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L’inceneritore NON e’ autorizzabile: il Ministero dell’Ambiente annulli i pareri positivi delle Commissioni VIA e AIA

Di recente abbiamo diffuso la notizia del parere positivo all’inceneritore del Mela da parte della “Commissione Tecnica VIA”. Si tratta di un atto grave che di norma rappresenta la premessa di una vera e propria autorizzazione.

 Pur non essendo ancora entrati in possesso di tale parere, è chiaro che ci sono molte cose che non quadrano: come ha fatto la Commissione VIA ad emettere un parere positivo su un impianto espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico? Come ha fatto a valutare positivamente uno Studio di Impatto Ambientale che, come da ultimo evidenziato anche nel parere del Comune di San Filippo del Mela, non è del tutto conforme alle norme vigenti in materia e presenta le stesse carenze che hanno portato, solo pochi mesi fa, a bocciare un altro progetto targato A2A per la Centrale di Brindisi?

Abbiamo quindi inviato una nota ben argomentata per chiedere alla competente Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente di disporre la revisione di tale parere.

Nella nota si chiede inoltre la revisione del “PIC”, cioè il parere positivo della Commissione AIA,  la cui approvazione nel mese di Giugno aveva destato da parte nostra e della cittadinanza una dura reazione. Anche la richiesta di revisione del PIC è motivata da ragioni legali, non essendo il PIC conforme alle previsioni del Piano regionale dei rifiuti di cui avrebbe dovuto tener conto. Per le stesse ragioni il Comune di San Filippo del Mela la settimana scorsa ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza di annullamento del PIC, da noi richiesta già in occasione dell’infuocato consiglio comunale del 13 Luglio.

L’annullamento e/o revisione dei pareri delle Commissioni VIA e AIA riaprirebbe di fatto l’istruttoria tecnica sull’inceneritore.

La nota, firmata da diverse associazioni (Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, TSC, Italia Nostra – Milazzo, Comitato NO CSS Inceneritore Valle del Mela, Cittadini luciesi per la vita, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Comitato No inceneritore del Mela, Associazione ARCI Cohiba, Associazione ARCI Centopassi Torregrotta, Zero Waste Milazzo), segue un’altra già inviata la settimana scorsa, in cui abbiamo diffidato i Ministeri competenti e la Soprintendenza di Messina dall’emanare atti in contrasto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che vieta espressamente la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti nella zona dove dovrebbe sorgere l’inceneritore di A2A.

Ribadiamo, quand’anche ce ne fosse bisogno, la nostra chiara determinazione nel seguire tutte le possibili strade per bloccare questo pericoloso ecomostro, senza escludere atti eclatanti supportati dalla mobilitazione popolare.

Il nostro impegno non viene minimamente scalfito né distratto da chi ultimamente sta cercando invano di confondere le acque e di creare divisione tra chi si oppone all’inceneritore. Da un certo punto di vista è comprensibile che, essendo la nostra attività e le nostre valutazioni rivolte non solo alle parole, ma soprattutto ai fatti concreti, spesso risultiamo indigesti a qualche politicante o aspirante tale. Così dobbiamo “mettere in conto” anche gli attacchi deliranti che non solo riportano notizie false e tendenziose, ma giungono in un momento critico, che richiederebbe il massimo sostegno alla lotta contro l’inceneritore da parte di chi si dice (a parole) contrario alla sua realizzazione.

Comunque per noi cambia poco: non sarà certo qualche post sgrammaticato  ad impedirci di andare avanti fino in fondo nella lotta in cui siamo impegnati con dedizione da più di due anni, nell’interesse di tutti i cittadini che vivono in questo martoriato territorio.

Siamo però consapevoli che questa battaglia si può vincere se tutti i soggetti coinvolti fanno la loro parte. Alle varie amministrazioni del territorio chiediamo ancora una volta di intervenire urgentemente nei 5 ricorsi al TAR Catania contro il Piano Paesaggistico, che minacciano di spianare la strada all’inceneritore.

Nella malaugurata ipotesi il governo nazionale dovesse, alla fine, scegliere la strada dell’illegalità pur di autorizzare l’inceneritore, la vittoria finale con ogni probabilità dipenderà proprio dallo stato di salute del Piano Paesaggistico, che da solo sarebbe sufficiente ad annullare in via giudiziaria ogni autorizzazione dell’inceneritore.

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Parere contrario del Comune di S. Filippo del Mela sull’inceneritore: adesso proseguire azioni per bloccare l’ecomostro

Il Commissario Straordinario di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo ha inviato al Ministero dell’Ambiente ed agli altri enti competenti un corposo e ben motivato parere negativo del Comune in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore del Mela.

Il Comune ha inoltre inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza per chiedere l’annullamento in autotutela del cosiddetto “PIC”, il parere AIA pro-inceneritore la cui approvazione nel mese di Giugno era stata da noi fortemente contestata.

 Si tratta di importanti atti a cui rivendichiamo di aver dato un contributo decisivo, insieme agli esperti del Comune dr. Pasquale Andaloro, focal point dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicato dalle nostre Associazioni, Eugenio Cottone ed Enzo Colavecchio.

 Atti che noi abbiamo proposto già dai primi di Agosto, ma su cui purtroppo hanno pesato varie dinamiche e lentezze che hanno fatto oltremodo allungare i tempi. Tuttavia è bene sottolineare che ciò che è stato fatto in 3 mesi non è stato svolto in 2 anni con la precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Aliprandi.

Non possiamo condividere la posizione espressa dalla maggioranza del Consiglio Comunale di San Filippo del Mela nella seduta di mercoledì scorso, quando molti consiglieri hanno abbandonato l’aula, lasciando intendere che per loro questo parere sia ormai inutile.

In realtà il parere e l’istanza di annullamento del PIC non sono affatto inutili perchè la procedura non può ancora considerarsi conclusa.

E’ vero che la Commissione Tecnica VIA ha già espresso un parere favorevole, ma con ogni probabilità si tratta di un parere che non tiene conto del divieto alla realizzazione dell’inceneritore previsto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e che quindi deve essere rivisto.

Anche il PIC non è conforme al Piano regionale dei rifiuti e quindi andrebbe rivisto. Al riguardo stiamo preparando una diffida e se è il caso ricorreremo a tutte le possibili azioni, legali e non, per ottenere il rispetto delle norme e per impedire la realizzazione di questo sciagurato progetto tanto avversato dai cittadini, che comporterebbe altri veleni per il nostro già martoriato territorio.

Apprezziamo che il Comune di San Filippo del Mela si sia finalmente aperto alla collaborazione con le associazioni più attive nella lotta contro l’inceneritore, cosa che non si era mai verificata con la precedente amministrazione comunale. Auspichiamo che questa collaborazione possa continuare nell’interesse dei cittadini, visto che adesso la lotta per bloccare questo eco-mostro richiede un sempre maggiore sforzo da parte di tutti gli interessati: comitati, associazioni, cittadini e amministrazioni.

Auspichiamo anche che il nuovo governo regionale, dopo la dichiarazione del neo presidente Nello Musumeci sul No a questo inceneritore, non faccia come il suo predecessore ed assuma atti concreti utili a bloccare la realizzazione dell’impianto.

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

A.D.A.S.C. – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

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Uno dei più importanti alleati dell’inceneritore: la scarsa obiettività dell’informazione

Finalmente è finita. Tonnellate e tonnellate di volantini e manifesti hanno insozzato per settimane e settimane (e ancora insozzano) le nostre strade e le nostre città. Centinaia e centinaia di candidati a caccia di voti in una dozzina di partiti. La macchina del clientelismo e del voto di scambio operativa come sempre in questi casi. Facebook intasato dalla propaganda elettorale. Dibattiti televisivi ed un rincorrersi di comizi e tour elettorali.

Questa in sintesi la serrata campagna elettorale che ha portato domenica al voto il 46% degli aventi diritto in Sicilia.

Eppure non abbiamo visto nessun giornale titolare “Elezioni flop” com’è stato fatto invece all’indomani del Referendum sull’inceneritore nella Valle del Mela del 31 Gennaio 2016.

Ma che c’entra, dirà qualcuno, le due cose non si possono paragonare. Certo che non si possono paragonare, perchè all’epoca non vi fu nessun dibattito televisivo, nessuna visibilità mediatica, ma solo una campagna referendaria di poche settimane in pieno inverno affidata al porta a porta di semplici cittadini, con mezzi e possibilità economiche sicuramente non comparabili con la poderosa macchina elettorale della dozzina di partiti che ieri partecipavano alla competizione elettorale.

Eppure il risultato fu chiarissimo: un plebiscito di NO (complessivamente al 98%), con un’affluenza ben al di là delle nostre aspettative, complessivamente intorno al 50% degli aventi diritto, che includono peraltro molti residenti all’estero, la cui astensione dal voto era ovviamente scontata (per votare avrebbero dovuto prendere apposta l’aereo per venire nella Valle del Mela, in pieno inverno per giunta).

E’ vero quindi, il dato dell’affluenza di allora non si può paragonare a quello di Domenica scorsa, ma proprio per la madornale disparità di mezzi messi in campo nelle due campagne elettorali: in quel referendum “casereccio” il 50% di affluenza “virtuale” (che equivale all’incirca ad un 60% di affluenza “reale”, se considerassimo i soli residenti) fu in realtà un risultato elevatissimo, un grande miracolo di partecipazione popolare, altro che flop.

Anche perchè l’affluenza registrata al referendum sull’inceneritore fu un’affluenza quasi esclusivamente di “NO” all’inceneritore, mentre all’affluenza delle elezioni di Domenica scorsa hanno concorso una dozzina di liste elettorali contrapposte e la martellante macchina elettorale di centinaia e centinaia di candidati in cerca della tanto agognata poltrona.

Il vero flop all’epoca fu imputabile solo ai “SI” all’inceneritore, che totalizzarono nel complesso un misero 2% dei voti. I NO furono una vera e propria valanga anche a San Filippo del Mela, ove arrivarono a ben 2609 voti: una enormità se paragonati ad esempio ai 1800 voti con cui l’ex sindaco è stato eletto.

Per nascondere, sminuire o in qualche caso addirittura “capovolgere” il risultato referendario, diverse testate locali se ne uscirono con la notizia del flop.  Facendo le debite proporzioni, sarebbe come se oggi Roberto La Rosa, che non è arrivato all’1% dei voti, venisse proclamato vincitore delle elezioni al posto di Musumeci, con la scusa della bassa affluenza alle urne. Un’autentica follia insomma, eppure all’epoca molti cercarono di far passare un messaggio analogo, sostenendo in pratica, con la scusa della presunta bassa affluenza alle urne, che i favorevoli all’inceneritore (con solamente il 2% dei voti) avessero vinto sui contrari, cioè sul 98% dei voti. E ancora c’è chi ha il coraggio di sostenere questa tesi assurda e paradossale.

Purtroppo duole constatare come anche oggi l’informazione locale non sia sempre obiettiva. Ci sono giornali locali che hanno persino taciuto la grave notizia del via libera della Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale all’inceneritore. Eppure si tratta di un grave atto che potrebbe preludere (speriamo di no!) ad un vero e proprio rilascio dell’ autorizzazione da parte del Governo (sia pur in violazione del vigente Piano Paesaggistico), che ci costringerebbe a ricorrere al TAR Lazio.

Per non parlare della terminologia utilizzata dalle testate locali: non bisogna più parlare di “inceneritore”, ma di “termovalorizzatore”, come se non fossero la stessa cosa (si consulti il dizionario e la traduzione di tali termini nelle lingue straniere). Ma “termovalorizzatore” suona senz’altro “meglio” di inceneritore. Peccato però che il termine “termovalorizzatore” giuridicamente non esiste: nella normativa si parla solo di “impianti di incenerimento”.

Per non parlare ancora della visibilità che è stata concessa ad una presunta ‘associazione ambientalista’ inesistente sul nostro territorio, i cosiddetti “Amici della Terra”, la cui attività principale consiste nel fare una propaganda serrata e grottesca agli inceneritori: specie su facebook, ove gestiscono una pagina il cui nome è tutto un programma (“figli che vogliono l’inceneritore”).

Amici della terra
La pagina fb degli “Amici della Terra”, associazione inesistente nella Valle del Mela, a cui è stata data visibilità in un recente articolo di “Oggi Milazzo”

A questa cosiddetta associazione inesistente sul nostro territorio è stata data persino la possibilità di lanciare, tramite un noto giornale online locale, accuse false e gratuite al nostro Comitato, accuse di cui ovviamente non è stata fornita alcuna dimostrazione.

 

Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

Scusandoci per il madornale ritardo (ma come sapete è stata una settimana molto impegnativa per via delle novità sull’inceneritore), riprendiamo il nostro viaggio, come promesso, nelle risposte dei candidati alla Presidenza della Regione ai quesiti che abbiamo loro posto.

La scorsa settimana abbiamo considerato le risposte ai primi due quesiti (riguardanti la gestione dei rifiuti in Sicilia e l’inceneritore del Mela), ora passiamo ad esaminare le risposte agli altri 5 quesiti, anch’essi molto importanti.

Tra l’altro uno di tali quesiti, quello sul Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, adesso assume una particolare rilevanza per la questione dell’inceneritore. Infatti a questo punto, dopo il  parere positivo ottenuto dalla Commissione VIA, il Piano Paesaggistico rimane il principale ostacolo capace di scongiurare l’inceneritore del Mela.

Ma andiamo con ordine:

 

incendio ram fb

RAFFINERIA DI MILAZZO

E’ in corso una procedura (il Riesame dell’AIA) che potrebbe rivedere le prescrizioni ed i limiti delle emissioni della Raffineria. Un’occasione unica per ridurre drasticamente l’inquinamento ed i rischi per la salute subiti dal nostro territorio.

 Alla procedura partecipa anche la Regione, assieme al Ministero dell’Ambiente, alla Città Metropolitana ed ai comuni di Milazzo e San Filippo del Mela.

Abbiamo chiesto ai candidati alla Presidenza delle Regione se il loro eventuale governo interverrà in questa procedura e come interverrà, tenendo conto che le associazioni hanno chiesto:

  • la prescrizione di tutte le tecnologie possibili capaci di minimizzare l’inquinamento;
  • limiti emissivi ben più restrittivi;
  • la progressiva riduzione sia della capacità autorizzata che degli impianti di raffinazione, in applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 che prevede una riconversione produttiva dell’area.

Come abbiamo già visto in precedenza, Micari non ha risposto né a questo né agli altri quesiti.

Positiva la risposta di Fava e La Rosa, interlocutoria quella di Cancelleri e un po’ vaga quella di Musumeci.

Nell’ambito della procedura autorizzativa in corso, Fava si esprime a favore di “limiti emissivi ben più restrittivi” e si impegna “a vigilare sull’applicazione delle più moderne tecnologie finalizzate a ridurre e prevenire il più possibile i rischi ambientali”. A tal proposito bisogna fare una piccola precisazione: più che una vigilanza in senso stretto sarebbe auspicabile un intervento attivo nella procedura, per far si che vengano prescritte quante più tecnologie possibili capaci di ridurre al minimo l’inquinamento, soprattutto quelle di cui oggi la Raffineria non è dotata. Giustamente, Fava fa notare che tale strategia comporterebbe benefici anche dal punto di vista occupazionale.

La Rosa afferma di essere “allineato” con quanto chiesto dalle associazioni e di volere anzi riconvertire l’area, con la prospettiva, quando sarà economicamente sostenibile, di spegnere la Raffineria per sostituirla con un insediamento che non riduca l’occupazione, come ad esempio un aereoporto.

Cancelleri non prende impegni specifici, ma si dice disponibile a confrontarsi nel merito con le associazioni “per ottenere il miglior risultato in termini di salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente”.

Musumeci evita di parlare esplicitamente della procedura in corso sulla Raffineria, ma afferma di voler varare un “testo unico” che si occuperà anche dell’adozione delle tecnologie per minimizzare e prevenire l’inquinamento e che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica ambientale sopra enunciata”. Tuttavia ci sembra un po’ difficile che la Regione Siciliana riesca a varare un “testo unico” senza sconfinare nel campo di competenze dello Stato, finora unica “fonte” giuridica di “testi unici”. Noi avevamo semplicemente chiesto se il futuro governo regionale avesse intenzione di intervenire nella procedura sulla Raffineria nella direzione da noi auspicata.

 

PIANO DI QUALITA’ DELL’ARIAqualità aria rit

Strettamente connesso al tema della Raffineria di Milazzo, e più in generale all’inquinamento esistente sia nella Valle del Mela che nelle altre aree inquinate, è il quesito riguardante il Piano di qualità dell’aria.

Si tratta di uno strumento di pianificazione che potrebbe imporre limiti emissivi più restrittivi dei limiti di legge nazionali, specie nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

Favorevole ad un Piano di qualità dell’aria “che preveda limiti emissivi molto restrittivi” Claudio Fava, anche se non scende in ulteriore dettagli.

Anche La Rosa si dice favorevole “a rendere più restrittive le norme sulle emissioni aeree”, ma senza scendere in ulteriori dettagli.

Cancelleri ha risposto che il suo Governo approverà un Piano di qualità dell’aria che è stato redatto da un Commissario nominato dall’Assessorato dell’Ambiente e che è già pronto dal Febbraio 2017.

Dalla risposta di Cancelleri non abbiamo capito cosa preveda con esattezza questa proposta di Piano in riferimento ai limiti emissivi, pertanto ci riserviamo di esprimere un giudizio al riguardo solo dopo aver letto i dettagli del Piano.

Sebbene non richiesto nei nostri quesiti, segnaliamo un proposito che emerge dalle risposte di Cancelleri che ci piace molto: quello della tassa verde (chiamata “buona tassa” dal candidato dei 5s), cioè un sistema di tassazione che applichi il principio “più inquini più paghi”. Questa tassa secondo Cancelleri dovrebbe finanziare il settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Quanto a Musumeci, la sua risposta al riguardo non ci soddisfa, in quanto è la stessa del “testo unico” fornita sulla Raffineria.

Micari non pervenuto.

 

Valle-del-Mela

VALLE DEL MELA: RISANAMENTO, BONIFICHE E MONITORAGGIO AMBIENTALE

Fava risponde positivamente, impegnandosi a fare tutto quanto richiesto nel quesito.

La Rosa fa lo stesso, con l’unica eccezione del monitoraggio ambientale che non viene citato.

Cancelleri risponde solo sulle bonifiche, impegnandosi a reperire le somme necessarie non solo da risorse statali ma anche europee.

Anche in questo caso la risposta di Musumeci non soddisfa, in quanto è la stessa già citata del “testo unico”.

Micari non pervenuto.

 

PIANI PAESAGGISTICImilazzo_nicita11

Abbiamo chiesto un impegno a difendere concretamente e con decisione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 dai vari ricorsi presentati. Come abbiamo detto, questa domanda assume particolare rilevanza per scongiurare l’inceneritore, soprattutto adesso che quest’ultimo ha ottenuto il benestare della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e che quindi il Piano Paesaggistico rimane il principale baluardo capace di evitarlo. Ma per far questo il Piano a sua volta deve “resistere” ai molteplici ricorsi che sono stati presentati contro di esso, a partire da quelli al TAR Catania.

Inoltre abbiamo chiesto ai candidati di recepire, una volta eletti, le nostre istanze su alcuni accorgimenti che renderebbero più forte e chiara l’applicazione del Piano.

Molto soddisfacenti le risposte di Cancelleri e Fava, che riconoscono la necessità di difendere il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e si dicono pronti ad ascoltare le istanze ed i suggerimenti provenienti dai territori che possano migliorarlo.

Cancelleri si impegna inoltre ad approvare i Piani Paesaggistici anche nelle restanti parti della Sicilia che ancora ne sono sprovviste (e sono la maggioranza).

Parzialmente positiva  la risposta di La Rosa, che si impegna a difendere il Piano, ma non risponde sulla possibilità di migliorarlo.

Non pertinente la risposta di Musumeci che di fatto non ha risposto alle nostre domande, ma ha affermato l’intenzione di varare un “Testo Unico per l’Urbanistica”, sul quale valgono da parte nostra le stesse considerazioni già fatte per il “Testo unico” di cui si è parlato a proposito della Raffineria.

Micari non pervenuto.

Nell’ambito dello stesso quesito abbiamo anche chiesto ai candidati cosa ne pensassero dell’emendamento alla Finanziaria regionale 2017  (il famoso art. 48) che puntava a rendere realizzabili, a discrezione della Giunta regionale, delle opere ritenute di pubblica utilità anche in siti ove la Pianificazione Paesaggistica lo vieterebbe. Nel frattempo abbiamo saputo che questo articolo, come tanti altri della Finanziaria, è stato bocciato dal Ministero dell’Economia. Tuttavia può essere comunque interessante sapere cosa ne pensassero i candidati, perchè ci dà un’idea di quale potrebbe essere la loro politica sul rapporto tra sviluppo e rispetto del territorio.

A tal riguardo ci soddisfano le risposte di Musumeci, Fava e, in parte, di Cancelleri.

In particolare Musumeci afferma nettamente che non può essere ammessa alcuna discrezionalità nelle opere realizzate nelle aree vincolate.

Secca la risposta di Fava: “L’art.48 è in contrasto con la linea politica del mio governo”.

Senza scendere nei dettagli Cancelleri afferma che questo articolo deve essere rivisto assolutamente.

E’ sostanzialmente favorevole all’emendamento invece La Rosa, secondo il quale il problema non è la norma in sè, ma il fatto che il Governo della Regione non sia in mani “verdi”: una tesi che non ci convince affatto. In ambito urbanistico e paesaggistico è necessario a nostro avviso far valere delle regole valide a prescindere da chi è al potere e sottrarre potere discrezionale al politico di turno.

 

SOPRINTENDENZA DI MESSINA

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Il Soprintendente di Messina Orazio Micali

Ultimo quesito era quello riguardante la Soprintendenza di Messina e la necessità di vigilare e garantire, dopo alcuni atti che hanno suscitato molte polemiche, il perseguimento esclusivo dei suoi compiti di tutela dei beni culturali e ambientali.

Su questo punto ci soddisfano le risposte di Fava e La Rosa. Restano invece sul vago Musumeci e Cancelleri.

In particolare Fava si impegna, ove venissero segnalate situazioni poco chiare, ad “intervenire immediatamente per evitare che le distorsioni della burocrazia regionale arrechino danni ai diritti dei cittadini”.

Anche La Rosa promette di ascoltare i comitati cittadini e di controllare che i funzionari preposti rispondano esclusivamente agli interessi pubblici che rientrano nei loro compiti.

Cancelleri si limita a parlare di “monitoraggio dei comportamenti organizzativi e degli andamenti gestionali”, mentre Musumeci afferma che “Le Soprintendenze saranno oggetto di un profondo processo di riorganizzazione al fine di assicurare uniformità su tutto il territorio in ordine alle scelte di tutela”.

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri , a cui si sono aggiunte alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

Inceneritore del Mela: le responsabilità politiche di quanto è successo

Il ruolo della politica nell’ennesimo regalo al mega-inceneritore di A2A.

E così, alla fine, la Commissione Tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale dell’inceneritore del Mela.

A2A segna così un altro pesante punto a proprio favore, dopo quello ottenuto con il parere della Commissione AIA (il famoso PIC) approvato nel mese di Giugno.

Così com’era successo riguardo al PIC, non possiamo che constatare la cecità di queste Commissioni ministeriali rispetto alle gravi incompatibilità ambientali, alle madornali carenze progettuali, alla lampante non conformità dell’impianto con la pianificazione regionale.

A questo punto non si può non paventare un atto illegittimo da parte del Ministero dell’Ambiente, che, contravvenendo alla legge, potrebbe concedere l’autorizzazione nonostante il parere negativo vincolante del MiBACT. Contro questa eventualità sono necessarie senz’altro azioni legali, ma anche la protesta dei cittadini.

Eppure solo pochi mesi fa la Commissione VIA aveva bocciato un altro progetto A2A, stavolta riguardante la Centrale elettrica di Brindisi, che prevedeva l’utilizzo del CSS-Combustibile.

Tale bocciatura è stata motivata dalla presenza di gravi carenze nello Studio di Impatto Ambientale. La cosa curiosa è che quelle stesse carenze sono presenti anche nel caso dell’inceneritore del Mela, anche perchè la Società redattrice dello Studio di Impatto Ambientale (la Tauw Italia) è la medesima.

Per di più, nel caso dell’inceneritore del Mela si aggiunge anche la profonda  incompatibilità con il contesto territoriale, con il Piano Paesaggistico già approvato e persino con il vigente Piano regionale dei rifiuti.

Eppure, a distanza di pochi mesi, per il progetto A2A di Brindisi la Commissione VIA ha dato parere negativo, mentre per quello di San Filippo del Mela ha dato parere positivo.

Perché? Cosa è cambiato? La differenza più lampante consiste nel fatto che, mentre a Brindisi la Regione Puglia è intervenuta con decisione nella procedura emettendo un parere negativo ben motivato, altrettanto non è avvenuto nel caso della Regione Sicilia.

E questo nonostante da due anni abbiamo più volte auspicato questo parere. Più volte abbiamo chiarito che le dichiarazioni di contrarietà espresse dal Presidente della Regione Crocetta non sarebbero servite a nulla senza un intervento concreto della Regione nella procedura VIA.

Una contrarietà ripetuta anche in un incontro tenutosi lo scorso mese di Marzo a Torregrotta e di cui esiste un video [1] sulle risposte di Crocetta a domande del tipo “se davvero siete contrari, perché non date un parere negativo nella VIA?”. La discussione che ne è seguita, di cui è riportata la trascrizione nella stessa pagina fb in cui è caricato il video in questione [1], rivela tutta la superficialità con cui il Presidente Crocetta ha trattato la questione e che alla fine purtroppo ha prodotto i suoi frutti avvelenati.

La tesi di Crocetta era che il Ministero sarebbe stato obbligato a chiedere il parere della Regione in una apposita Conferenza dei Servizi e che a quel punto la Regione avrebbe dato parere negativo.

Noi cercammo di chiarire che non funziona affatto così [2], evidenziando, anche con lettere aperte e comunicazioni fatte pervenire all’attenzione di Crocetta, la necessità che un parere fosse inviato al più presto tramite una semplice PEC [3], nonchè il pericolo che, in caso contrario, si avverasse ciò che purtroppo alla fine si è avverato: ovvero la conclusione dell’istruttoria VIA senza alcuna fantomatica Conferenza dei servizi e senza  alcun parere della Regione.

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Maurizio Croce con l’ex sindaco di S.Filippo Aliprandi in visita alla Centrale A2A – foto OggiMilazzo

Ma all’incontro di Torregrotta Crocetta non era solo, anzi aveva un accompagnatore d’eccezione che, secondo alcuni testimoni, gli faceva da suggeritore: il messinese Maurizio Croce, ovvero l’Assessore regionale dell’Ambiente.

Si tratta dell’Assessore su cui ricadono senza dubbio le maggiori responsabilità per la mancanza del parere, in quanto l’assessorato competente ad esprimerlo era proprio il suo. Anche a lui ed al suo Assessorato abbiamo più volte sollecitato il parere, fornendo peraltro elementi utili alla sua formulazione, ma senza alcun riscontro.

Ciò non ci meraviglia affatto se si considera che nell’estate 2016 l’Assessore all’Ambiente Croce non ha nascosto la sua posizione FAVOREVOLE sull’inceneritore del Mela, lamentandosi anzi di doversi adeguare “alle posizioni espresse dal presidente Crocetta” [4].

Maurizio Croce è notoriamente un Assessore espresso dal PDR, formazione politica che tra l’altro vede in un milazzese, l’On. Beppe Picciolo, il suo maggiore esponente a livello provinciale. Proprio l’On. Picciolo, in occasione dell’insediamento di Croce, ebbe a dichiarare che quest’ultimo era “l’uomo giusto al posto giusto” [5]. Giusto per chi, On. Picciolo? Per i cittadini che rischiano i veleni dell’inceneritore non di sicuro.

Picciolo con Cusumano
L’On.Picciolo intervistato da Gianfranco Cusumano di Oggimilazzo in occasione dell’attuale campagna elettorale

Stupisce che le maggiori responsabilità politiche di quanto accaduto provengano proprio da esponenti della politica locale, che in teoria avrebbero dovuto essere più sensibili alle istanze del proprio territorio.

Proprio adesso che l’esperienza di Maurizio Croce all’ Assessorato dell’Ambiente è giunta al capolinea e che c’era la possibilità che un nuovo Assessore potesse finalmente inviare un parere negativo, l’istruttoria VIA si è conclusa: coincidenze?

Peraltro anche il Comune di San Filippo del Mela aveva ormai pronto un corposo e dettagliato parere negativo da inviare nell’ambito della VIA dell’inceneritore. Neanche a farlo apposta l’istruttoria si è chiusa appena in tempo affinchè questo parere non fosse preso in considerazione: anche questa una coincidenza?

 

Note:

[1] Pagina fb con il video dell’incontro di Crocetta e Croce a Torregrotta nel Marzo 2017: https://www.facebook.com/1597203600493834/videos/1870535676493957/?pnref=story

[2] https://cittadinicontroinceneritore.org/2017/03/13/crocetta-dice-no-allinceneritore-del-mela-ma-le-parole-non-bastano/

[3] http://www.tempostretto.it/news/territorio-ambiente-inceneritore-mela-crocetta-richiesta-ufficialit-dagli-ambientalisti.html

[4] Si vedano le dichiarazioni di Croce riportate da  “Tempostretto” a margine dell’inaugurazione dell’impianto di solare termodinamico alla Centrale A2A. Noi  replicammo alle dichiarazioni di Croce con il comunicato riportato in questo articolo:  Vadano pure altrove!

[5] http://www.gazzettadelsud.it/news//115668/Prima-uscita–neo-assessore-.html

VIA LIBERA all’Inceneritore del Mela dalla Commissione ministeriale. Ora il NO dei candidati (ed in particolare del furuto presidente Musumeci) si tramuti in impegni concreti

Conclusa l’istruttoria della Commissione Tecnica VIA sull’inceneritore del Mela. Nonostante le molteplici incompatibilità ambientali, le irregolarità e le carenze progettuali evidenziate nelle innumerevoli osservazioni di Comitati, Associazioni, Comuni e cittadini, nonostante il Parere negativo della Città Metropolitana, la Commissione Tecnica ha esitato un “parere favorevole con prescrizioni”. Lo abbiamo appreso stamane attraverso la consultazione della pagina internet della procedura.

Un esito su cui ha certamente pesato l’assenza di un Parere da parte della Regione. Infatti il Presidente Crocetta si è detto più volte contrario al progetto, ma alle parole non sono seguiti i fatti.

A questo punto sono possibili due ipotesi:

  1. Il Ministero dell’Ambiente riconosce il divieto alla realizzazione dell’impianto stabilito nel Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, la cui inderogabilità è sancita dal Codice dei beni culturali, e quindi rinvia il parere alla Commissione VIA pretendendone la correzione;
  2. Il Ministero dell’Ambiente decide di “forzare” la legge, rimettendo la questione al Consiglio dei Ministri. Questo a sua volta potrebbe seguire la scia di questa “forzatura” e decidere di concedere l’autorizzazione.

Nella malaugurata ipotesi che il Ministero dell’Ambiente e il Governo scelgano la strada della “forzatura” e concedano l’autorizzazione all’inceneritore del Mela, bisognerebbe assolutamente impugnare la decisione al TAR Lazio.

Tutti i soggetti interessati potrebbero farlo, ma è chiaro che l’eventuale impugnazione da parte della Regione avrebbe un peso significativo.

Quattro dei cinque candidati alla Presidenza della Regione (tra cui il futuro Presidente Musumeci (addendum postumo))  hanno espresso un chiaro NO all’inceneritore del Mela: una volta eletti faranno come il loro predecessore Crocetta o hanno davvero intenzione di far seguire alle parole i fatti?

L’inceneritore non si blocca a parole: i 4 candidati si impegnano, qualora eletti, ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione all’inceneritore del Mela da parte del Governo, chiedendone la sospensiva?

 Del resto gli estremi per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).

 

 

Musumeci e il dilemma degli inceneritori

Dopo la pubblicazione delle risposte di 4 dei 5 candidati alla Presidenza della Regione ai nostri quesiti, con le nostre considerazioni riguardanti in particolare la gestione dei rifiuti e l’inceneritore del Mela (a breve usciranno le nostre considerazioni anche sulle altre risposte), uno dei candidati, l’On. Musumeci, ha voluto fare alcune precisazioni con un post su fb.

A parte un incipit dai toni un po’ sopra le righe, che francamente ci è piaciuto poco, la novità più eclatante del post è il chiaro NO al progetto A2A dell’inceneritore del Mela. Tuttavia facciamo rilevare che l’inceneritore non si blocca a parole. Noi avevamo chiesto ai candidati se il loro eventuale governo invierà al più presto un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale in corso: nonostante la contrarietà verbale, né Musumeci, né Cancelleri hanno assunto chiaramente questo impegno, a differenza invece di Fava e La Rosa. Sempre meglio di Micari ovviamente, che non ha risposto per nulla ai nostri quesiti e che, come riportato su alcuni organi di stampa, ha detto di non avere nulla in contrario agli inceneritori.

Chiunque diventerà Presidente della Regione, noi PRETENDIAMO dal futuro Governo regionale ATTI CONCRETI per BLOCCARE l’inceneritore, non chiacchiere.

Aggiungiamo che, nella malaugurata ipotesi in cui nel frattempo dovesse arrivare l’autorizzazione all’inceneritore da parte del Governo nazionale, è necessario che il NO all’inceneritore del Mela si traduca in un concreto ed efficace atto di impugnazione da parte della Regione, vale a dire un ricorso al TAR Lazio con richiesta di sospensiva. Del resto gli estremi legali per l’impugnazione ci sarebbero tutti, a cominciare dalla violazione della vigente ed inderogabile pianificazione regionale (Piano Paesaggistico e Piano regionale dei rifiuti).

Per il resto, a parte qualche sfumatura terminologica, nel post di Musumeci viene sostanzialmente confermata la volontà di realizzare “piccoli” inceneritori in tutta la Sicilia.

 Per l’esattezza Musumeci parla di “impianti di valorizzazione energetica”: ma cosa si intende precisamente con questa espressione se non gli inceneritori? Anche il progetto dell’inceneritore del Mela si intitola “Impianto di valorizzazione energetica di CSS”, ma si tratta di un vero e proprio inceneritore, in quanto basato sulla combustione dei rifiuti. In linea teorica sarebbero possibili anche altre rare tecnologie di valorizzazione energetica della frazione secca dei rifiuti, come la pirolisi, ma in questo caso si sarebbe dovuto specificare: nella stragrande maggioranza dei casi quando si parla di valorizzazione energetica o recupero di energia dai rifiuti si parla di inceneritori. Peraltro le tecnologie di pirolisi potrebbero presentare in teoria alcuni vantaggi rispetto agli inceneritori, ad es. una minore emissioni di diossine, ma la scarsità di esperienze in merito non consente di dire che siano tecnologie sicure.

Le cose cambiano se invece si considera la frazione umida dei rifiuti: in quel caso la valorizzazione energetica può avvenire attraverso la digestione anaerobica con produzione di biogas, costituito in gran parte da metano: una tecnologia che ci vede totalmente favorevoli e che auspichiamo anche in Sicilia.

Musumeci afferma che tali impianti saranno ad “emissioni zero” e lontani dai centri abitati. Ma non esistono inceneritori, neanche moderni, ad “emissioni zero”. Invitiamo gli interessati a documentarsi sulle evidenze scientifiche della pericolosità per la salute degli inceneritori anche di ultima generazione:  https://cittadinicontroinceneritore.org/evidenze-scientifiche-inceneritori.

Peraltro se fossero realmente ad emissioni zero che bisogno ci sarebbe di realizzarli lontano dai centri abitati? E poi lontano quanto? Uno studio inglese ha rilevato una correlazione degli inceneritori con malformazioni e mortalità perinatale fino a 30 km di distanza nella direzione del vento.

Musumeci afferma inoltre che questi inceneritori dovrebbero servire a bruciare solo la frazione non riciclabile dei rifiuti. E’ al corrente che nessun inceneritore in Italia brucia solo ed esclusivamente rifiuti non riciclabili? Cosa le fa pensare che la Sicilia possa fare eccezione?

E’ al corrente che la selezione della frazione “non riciclabile” dei rifiuti si può ottenere solo con una raccolta differenziata spinta oltre gli obiettivi di legge e la massimizzazione del recupero di materia dal residuo indifferenziato? In Sicilia mancano impianti di compostaggio, di selezione del multimateriale differenziato e di trattamento del residuo indifferenziato con recupero di materia. Pensa di realizzare tutti questi impianti contemporaneamente assieme agli inceneritori? Cosa le fa pensare che possa avvenire in 5 anni in Sicilia ciò che non è avvenuto in decenni in nessuna parte d’Italia? L’unica provincia italiana che massimizza il recupero di materia è quella di Treviso. Sarà un caso che in quella provincia non ci sono inceneritori?

Non sarebbe meglio concentrarsi intanto sulle cose più urgenti, come gli impianti di compostaggio, riciclaggio e trattamento meccanico-biologico dell’indifferenziata?

Molti elementi, tra cui la terminologia usata, fanno pensare che il suo Piano corrisponda a quello redatto l’anno scorso dalla Contraffatto, che prevede la realizzazione di 6 inceneritori (o roba simile) in Sicilia, di cui uno in provincia di Messina, con una capacità complessiva di 700 mila tonnellate annue: un Piano concepito per assecondare il governo Renzi e il DPCM 10 Agosto 2016.

Ha intenzione di approvare questo Piano? Un Piano che prevede solo inceneritori (o pirogassificatori) e nessun impianto di compostaggio, ricilaggio e recupero di materia? Ma il riciclaggio non era la sua priorità?

L’accordo Governo-Regione sui rifiuti dell’anno scorso prevedeva la realizzazione degli inceneritori con procedure d’urgenza. Non pensa che quelle procedure d’urgenza andrebbero invece applicate agli impianti funzionali al compostaggio, alla differenziata, al riciclaggio, al recupero di materia e alla digestione anaerobica dei rifiuti? Si tratta di impianti più economici e di più rapida realizzazione rispetto agli inceneritori: in breve tempo la decennale emergenza rifiuti verrebbe risolta!

E’ al corrente che si tratterebbe di un clamoroso passo indietro rispetto al vigente Piano regionale dei rifiuti, che prevede un recupero di materia tale da far residuare solo poco più di 100 mila tonnellate annue da destinare all’incenerimento?

Lo sa che se fossero raggiunti tali livelli di recupero di materia la maggioranza degli inceneritori italiani dovrebbero essere spenti? E’ al corrente che la Commissione Europea ha recentemente raccomandato di redistribuire i rifiuti da incenerire tra le diverse regioni degli stati (o anche tra stati diversi) piuttosto che realizzare nuovi inceneritori? [1] Non ha senso realizzare inceneritori per 100 mila tonnellate annue in Sicilia mentre in altre parti d’Italia si dovrebbero chiudere. Anche perché realizzare nuovi inceneritori è molto costoso e sarebbe uno spreco.

A tal riguardo, lei ha affermato di voler raggiungere una autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti. Ma è al corrente che i rifiuti trattati non hanno vincolo di bacino, potendo benissimo viaggiare da una regione all’altra? Una volta realizzati gli inceneritori, la Regione non potrebbe impedire che questi possano bruciare anche rifiuti provenienti da altre regioni.

Per concludere, caro On. Musumeci, la consigliamo, nel caso in cui venisse eletto, di non seguire la scia di chi l’ha preceduta e di concentrarsi sulle cose più urgenti da fare sui rifiuti, nel rispetto della gerarchia sancita dalla normativa comunitaria e nazionale.

Un palazzo si costruisce dalle fondamenta, non dall’ultimo piano.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Note:

[1] Comunicazione della Commissione europea del 27/1/2017 sul ruolo della valorizzazione energetica dei rifiuti nell’economia circolare http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf

Le risposte dei candidati alla Presidenza della Regione su Inceneritore del Mela e gestione dei rifiuti

Fava, Cancelleri e La Rosa: NO all’inceneritore del Mela.
Musumeci: faremo “piccoli” inceneritori.
L’eloquente silenzio di Micari…

Nelle scorse settimane abbiamo rivolto ai candidati alla Presidenza della Regione  7 quesiti  a cui hanno risposto tutti i candidati tranne Fabrizio Micari.

Due di essi riguardavano l’inceneritore del Mela e la gestione dei rifiuti in Sicilia.  (Le risposte agli altri 5 quesiti sono state analizzate in quest’altro link, NdR)

 I candidati che hanno risposto sono apparentemente concordi sul fatto che la cronica emergenza dei rifiuti vada affrontata prioritariamente incentivando la riduzione dei rifiuti, aumentando la raccolta differenziata e realizzando impianti di compostaggio, riciclaggio e recupero di materia.

 Le posizioni invece si differenziano sulla questione degli inceneritori.

Mentre Cancelleri  Fava  esprimono un netto NO, senza se e senza ma, a questo tipo di impianti, addirittura ritenuti da Fava funzionali ad “interessi privati spesso criminali”, altrettanto non si può dire di Musumeci.

Quest’ultimo afferma infatti di voler realizzare “piccoli impianti di termovalorizzazione, non inceneritori”. Peccato che “termovalorizzatore” e “inceneritore” sono sinonimi. Basta infatti cercare sul dizionario per capire che il “termovalorizzatore” altro non è che un inceneritore associato a recupero di energia, come del resto ormai tutti gli inceneritori esistenti in Italia.

dizionario termovalorizzatore

Tant’ è vero che il termine “termovalorizzatore” viene tradotto nelle altre lingue nè più nè meno che come inceneritore. In ogni caso nell’ordinamento vigente non si parla di “termovalorizzatori”, ma di “impianti di incenerimento”, definiti nel Codice dell’Ambiente come impianti dove avviene la combustione dei rifiuti, anche associata a produzione di energia.

traduzione termovalorizzatore

Quanto ai “Siciliani Liberi”, La Rosa afferma la sua “netta contrarietà al business dei megainceneritori voluti da Roma”, ma non si esprime ad esempio sull’ipotesi dei “piccoli” inceneritori ideati da Crocetta e Contraffatto ed ora riproposti da Musumeci.

Il secondo quesito riguardava nello specifico il progetto A2A dell’inceneritore del Mela. In particolare non si chiedeva di esprimere solo una generica opinione in merito, ma di specificare se la Regione esprimerà un parere (che potrebbe essere decisivo) nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), procedura che deve decidere della realizzazione dell’opera.

(Aggiornamento: è del 2 Novembre la notizia che l’istruttoria della Commissione tecnica VIA si è già conclusa, purtroppo positivamente per l’inceneritore. Il parere della Regione sarebbe quindi ormai fuori tempo massimo. Il 2 Novembre abbiamo perciò chiesto ai candidati se si impegnano ad impugnare al TAR Lazio un’eventuale autorizzazione del Governo, NdR).

Secca la risposta di La Rosa: “Parere contrario all’inceneritore del Mela”.

Dello stesso segno, ma più articolata, la risposta di Fava, il quale non solo si impegna a contrastare questo progetto in tutte le sue fasi procedurali, ma afferma anche che, in caso di chiusura della Centrale di San Filippo del Mela, A2A sarebbe obbligata a bonificare il sito.

Dalla risposta di Cancelleri si evince la contrarietà alla realizzazione dell’impianto, ma  il candidato non si è espresso in maniera esplicita sul parere negativo che, come da noi richiesto, la Regione dovrebbe inviare all’interno della procedura ministeriale VIA.

 Più preoccupante la risposta di Musumeci, che non si esprime in modo netto sull’impianto, limitandosi ad affermare che “tutte le determinazioni del governo regionale saranno coerenti con la politica di gestione dei rifiuti sopra enunciata”.

(Aggiornamento: con un post apparso sulla sua pagina facebook la sera del 31 Ottobre, Nello Musumeci ha precisato di essere contrario al progetto A2A dell’inceneritore del Mela, pur ribadendo comunque la necessità di impianti di valorizzazione energetica in Sicilia. In questo articolo abbiamo fatto le nostre considerazioni in merito al post di Musumeci: Musumeci e il dilemma degli inceneritori, NdR) 

A rigor di logica l’inceneritore del Mela non può essere affatto definito un “piccolo termovalorizzatore”, potendo arrivare a bruciare fino a 510 mila tonnellate di rifiuti. Tuttavia A2A potrebbe giocare d’astuzia, accettando in un primo tempo di ridurre il quantitativo di rifiuti da bruciare. Tanto poi, una volta realizzato l’impianto, sarà facile aumentarne la capacità con la scusa dell’emergenza rifiuti: è quanto sta già accadendo a diversi inceneritori italiani per effetto dello “Sblocca Italia”. A tal proposito è di scarsa consolazione il fatto che vari politici (siano essi Crocetta, Contraffatto o Musumeci) dicano “No ai mega-inceneritori, si a piccoli termovalorizzatori”, perché dopo la loro realizzazione questi impianti potrebbero essere facilmente potenziati e quindi trasformati in veri e propri mega-inceneritori.

Musumeci afferma di voler realizzare i “piccoli” inceneritori prioritariamente presso le aree delle discariche, già ambientalmente compromesse: verrebbe da dire “cornuti e bastonati”. C’è quindi il rischio che Musumeci voglia comunque realizzare un inceneritore nel nostro hinterland, ad esempio vicino Furnari, come se non bastassero i problemi già creati con la vicina discarica di Mazzarrà.

Inoltre anche le zone industriali possono essere intese come aree ambientalmente compromesse, quindi l’ipotesi dell’inceneritore del Mela non verrebbe affatto esclusa, anzi troverebbe ulteriore legittimazione: quella di continuare a inquinare dove si è già inquinato, e chi se ne frega dei rischi per la salute dei cittadini.

Infatti i piccoli inceneritori non escludono affatto gravi rischi per la salute: si vedano ad esempio i risultati molto preoccupanti dello studio epidemiologico  dell’ARPA Piemonte sul piccolo inceneritore di Vercelli.

Inoltre gli inceneritori avrebbero costi molto maggiori rispetto agli impianti di compostaggio e riciclaggio: centinaia di milioni di euro che ricadrebbero, in un modo o nell’altro, sulle spalle dei cittadini, ad esempio tramite bollette più salate.

 Quanto a Micari, l’unico candidato alla Presidenza che, nonostante i nostri solleciti, non ha risposto ai quesiti, il suo silenzio appare molto sospetto.

(Aggiornamenti: stando ad un articolo del Gazzettino di Sicilia, Micari ha eplicitamente affermato di essere favorevole agli inceneritori. Di segno opposto quanto riportato successivamente da un articolo di Tempostretto, secondo il quale Micari, in collegamento telefonico ad un incontro a sostegno del Candidato all’ARS, nonchè Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto, avrebbe affermato di ribadire (sic!) la propria contrarietà “ai grandi impianti”, NdR).

 

E’ possibile leggere il contenuto integrale dei quesiti e delle risposte dei candidati ai seguenti link:

I nostri 7 quesiti 

Le risposte Musumeci

Le risposte di Cancelleri, a cui si sono aggiunte  alcune integrazioni

Le risposte di Fava

Le risposte di La Rosa

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

Italia Nostra – Circolo territoriale di Milazzo

Comitato Lenzuoli 27 Settembre

Associazione Economia Circolare

Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela

Associazione TSC – Tutela della Salute dei Cittadini

Comitato Tutela Ambiente — Archi

 

Un’ analisi delle risposte dei candidati agli altri quesiti e’ stato condotta al seguente link: Le risposte degli aspiranti Presidenti della Regione su Raffineria, Piano Paesaggistico e gli altri quesiti

Tutti i candidati alla Presidenza hanno risposto ai nostri quesiti tranne uno: Fabrizio Micari

E’ scaduto il termine per rispondere ai nostri quesiti su rifiuti, inceneritore/i, raffineria, inquinamento e pianificazione ed è tempo di “tirare le somme”.

Un primo dato che emerge è che, bene o male, hanno risposto tutti i candidati alla Presidenza, eccetto uno: Fabrizio Micari.

Come interpretare il suo silenzio? Sbadataggine? Inverosimile che non si sia accorto dei quesiti, in quanto a tutti i candidati sono stati inviati più volte email e messaggi facebook di sollecito.

Disinteresse verso le problematiche sollevate nei quesiti? Scarsa competenza in materia? O forse non ha ritenuto opportuno rendere pubblica la propria posizione ad esempio sugli inceneritori (ed in particolare sull’inceneritore del Mela) in quanto ritenuta impopolare?

In ogni caso si tratterebbe di ipotesi poco rassicuranti.

Chiaramente Fabrizio Micari se volesse potrebbe sempre chiarire, nei modi da lui ritenuti più opportuni, la propria posizione in merito ai quesiti da noi sollevati.

Noi intanto a breve pubblicheremo le risposte degli altri quattro candidati (La Rosa, Cancelleri, Fava e Musumeci)  sui 7 quesiti che abbiamo loro inviato, facendo le debite considerazioni.

Vi possiamo anticipare che ne vedrete (o meglio leggerete) delle “belle”. Ad ogni modo il solo fatto di essersi cimentati su quesiti spinosi riguardanti temi concreti è lodevole. E non era affatto scontato.

Questi in estrema sintesi i nostri quesiti:

  1. Gestione dei rifiuti in Sicilia: darete priorità al riciclaggio o agli inceneritori?
  2. Inceneritore del Mela: darete un parere nell’ambito della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che deve decidere sulla sua realizzazione? Se si, sarà positivo o negativo?
  3. Raffineria di Milazzo: è in corso la procedura (il riesame dell’AIA) che può rivedere le prescrizioni ed i limiti delle emissioni della Raffineria. Avete intenzione di intervenire nella direzione richiesta dalle associazioni per ridurre di molto l’inquinamento?
  4.  Piano di qualità dell’aria: approverete un Piano che preveda per le industrie delle AERCA (Aree ad elevato rischio di crisi ambientale di Milazzo/Valle del Mela, Augusta/Priolo e Gela) limiti emissivi molto inferiori rispetto ai limiti di legge ?
  5. Risanamento Valle del Mela: approverete e finanzierete le bonifiche ed un reale ed efficiente sistema di monitoraggio ambientale?
  6. Piani Paesaggistici: difenderete il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 dai numerosi ricorsi al TAR che minacciano di annullarlo?  Che ne pensate del tentativo, che non sembrerebbe andato in porto, di consentire deroghe ai Piani Paesaggistici da parte di opere pubbliche a discrezione della Giunta regionale?
  7. Soprintendenza di Messina:  dopo le polemiche suscitate da alcune recenti iniziative della Soprintendenza di Messina (riguardanti ad esempio progetti come quello sull’inceneritore del Mela), cosa farete per assicurare l’esclusivo perseguimento dei suoi compiti di tutela dei beni culturali e ambientali?

Infuria la campagna elettorale, ma solo due dei cinque candidati finora hanno risposto sui temi ambientali. Il termine scade domani

Infuria la campagna elettorale, tutti a caccia di voti, eppure, al di là degli slogan, si nota una certa difficoltà dei candidati alla Presidenza a misurarsi su temi concreti.

Sono passati ben 11 giorni da quando abbiamo inviato ai candidati alla Presidenza 7 quesiti   riguardanti l’inceneritore del Mela, la Raffineria di Milazzo, il risanamento della Valle del Mela, il Piano di qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, i Piani Paesaggistici e la Soprintendenza di Messina.

I quesiti sono stati sottoscritti da diverse associazioni in gran parte locali ma non solo: Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, Italia Nostra – Milazzo, Associazione economia circolare, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela, Associazione TSC, Comitato CTA di Archi.

  Il termine per rispondere ai quesiti scade domani, ma finora solo due dei cinque candidati alla Presidenza hanno inviato le proprie risposte, che verranno rese pubbliche al termine dell’iniziativa.

Eppure le problematiche ambientali della Valle del Mela e la strategia rifiuti zero sono entrate nella campagna elettorale di diversi schieramenti. Ma una cosa è fare enunciazioni programmatiche vaghe, una cosa è prendere impegni concreti, come esprimere finalmente (e rapidamente) un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale sull’inceneritore del Mela, o intervenire nel riesame dell’AIA della Raffineria per ottenere limiti emissivi molto più restrittivi di quelli attuali.

I quesiti che abbiamo inviato ai candidati puntano proprio a questo, a costringere i candidati a prendere impegni concreti, in modo da poter poi rendere palese la coerenza del proprio operato con gli impegni presi, al di là degli slogan e dei sofismi in cui troppo spesso si perdono le “buone intenzioni” declamate in campagna elettorale. Perché ai cittadini, in definitiva, interessano i fatti concreti.