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La RAM fa ricorso e si arrampica sugli specchi pur di non tutelare la salute di cittadini e lavoratori

Dopo il ricorso al TAR contro le prescrizioni espresse dal Sindaco di Milazzo e dal Commissario di San Filippo del Mela, la Raffineria continua ad arrampicarsi sugli specchi pur di non investire per proteggere la salute dei cittadini e di chi ci lavora.

 Le prescrizioni espresse dai Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela  sul rinnovo dell’autorizzazione alla Raffineria, stando a quanto appreso dalla stampa, sono la logica conseguenza delle note criticità sanitarie ed ambientali della Valle del Mela e sono volte a prevenire rischi per la salute.

Più volte abbiamo sollecitato la necessità che i comuni utilizzassero tali prerogative a tutela della salute pubblica nell’ambito della procedura autorizzativa in corso sulla Raffineria (ad esempio ne abbiamo discusso all’ incontro pubblico dello scorso 27 Settembre).
I sindaci sono la massima autorità sanitaria del Comune ed hanno il compito di difendere la salute dei propri cittadini, ma finora nessun Sindaco a Milazzo o San Filippo del Mela aveva mai utilizzato queste prerogative.
Prendiamo atto con piacere che qualcosa sta cambiando ed auspichiamo che si vada fino in fondo.

Questa è anche l’ennesima prova che questo territorio si è finalmente svegliato e non è più disposto a subire. Di questo ne abbiamo avuto la certezza il 28 Gennaio scorso, quando 10 mila cittadini hanno riempito le vie di Milazzo per rigettare l’imposizione di un mega inceneritore in un territorio che negli ultimi 60 anni ha subito scelte industriali scellerate e che adesso vuole cambiare.

 Nella valle del Mela è finalmente tornata la speranza: la speranza di bloccare l’inceneritore, ma anche di ridurre l’inquinamento esistente ed i rischi per la salute. E, considerando anche le previsioni del Piano Paesaggistico, la speranza di uno sviluppo pulito che valorizzi e rispetti le potenzialità del territorio.

 Secondo la Raffineria gli studi che dimostrano i rischi sanitari sarebbero ormai superati. Ciò non corrisponde affatto al vero: gli studi sulla Valle del Mela presenti nella letteratura scientifica internazionale sono tra i più recenti a disposizione e non sono affatto “datati”: alcuni sono stati pubblicati proprio mentre è iniziata la procedura autorizzativa in corso, vale a dire meno di due anni fa.

Si consideri che oggi la Raffineria è autorizzata ad inquinare come nel 2011, anno a cui risale la vigente Autorizzazione oggi oggetto di riesame. Autorizzazione che peraltro non indica nessuna prescrizione sanitaria nonostante le Amministrazioni già all’epoca fossero a conoscenza di alcuni gravi criticità sanitarie.

 La Raffineria non è affatto credibile anche quando parla di prescrizioni “inattuabili”: già da più di un anno abbiamo evidenziato la possibilità di applicare tecnologie capaci di abbattere in maniera drastica le emissioni della Raffineria, ben oltre le raccomandazioni dell’OMS sulla riduzione del 50% rispetto ai limiti di legge.

  La Raffineria propone adesso di redigere «un esaustivo studio dell’impatto sanitario». Ci sta pensando adesso? Le linee guida di ISPRA (il braccio tecnico del Ministero dell’Ambiente) prevedono che la Valutazione dell’impatto sanitario sia uncompito del Gestore, che avrebbe dovuto presentarla contestualmente alla domanda di rinnovo dell’autorizzazione, ovvero nel 2016.

 Adesso quindi di cosa si lamenta la Raffineria? Invece di arrampicarsi sugli specchi inizi a predisporre gli investimenti necessari a garantire la salute dei cittadini e dei lavoratori,  rispettando le prescrizioni individuate dai Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela.

 

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Due quesiti sull’inceneritore per i candidati: si impegnino a non far arrivare alcuna autorizzazione dal Governo (attuale o futuro)

Il progetto dell’inceneritore del Mela è ancora in Consiglio dei Ministri, che molto probabilmente deciderà dopo il 4 Marzo se condividere il parere contrario del MiBACT o il parere favorevole della Commissione VIA, che peraltro contiene vari errori e travisamenti madornali.

C’è anche la possibilità che la decisione passi al successivo governo. In ogni caso, come abbiamo più volte ribadito, l’inceneritore è vietato dal Piano Paesaggistico, quindi un’eventuale autorizzazione sarebbe illegittima.

Nel frattempo si avvicinano le elezioni politiche del 4 Marzo e molti cittadini vogliono capire non solo la posizione dei vari candidati, specie di quelli del territorio, ma anche se questi sono disposti ad impegnarsi concretamente per scongiurare l’autorizzazione dell’inceneritore (o, eventualmente, per ottenere l’annullamento di ogni possibile autorizzazione).

Così abbiamo inviato i seguenti quesiti a vari candidati locali delle principali coalizioni e partiti in campo.

In particolare ai candidati del PD, partito che sostiene l’attuale governo, abbiamo inviato i seguenti quesiti:

1) Si impegna ad avviare un’interlocuzione con l’attuale Governo affinchè capisca che questo progetto non può essere autorizzato, in quanto fortemente osteggiato dalla volontà popolare e vietato dal vigente Piano Paesaggistico?
2) Nel caso in cui la decisione passasse al successivo Governo, si impegna a far si che un eventuale futuro governo da lei sostenuto neghi ogni possibile autorizzazione dell’inceneritore?
 .

Ai candidati degli altri schieramenti abbiamo invece inviato i seguenti quesiti:

1) Se venisse eletto, si impegna a far si che un eventuale futuro governo da lei sostenuto neghi ogni possibile autorizzazione dell’inceneritore?

2) Nel caso in cui l’inceneritore fosse già stato autorizzato, si impegna a far si che un eventuale futuro governo da lei sostenuto annulli ogni possibile autorizzazione dell’inceneritore, in quanto in contrasto con il vigente Piano Paesaggistico, oltre che con la volontà popolare?

 

Ecco la lista dei candidati a cui abbiamo inviato o ci apprestiamo ad inviare i quesiti:

 

Centrodestra

Uninominale: Maria Tindara Gullo e Urania Papatheu

FI:  Antonino Germanà, Elisabetta Formica

Fratelli d’Italia: Carmela Bucalo, Giuseppe Sottile,

Lega per Salvini premier: Carmelo Lo Monte, Marina Trimarchi

 

PD

Pietro Navarra, Giuseppe Laccoto

+ Fabio D’Amore e Natalia Cimino (all’uninominale)

 

Movimento 5 Stelle

Alessio Villarosa, Angela Raffa, Francesco D’Uva, Antonella Papiro

+ Grazia D’Angelo (all’uninominale)

 

Liberi e Uguali

Maria Flavia Timbro

+ Gaetano Tirrito e Francesca Pietropaolo (all’uninominale)

 

I candidati a cui inviare i quesiti sono stati scelti tra i partiti più rappresentantivi e, per quanto riguarda il plurinominale della camera, in base alla posizione nel “listino” (solitamente le prime due posizioni, ad eccezione dei tre partiti più grossi – M5S, FI e PD – per i quali abbiamo fatto riferimento a tutti i candidati del listino).

Non abbiamo inviato i quesiti ai candidati che non provengono dal territorio e/o che sono candidati anche in altre parti d’italia.

Non abbiamo ritenuto opportuno estendere i quesiti anche ai candidati del plurinominale del Senato, in quanto in quel caso il collegio ha una dimensione troppo vasta (l’intera sicilia orientale) e sono pochi i candidati effettiva espressione del territorio.

I candidati dovranno rispondere entro martedì 27 Febbraio e successivamente verranno rese pubbliche le risposte (o le mancate risposte) dei vari candidati interpellati.

 

 

Raffineria: le speranze dei cittadini per una drastica riduzione dell’inquinamento vicine a concretizzarsi

La speranza aleggia nella Valle del Mela: la speranza di stoppare non solo l’inceneritore, ma anche di ridurre seriamente l’inquinamento esistente ed i rischi per la salute.

Lo diciamo da tempo: è possibile imporre una drastica riduzione dell’inquinamento  alla Raffineria, che rappresenta oggi l’industria di maggior impatto nella Valle del Mela, se i Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela indicano prescrizioni restrittive a tutela della salute pubblica all’interno della procedura autorizzativa in corso (riesame dell’AIA).

Si tratta di una prerogativa che la legge conferisce ai Sindaci, in qualità di massima autorità sanitaria locale,  ma che in precedenza non era mai stata messa in pratica, come si evince dai precedenti decreti di AIA.

Diamo atto che per la prima volta da 60 anni a questo parte tale prerogativa è stata utilizzata sia dal Sindaco della Città di Milazzo Giovanni Formica che dal Commissario straordinario del Comune di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo, che hanno espresso specifiche prescrizioni sulla Raffineria.

Non conosciamo ancora tutti i dettagli, ma, stando a quanto riportato dalla stampa, tra le prescrizioni c’è anche la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di applicare una riduzione del 50% sui limiti di legge per le industrie della Valle del Mela: raccomandazione che finora era rimasta disattesa.

In ogni caso tali prescrizioni rappresentano il segno chiaro e tangibile che finalmente la salute dei cittadini è stata messa al primo posto rispetto ai mega-profitti industriali.

La Raffineria non l’ha presa affatto bene e, ancora prima che la procedura si concluda, ha fatto ricorso contro le prescrizioni sanitarie dei due comuni: ma come, alla RAM non interessa nulla della salute non solo dei cittadini, ma anche dei propri dipendenti?

Non solo, la Raffineria si è riservata di chiedere il risarcimento dei danni ai due comuni. Certo che ci vuole una bella faccia tosta, semmai dovrebbero essere i cittadini a chiedere un mega-risarcimento alla Raffineria per tutto quello che hanno dovuto subire in 60 anni, senza che mai nessuno si ponesse il problema di tutelare la loro salute!

Per non parlare delle frequenti “puzze chimiche” che il territorio deve subire: solo la settimana scorsa gli studenti dell’Istituto d’arte di Milazzo hanno dovuto interrompere le lezioni a causa di tali “odori molesti”, che hanno anche causato diversi malori.

Ricordiamo che varie campagne di monitoraggio condotte dall’ARPA hanno chiarito che gli odori molesti che frequentemente ammorbano il territorio sono riconducibili ad idrocarburi provenienti dai cicli produttivi della Raffineria.

La Raffineria si chiede come mai i due Comuni si siano finalmente “svegliati”, mentre le precedenti amministrazioni comunali non avevano mai fatto nulla del genere. E’ quello che ci chiediamo anche noi: è gravissimo che i precedenti Sindaci non abbiano mai espresso alcuna prescrizione per tutelare la salute dei propri concittadini, sebbene fosse previsto dalla legge. Forse era a questo che servivano le varie “sponsorizzazioni”?

Le industrie se ne facciano una ragione: il territorio è ormai saturo dopo 60 anni di industrializzazione selvaggia, che ha creato pesanti ricadute negative sanitarie, ambientali ed economiche.

Per loro è finito il tempo di pensare solo al profitto, che va spesso a discapito della salute dei cittadini: adesso inizino seriamente ad investire per ridurre le emissioni più pericolose. Questo non solo avrebbe l’effetto di tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori, ma anche di creare un importante impatto positivo sull’economia, incrementando l’occupazione: la soluzione perfetta per il nostro territorio.

 La grave crisi sanitaria si evince dalla mole di studi scientifici, spesso recenti, pubblicati sulle piú autorevoli riviste scientifiche internazionali. Con quale barbaro coraggio si cerca di mistificare la realtà sanitaria e sminuire le evidenze scientifiche? Con quale barbaro coraggio si insinua che tali studi non siano aggiornati? Gli ultimi studi sulle criticità sanitarie della Valle del Mela risalgono al 2016: la RAM è a conoscenza di studi che dimostrano che nel 2017 o 2018 si sia tutto risolto? Ovviamente no, anche perché i vigenti regimi autorizzativi della Raffineria sono gli stessi dal 2011 e verranno aggiornati proprio con la procedura in corso. In ogni caso è la Raffineria che ha rinnovato la domanda di autorizzazione: spettava a lei dimostrare che le sue attività non mettono a rischio la salute dei cittadini, ma non lo ha fatto!

 Anche i dati della qualità dell’aria sono preoccupanti: basti pensare alle elevate concentrazioni di idrocarburi non metanici ed ozono, o ai frequenti picchi del benzene. Non di rado anche l’anidride solforosa supera spesso i livelli di allarme o preallarme.

Si tratta di criticità evidenziate nonostante la grave carenza del monitoraggio pubblico: non è accettabile che un’area ad elevato rischio conti solo due centraline pubbliche e che tali centraline monitorizzino soltanto alcuni inquinanti. Chissà quanto altro si potrebbe scoprire se il monitoraggio fosse più efficiente!

 E’ ridicolo che il Gestore faccia spesso riferimento ai valori registrati dalle centraline di proprietà delle industrie: il controllore e il controllato non possono coincidere! Peraltro è anche emerso che una centralina della RAM sottostimava i dati.

Ovviamente apprezziamo il percorso intrapreso dalle attuali Amministrazioni Comunali e le invitiamo ad andare avanti: su questo avranno senz’altro il sostegno della cittadinanza.

Cittadina contro l’inceneritore riesce a consegnare due lettere nelle mani del Premier Gentiloni

Nella giornata di ieri il Premier Gentiloni è stato in visita a Messina per presenziare ad un evento al Teatro Vittorio Emanuele.

Mentre i Sindaci della Valle del Mela si incontravano con Gabriele De Giorgio, consigliere politico del Premier, per ribadire ancora una volta il NO all’inceneritore, Tania Mendolia,  una cittadina iscritta al nostro Comitato, è riuscita ad avvicinare il Premier ed a consegnargli direttamente una sua lettera, insieme a quella dell’amica Elena Caragliano (anch’essa nostra associata), ricevendo in cambio un gentile sorriso.

Tania ha reso noto sul suo profilo Facebook di aver scritto la lettera al Premier per chiedergli di negare l’autorizzazione dell’inceneritore del Mela.

“Gli abbiamo scritto che non possiamo credere che il governo vorrà autorizzare questo eco-mostro contro la volontà popolare e contro la legge”, ha reso noto.

tania Gentiloni
Il momento della consegna delle lettere

Ricordiamo che la volontà popolare si è più volte espressa contro l’inceneritore di A2A, da ultimo con la grande manifestazione del 28 Gennaio scorso, la più imponente mai vista sul territorio.

Ma esistono anche dei motivi legali che non permettono di autorizzare l’inceneritore, in quanto vietato dal Piano Paesaggistico. Spesso si dimentica che le previsioni dei Piani Paesaggistici sono inderogabili per legge, ma una cosa del genere non può affatto essere ignorata dal governo.

Un plauso quindi alla garbata intraprendenza di Tania e anche ai Sindaci che, ulteriormente motivati dalla grande partecipazione popolare alla manifestazione del 28 Gennaio, si stanno effettivamente dando da fare per bloccare l’inceneritore.

Lo stesso purtroppo non si può dire del Presidente della Regione e di molti deputati regionali, che dopo il 28 Gennaio sembrano aver smesso di preoccuparsi dell’inceneritore.

Da stigmatizzare soprattutto il fatto che il Presidente Musumeci non abbia ancora accettato la richiesta dei Sindaci della Valle del Mela di essere ricevuti.

 

PS: E’ auspicabile che siano in molti i cittadini della Valle del Mela a scrivere al Premier e agli altri Ministri, almeno via email. Prossimamente pubblicheremo una bozza di lettera che potrebbe essere utilizzata come modello e gli indirizzi a cui inviare l’email.

Il Soprintendente Micali interviene contro il parere negativo del MiBACT sull’inceneritore e (tenetevi forte) annuncia l’imminenza di un proprio parere (favorevole?)

A distanza di un anno esatto della famosa nota con cui ha tentato, per fortuna senza riuscirci, di annullare il parere negativo contro l’inceneritore rilasciato dal suo predecessore, il soprintendente di Messina Orazio Micali ci riprova con un’altra nota i cui contenuti appaiono ancora più deliranti.

micali meglio
Orazio Micali

Stavolta il bersaglio è il parere negativo espresso dal Ministero dei Beni Culturali già nel dicembre 2015 e confermato ultimamente nel parere dello scorso 11 Gennaio.

“E’ incompetente” e ha espresso “posizioni illegittime”: queste sono state le esternazioni poco edificanti del Soprintendente Micali nei confronti del Ministero dei Beni Culturali (MiBACT), manifestate nel corso dell’incontro del 13 dicembre scorso. Ma Micali quelle esternazioni le ha tradotte in una nota messa nero su bianco il 18 Gennaio scorso, pubblicata sul portale del Ministero dell’Ambiente da pochi giorni.

Per annullare il parere negativo sull’inceneritore, la nota di Micali tenta di delegittimare il MiBACT affermando che solo la Soprintendenza avrebbe competenza ad esprimere un parere di merito sul progetto dell’inceneritore e non il MiBACT. Una tesi smentita sia dal Codice dell’Ambiente, che da quello dei Beni Culturali, che conferiscono al MiBACT il compito di esprimere un parere di propria competenza nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale.

Tra l’altro è paradossale che proprio Micali, che non ha dato alcun esito alla richiesta del MiBACT di rivalutare il progetto dell’inceneritore, lanci simili critiche.

Peraltro la recente nota di Micali si spinge ben oltre gli ambiti di competenza della Soprintendenza: chiede infatti al Ministero dell’Ambiente di non tenere conto del parere del MiBACT, in quanto a suo dire sarebbe da annullare.

Per di più, quasi fosse una sentenza del TAR, la nota asserisce che il primo parere negativo emesso dal MiBACT nel dicembre 2015 non sarebbe più valido, in quanto nel frattempo il Piano paesaggistico è stato approvato: una tesi paradossale perché proprio l’approvazione del Piano paesaggistico semmai rafforza le motivazioni del parere negativo.

Insomma un intervento preoccupante e singolare, a cui al momento i Ministeri competenti non sembrano aver dato alcun seguito: il parere negativo del MiBACT è stato infatti regolarmente trasmesso al Consiglio dei Ministri insieme al parere positivo del Ministero dell’Ambiente. Il Consiglio dei Ministri dovrà adesso scegliere quale dei due pareri condividere.

Ma l’aspetto più preoccupante della nota di Micali è la parte finale, in cui annuncia l’imminenza di un proprio parere (favorevole?) sull’inceneritore, “non appena avrà ricevuto le necessarie attestazioni … in ordine al rispetto dell’assenza di incremento della potenza energetica già autorizzata per la Centrale”

Tale espressione sembrerebbe preannunciare addirittura un parere favorevole, in quanto l’inceneritore non fa di certo incrementare la potenza energetica della Centrale: a tal riguardo non è neanche necessaria un’attestazione specifica, basta semplicemente leggere il progetto.

Ma cosa c’entra la potenza energetica con le valutazioni paesaggistiche?

E soprattutto, come si può dare parere positivo su un impianto chiaramente vietato dal Piano Paesaggistico che Micali ha il compito, che gli piaccia o no, di applicare?

Ci chiediamo, infine, quanti altri atti “singolari” Micali dovrà compiere sull’inceneritore del Mela perchè l’Assessorato regionale dei beni culturali si decida a rimuoverlo dall’incarico.

Giornata storica: in 10 mila abbiamo riempito le strade di Milazzo. Adesso scongiurare l’inceneritore con atti concreti

Una splendida giornata, piena di partecipazione come mai si era vista a Milazzo e nella Valle del Mela. E’ il segno che questo territorio si è svegliato e comincia a farsi valere,  che questa altre battaglie analoghe si possono vincere, che la politica e le istituzioni devono stare attente, perchè ci avranno sempre col fiato sul collo affinchè intraprendano finalmente gli atti concreti che abbiamo chiesto.

ora bastaE’ ormai chiaro che un futuro diverso per questo territorio, che abbandoni definitivamente lo sviluppo dell’industria pesante per guardare al turismo, alla pesca, all’agricoltura di qualità e ad attività produttive sostenibili ed ecocompatibili.

In un territorio come il nostro, dove sono già presenti gravi rischi sanitari potenzialmente legati all’industria, l’inquinamento deve essere ridotto e bisogna avviare le bonifiche che aspettiamo dal 2006, anno in cui è stato istituito il Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche. In nessun caso è accettabile l’introduzione di altre pericolose sostanze inquinanti come le diossine.

Adesso la lotta continua, urge un incontro dei Sindaci con Gentiloni, per fargli capire da che parte sta la volontà popolare e i vari motivi per cui questo eco-mostro, che qui nessuno vuole, non può e non deve essere autorizzato. Non si escludono ovviamente azioni di protesta davanti Palazzo Chigi.

Dal Presidente della Regione pretendiamo che faccia propria questa battaglia.

Dobbiamo sincerarci anche che un’eventuale richiesta di concessione edilizia venga respinta dal competente ufficio del Comune di S.Filippo del Mela, in quanto l’inceneritore è chiaramente vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9.

Dobbiamo pretendere che il Piano Paesaggistico venga difeso dai numerosi ricorsi e che venga al più presto applicato e recepito nei vari Piani regolatori, in primo luogo dall’IRSAP (l’ente regionale che gestisce le aree industriali).

Senza dimenticare ovviamente le bonifiche di cui la Valle del Mela ha bisogno e che aspettiamo da anni.

Un grazie particolare alle delegazioni provenienti da ogni parte della Sicilia e anche d’Italia (come le Mamme No Inceneritore di Firenze).

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Il no all’inceneritore al centro della politica regionale: importante massiccia partecipazione alla manifestazione di Domenica

In una recente seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana il Presidente Musumeci ha affermato che l’inceneritore del Mela non può essere realizzato, in quanto vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 [1].musu Più che una posizione politica, tale affermazione denota una mera “presa d’atto”.

La manifestazione indetta per questa domenica ha già comunque ottenuto il risultato di mettere l’inceneritore al centro dell’attenzione politica regionale. Siamo quindi sulla strada giusta ed è importante una massiccia partecipazione popolare alla manifestazione.

In condizioni “normali” la dichiarazione di Musumeci potrebbe apparire scontata ed invece risulta quasi rivoluzionaria rispetto ad esempio alla posizione del Soprintendente di Messina Orazio Micali, che non ha mai voluto emettere un parere negativo sull’inceneritore, sebbene obbligato ad applicare il Piano Paesaggistico. O alla posizione della Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente, che non ha voluto riconoscere l’incompatibilità dell’inceneritore con il Piano Paesaggistico, appellandosi ad assurde motivazioni scopiazzate da A2A.

Ma la dichiarazione di Musumeci getta luce anche su un concetto di primaria importanza: allo stato attuale neanche il governo potrebbe imporre la realizzazione dell’inceneritore. Infatti, se il governo concedesse l’autorizzazione ambientale (che noi ovviamente impugneremmo), A2A dovrebbe comunque chiedere la concessione edilizia al competente ufficio del Comune di San Filippo del Mela. E quest’ultimo non la potrebbe rilasciare, a meno di commettere un illecito, proprio perché il progetto di A2A è vietato dal Piano Paesaggistico, che prevale sul PRG comunale.

In ogni caso non possiamo dormire sugli allori, anche perché ci sono una trentina di ricorsi pendenti sul Piano Paesaggistico. Per questo è importante manifestare domenica per scongiurare l’autorizzazione ambientale del governo, chiedendo anche a Musumeci  di intraprendere una battaglia politica su questo punto.

Partecipiamo quindi a questa giornata storica, da cui può difendere il futuro del nostro territorio: l’appuntamento è per le ore 15 in Piazza San Papino a Milazzo.

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Note:

[1] http://www.facebook.com/PrimailTerritorio/videos/313685649124629

Inceneritore: esponenti locali dei partiti di Governo straccino la tessera partito in caso di autorizzazione

Ormai è ufficiale: l’inceneritore del Mela è sul tavolo del Presidente del Consiglio, che potrebbe quindi sottoporre la questione alla prima riunione del Consiglio dei Ministri. Dopo le improvvise accelerazioni degli ultimi mesi (ed al parere un po’ raffazzonato della Commissione Tecnica VIA) non ci vuole molto a capire che ci sia la volontà politica del governo di chiudere la questione entro la fine del suo mandato.

La battaglia contro l’inceneritore del Mela non ha colori politici, ma il governo che con ogni probabilità si appresta a concedergli l’autorizzazione ambientale si.

E’ chiaro che, nel caso in cui dal governo arrivasse il via libera al mega-inceneritore, i partiti che lo sostengono verrebbero penalizzati alle prossime elezioni almeno a livello locale.

Eppure si moltiplicano le prese di posizione contro l’inceneritore di esponenti locali dei partiti di governo, a cominciare dal PD.

E’ nota ad esempio la posizione in tal senso del Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto, che proprio nelle liste del PD è stato candidato alle recenti elezioni regionali e che è considerato vicino agli esponenti più “renziani” del partito.

Recentemente anche il circolo milazzese del PD ha annunciato la propria partecipazione alla Manifestazione contro l’inceneritore, che si terrà questa Domenica (inizio alle 15 da P.zza San Papino a Milazzo) [1].

Noi apprezziamo sempre le prese di posizione degli esponenti politici di qualsivoglia schieramento contro l’inceneritore del Mela, a patto però che si traducano in impegni e fatti concreti.

Impegni e fatti che in questo caso devono essere tesi a scongiurare l’autorizzazione del governo e che quindi proprio dagli esponenti locali dei partiti di governo si pretendono maggiormente. Anche perché, tra i vari politici locali, sono quelli che maggiormente verrebbero penalizzati da un’eventuale autorizzazione governativa alle prossime elezioni politiche.

Pertanto invitiamo tutti gli esponenti locali dei PD e degli altri partiti di governo che vogliono scongiurare l’inceneritore a minacciare di stracciare la tessera di partito nel caso in cui il governo Gentiloni conceda l’autorizzazione ambientale all’inceneritore del Mela e/o a intraprendere ogni altra possibile iniziativa utile a scongiurarla.

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Note:

[1] http://www.oggimilazzo.it/2018/01/23/inceneritore-a-san-filippo-del-mela-il-progetto-sul-tavolo-della-presidenza-del-consiglio-dei-ministri/

Inceneritore: resi pubblici gli opposti pareri ministeriali. Adesso tutti a manifestare Domenica 28 per scongiurare l’autorizzazione del Governo

Ci siamo. L’iter autorizzativo del mega-inceneritore di A2A che minaccia la Valle del Mela e dintorni giunge al round finale, con un parere positivo del Ministero dell’inquinamento (cha alcuni si ostinano ancora a chiamare “Ministero dell’Ambiente”) ed il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali.

Adesso la palla è passata al Consiglio dei Ministri, che potrebbe anche chiedere un pronunciamento da parte della Regione [1].

La Manifestazione NO inceneritore, che si terrà questa Domenica alle 15, con partenza da Piazza San Papino a Milazzo, a questo punto diventa più importante che mai: è necessario che cittadini, politici e amministratori facciano pressione su Regione e Governo per scongiurare l’autorizzazione.

La manifestazione serve per chiarire definitivamente a tutti gli attori politici e istituzionali da che parte sta la volontà popolare. Serve anche per pretendere e stimolare un intervento proficuo da parte della politica e delle amministrazioni locali nei confronti del Governo centrale e della Regione. Senza escludere ovviamente azioni eclatanti del movimento contro l’inceneritore anche a Roma.

Entrando nel merito dei pareri ministeriali, da pochi giorni è stato reso pubblico il parere del “Ministero dell’Ambiente”, o meglio della Commissione Tecnica di Valutazione Ambientale (CTVIA). Eppure è datato 13 Ottobre 2017: come mai ci hanno messo più di 3 mesi a pubblicarlo? E come mai in questi 3 mesi ci hanno sempre negato il diritto di accesso a tale parere, come se fosse un segreto di stato? Circa 10 giorni fa hanno negato l’accesso addirittura al Comune di San Filippo del Mela: nella risposta il MATTM ha dichiarato di ritenere “ragionevole” differire l’accesso agli atti di 90 giorni. Dopo una settimana invece hanno deciso di pubblicare il parere online: come mai questo improvviso cambio di programma?

Abbiamo chiamato la responsabile del procedimento al Ministero dell’Ambiente per avere lumi in merito, ricevendo una risposta un po’ imbarazzata, o meglio una non-risposta: “abbiamo deciso di pubblicarlo adesso”.

E’ possibile fare un’ipotesi: forse dopo la nostra richiesta di revisione del parere (inviata nel mese di Novembre sulla base delle carenze, dal punto di vista legale, del progetto di A2A) erano indecisi se aggiustare o meno certi “errori” di valutazione? E quando hanno capito che aggiustando certi “errori” il parere sarebbe dovuto diventare negativo hanno deciso di lasciarlo così com’è e di renderlo finalmente pubblico?

Sta di fatto che leggendo il parere della CTVIA si ha quasi l’impressione che sia stato scritto da A2A: infatti gran parte del parere si limita a riproporre gli stessi contenuti (addirittura le stesse frasi e gli stessi periodi!) dello Studio di Impatto Ambientale presentato da A2A. Invece non sono state prese in considerazione le argomentazioni di centinaia e centinaia di pagine di osservazioni e pareri contrari al progetto, come se all’improvviso, magari per disposizioni dall’alto, bisognasse formulare un parere positivo in quattro e quattr’otto.

Quel che è certo è che l’assenza del parere della Regione (un parere peraltro più volte promesso da Crocetta e Croce) ha giocato un ruolo importante, in quanto nel parere della CTVIA tale assenza viene sottolineata.

Recentemente è arrivata anche l’ennesima conferma del parere negativo del Ministero dei Beni Culturali (MiBACT). Nonostante quest’ultimo lo avesse già più volte espresso e ribadito, nel mese di Ottobre il Ministero dell’Ambiente ha chiesto al MiBACT di riconsiderare nuovamente il proprio parere, forse sperando che potesse cambiare, magari grazie ad un intervento “miracoloso” del Soprintendente di Messina Orazio Micali, la cui posizione favorevole all’inceneritore di A2A è da tempo ai più abbastanza evidente.

Ma il Piano Paesaggistico approvato ormai da un anno vieta chiaramente la realizzazione dell’inceneritore in quell’area. E’ così difficile negare tale evidenza che stavolta il Soprintendente non ha potuto fare di “meglio” (o di peggio dal nostro punto di vista) che astenersi dall’esprimere ogni parere o comunicazione. Probabilmente in questa “astensione” avrà giocato un ruolo anche il clamore suscitato dalla protesta di fronte alla Soprintendenza del 13 Dicembre, nonchè la consapevolezza delle azioni legali a cui sarebbe andato incontro (noi stessi l’abbiamo avvertito senza troppi giri di parole) se avesse rilasciato un parere in plateale contrasto con il vigente Piano Paesaggistico.

Adesso Micali non si lamenti più di essere stato “scavalcato” dal MiBACT, che ha riconfermato il proprio parere negativo in assenza di un nuovo parere della Soprintendenza: non poteva mica aspettare all’infinito.

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Note:

[1] L’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90 vigente al momento dell’avvio della procedura (e che quindi si applica alla procedura in corso) prevede che, “ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale (come in questo caso, che il MiBACT ha espresso parere negativo, NdR), . . .  la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che ha natura di atto di alta amministrazione. Il Consiglio dei Ministri si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate”.

Anche il comma 5 dello stesso articolo demanda la decisione al Consiglio dei Ministri in casi analoghi al “nostro”.

La Regione non “scivoli” sull’inceneritore del Mela: il 28 Gennaio manifesteremo per pretendere azioni concrete

Nel corso del consiglio comunale aperto di lunedi sera a Barcellona, l’On. Pino Galluzzo è intervenuto sul tema dell’inceneritore del Mela.

Secondo Galluzzo la Regione non avrebbe più voce in capitolo, in quanto tutto sarà deciso a Roma.

In realtà è vero che la procedura in corso (ovvero la V.I.A.) è nazionale, ma la Regione non si è ancora espressa sebbene sia tenuta a farlo.

Più volte abbiamo denunciato l’assenza del parere da parte di Croce e Crocetta. Adesso Galluzzo sembra mettere le “mani avanti” sulla possibilità che Musumeci faccia altrettanto, “lavandosi le mani” sull’inceneritore del Mela.

La manifestazione contro l’inceneritore che si terrà Domenica 28 a Milazzo (partenza da P.zza San Papino alle 15) serve anche a richiamare la Regione e la politica alle proprie responsabilità: è inaccettabile che i cittadini, i comitati e le associazioni vengano lasciati soli in questa battaglia.

Musumeci farebbe bene a chiarire al più presto la sua posizione sull’inceneritore del Mela e ad emettere un parere negativo, anche perché è molto probabile che venga presto convocato in Conferenza Stato-Regioni proprio per esprimersi in merito a questo progetto [1].

Senza un parere negativo della Regione il Governo potrà più facilmente decretare la “compatibilità ambientale” dell’inceneritore. Inoltre, in quest’ultimo caso, secondo noi la Regione dovrebbe ricorrere al TAR al fianco dei comitati e delle amministrazioni contro l’inceneritore.

Sono quindi molteplici le cose che la giunta Musumeci potrebbe fare se volesse difendere i cittadini della Valle del Mela da questo scellerato progetto della lombarda A2A. Un’opera che servirebbe solo a fare profitti sulla pelle dei cittadini, senza risolvere il problema dei rifiuti della Sicilia, ma anzi aggravandolo. Infatti l’inceneritore produrrebbe circa 150 mila tonnellate l’anno di ceneri tossiche da smaltire nelle discariche della regione, già al collasso, a fronte dell’ incenerimento di 510 mila tonnellate l’anno di CSS proveniente da tutta italia (e che in Sicilia non esiste).

Insomma, una cosa sarebbe una Regione al fianco dei cittadini in questa battaglia, una cosa è una Regione che continua a lavarsi le mani come ha sempre fatto.

Con la manifestazione di Domenica 28 Gennaio i cittadini pretenderanno impegni concreti anche dalla deputazione locale: convincano Musumeci a battersi contro l’inceneritore del Mela e a far sentire al governo la propria ferma contrarietà.

Galluzzo è intervenuto pure sul tema del Piano regionale dei rifiuti, che secondo lui sarebbe assente. In realtà il Piano c’è ed è stato approvato già nel 2012, sebbene mai applicato.

La sua applicazione avrebbe permesso già da tempo di risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia. Adesso lo vogliono rifare (perdendo altro tempo) solamente perchè questo Piano non è compatibile con i dettami del governo che vuole imporre gli inceneritori in Sicilia per una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue.

Per imporre una cosa del genere le previsioni di riciclaggio dell’attuale Piano rifiuti dovranno essere riviste al ribasso: insomma, invece di andare avanti si vuole tornare indietro, solo per far comodo a chi fa profitti con gli inceneritori.

 

Aggiornamento:  è stata depositata questa mattina la mozione parlamentare a firma dei deputati regionali del gruppo di Fratelli d’Italia che chiede al governo regionale di esprimere una posizione chiara sull’ inceneritore del Mela [2].

 

Note:

[1] L’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90 vigente al momento dell’avvio della procedura (e che quindi si applica alla procedura in corso) prevede che, “ove venga espresso motivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale (come in questo caso, che il MiBACT ha espresso parere negativo, NdR), . . .  la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall’amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che ha natura di atto di alta amministrazione. Il Consiglio dei Ministri si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate”.

[2] http://www.siciliaoggi.com/2018/01/17/inceneritore-del-mela-presentata-mozione-di-fratelli-ditalia-catalfamo-occorre-il-parere-della-regione/