Musumeci e il dilemma degli inceneritori

Dopo la pubblicazione delle risposte di 4 dei 5 candidati alla Presidenza della Regione ai nostri quesiti, con le nostre considerazioni riguardanti in particolare la gestione dei rifiuti e l’inceneritore del Mela (a breve usciranno le nostre considerazioni anche sulle altre risposte), uno dei candidati, l’On. Musumeci, ha voluto fare alcune precisazioni con un post su fb.

A parte un incipit dai toni un po’ sopra le righe, che francamente ci è piaciuto poco, la novità più eclatante del post è il chiaro NO al progetto A2A dell’inceneritore del Mela. Tuttavia facciamo rilevare che l’inceneritore non si blocca a parole. Noi avevamo chiesto ai candidati se il loro eventuale governo invierà al più presto un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale in corso: nonostante la contrarietà verbale, né Musumeci, né Cancelleri hanno assunto chiaramente questo impegno, a differenza invece di Fava e La Rosa. Sempre meglio di Micari ovviamente, che non ha risposto per nulla ai nostri quesiti e che, come riportato su alcuni organi di stampa, ha detto di non avere nulla in contrario agli inceneritori.

Chiunque diventerà Presidente della Regione, noi PRETENDIAMO dal futuro Governo regionale ATTI CONCRETI per BLOCCARE l’inceneritore, non chiacchiere.

Aggiungiamo che, nella malaugurata ipotesi in cui nel frattempo dovesse arrivare l’autorizzazione all’inceneritore da parte del Governo nazionale, è necessario che il NO all’inceneritore del Mela si traduca in un concreto ed efficace atto di impugnazione da parte della Regione, vale a dire un ricorso al TAR Lazio con richiesta di sospensiva. Del resto gli estremi legali per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).

Per il resto, a parte qualche sfumatura terminologica, nel post di Musumeci viene sostanzialmente confermata la volontà di realizzare “piccoli” inceneritori in tutta la Sicilia.

 Per l’esattezza Musumeci parla di “impianti di valorizzazione energetica”: ma cosa si intende precisamente con questa espressione se non gli inceneritori? Anche il progetto dell’inceneritore del Mela si intitola “Impianto di valorizzazione energetica di CSS”, ma si tratta di un vero e proprio inceneritore, in quanto basato sulla combustione dei rifiuti. In linea teorica sarebbero possibili anche altre rare tecnologie di valorizzazione energetica della frazione secca dei rifiuti, come la pirolisi, ma in questo caso si sarebbe dovuto specificare: nella stragrande maggioranza dei casi quando si parla di valorizzazione energetica o recupero di energia dai rifiuti si parla di inceneritori. Peraltro le tecnologie di pirolisi potrebbero presentare in teoria alcuni vantaggi rispetto agli inceneritori, ad es. una minore emissioni di diossine, ma la scarsità di esperienze in merito non consente di dire che siano tecnologie sicure.

Le cose cambiano se invece si considera la frazione umida dei rifiuti: in quel caso la valorizzazione energetica può avvenire attraverso la digestione anaerobica con produzione di biogas, costituito in gran parte da metano: una tecnologia che ci vede totalmente favorevoli e che auspichiamo anche in Sicilia.

Musumeci afferma che tali impianti saranno ad “emissioni zero” e lontani dai centri abitati. Ma non esistono inceneritori, neanche moderni, ad “emissioni zero”. Invitiamo gli interessati a documentarsi sulle evidenze scientifiche della pericolosità per la salute degli inceneritori anche di ultima generazione:  https://cittadinicontroinceneritore.org/evidenze-scientifiche-inceneritori.

Peraltro se fossero realmente ad emissioni zero che bisogno ci sarebbe di realizzarli lontano dai centri abitati? E poi lontano quanto? Uno studio inglese ha rilevato una correlazione degli inceneritori con malformazioni e mortalità perinatale fino a 30 km di distanza nella direzione del vento.

Musumeci afferma inoltre che questi inceneritori dovrebbero servire a bruciare solo la frazione non riciclabile dei rifiuti. E’ al corrente che nessun inceneritore in Italia brucia solo ed esclusivamente rifiuti non riciclabili? Cosa le fa pensare che la Sicilia possa fare eccezione?

E’ al corrente che la selezione della frazione “non riciclabile” dei rifiuti si può ottenere solo con una raccolta differenziata spinta oltre gli obiettivi di legge e la massimizzazione del recupero di materia dal residuo indifferenziato? In Sicilia mancano impianti di compostaggio, di selezione del multimateriale differenziato e di trattamento del residuo indifferenziato con recupero di materia. Pensa di realizzare tutti questi impianti contemporaneamente assieme agli inceneritori? Cosa le fa pensare che possa avvenire in 5 anni in Sicilia ciò che non è avvenuto in decenni in nessuna parte d’Italia? L’unica provincia italiana che massimizza il recupero di materia è quella di Treviso. Sarà un caso che in quella provincia non ci sono inceneritori?

Non sarebbe meglio concentrarsi intanto sulle cose più urgenti, come gli impianti di compostaggio, riciclaggio e trattamento meccanico-biologico dell’indifferenziata?

Molti elementi, tra cui la terminologia usata, fanno pensare che il suo Piano corrisponda a quello redatto l’anno scorso dalla Contraffatto, che prevede la realizzazione di 6 inceneritori (o roba simile) in Sicilia, di cui uno in provincia di Messina, con una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue: un Piano concepito per assecondare il governo Renzi e il DPCM 10 Agosto 2016.

Ha intenzione di approvare questo Piano? Un Piano che prevede solo inceneritori (o pirogassificatori) e nessun impianto di compostaggio, ricilaggio e recupero di materia? Ma il riciclaggio non era la sua priorità?

L’accordo Governo-Regione sui rifiuti dell’anno scorso prevedeva la realizzazione degli inceneritori con procedure d’urgenza. Non pensa che quelle procedure d’urgenza andrebbero invece applicate agli impianti funzionali al compostaggio, alla differenziata, al riciclaggio, al recupero di materia e alla digestione anaerobica dei rifiuti? Si tratta di impianti più economici e di più rapida realizzazione rispetto agli inceneritori: in breve tempo la decennale emergenza rifiuti verrebbe risolta!

E’ al corrente che si tratterebbe di un clamoroso passo indietro rispetto al vigente Piano regionale dei rifiuti, che prevede un recupero di materia tale da far residuare solo poco più di 100 mila tonnellate annue da destinare all’incenerimento?

Lo sa che se fossero raggiunti tali livelli di recupero di materia la maggioranza degli inceneritori italiani dovrebbero essere spenti? E’ al corrente che la Commissione Europea ha recentemente raccomandato di redistribuire i rifiuti da incenerire tra le diverse regioni degli stati (o anche tra stati diversi) piuttosto che realizzare nuovi inceneritori? [1] Non ha senso realizzare inceneritori per 100 mila tonnellate annue in Sicilia mentre in altre parti d’Italia si dovrebbero chiudere. Anche perché realizzare nuovi inceneritori è molto costoso e sarebbe uno spreco.

A tal riguardo, lei ha affermato di voler raggiungere una autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti. Ma è al corrente che i rifiuti trattati non hanno vincolo di bacino, potendo benissimo viaggiare da una regione all’altra? Una volta realizzati gli inceneritori, la Regione non potrebbe impedire che questi possano bruciare anche rifiuti provenienti da altre regioni.

Per concludere, caro On. Musumeci, la consigliamo, nel caso in cui venisse eletto, di non seguire la scia di chi l’ha preceduta e di concentrarsi sulle cose più urgenti da fare sui rifiuti, nel rispetto della gerarchia sancita dalla normativa comunitaria e nazionale.

Un palazzo si costruisce dalle fondamenta, non dall’ultimo piano.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Note:

[1] Comunicazione della Commissione europea del 27/1/2017 sul ruolo della valorizzazione energetica dei rifiuti nell’economia circolare http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

Le risposte dei candidati alla Presidenza della Regione su Inceneritore del Mela e gestione dei rifiuti

Fava, Cancelleri e La Rosa: NO all’inceneritore del Mela.
Musumeci: faremo “piccoli” inceneritori.
L’eloquente silenzio di Micari…

Nelle scorse settimane abbiamo rivolto ai candidati alla Presidenza della Regione  7 quesiti  a cui hanno risposto tutti i candidati tranne Fabrizio Micari.

Due di essi riguardavano l’inceneritore del Mela e la gestione dei rifiuti in Sicilia.  (Le risposte agli altri 5 quesiti sono state analizzate in quest’altro link, NdR)

 I candidati che hanno risposto sono apparentemente concordi sul fatto che la cronica emergenza dei rifiuti vada affrontata prioritariamente incentivando la riduzione dei rifiuti, aumentando la raccolta differenziata e realizzando impianti di compostaggio, riciclaggio e recupero di materia.

 Le posizioni invece si differenziano sulla questione degli inceneritori.

Mentre Cancelleri  Fava  esprimono un netto NO, senza se e senza ma, a questo tipo di impianti, addirittura ritenuti da Fava funzionali ad “interessi privati spesso criminali”, altrettanto non si può dire di Musumeci.

Quest’ultimo afferma infatti di voler realizzare “piccoli impianti di termovalorizzazione, non inceneritori”. Peccato che “termovalorizzatore” e “inceneritore” sono sinonimi. Basta infatti cercare sul dizionario per capire che il “termovalorizzatore” altro non è che un inceneritore associato a recupero di energia, come del resto ormai tutti gli inceneritori esistenti in Italia.

dizionario termovalorizzatore

Tant’ è vero che il termine “termovalorizzatore” viene tradotto nelle altre lingue nè più nè meno che come inceneritore. In ogni caso nell’ordinamento vigente non si parla di “termovalorizzatori”, ma di “impianti di incenerimento”, definiti nel Codice dell’Ambiente come impianti dove avviene la combustione dei rifiuti, anche associata a produzione di energia.

traduzione termovalorizzatore

Quanto ai “Siciliani Liberi”, La Rosa afferma la sua “netta contrarietà al business dei megainceneritori voluti da Roma”, ma non si esprime ad esempio sull’ipotesi dei “piccoli” inceneritori ideati da Crocetta e Contraffatto ed ora riproposti da Musumeci.

Il secondo quesito riguardava nello specifico il progetto A2A dell’inceneritore del Mela. In particolare non si chiedeva di esprimere solo una generica opinione in merito, ma di specificare se la Regione esprimerà un parere (che potrebbe essere decisivo) nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), procedura che deve decidere della realizzazione dell’opera.

(Aggiornamento: è del 2 Novembre la notizia che l’istruttoria della Commissione tecnica VIA si è già conclusa, purtroppo positivamente per l’inceneritore. Il parere della Regione sarebbe quindi ormai fuori tempo massimo. Il 2 Novembre abbiamo perciò chiesto ai candidati se si impegnano ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione del Governo, NdR).

Secca la risposta di La Rosa: “Parere contrario all’inceneritore del Mela”.

Dello stesso segno, ma più articolata, la risposta di Fava, il quale non solo si impegna a contrastare questo progetto in tutte le sue fasi procedurali, ma afferma anche che, in caso di chiusura della Centrale di San Filippo del Mela, A2A sarebbe obbligata a bonificare il sito.

Dalla risposta di Cancelleri si evince la contrarietà alla realizzazione dell’impianto, ma  il candidato non si è espresso in maniera esplicita sul parere negativo che, come da noi richiesto, la Regione dovrebbe inviare all’interno della procedura ministeriale VIA.

 Più preoccupante la risposta di Musumeci, che non si esprime in modo netto sull’impianto, limitandosi ad affermare che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica di gestione dei rifiuti sopra enunciata”.

(Aggiornamento: con un post apparso sulla sua pagina facebook la sera del 31 Ottobre, Nello Musumeci ha precisato di essere contrario al progetto A2A dell’inceneritore del Mela, pur ribadendo comunque la necessità di impianti di valorizzazione energetica in Sicilia. In questo articolo abbiamo fatto le nostre considerazioni in merito al post di Musumeci: Musumeci e il dilemma degli inceneritori, NdR) 

A rigor di logica l’inceneritore del Mela non può essere affatto definito un “piccolo termovalorizzatore”, potendo arrivare a bruciare fino a 510 mila tonnellate di rifiuti. Tuttavia A2A potrebbe giocare d’astuzia, accettando in un primo tempo di ridurre il quantitativo di rifiuti da bruciare. Tanto poi, una volta realizzato l’impianto, sarà facile aumentarne la capacità con la scusa dell’emergenza rifiuti: è quanto sta già accadendo a diversi inceneritori italiani per effetto dello “Sblocca Italia”. A tal proposito è di scarsa consolazione il fatto che vari politici (siano essi Crocetta, Contraffatto o Musumeci) dicano “No ai mega-inceneritori, si a piccoli termovalorizzatori”, perché dopo la loro realizzazione questi impianti potrebbero essere facilmente potenziati e quindi trasformati in veri e propri mega-inceneritori.

Musumeci afferma di voler realizzare i “piccoli” inceneritori prioritariamente presso le aree delle discariche, già ambientalmente compromesse: verrebbe da dire “cornuti e bastonati”. C’è quindi il rischio che Musumeci voglia comunque realizzare un inceneritore nel nostro hinterland, ad esempio vicino Furnari, come se non bastassero i problemi già creati con la vicina discarica di Mazzarrà.

Inoltre anche le zone industriali possono essere intese come aree ambientalmente compromesse, quindi l’ipotesi dell’inceneritore del Mela non verrebbe affatto esclusa, anzi troverebbe ulteriore legittimazione: quella di continuare a inquinare dove si è già inquinato, e chi se ne frega dei rischi per la salute dei cittadini.

Infatti i piccoli inceneritori non escludono affatto gravi rischi per la salute: si vedano ad esempio i risultati molto preoccupanti dello studio epidemiologico  dell’ARPA Piemonte sul piccolo inceneritore di Vercelli.

Inoltre gli inceneritori avrebbero costi molto maggiori rispetto agli impianti di compostaggio e riciclaggio: centinaia di milioni di euro che ricadrebbero, in un modo o nell’altro, sulle spalle dei cittadini, ad esempio tramite bollette più salate.

 Quanto a Micari, l’unico candidato alla Presidenza che, nonostante i nostri solleciti, non ha risposto ai quesiti, il suo silenzio appare molto sospetto.

(Aggiornamenti: stando ad un articolo del Gazzettino di Sicilia, Micari ha eplicitamente affermato di essere favorevole agli inceneritori. Di segno opposto quanto riportato successivamente da un articolo di Tempostretto, secondo il quale Micari, in collegamento telefonico ad un incontro a sostegno del Candidato all’ARS, nonchè Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto, avrebbe affermato di ribadire (sic!) la propria contrarietà “ai grandi impianti”, NdR).

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri, a cui si sono aggiunte  alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo

Comitato Lenzuoli 27 Settembre

Associazione Economia Circolare

Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela

Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini

Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Un’ analisi delle risposte dei candidati agli altri quesiti e’ stato condotta al seguente link: Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

Tutti i candidati alla Presidenza hanno risposto ai nostri quesiti tranne uno: Fabrizio Micari

E’ scaduto il termine per rispondere ai nostri quesiti su rifiuti, inceneritore/i, raffineria, inquinamento e pianificazione ed è tempo di “tirare le somme”.

Un primo dato che emerge è che, bene o male, hanno risposto tutti i candidati alla Presidenza, eccetto uno: Fabrizio Micari.

Come interpretare il suo silenzio? Sbadataggine? Inverosimile che non si sia accorto dei quesiti, in quanto a tutti i candidati sono stati inviati più volte email e messaggi facebook di sollecito.

Disinteresse verso le problematiche sollevate nei quesiti? Scarsa competenza in materia? O forse non ha ritenuto opportuno rendere pubblica la propria posizione ad esempio sugli inceneritori (ed in particolare sull’inceneritore del Mela) in quanto ritenuta impopolare?

In ogni caso si tratterebbe di ipotesi poco rassicuranti.

Chiaramente Fabrizio Micari se volesse potrebbe sempre chiarire, nei modi da lui ritenuti più opportuni, la propria posizione in merito ai quesiti da noi sollevati.

Noi intanto a breve pubblicheremo le risposte degli altri quattro candidati (La Rosa, Cancelleri, Fava e Musumeci)  sui 7 quesiti che abbiamo loro inviato, facendo le debite considerazioni.

Vi possiamo anticipare che ne vedrete (o meglio leggerete) delle “belle”. Ad ogni modo il solo fatto di essersi cimentati su quesiti spinosi riguardanti temi concreti è lodevole. E non era affatto scontato.

Questi in estrema sintesi i nostri quesiti:

  1. Gestione dei rifiuti in Sicilia: darete priorità al riciclaggio o agli inceneritori?
  2. Inceneritore del Mela: darete un parere nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che deve decidere sulla sua realizzazione? Se si, sarà positivo o negativo?
  3. Raffineria di Milazzo: è in corso la procedura (il riesame dell’AIA) che può rivedere le prescrizioni ed i limiti delle emissioni della Raffineria. Avete intenzione di intervenire nella direzione richiesta dalle associazioni per ridurre di molto l’inquinamento?
  4.  Piano di qualità dell’aria: approverete un Piano che preveda per le industrie delle AERCA (Aree ad elevato rischio di crisi ambientale di Milazzo/Valle del Mela, Augusta/Priolo e Gela) limiti emissivi molto inferiori rispetto ai limiti di legge ?
  5. Risanamento Valle del Mela: approverete e finanzierete le bonifiche ed un reale ed efficiente sistema di monitoraggio ambientale?
  6. Piani Paesaggistici: difenderete il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 dai numerosi ricorsi al TAR che minacciano di annullarlo?  Che ne pensate del tentativo, che non sembrerebbe andato in porto, di consentire deroghe ai Piani Paesaggistici da parte di opere pubbliche a discrezione della Giunta regionale?
  7. Soprintendenza di Messina:  dopo le polemiche suscitate da alcune recenti iniziative della Soprintendenza di Messina (riguardanti ad esempio progetti come quello sull’inceneritore del Mela), cosa farete per assicurare l’esclusivo perseguimento dei suoi compiti di tutela dei beni culturali e ambientali?

Infuria la campagna elettorale, ma solo due dei cinque candidati finora hanno risposto sui temi ambientali. Il termine scade domani

Infuria la campagna elettorale, tutti a caccia di voti, eppure, al di là degli slogan, si nota una certa difficoltà dei candidati alla Presidenza a misurarsi su temi concreti.

Sono passati ben 11 giorni da quando abbiamo inviato ai candidati alla Presidenza 7 quesiti   riguardanti l’inceneritore del Mela, la Raffineria di Milazzo, il risanamento della Valle del Mela, il Piano di qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, i Piani Paesaggistici e la Soprintendenza di Messina.

I quesiti sono stati sottoscritti da diverse associazioni in gran parte locali ma non solo: Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, Italia Nostra – Milazzo, Associazione economia circolare, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela, Associazione TSC, Comitato CTA di Archi.

  Il termine per rispondere ai quesiti scade domani, ma finora solo due dei cinque candidati alla Presidenza hanno inviato le proprie risposte, che verranno rese pubbliche al termine dell’iniziativa.

Eppure le problematiche ambientali della Valle del Mela e la strategia rifiuti zero sono entrate nella campagna elettorale di diversi schieramenti. Ma una cosa è fare enunciazioni programmatiche vaghe, una cosa è prendere impegni concreti, come esprimere finalmente (e rapidamente) un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale sull’inceneritore del Mela, o intervenire nel riesame dell’AIA della Raffineria per ottenere limiti emissivi molto più restrittivi di quelli attuali.

I quesiti che abbiamo inviato ai candidati puntano proprio a questo, a costringere i candidati a prendere impegni concreti, in modo da poter poi rendere palese la coerenza del proprio operato con gli impegni presi, al di là degli slogan e dei sofismi in cui troppo spesso si perdono le “buone intenzioni” declamate in campagna elettorale. Perché ai cittadini, in definitiva, interessano i fatti concreti.

7 spinosi quesiti ai candidati alla presidenza della Regione su inceneritori, Valle del Mela, inquinamento, Piani Paesaggistici

Abbiamo rivolto 7 spinosi quesiti ai candidati alla Presidenza della Regione, riguardanti  tutto ciò che abbiamo sempre chiesto alla Regione in merito a varie questioni riguardanti sia la Valle del Mela (Inceneritore, Raffineria, risanamento della Valle del Mela), che la Sicilia nel suo insieme (Gestione dei rifiuti, Piani Paesaggistici, Piano di qualità dell’aria).

Ultima, ma non per importanza, la questione della Soprintendenza di Messina, dopo le controverse “mosse” del Soprintende Micali.

Le risposte dovranno pervenire entro il 25 Ottobre ed ovviamente verranno rese pubbliche.

Ecco i sette quesiti che sono stati inviati personalmente a tutti i candidati:

1) GESTIONE DEI RIFIUTI

Da circa due decenni la Sicilia vive una situazione di perenne “emergenza rifiuti”, caratterizzata dalla cronica carenza di impiantistica e da un sistema basato quasi interamente sulle discariche private.

Tra l’altro la Sicilia è fanalino di coda per la raccolta differenziata. Nell’ultimo anno si sono registrati alcuni progressi, ma limitati innanzitutto dalla carenza di impianti di compostaggio e di impianti necessari al riciclo dei rifiuti differenziati.

Se venisse eletto, come intenderà risolvere questa situazione?

Realizzando gli inceneritori, come vorrebbe il governo nazionale, oppure dando priorità agli impianti necessari alla filiera del riciclaggio, del compostaggio e del recupero di materia, come prescritto dal Codice Ambientale [1] e come recentemente raccomandato dalla Commissione europea [2] ?

2) INCENERITORE DEL MELA

Nel Settembre 2015 il gruppo A2A ha presentato il progetto di un inceneritore [3] nella Centrale elettrica di San Filippo del Mela. L’impianto avrebbe una capacità di 510 mila tonnellate l’anno e verrebbe alimentato con il CSS, un rifiuto speciale [4] che attualmente non viene prodotto in Sicilia, ma che potrebbe arrivare da altre parti d’Italia.

Il progetto ha allarmato la stragrande maggioranza dei cittadini del comprensorio, che hanno espresso la loro forte contrarietà con manifestazioni, raccolta di firme e referendum consultivi comunali.

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Infatti la Valle del Mela vive già da molti decenni una situazione di grave crisi ambientale e sanitaria e i cittadini chiedono semmai una riduzione dell’inquinamento, non certo un suo peggioramento.

L’attuale presidente Crocetta ha più volte dichiarato la propria contrarietà al progetto, ma di atti concreti non se ne sono visti. In particolare la Regione non ha ancora emesso un proprio parere nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, procedura statale che deve decidere sulla realizzazione dell’impianto.

Se venisse eletto, il suo governo esprimerà un parere che potrebbe essere determinante nell’ambito di questa procedura? Se si, che tipo di parere (favorevole o contrario) ha intenzione di esprimere?

3) RAFFINERIA DI MILAZZO

E’ attualmente in corso anche il Riesame dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Raffineria di Milazzo. Tale procedura, a cui partecipano la Regione Siciliana, il Ministero dell’Ambiente e gli enti locali, è molto importante perché è un’occasione unica per prevedere una riduzione dell’inquinamento nella Valle del Mela.incendio ram fb

Le associazioni del territorio hanno chiesto, con dettagliate osservazioni, la prescrizione di:

  • tutte le tecnologie possibili capaci di minimizzare e/o prevenire l’inquinamento;
  • limiti emissivi ben più restrittivi;
  • progressiva riduzione della capacità e degli impianti di raffinazione, in applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 che prevede una riconversione produttiva dell’area.

Tali richieste sono dovute alle varie evidenze scientifiche sulle criticità ambientali e sanitarie della Valle del Mela, in applicazione del “Principio di precauzione” riconosciuto dalla normativa nazionale e comunitaria.

Se venisse eletto e la suddetta procedura sarà ancora in corso, il suo governo interverrà nella direzione richiesta dalle associazioni nell’ambito di questa procedura?

4) RISANAMENTO AMBIENTALE DELLA VALLE DEL MELA

Il territorio della Valle del Mela attende da diversi anni il Piano di risanamento ambientale: qualora venisse eletto, si impegna ad approvarlo e finanziario?

I fondi per le bonifiche sono bloccati per cavilli burocratici: si impegna a sbloccare i fondi?

Nel comprensorio della Valle del Mela non è presente un adeguato sistema di monitoraggio della qualità dell’aria. Inoltre la struttura di Messina dell’ARPA (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) lamenta da anni mancanza di attrezzature e personale. Si impegna a realizzare un reale ed efficiente sistema di monitoraggio ambientale?

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5) PIANO DI QUALITA’ DELL’ARIA

La normativa contempla la possibilità che le Regioni prescrivano, con appositi Piani di qualità dell’aria, limiti emissivi ben più restrittivi dei

limiti di legge in determinate aree caratterizzate da particolari criticità e/o dalla presenza di molteplici fonti emissive. In Sicilia sono state dichiarate ben tre Aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA): Milazzo-Valle del Mela, Augusta-Priolo e Gela. In tali aree molteplici studi hanno evidenziato preoccupanti criticità sanitarie.

Se venisse eletto, adotterà un Piano di qualità dell’aria che riconosca la necessità di applicare, in queste determinate aree, limiti emissivi ben più restrittivi (ad esempio inferiori di un ordine di grandezza [5]) rispetto ai limiti di legge?

Del resto i vari BREF, ovvero i documenti di riferimento per le BAT (migliori tecnologie disponibili) riferiti a ciascun settore di attività, molto spesso indicano che esistono BAT capaci di garantire valori così restrittivi. Laddove per determinati inquinanti le BAT di settore non consentano di applicare tale previsione, il Piano di qualità dell’aria potrebbe prevedere che venga prescritto il valore più restrittivo dell’intervallo BAT-AEL, ovvero l’intervallo di valori che si registrano con il normale funzionamento degli impianti che applicano le BAT.

6) PIANI PAESAGGISTICI

Una delle principali ricchezze della nostra Regione è indiscutibilmente rappresentata dal suo patrimonio culturale, paesaggistico e naturale, che ha le potenzialità per dare, se adeguatamente tutelato e valorizzato, un significativo apporto all’economia ed all’occupazione.

I Piani Paesaggistici costituiscono il principale strumento di tutela e valorizzazione di tale patrimonio.

Uno dei risultati più importanti in tale ambito è stata l’approvazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, riguardante gran parte della Provincia di Messina. Tuttavia contro il decreto di approvazione, emesso dall’Assessore regionale ai beni culturali il 29/12/2016, sono stati presentati numerosi ricorsi che rischiano di vanificare il lavoro svolto.

Nel recente passato è successo che i competenti organi regionali non sono intervenuti con solerzia a difesa del Piano Paesaggistico in una vertenza legale.

Nel caso in cui venisse eletto, il suo governo interverrà con decisione a difesa e sostegno del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 recentemente approvato?

Inoltre darà indicazione all’Assessore regionale ai Beni Culturali di ascoltare le istanze delle associazioni sulla opportunità di alcuni eventuali accorgimenti che potrebbero rendere più forte e chiara l’applicazione del Piano?

Ancora, cosa ne pensa dell’art. 48 della L.R. 11 agosto 2017, n. 16, che sembra prevedere che opere individuate a discrezione della Giunta Regionale possano comunque essere realizzate in qualsiasi area vincolata della Regione [6]?

7) SOPRINTENDENZA DI MESSINA

Nel corso dell’ultimo anno alcuni atti della Soprintendenza di Messina hanno suscitato forti perplessità nel territorio.

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Il Soprintendente Orazio Micali

Ad esempio ha destato aspre critiche la singolare richiesta, formulata con la nota n. 303 del 19/1/2017di annullare il parere contrario verso l’inceneritore del Mela già espresso dalla stessa Soprintendenza il 5 Novembre 2015.

Si ricorda che tale parere era stato formulato sulla base delle incompatibilità del progetto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, all’epoca vigente in regime di Salvaguardia e che, come abbiamo visto, è stato nel frattempo definitivamente approvato.

Altre perplessità riguardano autorizzazioni paesaggistiche rilasciate nei confronti di alcuni progetti, come quello della ditta Mare Pulito S.r.l. “per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e recupero idrocarburi” a San Pier Marina, entro i 150 metri dal mare, cioè nella fascia sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta.

Se venisse eletto, il suo governo quali provvedimenti ha intenzione di prendere per assicurare il perseguimento esclusivo dei compiti di tutela dei Beni Culturali e Ambientali da parte delle Soprintendenze?

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini
Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo
Comitato Lenzuoli 27 Settembre
Associazione Economia Circolare
Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela
Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini
Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Note:

[1] L’Art. 179, comma 6, prevede che “il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorita’ rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”.

[2] Con la Comunicazione sul ruolo della valorizzazione energetica dai rifiuti nell’economia circolare del 26.1.2017, la Commissione Europea ha raccomandato – per i paesi caratterizzati da una gestione dei rifiuti ancora basata sulle discariche e con scarsa o nulla capacità di incenerimento – di dare priorità alla progressiva diversione dalle discariche al compostaggio ed al riciclaggio, senza realizzazione di nuovi inceneritori. La Commissione Europea ritiene preferibile inviare la frazione combustibile residua dei rifiuti non riciclabili ad inceneritori già esistenti in altre regioni o paesi europei (che rischiano di essere sottoutilizzati col progredire dell’economia circolare), anziché realizzare nuovi inceneritori. http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

[3] Il progetto è intitolato “Impianto di valorizzazione energetica di CSS da realizzarsi nella esistente Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela”.

[4] Il CSS è costituito prevalentemente da plastica e carta provenienti dai rifiuti solidi urbani.

[5] A tal riguardo esiste già il “precedente” del Piano regionale dei rifiuti del 2012, che, in riferimento agli impianti di valorizzazione energetica, prevede valori nelle emissioni “minori di almeno un ordine di grandezza rispetto alle tabelle dei valori limite”.

[6] Aggiornamento del 20/10/2017: sembrerebbe che l’articolo in questione, collegato alla legge di stabilità regionale, sia stato bocciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La Gazzetta “promuove” l’inceneritore del Mela opera strategica pur di sostenere che si farà. Ma state attenti, vi vogliono depistare.

Nella Gazzetta di ieri è apparso un articolo con un titolo trionfalistico per i (pochi) tifosi dell’inceneritore ed allarmante per la stragrande maggioranza dei cittadini:gazzetta disinformation stralcio

Qual è nel concreto la realtà dei fatti?

La Gazzetta si è accorta, con qualche mese di ritardo, che l’Assemblea regionale ha approvato un emendamento proposto da Croce e Crocetta alla finanziaria, in cui si prevede che i Piani Paesaggistici debbano consentire la realizzazione di opere pubbliche e che la valutazione paesaggistica di tali opere non spetti più alle Soprintendenze, bensì alla Giunta Regionale.

Si tratta dell’ennesimo gran pasticcio della Regione, di non chiara applicabilità. Ma nulla nel testo dell’emendamento (che riportiamo in fondo all’articolo) giustifica le affermazioni della Gazzetta, anche perchè l’emendamento afferma chiaramente che inceneritori e discariche rimangono esclusi dai propri ambiti di applicazione (per la cronaca sembra che tale esclusione sia stata approvata su proposta dei deputati del M5S). Inoltre l’emendamento sembra più riferito ai Piani Paesaggistici di prossima realizzazione che non a quelli già approvati.

Insomma anche con questo emendamento, il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 recentemente approvato rimane perfettamente operativo ed ostativo nei confronti dell’inceneritore del Mela. Anzi, proprio l’approvazione del Piano è stata un importantissimo risultato conseguito nell’ambito della lotta contro questo sciagurato progetto.

Possiamo quindi dormire sonni tranquilli? Purtroppo no, perchè sono ben altri i pericoli da cui ci dobbiamo guardare. Infatti diversi ricorsi sono stati presentati contro il Piano Paesaggistico dopo la sua approvazione, tra cui quelli di A2A e della Raffineria, ma non solo: si calcola che sono ben cinque i ricorsi al TAR Catania che possono mettere a repentaglio l’intero Piano o almeno la parte di nostro interesse.

Ma di questo gli organi di informazioni preferiscono non parlare. Meglio sventolare argomenti inesistenti piuttosto che svelare i veri rischi che corre il Piano Paesaggistico. Troppo pericoloso parlarne: magari così facendo le migliaia di cittadini che lottano contro l’inceneritore potrebbero convincere i propri sindaci ad intervenire contro questi ricorsi a difesa del Piano, come è successo nei mesi scorsi con il ricorso di A2A al Tar Lazio.

Finora solo il Comune di San Filippo del Mela è intervenuto a difesa del Piano Paesaggistico approvato, unicamente nel ricorso di A2A. Troppo poco. Nel silenzio generale l’assalto al Piano Paesaggistico, vero baluardo contro l’inceneritore ed il deturpamento del territorio, è in atto su più fronti.

E c’è chi nel frattempo preferisce sviare l’attenzione dirottandola sul nulla.

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Di seguito riportiamo il testo dell’emendamento “incriminato” ed a seguire una nostra piccola considerazione al riguardo.

Art. 48. Piani Paesaggistici Territoriali.

1. I Piani Paesaggistici Territoriali, nell’individuare le specifiche aree di tutela e predisporre le correlate prescrizioni d’uso, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, devono prevedere la possibilità che le opere di pubblica utilità, realizzate da enti pubblici o società concessionarie di servizi pubblici e con esclusione dell’impiantistica di trattamento dei rifiuti comprese le discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del progetto anche le possibili soluzioni in grado di ridurre, compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.

2. La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal proponente l’opera all’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana. La valutazione si conclude entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza ed è espressa con delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per i beni culturali e l’identità siciliana.

3. Le opere di cui al comma 1 nonché le attività estrattive che, prima della data di adozione dei singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto nulla osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate da parte di una Amministrazione regionale o locale competente in materia di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione abbia già rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel rispetto dei tempi, delle forme e delle modalità ivi previste, senza ulteriori valutazioni”.

(L.R. 11 agosto 2017, n. 16)

L’argomento di questo emendamento non è un fatto inedito, anche nel Piano Paesaggistico della Regione Puglia si esprime un concetto simile. Infatti l’articolo 95 (rubricato “Realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità”) delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR), adottato con delibera di G.R. n. 1435 del 2 agosto 2013, dispone quanto segue: <<1. Le opere pubbliche o di pubblica utilità possono essere realizzate in deroga alle prescrizioni previste dal titolo VI delle presenti norme per i beni paesaggistici e gli ulteriori contesti, purché in sede di autorizzazione paesaggistica o in sede di accertamento di compatibilità paesaggistica si verifichi che dette opere siano comunque compatibili con gli obiettivi di qualità di cui all’art. 37 e non abbiano alternative localizzative e/o progettuali. Il rilascio del provvedimento di deroga è sempre di competenza della Regione>>.

Ma nel caso della Puglia non si tratta di un emendamento alla Finanziaria (sic!), bensì di un vero e proprio articolo all’interno del Piano Paesaggistico. Inoltre nel caso del Piano della Regione Puglia si fa riferimento all’impossibilità di localizzare altrove l’opera, riferimento che invece manca nel testo dell’emendamento siciliano.

Lasciamo a voi ogni ulteriore considerazione…

Chiara l’origine della puzza velenosa che spesso ammorba il territorio, ma nelle istituzioni c’è ancora qualcuno che nega l’evidenza. PERCHE’?

Il nostro territorio continua ad essere continuamente ammorbato da odori molesti di verosimile origine industriale che spesso costringono i cittadini a rinchiudersi all’interno delle proprie abitazioni. Alcuni cittadini hanno anche segnalato disturbi fisici come bruciore alla gola.

 Come se non bastasse, il territorio deve subire ulteriori affronti dalle istituzioni che sembrano voler nascondere il sole con la rete. Abbiamo infatti appreso dalla Gazzetta del Sud di venerdi scorso che il dott. Cappadonia, dirigente del Dipartimento Ambiente della Città Metropolitana, avrebbe affermato, in un documento ufficiale inviato a vari enti, che non è possibile risalire alla sorgente degli odori molesti, sia pur specificando che siano attribuibili ad idrocarburi non metanici.

Vorremmo ricordare che, dopo aver effettuato varie campagne di monitoraggio ed analisi sulle note emissioni odorigene già dal 2009, l’ARPA ha chiarito con diverse note (l’ultima risale proprio a pochi mesi fa) la correlazione tra gli odori molesti e le emissioni fuggitive della Raffineria di Milazzo.

Infatti, secondo le elaborazioni dell’ARPA, i vari tipi di idrocarburi e di sostanze solforate rilevati sarebbero riconducibili alle attività svolte dalla Raffineria.  Peraltro, nel corso di un’ispezione, gli odori caratteristici sono stati chiaramente avvertiti in prossimità degli sfiati di un serbatoio della Raffineria. L’ARPA ha inoltre sottolineato che si tratta di un indice di inquinamento da attenzionare, sia in relazione alla molestia olfattiva, sia soprattutto per gli effetti sulla salute.

Possibile che il dott. Cappadonia non sia a conoscenza di tutto questo? A chi serve nascondere ancora la verità?  

Come mai l’ex provincia regionale di Messina (oggi Cittá Metropolitana), fino a pochi anni fa, ogni qualvolta venivano rilevati superamenti per gli idrocarburi non metanici trasmetteva una nota alla sola Direzione Generale della Raffineria di Milazzo? Evidentemente all’ex Provincia erano bene a conoscenza della provenienza di tali idrocarburi dalla Raffineria. Come mai adesso fanno gli gnorri?

Forse perché, grazie a recenti studi scientifici dell’Università di Messina, oggi è possibile ipotizzare una correlazione tra gli elevati livelli di idrocarburi e l’elevata incidenza di acromegalia (patologia legata a particolari tumori ipofisari) riscontrata nella valle del Mela?

Forse perché adesso è in corso il riesame dell’AIA, ove si decide quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni? Forse perché nell’ambito di tale procedura abbiamo evidenziato la necessità di prescrivere una drastica riduzione delle emissioni della Raffineria per esigenze di salute pubblica?

Di certo anche altre istituzioni hanno gravi responsabilità nei confronti del nostro martoriato territorio. La normativa prevede una serie di strumenti a tutela della salute pubblica che ad oggi su questo territorio non sono mai stati applicati dagli enti preposti.

Anche la Regione Siciliana in tutti questi anni è stata latitante sui temi ambientali e non ha finanziato la realizzazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, sebbene fosse prevista in un decreto della stessa Regione. Da molti anni questo territorio attende l’approvazione del Piano di risanamento ambientale e del Piano della qualità dell’aria che giacciono nei cassetti dell’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente.

Sia la Regione, sia la Città Metropolitana, sia i Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela sono coinvolti nella procedura di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della RAM. Cosa stanno facendo al riguardo? Hanno letto le osservazioni delle associazioni in cui si chiede la prescrizione di tutte le tecnologie che sarebbero capaci di ridurre drasticamente le emissioni della Raffineria? Che posizione hanno in merito? Sono consapevoli che così facendo, oltre a ridurre i rischi sanitari e le emissioni moleste, si potrebbero anche creare molti posti di lavoro? L’adozione di tali tecnologie richiederebbe infatti consistenti investimenti da parte dell’azienda, con positive ricadute occupazionali. E che posizione hanno gli enti locali in merito all’applicazione del Piano Paesaggistico appena approvato, che dispone la progressiva eliminazione degli impianti della Raffineria e della Centrale per una graduale riconversione produttiva dell’area? Che posizione hanno in merito al ricorso che la RAM e A2A hanno presentato contro il Piano Paesaggistico?

Nel comprensorio della Valle del Mela esiste realmente un problema sanitario sottovalutato da chi negli anni non si é totalmente interessato allo stato di crisi ambientale del territorio.

Adesso che è in corso il riesame dell’AIA della Raffineria siamo davvero curiosi di vedere quali amministrazioni ed istituzioni si schiereranno dalla parte della cittadinanza e quali invece dalla parte del colosso industriale.

 

Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela

Riesame autorizzazione RAM: una notevole riduzione dell’inquinamento si può e si deve imporre, ma le amministrazioni da che parte stanno?

Cosa riserverà il futuro per l’ambiente del nostro territorio? L’inquinamento (con tutti i relativi rischi per la salute) aumenterà o diminuirà?

A deciderlo sono due procedure attualmente in corso al Ministero dell’Ambiente.

Una è ovviamente la VIA (Valutazione Impatto Ambientale) sull’odiato inceneritore del Mela di A2A, contro cui stiamo lottando da oltre 2 anni.

L’altra riguarda invece la Raffineria, la cui autorizzazione all’esercizio (AIA) è da oltre un anno sottoposta a riesame. In questa procedura si decide in pratica quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni.

Oggi esistono le tecnologie per ridurre drasticamente le emissioni della Raffineria.

Una drastica riduzione delle emissioni dovrebbe essere imposta innanzitutto per esigenze di salute pubblica. Specie dopo che studi dell’Università di Messina hanno rilevato un’incidenza di acromegalia (una patologia endocrina di origine tumorale) piu’ che doppia nel comprensorio del Mela rispetto al resto della Provincia, ipotizzando il probabile ruolo degli idrocarburi aromatici.

Le campagne di monitoraggio ARPA in effetti hanno spesso riscontrato elevate concentrazioni di idrocarburi non metanici nell’aria del comprensorio a seguito delle segnalazioni di odori molesti che spesso si sentono provenire dalla zona industriale, chiarendo anche che provengono verosimilmente proprio dalla Raffineria.

L’applicazione del principio di precauzione richiederebbe dunque l’adozione di tutte le misure possibili per ridurre al minimo le emissioni della Raffineria. Misure che oggi esistono e sono perfettamente applicabili, eppure la loro prescrizione da parte del Ministero non è affatto scontata. Anzi, appare piuttosto improbabile se le altre amministrazioni coinvolte nella procedura (Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, Città Metropolitana, Regione) staranno in silenzio.

Dal canto nostro, le stesse finalità per cui ci battiamo contro il progetto del mega-inceneritore del Mela ci hanno indotto ad intervenire anche nella procedura che coinvolge la Raffineria, inviando, congiuntamente all’associazione ADASC, osservazioni volte a chiedere principalmente:

  • L’adozione di tutte le tecnologie possibili capaci di ridurre le emissioni, con conseguente drastica restrizione dei limiti emissivi;
  • Misure capaci di abbattere e monitorare le emissioni odorigene;
  • La progressiva riduzione della capacità di petrolio da trattare;
  • L’applicazione di quanto previsto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 da poco approvato in merito alla progressiva eliminazione degli impianti;
  • La verifica del rischio di incidente rilevante in riguardo soprattutto ai serbatoi più vicini alle abitazioni.

Insomma una vera e propria rivoluzione, ma soprattutto una rivoluzione possibile.

Un’occasione da non perdere per rendere più vivibile e salubre il nostro territorio. Ma anche per creare occupazione, visto che la prescrizione delle  tecnologie capaci di ridurre al minimo le emissioni richiederebbe forti investimenti da parte della RAM.

Chissà cosa ne pensano al riguardo i sindacati locali, troppo spesso schierati su posizioni “filo-padronali” quando si tratta di grosse industrie.

Chiediamo ai Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, alla Città Metropolitana di Messina ed alla Regione Siciliana di assumere al più presto una posizione ufficiale in merito a tali osservazioni, sia di fronte ai cittadini, che in seno alla procedura in corso.

 

E’ possibile scaricare le osservazioni e la restante documentazione della procedura al seguente link:

http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?id=1057

 

 

Quando i rifiuti diventano affari per pochi a danno della collettività: ecco l’esempio della discarica di Mazzarrà

L’emergenza alla discarica di Mazzarrà è l’ennesimo esempio di ciò che succede quando i rifiuti diventano affare per pochi a danno della collettività: scempio ambientale e pericoli per la salute.

Purtroppo ciò vale sempre, sia che si tratti di discariche che di inceneritori.

Per oltre un decennio una società mista (composta da privati con la partecipazione del comune di Mazzarrà) ha fatto affari colossali depositando in una collina posta a ridosso del centro abitato di Furnari milioni di tonnellate di rifiuti, alcuni provenienti anche dalla Campania, senza una preventiva biostabilizzazione.

Qualche anno fa la magistratura ha disposto la chiusura della discarica, che però non è mai stata messa in sicurezza. Troppo spesso infatti le istituzioni si sono disinteressate dei rischi per la salute dei cittadini del nostro comprensorio.

Come risultato un fiume di liquame tossico, prodotto dai rifiuti non biostabilizzati della discarica, ha raggiunto il sottostante torrente. Come se non bastasse negli ultimi giorni la discarica è andata incontro a fenomeni verosimilmente di autocombustione, tanto che si è sviluppato un vero e proprio incendio di rifiuti.

Tuttò ciò è il prodotto di una gestione dissennata dei rifiuti, che continua a violare la direttiva europea che da quasi dieci anni impone in via prioritaria misure come la prevenzione, la raccolta differenziata ed il riciclaggio.

Una direttiva recepita ma mai applicata dallo Stato italiano, che di fatto continua a dare priorità agli inceneritori, e men che meno dalla Regione Siciliana, che continua a depositare rifiuti nelle discariche senza neanche una preventiva biostabilizzazione.

Non si può infatti non evidenziare le responsabilità dei vari governi regionali per la carenza nell’Isola di impianti atti ad una corretta gestione dei rifiuti (compostaggio, trattamento meccanico, riciclaggio). Carenze a tutto vantaggio dei gestori delle discariche, che non possono di certo essere nascoste o ancor meno risolte con il famigerato Piano dei 6 inceneritori avanzato l’anno scorso dal governo regionale su pressione del Governo Renzi.

Per fortuna sembra che il suddetto Piano sia stato accantonato dopo la nostra diffida, ma sul nostro territorio incombe comunque la minaccia di un’altra società mista, la lombarda A2A, che vorrebbe lucrare stavolta bruciando milioni di tonnellate di rifiuti, che potrebbero provenire da tutta Italia, nella già martoriata valle del Mela.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela esprime solidarietà ai cittadini di Furnari, Mazzarrà S.Andrea e Terme Vigliatore e si unisce alla loro richiesta di IMMEDIATA messa in sicurezza della discarica.

Chiediamo inoltre con forza che la Regione esca finalmente dal suo torpore e si decida a difendere gli interessi e la salute dei siciliani con atti concreti:

  • Dando il via a procedure d’urgenza che possano portare in breve tempo alla realizzazione, anzichè degli odiati inceneritori, di impianti di compostaggio, riciclaggio e selezione meccanica dei rifiuti con recupero di materia;
  • Obbligando i gestori delle discariche a dotarsi immediatamente di impianti di biostabilizzazione;
  • Esautorando i Sindaci che non si adoperano per estendere la raccolta differenziata;
  • Esprimendo finalmente un parere negativo nei confronti del progetto A2A del mega-inceneritore del Mela.          

emergenza discarica mazzarrà

Due proposte concrete del Comitato dei cittadini al Comune di S.Filippo del Mela per bloccare l’inceneritore

Il Commissario di San Filippo del Mela ha convocato per Martedì 8 Agosto un tavolo tecnico aperto alle associazioni al fine di raccogliere proposte in merito alla procedura VIA-AIA che deciderà sulla realizzazione dell’odiato mega-inceneritore del Mela.

La consultazione delle associazioni che da due anni si dedicano anima e corpo alla lotta contro l’inceneritore è da sempre stata una richiesta avanzata dal nostro Comitato agli enti locali coinvolti, specie dopo i “passi falsi” della Conferenza dei servizi AIA.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela non si è mai tirato indietro quando c’è da avanzare proposte concrete.

Anche stavolta il Comitato ha ufficialmente inviato al Comune, in vista della riunione di martedì:

Si tratta di proposte ben argomentate e motivate: adesso spetta al Comune coglierle al più presto.

Ricordiamo che sono passate diverse settimane dal Consiglio comunale del 13 Luglio in cui Commissario e consiglieri sembravano concordi sulla necessità di agire con urgenza contro l’inceneritore, ma finora nulla è stato fatto. Vedremo se questa sarà la volta buona.

Da non dimenticare inoltre che oltre alla Procedura VIA-AIA dell’inceneritore è in corso anche il riesame AIA della Raffineria, in merito al quale il Comitato e l’ADASC produrranno a breve ulteriori osservazioni congiunte integrative rispetto a quelle già inviate lo scorso Dicembre.

Si tratta di richieste volte a ridurre drasticamente l’inquinamento: auspichiamo che il Comune di San Filippo del Mela, che ha un proprio rappresentate nella Commissione AIA, faccia proprie ed appoggi tali richieste.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela auspica la più ampia partecipazione di Comitati ed Associazioni impegnati nella lotta contro l’inceneritore al tavolo tecnico di martedì.