Articoli

Il “bastardo” che si sputerebbe “in faccia da solo” ancora ai vertici del Ministero dell’Ambiente: cosa aspetta il Ministro Costa a rimuoverlo?

Chi è Giuseppe Lo Presti, il Direttore della “Direzione Generale per le valutazioni ambientali” del Ministero dell’Ambiente, a cui compete l’autorizzazione delle industrie più inquinanti d’italia?

Lo Presti nel 2015 è stato coinvolto in un’intercettazione scottante, nell’ambito di un’inchiesta che riguardava la Centrale a carbone Tirrenopower di Vado Ligure. Questa centrale era stata da poco sequestrata dalla Magistratura, in quanto accusata di disastro ambientale e di aver provocato centinaia di morti per inquinamento.

Secondo quanto ricostruito da diversi organi di stampa, i dirigenti del Ministero dell’Ambiente coinvolti nell’intercettazione avrebbero avuto il compito di preparare una legge (che poi per fortuna non è stata approvata) volta a consentire alla Centrale sequestrata di continuare la propria attività, rendendo vano il provvedimento della Magistratura, un po’ come fatto con l’Ilva di Taranto.

Cerchiamo di fare una porcata, almeno, che sia leggibile” avrebbe esordito Lo Presti [1].

Tra una risata e l’altra emergerebbero nell’intercettazione altre frasi inquietanti di Lo Presti: “Siamo dei farisei…Mi sputerei in faccia da solo! Cioè, della serie, che fai in ufficio? IL BASTARDO!“[2]

A questo punto nella discussione sarebbe intervenuta anche Carmela Bilanzone, nome a noi familiare, in quanto è la responsabile del procedimento autorizzativo (VIA/AIA) ancora in corso sull’inceneritore del Mela.

Nell’intercettazione la Bilanzone si sarebbe offerta di buon grado per il “lavoro sporco”: “Se volete la scrivo io, tanto ormai(!). Ma Lo Presti, sempre più divertito, l’avrebbe stoppata: “No, no, te ormai te sei già sporcata abbastanza! C’hai le mani lorde di sangue“. [2]

Lo Presti avrebbe anche espresso soddisfazione per la gratificazione offerta da questo “lavoro sporco”: «Certo ce pagano poco ma abbiamo tante soddisfazioni. Questa (una funzionaria, ndr) che riscrive il piano dell’ilva, io che faccio una legge più dirompente dell’altra… per cui stiamo a scardinare tutti i principi base dell’ordinamento»[3].

Insomma Lo Presti sarebbe stato ben consapevole di preparare una vera e propria porcata sulla pelle degli ignari cittadini, provandoci pure un certo sadico piacere: roba da sputarsi in faccia da solo, per l’appunto. Questo la dice lunga sui “principi” che guidano la sua azione amministrativa.

Nel 2016 il “bastardo” Lo Presti è stato promosso dall’ex Ministro Galletti a capo della Direzione generale che decide sulle autorizzazioni di tutte le industrie più inquinanti d’italia, posizione che occupa tutt’ora.

Ricordiamo che, con Lo Presti ai vertici della Direzione per le valutazioni ambientali, la Commissione VIA ha prodotto uno scandaloso parere positivo sull’inceneritore del Mela, viziato da palesi illegittimità e travisamenti dei fatti. Chiaramente Lo Presti è rimasto muto di fronte alle nostre diffide che lo invitavano a disporre la necessaria revisione del parere.

Sotto la Direzione di Lo Presti è stata inoltre predisposta la recente autorizzazione della Raffineria, anch’essa viziata da palesi illegittimità ed oggetto di un ricorso da poco depositato al TAR Catania per conto di sei comuni della valle del Mela. Anche in questo caso, di fronte alle diffide (inviate anche del Comune di San Filippo e dalla Città Metropolitana) che evidenziavano, ancora prima che l’autorizzazione venisse rilasciata, tali illegittimità, Lo Presti è rimasto muto ed incurante ha tirato dritto.

Da due mesi il Ministro è cambiato e ha dato qualche segnale di voler cambiare rotta al Ministero dell’Ambiente. Ma per farlo non basta lanciare l’hashtag “#iosonoambiente”: è chiaro che certi “bastardi” che si sputerebbero “in faccia da soli” non vanno lasciati a decidere sulla sorte dei cittadini esposti alle industrie più inquinanti e mortifere d’Italia.

Nei giorni scorsi diverse associazioni tarantine hanno chiesto lo “spostamento ad altro incarico del dott. Lo Presti e del dott. Fardelli” (quest’ultimo membro dell’Osservatorio sul Piano ambientale Ilva, anch’esso coinvolto nelle intercettazioni), “per ragioni quanto meno di opportunità” [2]. Ci sembra veramente il minimo: non possiamo che associarci a tale richiesta.

Note:

[1] http://www.tagpress.it/ambiente/minstero-tap-potete-spostare-gli-ulivi-20161028

[2] http://www.lanuovasavona.it/2018/08/11/leggi-notizia/argomenti/salute-veleni/articolo/tirreno-power-e-ilva-tornano-nomi-noti-agli-inquirenti.html

[3] https://www.facebook.com/Paola.Taverna.M5S/posts/leggo-una-delle-tante-intercettazioni/845196422237947/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Allarme inquinamento nella valle del Mela: nel 2017 l’Arpa ha registrato le concentrazioni più elevate di tutta la Sicilia per idrocarburi, SO2 e ozono

E’ la valle del Mela la zona più inquinata in assoluto da idrocarburi non metanici (NMHC) in Sicilia: lo certifica la relazione annuale di ARPA Sicilia [1], basata sui dati del 2017.

La centralina di C.da Gabbia a Giammoro ha infatti rilevato una concentrazione media annua di NMHC pari a ben 220 µg/m3, con una media oraria che ha raggiunto addirittura i 2.700 µg/m3, ovvero quasi il triplo del valore considerato di “emergenza”.

Si tratta di concentrazioni elevatissime che non trovano eguali da nessun’altra parte in Sicilia (e forse in Italia). Neanche a Priolo o a Gela si registra un simile tasso di inquinamento. In prossimità degli impianti petrolchimici di Priolo (dove ci sono ben 3 raffinerie)  si è infatti registrata una media annua di NMHC di 158 µg/m3, mentre nella centralina posta nel parcheggio della Raffineria di Gela è stata riscontrata una media annua di 150 µg/m3. Ben inferiori le medie registrate nelle altre centraline di tali aree ed in generale in tutta la Sicilia.

Come evidenziato dalla stessa ARPA, gli NMHC sono i principali responsabili delle puzze asfissianti che spesso impestano il territorio.

Ma non è solo questione di puzza. Infatti gli idrocarburi sono molto pericolosi per la salute. Ad esempio uno studio pubblicato in una prestigiosa rivista scientifica ha già riscontrato un incidenza più che doppia di acromegalia (patologia endocrina da tumori ipofisari) nella valle del Mela rispetto al resto della provincia, ipotizzando per l’appunto una correlazione con l’inquinamento da idrocarburi. Peraltro diversi idrocarburi non metanici sono stati classificati come cancerogeni di classe I, e quindi a livello scientifico non esistono soglie accettabili di esposizione.

Per tutta risposta il legislatore nel 2010 non ha trovato di meglio da fare che abrogare anche il limite precedentemente vigente di 200  µg/m3 (espresso come media trioraria), cosicchè oggi di fatto non esiste alcun limite di legge per gli NMHC.

Nella propria relazione l’ARPA ha comunque scelto di utilizzare, come valore-soglia di riferimento per gli NMHC, una media oraria di 200 µg/m3 (che è cosa ben diversa dalla media annua, che solitamente è molto più bassa). La centralina di C.da Gabbia nel 2017 ha registrato un numero impressionante di superamenti di tale  soglia oraria: in media  7-8 al giorno (e quindi in un anno quasi 3000 mila!): in nessun’altra parte della Sicilia (e forse d’Italia) si registrano superamenti così frequenti.

Strettamente correlato agli NMHC è l’inquinamento da ozono, anch’esso tra i più preoccupanti della Sicilia, specie se si considera che tale parametro non viene rilevato nella centralina di C.da Gabbia, ma solo nella Centralina “Termica” di C.da Carrubbaro, che per stessa ammissione dell’Arpa è posizionata in posizione poco idonea rispetto alla zona industriale di Milazzo (basti pensare che le concentrazioni di NMHC registrate a C.da Gabbia in media sono 3 volte tanto quelle registrate dalla “Termica”).

Anche per l’ossido di azoto (SO2) nella valle del Mela si registrano picchi inediti nelle altre  zone anche industriali della Sicilia.

Non bisogna quindi stupirsi se le malformazioni congenite nella valle del Mela hanno superato quelle di Priolo, come rilevato nello studio della Regione pubblicato a Giugno.

Lo stato di allarme sanitario evidenziato in tale studio trova quindi un preoccupante corrispettivo nei dati di qualità dell’aria dell’Arpa.

Ma qual’è l’origine di livelli così elevati di idrocarburi nella valle del Mela?

Per capirlo basta leggere direttamente la relazione di ARPA Sicilia (pag.54):

“La stazione di Pace del Mela (ovvero la centralina di C.da Gabbia, NdR), vicina alla Raffineria, è quella caratterizzata dal valore maggiore di concentrazione massima oraria (2.700 µg/m3), di concentrazione media annua (220 µg/m3) e del numero di dati medi orari che superano la soglia adottata come riferimento (200 µg/m3) (30%)”.

In realtà la centralina di C.da Gabbia dista circa 3 km dalla Raffineria e si trova nel bel mezzo di diversi altri impianti industriali anche più vicini. Perchè allora l’ARPA sente il bisogno di evidenziare che questa centralina si trova vicino alla Raffineria? Evidentemente perché dà per scontato che gli NMHC provengono dalla Raffineria stessa.

Infatti nel Piano regionale di tutela della qualità dell’aria predisposto nel 2016 (e mai approvato dalla Regione), l’Arpa evidenzia che la Raffineria di Milazzo è responsabile dell’emissione di 2130 tonnellate l’anno di NMCOV, pari ad oltre il 96% degli NMCOV  emessi da tutte le industrie della valle del Mela [2] (gli NMCOV includono agli NMHC, più qualche altra sostanza organica).

Anche in ordine alla “continue segnalazioni di gravi fenomeni odorigeni da parte della popolazione della Valle del Mela, la struttura di Messina dell’ARPA ha condotto diverse campagne di monitoraggio”[3].

La prima campagna di monitoraggio risale addirittura al periodo marzo – luglio 2009. Nella valutazione conclusiva si riporta che: “vanno evidenziati frequenti valori di concentrazione media oraria, degli idrocarburi non metanici (NMHC). . . . Tali parametri fortemente anomali, riconducibili alle attività svolte dalla Raffineria Mediterranea, sono un indice di inquinamento da attenzionare, sia in relazione alla molestia olfattiva di taluni degli stessi, sia soprattutto per gli effetti sulla salute”.[3]

Un’altra campagna di monitoraggio è durata un anno intero, dall’01.10.2009 al 30.09.2010. Nella relazione conclusiva si legge che:  “per gli idrocarburi non metanici (NMHC)… vanno evidenziati frequenti valori di concentrazione media oraria particolarmente elevati, indice di un inquinamento … responsabile dei fenomeni odorigeni in più occasioni avvertiti e lamentati dalla popolazione. . . . Dalle elaborazioni effettuate… si evince l’indubbia provenienza dell’inquinante dalla direzione degli impianti petrolchimici[3]

Ribadisce il concetto anche la nota del 09.02.2012 dell’allora Commissario Straordinario di Arpa Sicilia Salvo Cocina: Emerge pertanto, in modo inequivocabile, che gli inconvenienti lamentati hanno origine da emissioni non adeguatamente controllate della Raffineria di Milazzo S.C.p.A.”[3].

Altre campagne di monitoraggio più recenti hanno ovviamente trovato risultati analoghi.

Insomma l’ARPA ha già chiarito in tutte le salse l’origine del gravissimo inquinamento di NMHC nella valle del Mela, responsabile anche del fetore asfissiante che spesso (come negli ultimi giorni) ammorba il territorio: adesso tocca alle autorità responsabili della tutela della nostra salute (vale a dire i Sindaci, in qualità di massime autorità sanitarie locali) agire di conseguenza.

Il primo passo a questo punto non può che essere quello di richiedere un nuovo riesame dell’autorizzazione della Raffineria, dopo che le “prescrizioni sanitarie” del Commissario sono state fatte illegittimamente “fatte fuori” (su questo peraltro è stato da poco presentato un ricorso). La richiesta dev’essere avanzata da almeno uno dei Sindaci dei comuni su cui è ubicato l’impianto (ovvero Milazzo e San Filippo del Mela).

Ricordiamo che proprio il Sindaco di Milazzo a Marzo ha firmato l’accordo con la Raffineria creando le premesse per l’illegittimo “accantonamento” delle prescrizioni sanitarie. Accantonamento contro cui peraltro gli altri comuni della valle del Mela hanno da poco depositato un corposo ricorso al TAR.

 Le aspettative si concentrano quindi sul nuovo Sindaco di San Filippo del Mela Gianni Pino, che in campagna elettorale ha promesso espressamente proprio questo: richiedere un nuovo riesame dell’autorizzazione (AIA) della Raffineria per inserirvi le prescrizioni sanitarie. Prescrizioni sanitarie che includevano anche un limite per le emissioni odorigene: il limite previsto era di 5 unità odorimetriche, seguendo l’esempio di altre parti d’Italia (ad esempio il trentino). Poichè gli odori molesti sono dovuti, come chiarito dall’Arpa, in massima parte proprio agli NMHC, limitare gli odori molesti nel caso della Raffineria significa di fatto limitare le emissioni di idrocarburi non metanici.

Adesso la situazione di allarme in cui ci troviamo, ormai chiaramente evidente grazie ai dati e agli studi pubblicati in questi ultimi 2 mesi, non consente di attendere oltre: è giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti.

Soprattutto se consideriamo che quanto rilevato a C.da Gabbia in realtà potrebbe essere solo la punta dell’iceberg: vari centri abitati della valle del Mela (tra cui la stessa San Filippo del Mela) sono certamente molto più esposti alle emissioni della Raffineria rispetto a C.da Gabbia.

Note:

[1]https://www.arpa.sicilia.it/wp-content/uploads/2017/08/Relazione_QA_2017_.pdf

[2] pag.114 del Piano scaricabile al seguente link: http://www.arpa.sicilia.it/wp-content/uploads/2016/12/Piano-Aria-Aree-Industriali_10.pdf

[3] Cfr. Relazione medico-scientifica alla base delle “prescrizioni sanitarie” espresse dal Commissario straordinario di San Filippo del Mela nel gennaio 2018.

Vietati gli inceneritori nelle Marche: una legge storica ed un esempio da seguire per tutte le regioni

Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato ieri una proposta di legge promossa da Sandro Bisonni (gruppo misto), e sottoscritta anche da altri consiglieri, che vieta la combustione dei rifiuti e di tutti i suoi derivati compreso il CSS (Combustibile Solido Secondario da rifiuti) in tutto il territorio marchigiano. Così i Piani d’Ambito provinciali in tema di rifiuti dovranno adeguarsi a questa nuova norma e, qualora previsto, la pratica della combustione dovrà essere cancellata.

bisonni
Sandro Bisonni

Il consigliere regionale Bisonni si dichiara molto soddisfatto: “A stento riesco a trattenere l’emozione per questo risultato epocale che rappresenta per me, e per molti che mi sono stati vicini, il traguardo di una vita. Ho dedicato gli ultimi 10 anni a combattere la combustione dei rifiuti e oggi finalmente vedo realizzarsi quello che sembrava essere solo un sogno. Insieme a tante persone che mi sono state vicine abbiamo vinto tutte le battaglie ed infine, oggi, anche la guerra contro questa pratica inquinante, oltre che assurda sotto molteplici punti di vista.”

In Aula, dopo il voto, il consigliere ha ringraziato tutti i colleghi specificando che “oltre a me vi ringraziano i tanti marchigiani che rinnegano la combustione dei rifiuti e in particolar modo gli abitanti di Tolentino, Castelraimondo, Matelica, San Severino Marche, Macerata e tutti quelli della Provincia di Macerata, che in questi anni hanno continuato a vivere con lo spettro che nei loro territori si tornasse a bruciare.” “Con questa legge – conclude Bisonni – le Marche voltano pagina e si candidano ad essere la terra delle armonie e della sostenibilità ambientale, dove vivere in modo green permetterà a noi e alle nuove generazioni di guardare al futuro con maggiore speranza e ottimismo. Un risultato storico per questa regione e per me, oltre che la risposta al mandato conferitomi dagli elettori, una grandissima soddisfazione personale che mi rende orgoglioso del risultato ottenuto.”

E’ la prima volta che una regione vieta per legge gli inceneritori. Speriamo che anche la Sicilia e tutte le altre regioni italiane seguano l’esempio: sicuramente si risparmierebbero tante vittime innocenti.

 

Fonte: https://www.flaminiaedintorni.it/2018/06/27/regione-vinta-la-guerra-contro-la-combustione-dei-rifiuti/

 

Non solo malformazioni: tutto quello che i bambini della valle del Mela devono subire per colpa dell’inquinamento

La scorsa settimana abbiamo diffuso, con un post su facebook, la notizia della recente pubblicazione di uno studio del Dipartimento epidemiologico dell’Assessorato regionale alla Sanità in cui si evidenzia un’aumentata incidenza (+29%) di malformazioni congenite nei neonati di Milazzo e della valle del Mela rispetto alla media regionale.

Si tratta di un dato allarmante, che finora non era mai stato segnalato nelle precedenti indagini epidemiologiche e che con ogni probabilità è legato al forte inquinamento industriale presente nell’area. Potrebbe quindi essere il segno che il pericolo legato all’inquinamento nella valle del Mela non solo non è passato, ma anzi ultimamente crea nuovi gravi problemi. Soprattutto perchè a soffrirne di più sono i nostri figli.

Ciò rende ancora più grave l’abusivo colpo di spugna delle “prescrizioni sanitarie” emesse dai Sindaci nell’ambito del recente riesame dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Raffineria di Milazzo, che avrebbero imposto una significativa riduzione delle emissioni inquinanti di quello che, ad oggi, è l’impianto industriale responsabile del maggior impatto ambientale nella zona.

Un colpo di spugna divenuto possibile da un lato grazie ad un accordo tra la Raffineria ed il Sindaco di Milazzo Formica, che ha rinunciato a ridurre l’inquinamento in cambio di due centraline di monitoraggio di cui peraltro ancora non c’è neanche l’ombra, e dall’altro grazie agli illeciti amministrativi compiuti dal Ministero dell’Ambiente. Infatti quest’ultimo, con la scusa del suddetto accordo, ha tolto le prescrizioni sanitarie dal provvedimento finale, sebbene per legge tale accordo non fosse affatto sufficiente a giustificare la loro revoca. Peraltro, cosa ancora più singolare, sono state tolte in un sol colpo anche le ben più corpose prescrizioni sanitarie che erano state espresse dal Commissario Straordinario di San Filippo del Mela, sebbene le suddette centraline secondo l’accordo  fossero destinate solo al Comune di Milazzo.

Per di più le malformazioni congenite non sono gli unici problemi con cui devono fare i conti i bambini della valle del Mela.

Già nel secondo rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) si era osservato nell’area di Milazzo un significativo eccesso di mortalità perinatale rispetto alla media regionale. Il rapporto stesso evidenziava come, per tale eccesso, “è ragionevole ritenere che vi abbia avuto un ruolo eziologico l’esposizione a impianti chimici e petrolchimici”. Inspiegabilmente nel successivo rapporto SENTIERI il parametro della mortalità perinatale non è stato più tenuto in considerazione (e questo ovviamente non significa che il problema sia sparito).

Nel 2016 la valle del Mela è assurta all’onore (si fa per dire) delle cronache nella comunità scientifica internazionale, per la pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica[1] di uno studio che ha evidenziato un’incidenza di parti prematuri significativamente più elevata rispetto alla popolazione regionale. Nonostante la valenza internazionale e l’alto prestigio scientifico dello studio, la notizia è stata praticamente disconosciuta nella zona. Bisogna considerare che secondo consolidate evidenze scientifiche l’eccesso di parti prematuri può essere legato all’inquinamento industriale [2] [3].

Se a questi dati si aggiunge anche l’aumentata incidenza di tumori in età pediatrica nei maschi (+ 165% sul confronto locale e +74% sul confronto regionale) riscontrata nella precedente indagine del Dipartimento epidemiologico regionale, si capisce come i bambini della valle del Mela siano bombardati, loro malgrado, da gravi e molteplici rischi per la loro salute e la loro incolumità.

Una situazione già insostenibile e che potrebbe diventare ancora più drammatica con l’odiato mega-inceneritore di A2A, visto che, stando ai dati epidemiologici, nessuna fascia di età è risparmiata dai rischi connessi agli inceneritori, ma i primi ad essere colpiti sarebbero senz’altro feti, neonati e bambini. La minaccia dell’inceneritore peraltro è ancora presente, almeno finchè il nuovo Ministro dell’Ambiente Costa non annullerà il parere positivo precedentemente espresso dal Ministero da lui presieduto ed il ricorso di A2A non verrà sconfitto al TAR Lazio.

Stando così le cose pretendiamo da tutti gli organi competenti (innanzitutto Governo, Ministro dell’Ambiente, Sindaci del comprensorio) che si passi dalle parole ai fatti. Per questo abbiamo accolto con freddezza l’ipotesi del consiglio comunale aperto a Milazzo. Dopo che il consiglio comunale milazzese è rimasto in silenzio di fronte allo scandaloso accordo del Sindaco Formica con la Raffineria, che ha consentito di mandare a monte la concreta possibilità di ridurre le emissioni inquinanti ed i rischi per la popolazione, la proposta di indire un consiglio comunale aperto fa venire il sospetto che non si voglia concludere nulla, visto che nel consiglio comunale aperto non si può deliberare alcunchè. Diverso sarebbe se, all’interno di una seduta consiliare ordinaria, quest’ultima venisse momentaneamente sospesa per ascoltare le associazioni e subito dopo si proseguisse per deliberare un atto di indirizzo rivolto al Sindaco affinchè venga richiesto un nuovo riesame dell’AIA della Raffineria.

Note:

[1] Epidemiol Prev. 2016 Mar-Apr;40(3-4):197-204. doi: 10.19191/EP16.3-4.P197.086. [Reproductive health in high environmental risk areas in Sicily Region (Southern Italy) in the period 2007-2013]. Cernigliaro A1Tavormina E2Dardanoni G2Scondotto S2.

[2] Environ Pollut. 2017 Aug;227:596-605. doi: 10.1016/j.envpol.2017.03.055. Epub 2017 Apr 28. Association between ambient fine particulate matter and preterm birth or term low birth weight: An updated systematic review and meta-analysis. Li XHuang SJiao AYang XYun JWang YXue XChu YLiu FLiu YRen MChen XLi NLu YMao ZTian LXiang H.

[3] Environ Health. 2011 Oct 7;10:89. doi: 10.1186/1476-069X-10-89. Traffic-related air toxics and preterm birth: a population-based case-control study in Los Angeles County, California. Wilhelm MGhosh JKSu JCockburn MJerrett MRitz B.

Risposte positive da tutti i candidati, più dettagliate quelle di La Malfa. Pandolfo però “glissa” sulla Raffineria

Dopo S.Filippo e S.Lucia del Mela, prosegue il nostro viaggio attraverso le risposte dei candidati a Sindaco dei comuni del comprensorio chiamati al voto Domenica prossima: tocca adesso a Pace del Mela.

Anche ai candidati pacesi abbiamo sottoposto vari quesiti ambientali calibrati sulle concrete possibilità che saranno nelle mani del futuro Sindaco di Pace del Mela.

Pace del Mela è l’unico comune in cui hanno risposto tutti i candidati a Sindaco. Tra le risposte che sono pervenute la più soddisfacente è senz’altro quella di Mario La Malfa, che ha risposto esaurientemente a tutte le domande.

Entrando nello specifico, le risposte dei candidati si possono riassumere così:

1) INCENERITORE: Mario La Malfa si impegna espressamente a proseguire la battaglia legale contro l’inceneritore di A2A, a prescindere dalla decisione del governo (in ogni caso è infatti prevedibile che la partita prosegua in tribunale). Del tutto analogo il senso delle risposte di Carlo De Gaetano e Santina Pandolfo.

2) RAFFINERIA: Rappresenta ad oggi l’industria a maggior impatto ambientale del comprensorio[1]: è quindi il primo nodo da affrontare se si vuole ridurre l’inquinamento esistente ed i conseguenti rischi per la salute. Mario La Malfa  si impegna a collaborare con le associazioni per opporsi anche nelle sedi giudiziarie a tutte le violazioni di legge inerenti il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria di Milazzo. Un po’ più generica, ma sulla stessa lunghezza d’onda, la risposta di Carlo De Gaetano. “Liscia” il quesito Santina Pandolfo.

 3) PIANO PAESAGGISTICO:  Il Piano Paesaggistico rappresenta ad oggi il principale ostacolo alla realizzazione dell’inceneritore e la principale speranza per lo sviluppo e la valorizzazione delle naturali vocazioni del territorio. Mario La Malfa e Santina Pandolfo si impegnano a proseguire e rafforzare la difesa giudiziale del Piano Paesaggistico, oggi minacciato da decine di ricorsi. Inoltre La Malfa si impegna a far si che il Piano Paesaggistico venga recepito al più presto nei PRG comunale e consortile dell’area industriale. Carlo De Gaetano risponde un generico “si” senza entrare nel merito del quesito.

4) COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONI: Consapevoli che i migliori risultati finora sono stati ottenuti allorquando le amministrazioni comunali hanno collaborato con le associazioni più competenti e coinvolte nelle specifiche questioni, abbiamo chiesto ai candidati se intendano intensificare tale collaborazione. Mario La Malfa si impegna ad instaurare una più solida collaborazione con le associazioni ambientaliste. Santina Pandolfo vuole consolidare il “cammino sinergico” fatto di “confronto, dialogo e forti azioni comuni”. Più generico  De Gaetano che parla di “collaborazione con chiunque condivida gli stessi obiettivi”.

Ovviamente vigileremo sul rispetto degli impegni presi: in caso di mancato rispetto della parola data, il prossimo Sindaco se la dovrà vedere non solo con noi, ma con tutti i cittadini a cui sta a cuore la propria salute ed il prioprio territorio.

 N.B.: Per leggere le risposte integrali di ogni candidato basta cliccare sui loro nomi.

 

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini

Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela

.

Note:

[1] Si veda a tal riguardo il “Piano regionale di tutela della qualita’ dell’aria in Sicilia – Aree Industriali”, redatto da ARPA Sicilia nel Dicembre 2016:

http://www.arpa.sicilia.it/wp-content/uploads/2016/12/Piano-Aria-Aree-Industriali_10.pdf

Lombardo: lotteremo a fianco associazioni. Sciotto dice sempre “si”. Bella “meglio tardi che mai”.

Prosegue il nostro viaggio nelle risposte dei candidati a Sindaco dei Comuni della valle del Mela che Domenica prossima saranno chiamati alle urne. Pur non essendo territorialmente competente sulla zona industriale, l’Amministrazione di Santa Lucia del Mela può fare molto per tutelare la salute dei suoi cittadini, anch’essi esposti alle ricadute dell’inquinamento industriale.

Per questo abbiamo sottoposto vari quesiti ambientali anche ai candidati luciesi, calibrati sulle concrete possibilità che saranno nelle mani del futuro Sindaco di Santa Lucia del Mela.

Tra le risposte che sono pervenute la più soddisfacente è senz’altro quella di Elisabetta Lombardo, che ha risposto in maniera positiva ed abbastanza esauriente a tutte le domande.

Positive, ma nella gran parte dei casi monosillabiche, le risposte di Matteo Sciotto, Sindaco uscente di Gualtieri Sicaminò ed ex candidato PD nelle ultime elezioni regionali.

AGGIORNAMENTO: Giuseppe Bella ha invece risposto dopo due giorni rispetto al termine che avevamo indicato per far pervenire le risposte. Prenderemo in esame la sua risposta nell’aggiornamento in fondo all’articolo.

Entrando nello specifico, le risposte dei candidati si possono riassumere così:

1) INCENERITORE: Sia Elisabetta Lombardo che Matteo Sciotto (quest’ultimo rispondendo semplicemente “SI” alla domanda) si impegnano a proseguire la battaglia legale contro l’inceneritore di A2A, a prescindere dalla decisione del governo (in ogni caso è infatti prevedibile che la partita prosegua in tribunale).

2) RAFFINERIA: Rappresenta ad oggi l’industria a maggior impatto ambientale del comprensorio[1]: è quindi il primo nodo da affrontare se si vuole ridurre l’inquinamento esistente ed i conseguenti rischi per la salute. Elisabetta Lombardo si impegna a collaborare con le associazioni per opporsi anche nelle sedi giudiziarie a tutte le violazioni di legge inerenti il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria di Milazzo. Anche qui Matteo Sciotto ha risposto un secco “SI” al quesito, senza dilungarsi oltre: tuttavia, così facendo, qualcuno potrebbe chiedersi se abbia letto il quesito per intero.

3) DIFESA DEL PIANO PAESAGGISTICO:  Il Piano Paesaggistico rappresenta ad oggi il principale ostacolo alla realizzazione dell’inceneritore e la principale speranza per lo sviluppo e la valorizzazione delle naturali vocazioni del territorio. Elisabetta Lombardo si impegna a proseguire e rafforzare la difesa giudiziale del Piano Paesaggistico, oggi minacciato da decine di ricorsi. Anche in questo caso Matteo Sciotto ha risposto semplicemente “SI”, anche se dobbiamo ricordare, a tal riguardo, che da Sindaco di Gualtieri Sicaminò ha disertato le riunioni con le altre amministrazioni comunali della zona sulla difesa del Piano Paesaggistico. Infatti non risulta, al contrario degli altri comuni, che abbia conferito incarichi ad alcun legale per intervenire nei ricorsi che minacciano di annullare il Piano Paesaggistico.

4) COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONI: Consapevoli che i migliori risultati finora sono stati ottenuti allorquando le amministrazioni comunali hanno collaborato con le associazioni più competenti e coinvolte nelle specifiche questioni, abbiamo chiesto ai candidati se intendono intensificare tale collaborazione. Elisabetta Lombardo si impegna a continuare a collaborare con le associazioni ambientaliste. Risposta positiva anche da Matteo Sciotto, che aggiunge la volontà di istituire una Commissione consultiva sui temi ambientali. Stando così le cose ci rallegreremmo del cambio di passo rispetto agli ultimi tempi in cui la collaborazione (e addirittura il confronto su facebook) sono stati negati dall’ex Sindaco di Gualtieri Sicaminò a diversi membri delle associazioni.  Simpatico, ma un po’ misterioso, il motto di chiusura di Sciotto “TUTTI UNITI CONTRO” (?).

Ovviamente vigileremo sul rispetto degli impegni presi: in caso di mancato rispetto della parola data, il prossimo Sindaco se la dovrà vedere non solo con noi, ma con tutti i cittadini a cui sta a cuore la propria salute ed il prioprio territorio.

 N.B.: Per leggere le risposte integrali di ogni candidato basta cliccare sui loro nomi.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini
Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela
.
AGGIORNAMENTO: Dopo che il nostro articolo è stato pubblicato, venerdi mattina il candidato Giuseppe Bella ci ha inviato le sue risposte ai quesiti (in realtà il termine che avevamo indicato scadeva mercoledì alle 18). Ad ogni modo le risposte sono nel complesso positive ed indicative di disponibilità a collaborare con le associazioni, anche se in qualche quesito viene fatta un po’ di confusione: ad esempio ove si afferma che “Nel caso in cui il prossimo governo rigettasse il progetto (dell’inceneritore) io in qualità di Sindaco sarò disposto a prendere posizione contraria a tale decisione, intervenendo nelle opportune  sedi legali schierandomi a favore del ricorso”. Ovviamente il quesito chiedeva proprio l’esatto contrario, ovvero intervenire contro il ricorso di A2A.

Note:

[1] Si veda a tal riguardo il “Piano regionale di tutela della qualita’ dell’aria in Sicilia – Aree Industriali”, redatto da ARPA Sicilia nel Dicembre 2016:

 http://www.arpa.sicilia.it/wp-content/uploads/2016/12/Piano-Aria-Aree-Industriali_10.pdf

Picciolo (M5S) e Gianni Pino: riduzione inquinamento e No inceneritore; Fiorello un po’ vago, Vento non pervenuto.

Domenica 10 Giugno i cittadini di San Filippo del Mela saranno chiamati ad eleggere Sindaco e Consiglio Comunale. Essendo territorialmente competente su Centrale A2A e Raffineria, il prossimo Sindaco di San Filippo del Mela giocherà, nel bene o nel male, un ruolo strategico nelle vertenze ambientali della valle del Mela: potrà fare la differenza per tutelare la salute dei cittadini oppure lasciare che gli interessi delle grosse industrie prevalgano su di essa indisturbati.

Per questo abbiamo sottoposto vari quesiti ambientali ai candidati a Sindaco, calibrati sulle concrete prerogative che saranno nelle mani del futuro Sindaco di San Filippo del Mela.

Hanno risposto tutti i candidati , tranne Ferdinando Vento, che anzichè rispondere ci ha gentilmente invitato a leggere il suo programma (un programma che comunque non soddisfa i nostri quesiti).

Tra le risposte che sono pervenute, la migliore è senz’altro quella di Gianni Pino, che ci ha soddisfatto pienamente non solo perché ha risposto positivamente a tutte le domande, ma anche perché ha articolato le risposte in maniera del tutto esauriente, dimostrando (cosa purtroppo alquanto rara nella pubblica amministrazione) perfetta padronanza degli argomenti trattati.

Ottime anche le risposte del candidato del M5S Alessandro Picciolo, che ha risposto positivamente ed in maniera soddisfacente a tutte le domande.

Un po’ meno soddisfacenti, anche se comunque positive, le risposte di Carmelo Fiorello: si tratta di risposte informali e a tratti accorate, ma che nel complesso peccano di eccessiva vaghezza. Inoltre Fiorello glissa completamente sulla possibilità di ridurre l’inquinamento esistente attraverso l’applicazione di prescrizioni sanitarie sulle emissioni della Raffineria.

Depurandole dalle enunciazioni vaghe, le risposte dei candidati si possono riassumere così:

1) INCENERITORE: sia Pino che Picciolo si impegnano espressamente a proseguire la battaglia legale contro l’inceneritore di A2A, a prescindere dalla decisione del governo (in ogni caso è infatti prevedibile che la partita prosegua in tribunale). Fiorello preferisce invece non entrare nei particolari , limitandosi ad affermare che userà “ogni mezzo per contrastare qualsiasi nuovo impianto”. Vento non pervenuto.

 2) RAFFINERIA: Rappresenta ad oggi l’industria di maggior impatto ambientale del comprensorio[1]: è quindi il primo nodo da affrontare se si vuole ridurre l’inquinamento esistente ed i conseguenti rischi per la salute. Gianni Pino si impegna espressamente a far diventare realtà le prescrizioni già espresse dal Commissario Biancuzzo in gennaio, che prevedono, al fine di tutelare la salute pubblica, l’abbassamento dei limiti emissivi della Raffineria (o, nel caso delle emissioni “puzzolenti”,  l’introduzione ex novo di limiti oggi non vigenti). Sulla stessa lunghezza d’onda, seppur un po’ meno particolareggiata, la risposta di Picciolo, che si scaglia anche contro le discariche abusive di amianto nei torrenti. Fiorello glissa invece completamente il quesito. Vento non ha risposto, ma segnaliamo che nel suo programma, a tal proposito, è riportata l’intenzione di fare altri studi sanitari, come se quelli già esistenti non fossero sufficienti: quindi secondo Vento l’applicazione delle prescrizioni sanitarie dovrebbe attendere chissà quanto ancora.

3) DIFESA DEL PIANO PAESAGGISTICO:  Il Piano Paesaggistico rappresenta ad oggi il principale ostacolo alla realizzazione dell’inceneritore e la principale speranza per lo sviluppo e la valorizzazione delle naturali vocazioni del territorio. Gianni Pino si impegna a proseguire ed implementare la difesa giudiziale del Piano Paesaggistico oggi minacciato da decine di ricorsi. Positive, ma un po’ più generiche, le risposte di Picciolo (“il Piano Paesaggistico va tutelato”) e Fiorello (“nessuno può e deve far nulla per sconvolgerlo”). Vento sempre non pervenuto.

3bis) APPLICAZIONE DEL PIANO PAESAGGISTICO:  Pino e Picciolo  si impegnano a recepire il Piano Paesaggistico nel PRG comunale. Inoltre Picciolo  si impegna a far si che il Piano venga recepito anche nel PRG consortile dell’area industriale, mentre per Pino va applicata innanzitutto una delle previsioni più importanti del Piano: la progressiva riconversione dell’area industriale senza perdita di posti di lavoro. Su questi aspetti non pervenuti sia Vento che Fiorello.

4) COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI: Consapevoli che i migliori risultati finora sono stati ottenuti allorquando le amministrazioni comunali hanno collaborato con le associazioni più competenti e coinvolte nelle specifiche questioni, abbiamo chiesto ai candidati se intendono intensificare tale collaborazione. Pino e Picciolo  si dicono convinti di voler collaborare attivamente con le associazioni più competenti. Un po’ meno convinta la risposta di Fiorello, che preferisce parlare di “dialogo”. Vento come al solito non pervenuto.

Ovviamente vigileremo sul rispetto degli impegni presi: in caso di mancato rispetto della parola data, il prossimo Sindaco se la dovrà vedere non solo con noi, ma con tutti i cittadini a cui sta a cuore la propria salute ed il prioprio territorio.

Prossimamente pubblicheremo anche le risposte dei candidati degli altri Comuni della valle del Mela chiamati alle urne domenica 10.

 N.B.: Per leggere le risposte integrali di ogni candidato basta cliccare sui loro nomi.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
ADASC – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini
Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela
.

Note:

[1] Si veda a tal riguardo il “Piano regionale di tutela della qualita’ dell’aria in Sicilia – Aree Industriali”, redatto da ARPA Sicilia nel Dicembre 2016:

http://www.arpa.sicilia.it/wp-content/uploads/2016/12/Piano-Aria-Aree-Industriali_10.pdf

Inceneritore, Raffineria, Piano Paesaggistico: i quesiti ai candidati a Sindaco dei comuni della valle del Mela

In diversi comuni della valle del Mela è di nuovo tempo di elezioni: Domenica prossima i cittadini di San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò e Monforte San Giorgio saranno infatti chiamati di nuovo alle urne per eleggere Sindaco e Consiglio comunale.

Così abbiamo deciso di replicare l’iniziativa che già nelle recenti elezioni regionali e politiche (quando abbiamo sottoposto dei quesiti specifici ai candidati alla Presidenza della Regione ed ai principali candidali locali alle politiche) ha riscosso molto successo e vivo interesse nei cittadini: abbiamo inviato dei quesiti specifici sull’inceneritore e le altre questioni ambientali della valle del Mela ai vari candidati a Sindaco.

Ricordiamo che in occasione delle regionali hanno risposto ai nostri quesiti ben 4 dei 5 candidati. Anche nelle ultime politiche hanno risposto la gran parte dei candidati interpellati.

Sarebbe paradossale se proprio i candidati a Sindaco dei comuni direttamente interessati risultassero più indifferenti alle questioni ambientali della valle del Mela rispetto ai candidati alla Presidenza della Regione e ai candidati alla Camera ed al Senato.

Abbiamo calibrato i quesiti sulle concrete possibilità di tutela del territorio e della salute dei cittadini che saranno nelle mani dei futuri Sindaci, a seconda di ogni comune.

Chiaramente le aspettative in tal senso sono massime nel caso del futuro Sindaco di San Filippo del Mela, che ha il potere di imporre delle prescrizioni sanitarie sia alla Raffineria che alla Centrale elettrica, ma anche le amministrazioni degli altri comuni possono fare tanto nelle varie vertenze ambientali che interessano il territorio.

I quesiti, sottoscritti oltrechè dal Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, anche dall’A.D.A.S.C. e dal Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela, vertono su 4 capitoli:

1) Inceneritore del Mela

A prescindere dalla decisione del Consiglio dei Ministri (da cui pretendiamo ovviamente una bocciatura del progetto), la partita con A2A si sposterà in tribunale: abbiamo quindi chiesto ai candidati se le loro amministrazioni interverrano a fianco dei cittadini e delle associazioni in questo braccio di ferro “legale”.

2) Inquinamento esistente (con particolare riguardo alle emissioni della Raffineria)

Abbiamo chiesto ai candidati se intendono impegnarsi affinchè le prescrizioni volte a tutelare la salute pubblica attraverso all’abbattimento dei limiti emissivi della Raffineria diventino una realtà. Tali prescrizioni erano già state espresse nel mese di Gennaio in primo luogo dal Commissario di San Filippo del Mela, ma, a causa di alcuni palesi vizi procedimentali, non sono state inserite nel provvedimento finale. Esse prevedevano anche limiti (finora non vigenti) sulle emissioni odorigene delle Raffineria: limiti che con ogni probabilità avrebbero posto fine alle asfissianti puzze che spesso investono il comprensorio.

3) Piano Paesaggistico

Abbiamo chiesto ai candidati se intendono impegnarsi per difendere nelle opportune sedi giuridiche il Piano Paesaggistico che, oltre a costituire il principale ostacolo per l’inceneritore, indica la strada per uno sviluppo delle naturali vocazioni del territorio che dovrà gradualmente subentrare alle grosse industrie inquinanti. Abbiamo anche chiesto se intendono impegnarsi affinchè il Piano Paesaggistico venga recepito nei vari PRG e, soprattutto, nel Piano regolatore consortile dell’area industriale.

4) Collaborazione con le associazioni

Consapevoli che i migliori risultati finora sono stati ottenuti allorquando le amministrazioni comunali hanno collaborato con le associazioni più competenti e coinvolte nelle specifiche questioni, abbiamo chiesto ai candidati se intendono intensificare tale collaborazione.

 

Le risposte dovranno pervenire entro mercoledì 6 o, al massimo, giovedì 7 (dipende dal Comune) e verranno analizzate e pubblicate nei giorni seguenti.

E’ opportuno che i cittadini conoscano le posizioni dei candidati a Sindaco che domenica andranno a votare su queste importanti questioni che li interessano concretamente e da vicino.

Qualcuno probabilmente si chiederà a cosa servano in concreto questi quesiti:  innanzitutto servono a mettere al centro della campagna elettorale le questioni ambientali della valle del Mela (finora quasi assenti) e a spostare la discussione dalle enunciazioni vaghe agli impegni sulle azioni concrete che ogni sindaco potrebbe e dovrebbe fare.  Ma soprattutto serviranno dopo che i Sindaci verranno eletti, per inchiodarli al rispetto dei loro impegni e delle loro dichiarazioni. Ad esempio è anche grazie a quesiti analoghi che abbiamo ottenuto il parere negativo sull’inceneritore da parte della Regione.

Il Ministro Galletti rilascia in extremis un’autorizzazione viziata e illegittima alla Raffineria di Milazzo

E’ l’ultimo regalo del Ministro dell’Ambiente Galletti alla valle del Mela. Prima di andarsene non ha potuto rilasciare l’autorizzazione al mega-inceneritore di A2A,  ma proprio negli ultimi giorni del suo mandato ha firmato il decreto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria di Milazzo [1].

Si tratta infatti di un provvedimento che non tiene conto minimamente delle prescrizioni espresse dai Sindaci a tutela della salute pubblica e che prevedevano una significativa riduzione delle emissioni, nonchè l’introduzione di limiti per le emissioni odorigene, i quali avrebbe posto fine agli insopportabili fenomeni delle “puzze velenose” che troppo spesso invadono la valle del Mela.

Di tutto questo nel decreto di autorizzazione non v’è traccia: secondo quanto decretato da Galletti i cittadini dovranno continuare a subire l’esposizione ad emissioni puzzolenti e non esenti da rischi per la salute.

Tutto questo non è accettabile, anche perchè il decreto contiene inoltre altri palesi vizi di illegittimità, che nel corso della procedura sono stati da noi più volte segnalati (l’ultima diffida a tal riguardo l’abbiamo inviata pochi giorni fa) e che consistono in primo luogo nella violazione delle garanzie partecipative previste dal codice dell’ambiente.

In altre parole il Ministero avrebbe dovuto rendere consultabile tutta la documentazione del gestore al fine di consentire al pubblico di produrre osservazioni di cui tener conto nel provvedimento finale.

Invece a tutt’oggi non tutta la documentazione del gestore risulta essere consultabile al pubblico.

A tal riguardo bisogna segnalare il consolidato orientamento della giustizia amministrativa secondo la quale è senz’altro da ritenersi illegittima e meritevole di annullamento l’autorizzazione integrata ambientale inficiata dalla violazione sostanziale di tali garanzie partecipative.

Pertanto ci appelleremo al prossimo Ministro dell’Ambiente, chiedendo l’annullamento in autotutela di questo scandaloso decreto. In caso contrario passeremo alle vie legali, auspicando che anche i comuni della valle del Mela vogliano fare altrettanto.

 

Note:

[1] D.M. n. 172 del 11/05/2018, scaricabile al seguente link: http://aia.minambiente.it/DettaglioProv.aspx?id=6339

 

Nella Valle del Mela si continua a morire di puzza velenosa…e il Sindaco di Milazzo continua a fare “u sceccu ‘nto linzolu”

Ieri è toccato a Barcellona, i giorni precedenti a Milazzo e/o San Filippo del Mela…ad Archi si sente quasi sempre, a Giammoro molto spesso, a volte anche a S. Lucia: una puzza soffocante, nauseabonda, velenosa.

Fino a quando dovremo continuare a subire?

Nei giorni scorsi questa puzza (che per la verità si protrae da decenni) è stata oggetto di una lettera dell’On. Villarosa e della Sen. Floridia alla Prefettura, all’ARPA, al Sindaco di Milazzo e al Commissario di San Filippo del Mela, come si apprende da un post dell’On. Villarosa su facebook.

Questa è stata la pronta risposta del Sindaco di Milazzo Giovanni Formica, pubblicata anch’essa nel post anzi detto:

risposta Formica odori molesti

Una risposta che la dice lunga sul grande coraggio del Sindaco di Milazzo. Ci vuole infatti un grande coraggio a parlare di “vuoto normativo che in atto non consente di intervenire”, dopo che lo stesso Sindaco di Milazzo, assieme al Commissario di San Filippo del Mela, poco più di un mese fa era ad un passo dall’ottenere l’approvazione di prescrizioni che avrebbero messo definitivamente la parola FINE alle puzze velenose ed invece si è adoperato per scongiurarle.

Ma andiamo con ordine. Partiamo innanzitutto dall’aspetto più tragicomico della risposta di Formica, ovvero il concetto secondo cui in atto non sarebbe possibile individuare le responsabilità degli odori molesti.

A parte il fatto che a Milazzo e nella Valle del Mela anche i bambini sanno da dove viene la puzza, il Sindaco Formica dovrebbe essere a conoscenza degli esiti delle campagne di monitoraggio condotte dall’ARPA  tra il 2009 ed il 2016 proprio per chiarire  l’origine di questi fenomeni ripetutamente segnalati dalla popolazione.

Origine che in effetti è stata chiarita in maniera inequivocabile, come evidenziato dalle note dell’allora Commissario Straordinario di Arpa Sicilia Salvo Cocina, di cui riportiamo alcuni stralci:

“sulla scorta degli esiti dei monitoraggi effettuati in vari periodi, che hanno evidenziato fenomeni improvvisi e ripetuti di concentrazione in aria di idrocarburi vari e di sostanze solforate (mercaptani in particolare)riconducibili ai cicli di lavorazione di prodotti petroliferi, e dell’ispezione straordinaria, nella quale sono stati chiaramente avvertiti in prossimità degli sfiati di un serbatoio odori caratteristici, emerge una correlazione tra gli inconvenienti lamentati [cioè la puzza] ed emissioni fuggitive della Raffineria di Milazzo”   [nota prot. 17118 del 16/03/2012]

Ancora più significativa la nota prot. 8565 del 09.02.2012:

Emerge pertanto, in modo inequivocabile, che gli inconvenienti lamentati hanno origine da emissioni non adeguatamente controllate della Raffineria di Milazzo . . .  In ragione della cogenza delle problematiche si rappresenta l’opportunità di riesaminare il parere AIA del 14/02/2011 … al fine di prevedere misure più efficaci e più tempestive per l’eliminazione dei fenomeni lamentati a tutela della salute pubblica”.

In effetti l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Raffineria è stata sottoposta a riesame proprio nel corso degli ultimi due anni. In tale ambito la legge conferisce ai Sindaci dei Comuni in cui ricade l’impianto (Milazzo e San Filippo del Mela) il diritto/dovere di esprimere prescrizioni a tutela della salute pubblica: prescrizioni che in effetti nel Gennaio 2018 sono state presentate sia dal Commissario di San Filippo del Mela che dal Sindaco di Milazzo.

In particolare tra le prescrizioni del Commissario di S.Filippo vi era anche la previsione di limiti per le emissioni odorigene che avrebbero posto fine alle puzze velenose che da decenni ammorbano il territorio.

Essendo le prescrizioni sanitarie dei Sindaci vincolanti ed insindacabili, il Ministero dell’Ambiente non ha potuto fare altro che recepirle nel cosiddetto PIC (Parere Istruttorio Conclusivo), ovvero il documento che, all’interno del decreto di autorizzazione, contiene le prescrizioni che la Raffineria è tenuta a rispettare.

Ciò si evince dal verbale del Gruppo Istruttore del 13/02/2018, con il quale vengono introdotte varie modifiche al PIC, tra cui nuovi limiti, espressi in unità odorimetriche (OU) alle emissioni odorigene della Raffineria:

limite Unità Odorimetriche

Queste modifiche avrebbero dovuto essere definitivamente approvate nella Conferenza dei servizi conclusiva del 28 marzo 2018.

Clamorosamente la Conferenza ha invece deliberato di approvare la versione del PIC del Dicembre 2017, ovvero senza le prescrizioni sanitarie espresse dai Sindaci a Gennaio.

Tutto ciò rappresenta senz’altro una irrituale violazione di quanto previsto dalla legge, frutto di un vero e proprio pasticcio di cui tutti gli attori presenti alla Conferenza (Ministero ed enti locali) possono essere ritenuti in varia misura responsabili.

Ma il “La” per questo incredibile pasticcio lo ha dato proprio il Sindaco di Milazzo, che il giorno prima della Conferenza ha sottoscritto con la Raffineria un accordo in cui veniva previsto per l’appunto l’accantonamento delle prescrizioni sanitarie.

Quindi con quale coraggio oggi il Sindaco di Milazzo viene a parlare di “vuoto normativo”? Un vuoto normativo che lui stesso ha contribuito in maniera determinante a mantenere sulla Raffineria di Milazzo? E con quale coraggio parla di impegno sul “tema degli odori molesti”, quando invece, nei giorni decisivi del 27-28 Marzo si è adoperato per scongiurare i limiti agli odori molesti che stavano per essere introdotti?

Ad ogni modo il Sindaco di Milazzo ha ancora la possibilità di dimostrare di aver sbagliato in buona fede. Per farlo deve innanzitutto rimediare all’errore: richieda un nuovo riesame dell’AIA ed esprima nuovamente prescrizioni a tutela della salute pubblica, inclusi i limiti alle emissioni odorigene già espressi in Gennaio.

Lo stesso potrà fare ovviamente anche il futuro Sindaco di San Filippo del Mela…a proposito cosa ne pensano i candidati a Sindaco?