L’inceneritore NON e’ autorizzabile: il Ministero dell’Ambiente annulli i pareri positivi delle Commissioni VIA e AIA

Di recente abbiamo diffuso la notizia del parere positivo all’inceneritore del Mela da parte della “Commissione Tecnica VIA”. Si tratta di un atto grave che di norma rappresenta la premessa di una vera e propria autorizzazione.

 Pur non essendo ancora entrati in possesso di tale parere, è chiaro che ci sono molte cose che non quadrano: come ha fatto la Commissione VIA ad emettere un parere positivo su un impianto espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico? Come ha fatto a valutare positivamente uno Studio di Impatto Ambientale che, come da ultimo evidenziato anche nel parere del Comune di San Filippo del Mela, non è del tutto conforme alle norme vigenti in materia e presenta le stesse carenze che hanno portato, solo pochi mesi fa, a bocciare un altro progetto targato A2A per la Centrale di Brindisi?

Abbiamo quindi inviato una nota ben argomentata per chiedere alla competente Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente di disporre la revisione di tale parere.

Nella nota si chiede inoltre la revisione del “PIC”, cioè il parere positivo della Commissione AIA,  la cui approvazione nel mese di Giugno aveva destato da parte nostra e della cittadinanza una dura reazione. Anche la richiesta di revisione del PIC è motivata da ragioni legali, non essendo il PIC conforme alle previsioni del Piano regionale dei rifiuti di cui avrebbe dovuto tener conto. Per le stesse ragioni il Comune di San Filippo del Mela la settimana scorsa ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza di annullamento del PIC, da noi richiesta già in occasione dell’infuocato consiglio comunale del 13 Luglio.

L’annullamento e/o revisione dei pareri delle Commissioni VIA e AIA riaprirebbe di fatto l’istruttoria tecnica sull’inceneritore.

La nota, firmata da diverse associazioni (Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, ADASC, TSC, Italia Nostra – Milazzo, Comitato NO CSS Inceneritore Valle del Mela, Cittadini luciesi per la vita, Comitato lenzuoli 27 Settembre, Comitato No inceneritore del Mela, Associazione ARCI Cohiba, Associazione ARCI Centopassi Torregrotta, Zero Waste Milazzo), segue un’altra già inviata la settimana scorsa, in cui abbiamo diffidato i Ministeri competenti e la Soprintendenza di Messina dall’emanare atti in contrasto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che vieta espressamente la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti nella zona dove dovrebbe sorgere l’inceneritore di A2A.

Ribadiamo, quand’anche ce ne fosse bisogno, la nostra chiara determinazione nel seguire tutte le possibili strade per bloccare questo pericoloso ecomostro, senza escludere atti eclatanti supportati dalla mobilitazione popolare.

Il nostro impegno non viene minimamente scalfito né distratto da chi ultimamente sta cercando invano di confondere le acque e di creare divisione tra chi si oppone all’inceneritore. Da un certo punto di vista è comprensibile che, essendo la nostra attività e le nostre valutazioni rivolte non solo alle parole, ma soprattutto ai fatti concreti, spesso risultiamo indigesti a qualche politicante o aspirante tale. Così dobbiamo “mettere in conto” anche gli attacchi deliranti che non solo riportano notizie false e tendenziose, ma giungono in un momento critico, che richiederebbe il massimo sostegno alla lotta contro l’inceneritore da parte di chi si dice (a parole) contrario alla sua realizzazione.

Comunque per noi cambia poco: non sarà certo qualche post sgrammaticato  ad impedirci di andare avanti fino in fondo nella lotta in cui siamo impegnati con dedizione da più di due anni, nell’interesse di tutti i cittadini che vivono in questo martoriato territorio.

Siamo però consapevoli che questa battaglia si può vincere se tutti i soggetti coinvolti fanno la loro parte. Alle varie amministrazioni del territorio chiediamo ancora una volta di intervenire urgentemente nei 5 ricorsi al TAR Catania contro il Piano Paesaggistico, che minacciano di spianare la strada all’inceneritore.

Nella malaugurata ipotesi il governo nazionale dovesse, alla fine, scegliere la strada dell’illegalità pur di autorizzare l’inceneritore, la vittoria finale con ogni probabilità dipenderà proprio dallo stato di salute del Piano Paesaggistico, che da solo sarebbe sufficiente ad annullare in via giudiziaria ogni autorizzazione dell’inceneritore.

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