La Regione non “scivoli” sull’inceneritore del Mela: il 28 Gennaio manifesteremo per pretendere azioni concrete

Nel corso del consiglio comunale aperto di lunedi sera a Barcellona, l’On. Pino Galluzzo è intervenuto sul tema dell’inceneritore del Mela.

Secondo Galluzzo la Regione non avrebbe più voce in capitolo, in quanto tutto sarà deciso a Roma.

In realtà è vero che la procedura in corso (ovvero la V.I.A.) è nazionale, ma la Regione non si è ancora espressa sebbene sia tenuta a farlo.

Più volte abbiamo denunciato l’assenza del parere da parte di Croce e Crocetta. Adesso Galluzzo sembra mettere le “mani avanti” sulla possibilità che Musumeci faccia altrettanto, “lavandosi le mani” sull’inceneritore del Mela.

La manifestazione contro l’inceneritore che si terrà Domenica 28 a Milazzo (partenza da P.zza San Papino alle 15) serve anche a richiamare la Regione e la politica alle proprie responsabilità: è inaccettabile che i cittadini, i comitati e le associazioni vengano lasciati soli in questa battaglia.

Musumeci farebbe bene a chiarire al più presto la sua posizione sull’inceneritore del Mela e ad emettere un parere negativo, anche perché è molto probabile che venga presto convocato in Conferenza Stato-Regioni proprio per esprimersi in merito a questo progetto [1].

Senza un parere negativo della Regione il Governo potrà più facilmente decretare la “compatibilità ambientale” dell’inceneritore. Inoltre, in quest’ultimo caso, secondo noi la Regione dovrebbe ricorrere al TAR al fianco dei comitati e delle amministrazioni contro l’inceneritore.

Sono quindi molteplici le cose che la giunta Musumeci potrebbe fare se volesse difendere i cittadini della Valle del Mela da questo scellerato progetto della lombarda A2A. Un’opera che servirebbe solo a fare profitti sulla pelle dei cittadini, senza risolvere il problema dei rifiuti della Sicilia, ma anzi aggravandolo. Infatti l’inceneritore produrrebbe circa 150 mila tonnellate l’anno di ceneri tossiche da smaltire nelle discariche della regione, già al collasso, a fronte dell’ incenerimento di 510 mila tonnellate l’anno di CSS proveniente da tutta italia (e che in Sicilia non esiste).

Insomma, una cosa sarebbe una Regione al fianco dei cittadini in questa battaglia, una cosa è una Regione che continua a lavarsi le mani come ha sempre fatto.

Con la manifestazione di Domenica 28 Gennaio i cittadini pretenderanno impegni concreti anche dalla deputazione locale: convincano Musumeci a battersi contro l’inceneritore del Mela e a far sentire al governo la propria ferma contrarietà.

Galluzzo è intervenuto pure sul tema del Piano regionale dei rifiuti, che secondo lui sarebbe assente. In realtà il Piano c’è ed è stato approvato già nel 2012, sebbene mai applicato.

La sua applicazione avrebbe permesso già da tempo di risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia. Adesso lo vogliono rifare (perdendo altro tempo) solamente perchè questo Piano non è compatibile con i dettami del governo che vuole imporre gli inceneritori in Sicilia per una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue.

Per imporre una cosa del genere le previsioni di riciclaggio dell’attuale Piano rifiuti dovranno essere riviste al ribasso: insomma, invece di andare avanti si vuole tornare indietro, solo per far comodo a chi fa profitti con gli inceneritori.

 

Aggiornamento:  è stata depositata questa mattina la mozione parlamentare a firma dei deputati regionali del gruppo di Fratelli d’Italia che chiede al governo regionale di esprimere una posizione chiara sull’ inceneritore del Mela [2].

 

Note:

[1] L’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90 vigente al momento dell’avvio della procedura (e che quindi si applica alla procedura in corso) prevede che, “ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale (come in questo caso, che il MiBACT ha espresso parere negativo, NdR), . . .  la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che ha natura di atto di alta amministrazione. Il Consiglio dei Ministri si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate”.

[2] http://www.siciliaoggi.com/2018/01/17/inceneritore-del-mela-presentata-mozione-di-fratelli-ditalia-catalfamo-occorre-il-parere-della-regione/

 

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