanitari degli inceneritori contiene i riferimenti a decine di studi scientifici, anche recenti: https://cittadinicontroinceneritore.org/evidenze-scientifiche-inceneritori/

[2] www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/14/tumori-a-brescia-e-record-italiano-lepidemiologo-ora-via-i-vertici-dellasl/984771/

[3] http://www.huffingtonpost.it/2017/10/25/in-provincia-di-treviso-rinascono-i-pannolini-l-impianto-e-unico-al-mondo_a_23255144/