Sonora batosta per A2A: verso la bocciatura il progetto CSS per la Centrale di Brindisi

E’ una splendida notizia: il progetto di A2A che voleva introdurre il CSS nella centrale di Brindisi sta per essere definitivamente sconfitto! Questo significa che anche i cittadini della Valle del Mela e dintorni possono vincere contro il CSS di A2A.

Infatti dopo 3 anni dall’inizio della Valutazione di Impatto Ambientale della “Modifica della Centrale termoelettrica di Brindisi Nord” proposta da Edipower/A2A, il Ministero dell’Ambiente ha notificato ad A2A il preavviso di rigetto dell’istanza [1], anticamera della definitiva bocciatura del progetto. Il progetto prevedeva la co-combustione del CSS con il carbone.

cattura

Una vittoria storica di cittadini ed associazioni contro il colosso A2A, che vuole buttarsi nel business dei rifiuti senza alcun riguardo per la salute dei cittadini ed il benessere del territorio, a Brindisi come nella Valle del Mela.

Una vittoria che dimostra come sconfiggere A2A è possibile e che ci spinge ad andare avanti affinchè lo stesso risultato venga replicato anche nei confronti del progetto A2A dell’inceneritore del Mela.

Festeggiamo e ci complimentiamo con i cittadini di Brindisi, ma facciano anche alcune riflessioni.

Nel caso di Brindisi gli enti locali (Comune, Provincia e Regione Puglia) si sono schierati compatti a fianco dei cittadini, esprimendo pareri negativi che sono stati puntualmente recepiti e resi pubblici dal Ministero dell’Ambiente.

Non si può dire che lo stesso sia avvenuto nel caso dell’inceneritore del Mela, almeno finora.

Circa un anno fa il Comune di San Filippo del Mela ha prodotto osservazioni sull’inceneritore chiedendo il rigetto dell’istanza. Tuttavia successivamente ha chiesto integrazioni al progetto ed adesso che A2A le ha prodotte non sembra voler esprimere definitivamente un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale.

Questo nonostante una delibera di consiglio votata all’unanimità contro ogni tipo di incenerimento nel territorio comunale e nonostante l’esito del referendum consultivo dello scorso 31 Gennaio, ove i NO al progetto di A2A hanno superato il 96% dei voti validi.

Per quanto riguarda la Città Metropolitana di Messina, che ha preso il posto della Provincia, c’è da dire che è stata commissariata fino a pochi mesi fa, mentre è relativamente recente la nomina a Sindaco metropolitano di Renato Accorinti. Quest’ultimo ha dichiarato la sua intenzione di esprimere un parere negativo: a breve vedremo se l’intenzione diverrà realtà.

Silenzio assoluto invece da parte della Regione Siciliana. O meglio, il Presidente Crocetta ha dichiarato ai giornalisti di essere contrario al progetto di A2A, ma nessun parere negativo è stato formalmente espresso. Come scusante l’Assessore Contraffatto ha addotto il fatto che la procedura sarebbe nazionale e che quindi la Regione non avrebbe alcuna voce in capitolo. In realtà ciò non corrisponde al vero. Infatti, anche se la procedura è nazionale, essa prevede che si tenga conto anche del parere degli enti locali, come avvenuto nel caso del progetto A2A per la centrale di Brindisi.

Insomma sull’inceneritore del Mela la Regione tenta di nascondersi dietro un dito e di lavarsi le mani, probabilmente per il timore che un eventuale parere negativo possa “irritare” qualcuno al Ministero dell’Ambiente, verso cui la sudditanza della Giunta regionale ormai è così palese che ha deliberato il recepimento del Piano inceneritori del governo prima ancora che venisse pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Un’ “efficienza” non certo usuale.

Rimangono, almeno finora, gli importantissimi pareri negativi della Soprintendenza e dei Beni Culturali, contro cui A2A ha fatto ricorso al Tar Lazio. Contro la mossa legale di A2A il nostro Comitato si è già costituito insieme ad altre associazioni. Di certo il pronostico della partita potrebbe pendere a nostro favore se giungerà finalmente l’approvazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che l’Assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Vermiglio ha promesso entro la fine dell’anno.

Con il contributo di tutti speriamo di vincere questa importante battaglia per il futuro della Valle del Mela e di chi ci vive. Affinchè anche qui, come a Brindisi, possa essere messa la pietra tombale su ogni progetto scellerato che minaccia la salute dei cittadini e le splendide potenzialità, anche economiche, del territorio.

[1] http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1374

La vittoria sull’ inceneritore A2A sembra più vicina, ma aspettiamo prima di brindare

vermiglio

Siamo molto soddisfatti per l’IMPEGNO CHIARO e PRECISO espresso dall’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’identità siciliana Avv.  Carlo Vermiglio in merito all’approvazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 entro la fine dell’anno, ma rimaniamo in attesa dell’effettiva approvazione prima di “brindare”.

L’approvazione del Piano costituirebbe un duro colpo per il progetto del mega-inceneritore di A2A, il quale è totalmente incompatibile con gli obiettivi e le indicazioni del Piano Paesaggistico. Quest’ultimo infatti prevede, tra le altre cose, la PROGRESSIVA ELIMINAZIONE degli impianti della RAFFINERIA e della CENTRALE, nonchè lo STOP AD ULTERIORI IMPIANTI, come quello, per l’appunto, del mega-INCENERITORE.

Proprio in considerazione delle previsioni del Piano, la Soprintendenza di Messina ed il Ministero dei Beni Culturali hanno espresso parere contrario vincolante sull’inceneritore di A2A, che ha impugnato il provvedimento innanzi al TAR Lazio, adducendo, tra le motivazioni del ricorso, proprio la mancata approvazione del Piano.

Se il Piano sarà approvato cadrà dunque “la colonna portante” su cui è stato costruito il ricorso di A2A. Un ricorso che chiama direttamente in causa le amministrazioni coinvolte, tra cui lo stesso Assessorato presieduto da Vermiglio. Ricordiamo che il nostro comitato, insieme ad altre associazioni del territorio, si è costituito in qualità di parte interessata contro il ricorso di A2A, affidando l’incarico all’Avv. Biagio Parmaliana.

Ma il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 non riguarda solo la questione dell’inceneritore, avendo una valenza ben più ampia. Redatto e adottato con decreto dirigenziale nel 2009, esso è stato concepito non “contro”, ma PER la tutela e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico di elevato pregio di buona parte dell’ex provincia di Messina e PER tracciare le linee guida di uno sviluppo diverso, che faccia tesoro delle naturali vocazioni del territorio.  L’ambito 9 include, oltre a buona parte della fascia tirrenica, anche la riviera ionica, capo Peloro, i Peloritani e parte dei Nebrodi: una vasta area che possiede un patrimonio paesaggistico unico al mondo, ricco di potenzialità economiche ed occupazionali non indifferenti. Un patrimonio che troppo spesso è stato lasciato alla mercè di affaristi senza scrupoli che lo hanno sacrificato con ogni genere di ecomostri: si pensi ad esempio, oltre alle grandi industrie del golfo di Milazzo, anche all’inceneritore di prossima demolizione nella zona falcata di Messina, o alle opere di recente realizzazione che deturpano il paesaggio, come alcuni piloni dell’elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi o i parchi eolici costruiti addirittura in mezzo alle antiche tholos nei pressi di Montalbano Elicona.

Rinnovo autorizzazione RAM: le amministrazioni vogliono fare gli interessi dei cittadini o delle industrie?

Lo scorso 27 Ottobre, mentre a Palermo centinaia di cittadini della Valle del Mela protestavano contro l’inceneritore di rifiuti pericolosi proposto dall’ESI di Giammoro, al Ministero dell’Ambiente ha avuto luogo una Conferenza dei servizi avente come protagonista la Raffineria di Milazzo.

Abbiamo appreso dalla Gazzetta del Sud del 28 Ottobre (vedi foto in fondo) che la RAM avrebbe ottenuto una proroga dei limiti emissivi più morbidi che in precedenza le erano stati concessi fino al 31 Dicembre 2016.

Tra tutte le amministrazioni convocate alla Conferenza, solo il Comune di Milazzo ha dato parere negativo, mentre i rappresentanti del Comune di San Filippo del Mela, della Città Metropolitana di Messina e della Regione Siciliana hanno dato parere positivo alla proroga.

Peccato che la stessa magnanimità che le istituzioni concedono alla Raffineria non venga concessa ai cittadini di Milazzo e della Valle del Mela, costretti a subire continuamente miasmi e veleni.

Unica consolazione il fatto che almeno il Comune di Milazzo stavolta abbia tirato fuori il coraggio e la capacità di opporsi al lassismo pro-inquinamento. Fatta salva quest’ultima eccezione, finora nelle procedure di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) delle industrie della Valle del Mela gli enti locali hanno sempre lasciato carta bianca a cosiddetti “esperti”, i quali non hanno mai avuto l’interesse, il coraggio o la capacità di contraddire il solido asse industrie-Ministero (dell’inquinamento) dell’Ambiente.

Ci auguriamo che quest’ultimo parere negativo del Comune di Milazzo possa segnare l’inizio di un proficuo cambio di rotta. Cambio di rotta che va impresso proprio ora che è in corso il riesame (ovvero il rinnovo) dell’AIA  per la Raffineria.

Se si vuole ridurre l’inquinamento della Raffineria negli anni a venire, è proprio adesso che bisogna intervenire, inviando al Ministero osservazioni e pareri nell’ambito della procedure in corso. Un’occasione del genere potrebbe ripresentarsi solo fra altri 12 anni.

Il Comune di Milazzo ha quindi la possibilità di concretizzare quello che ci auguriamo essere un cambio di rotta, inviando al Ministero un parere in cui si chieda la progressiva riduzione degli impianti (in linea con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9) e comunque la significativa riduzione del volume complessivo delle emissioni.

Con un parere analogo anche le altre amministrazioni hanno la possibilità di cambiare decisamente direzione, andando incontro stavolta agli interessi dei cittadini e non più delle industrie.

Un cambio di direzione che il neo Sindaco Metropolitano Renato Accorinti ha fatto capire di voler perseguire, risvegliando speranze ed aspettative in molti cittadini della Valle del Mela. Infatti, nelle ultime uscite pubbliche in veste di Sindaco Metropolitano, Accorinti non ha perso occasione per sottolineare il problema ambientale e sanitario della Valle del Mela, nonché l’esigenza di ridurre l’inquinamento industriale che ne è alla base. Peraltro Accorinti ha sempre mostrato vicinanza alla lotta dei cittadini della Valle del Mela contro l’inceneritore di A2A e di recente ha fatto propria la richiesta di comuni e associazioni per una celere approvazione, da parte dell’Assessore regionale Carlo Vermiglio, del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9: un Piano che prevede, tra le altre cose, proprio la progressiva eliminazione degli impianti della Raffineria e della Centrale A2A.

Tutto questo merita un plauso, ma adesso sono necessari atti concreti da parte della Città Metropolitana, ovvero pareri contrari sui progetti degli inceneritori di A2A e dell’ESI e parere volti al significativo ridimensionamento degli impianti esistenti della RAM. Soprattutto riguardo a RAM e A2A non c’è tempo da perdere.

Per tutti gli interessati si fa presente che la documentazione relativa alle procedura di riesame dell’AIA della RAM è reperibile al seguenti link:

http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?id=1057

Tutti i soggetti interessati (cittadini, associazioni e pubbliche amministrazioni) possono inviare osservazioni o pareri al MATTM – Direzione generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali – Divisione III (aia@pec.minambiente.it), facendo riferimento alla procedura di “riesame dell’A.I.A. della Raffineria di Milazzo (Codice ID 82/1057)”.

articolo-gazzetta

In 500 a Palermo contro l’inceneritore dell’ESI

Oggi abbiamo sbattuto la rabbia della Valle del Mela dritta in faccia ai burocrati della Regione, che erano pronti ad autorizzare l’inceneritore di rifiuti pericolosi all’ESI di Giammoro. Proprio per questo siamo andati a Palermo. Di certo non se l’aspettavano che saremmo arrivati in centinaia a guastargli la festa

La rabbia dei cittadini fuori è deflagrata in modo tale che i burocrati all’interno, visibilmente impressionati e infastiditi, spesso non riuscivano neanche a sentire l’esposizione di Franza, vale a dire il proponente di questo efferato progetto.

Ma questo è solo l’inizio. Oggi abbiamo impedito che l’inceneritore di rifiuti pericolosi dell’ESI venisse autorizzato alla svelta ed in silenzio, ma non è finita. Il Dirigente del Servizio Autorizzazioni, Ing.Verace, ha negato la necessità di effettuare una Valutazione di Impatto Ambientale, sebbene ciò sia chiaramente previsto dalla legge per qualsivoglia inceneritore di rifiuti pericolosi, come abbiamo evidenziato nella diffida che gli abbiamo inviato la settimana scorsa.
Questo è un fatto molto grave che non potrà, per quel che ci riguarda, non avere conseguenze.
E’ un fatto grave anche perchè rende palese da che parte stanno questi burocrati chiamati a decidere sulla nostra pelle.

Oggi abbiamo vinto un primo round, anche grazie al parere negativo presentato dal Comune di Pace del Mela, ma adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare a lottare, sia sul piano legale che su quello dell’informazione e della mobilitazione popolare.

Un ringraziamento particolare va all’indomito Padre Peppe Trifirò, che ha messo a disposizione di tasca propria tre dei sei autobus che sono partiti dalla Valle del Mela

Il Comitato contro l’inceneritore diffida l’Assessorato dall’autorizzare l’inceneritore ESI di Giammoro

stop_inceneritore

La procedura di autorizzazione per gli inceneritori di rifiuti pericolosi non può essere espletata senza prima aver compiuto una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).

Lo prescrive l’art. 6, comma 6, del Testo Unico ambientale. La domanda di autorizzazione della ditta ESI è da considerarsi NULLA se non corredata da un’istanza all’autorità competente ai fini dell’avvio della V.I.A.

Ad oggi non risulta in corso nessuna V.I.A. su tale impianto, pertanto il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela stamane ha inviato una diffida all’Assessorato Regionale dell’Energia e Servizi di Pubblica Utilità ed al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti affinchè non diano seguito ad un iter autorizzativo palesemente illegale.

Il Comitato invita cittadini, associazioni ed amministrazioni comunali interessate a fare altrettanto.

Ricordiamo che in precedenza il Dipartimento rifiuti aveva convocato le amministrazioni coinvolte ad una Conferenza dei servizi sull’inceneritore “sperimentale” dell’ESI, che si sarebbe dovuta tenere l’11 Ottobre. Nella settimana precedente a tale data Padre Trifirò aveva lanciato una campagna che ha fatto raccogliere in soli 3 giorni più di 1500 dichiarazioni di cittadini contro tale impianto.

Da quanto abbiamo appreso da un articolo poc’anzi apparso su TempoStretto, la Conferenza dei servizi è stata rimandata al 27 Ottobre, anche se fino ad oggi non se ne aveva avuto notizia nè da parte del Comune di Pace del Mela nè di altre amministrazioni coinvolte.

L’inceneritore “sperimentale” dell’ESI rappresenta un’altra grave minaccia al comprensorio, arrivata dopo circa un anno dal progetto del mega-inceneritore di A2A, in atto ancora sottoposto a V.I.A.

Ad essere inceneriti all’ESI stavolta sarebbero una vasta gamma di rifiuti pericolosi, come i rifiuti sanitari, i rifiuti industriali ed i cascami dei serbatoi della raffineria. Si tratterebbe in ogni caso di rifiuti ricchi di metalli pesanti che, con la combustione, verrebbero sprigionati nell’aria attraverso una miriade di nanoparticelle invisibili ma micidiali.

Un autentico attacco alla salute dei cittadini, che arriva pochi mesi dopo la notizia di uno studio compiuto dall’Università di Messina che ha evidenziato nel comprensorio della Valle del Mela un’incidenza di tumori ipofisari tripla rispetto ai casi attesi.

Pertanto il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela ritiene necessario far ripartire la mobilitazione per arrivare ad una manifestazione popolare entro il mese prossimo.

A2A presenta integrazioni tragicomiche al progetto del mega-inceneritore

Se il mega-inceneritore non fosse una seria minaccia per i cittadini ci sarebbe da ridere.

L’altro ieri A2A ha depositato le integrazioni al proprio progetto, già consultabili sul sito del Ministero dell’Ambiente .

Le integrazioni sono state presentate per rispondere alle richieste delle Commissioni VIA e AIA, tra le quali:

  • dove prenderete il CSS?
  • dove smaltirete le ceneri ed i residui prodotti dall’incenerimento?
  • come fate a superare il parere negativo ostativo dei Beni Culturali?

Le risposte di A2A rasentano a tratti il ridicolo.

Riguardo all’approvvigionamento del CSS, A2A sostiene che l’impianto dovrebbe servire da stimolo alla realizzazione di impianti che producono CSS. Come dire: “prima facciamo il pane e poi seminiamo il grano”.

La realtà è che in Sicilia non esistono impianti che producono CSS, quindi A2A cerca di arrampicarsi sugli specchi parlando di impianti TMB futuribili, che potrebbero, in teoria, produrre CSS.

Laddove nel progetto originario si parlava di rifornirsi entro un raggio di 200 km, ora si considerano gli impianti TMB previsti in tutta la Sicilia. Ma neanche così i conti tornano, e allora ecco che A2A fa uscire dal cilindro una delle sue solite “magie”: il CSS producibile arriverebbe addirittura al 90% rispetto ai rifiuti in ingresso negli impianti TMB, quando invece il Piano dei rifiuti stima tale percentuale al 13-14%. La percentuale di cui parla A2A è senza dubbio irrealistica, oltre chè illegale (A2A si scorda volutamente della Gerarchia dei rifiuti), e non trova precedenti in nessuna programmazione nazionale nè regionale sugli impianti TMB (neanche nell’ultimo decreto pro-inceneritori, già di per sè farlocco,  del governo).

La cosa più probabile è che si tratti solo di un escamotage per non ammettere quello che avverrebbe nella realtà, cioè che l’inceneritore brucerebbe CSS-rifiuto da mezza italia e non contribuirebbe minimamente alla gestione dei rifiuti della Regione.

Riguardo allo smaltimento delle ceneri, ricche di diossina e veleni vari, A2A continua a non specificare in quali discariche (cioè in quali località) le vorrebbe smaltire. I cittadini che vivono vicino a queste misteriose discariche hanno o no il diritto di saperlo e di intervenire, eventualmente, nella Valutazione di Impatto Ambientale in corso?

Ma dove A2A supera se stessa è nella Relazione Paesaggistica, che dovrebbe cercare di ribaltare il parere negativo della Soprintendenza e del MiBACT.

Ad esempio, laddove la Soprintendenza contesta il divieto di incrementare le aree occupate da impianti di produzione d’energia, A2A risponde che l’impianto in progetto si situerebbe sempre dentro il perimetro della Centrale, non fuori. Ma dai! Ci mancava pure che A2A pensasse di realizzare un impianto al di fuori del perimetro di sua proprietà!

Viene da chiedersi: ma A2A ci è o ci fa?

Oltre 1500 firme in 3 giorni. La mobilitazione continua…

Giovedì scorso Padre Giuseppe Trifirò ha raccolto oltre 1500 dichiarazioni di cittadini contrari all’inceneritore “sperimentale” di rifiuti pericolosi all’ESI di Giammoro.
I moduli sono già in viaggio verso il Dipartimento acqua e rifiuti della Regione, presso cui è stata presentata la richiesta di autorizzazione dell’impianto.

Un impianto che ha già  destato molta inquietudine tra i cittadini, sia per le categorie di rifiuti da incenerire (rifiuti sanitari ed industriali ricchi di metalli pesanti), sia per il fatto che è chiaro come l’inceneritore “sperimentale” sia il preludio di un vero e proprio inceneritore potenzialmente devastante: l’azienda infatti avrà tutto l’interesse a massimizzarne la portata, poichè lo smaltimento di rifiuti pericolosi è un’attività ancora più lucrosa dello smaltimento dei rifiuti urbani.

Pertanto tutto il comprensorio potrebbe essere investito dagli agenti tossici di tale impianto, come le nanoparticelle ricche di metalli pesanti e di diossina.

Sulla richiesta di autorizzazione dell’impianto era in programma per domani una Conferenza dei servizi tra tutte le amministrazioni coinvolte, ma a quanto pare è saltata.
Forse alla Regione si sono accorti che la legge prevede innanzitutto una Valutazione di Impatto Ambientale per tutti gli inceneritori di rifiuti pericolosi?

In ogni caso il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela ed altre associazioni stanno preparando una diffida al riguardo.

Nel frattempo invitiamo i cittadini a continuare la raccolta firme utilizzando i moduli in circolazione o la versione aggiornata scaricabile qui: modulo-inceneritore-esi

I moduli compilati possono essere consegnati direttamente a Padre Trifirò ad Archi o a Pace del Mela. Nella Parrocchia di Archi ogni mattina possono essere consegnati anche al personale dell’asilo nido al primo piano.

La Regione passi dalle parole ai fatti contro gli inceneritori che minacciamo la Valle del Mela

termovalorizzatore-del-mela
(immagine tratta dalla Gazzetta del Sud del 5/10/2016)

Negli ultimi giorni i cittadini della Valle del Mela hanno appreso con trepidazione alcune importanti notizie di segno opposto.

Infatti da un lato l’Assessore Contraffatto e il Dirigente Pirillo hanno chiarito, dinanzi alla Commissione ARS d’indagine sulla Valle del Mela, la posizione contraria (finora solo a parole) della Regione in merito al mega-inceneritore di A2A.

Dall’altro è uscita fuori l’inquietante novità che l’ESI di Giammoro ha presentato alla Regione domanda di autorizzazione per realizzare un ulteriore inceneritore di rifiuti, per giunta della peggiore specie. Infatti in quest’ultimo caso si tratterebbe di incenerire i cosiddetti rifiuti pericolosi, come quelli sanitari ed industriali, pesantemente ricchi di metalli pesanti.

E’ quindi necessario che sulla Valle del Mela la Regione passi dalle parole ai fatti.

Questa in sintesi la richiesta che abbiamo avanzato ieri insieme ad altre associazioni del comprensorio in una nota inviata a Crocetta, agli Assessori ed ai Dipartimenti regionali competenti, consultabile e scaricabile cliccando QUI  .

Nello specifico chiediamo con forza che:

1) venga approvato al più presto il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9;

2) la Regione formalizzi un parere negativo nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale cui è in atto sottoposto il mega-inceneritore di A2A a livello Ministeriale;

3) la Regione neghi l’autorizzazione all’inceneritore di rifiuti pericolosi dell’ESI di Giammoro.

In merito al Piano Paesaggistico, abbiamo ribadito come basterebbe l’approvazione dell’Assessore regionale ai beni culturali Carlo Vermiglio per vietare definitivamente l’inceneritore del Mela e affondare il ricorso di Edipower/A2A contro i pareri negativi della Soprintendenza e del MiBACT. Analogamente verrebbero vietati altri nuovi impianti industriali sia nella centrale elettrica che nella Raffineria.

Il Piano servirebbe anche a garantire i beni culturali e paesaggistici di mezza provincia.

Da più di sei mesi chiediamo all’Assessore, insieme ad alcune amministrazioni comunali, di approvare celermente il Piano, ma finora non abbiamo ottenuto positivi riscontri.

La cosa è paradossale perché l’approvazione del Piano permetterebbe sia alla Regione che all’Assessorato di Vermiglio di vincere contro il ricorso di Edipower/A2A, nel quale tali amministrazioni figurano come parti resistenti.

Riguardo all’inceneritore dell’ESI, abbiamo evidenziato come la Regione, anche volendo, non potrebbe concedere l’autorizzazione, poiché la legge prevede che prima venga effettuata la Valutazione di Impatto Ambientale, che al momento non risulta sia stata avviata.

Un’altra richiesta che abbiamo avanzato alla Regione riguarda la gestione dei rifiuti a livello Regionale. Al riguardo è di questi giorni una buona notizia: la SRR Palermo est vuole creare a Caltavuturo un impianto per il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati, con separazione delle varie componenti da recuperare e riciclare.

Basterebbe una decina di tali impianti per scongiurare gli inceneritori in tutta la Sicilia, con minori costi, minori rischi sanitari, meno residui e tempi più rapidi rispetto agli inceneritori.

Peraltro esperienze di questo tipo sono già operanti con successo in altre parti d’Italia.

Nuova lettera alla regione: chiesti atti concreti contro gli inceneritori della Valle del Mela

Al seguente link  è possibile consultare e/o scaricare la lettera del 5/10/2016 alla Regione:

Nota-su-inceneritori-valle-del-mela-piano-paesaggistico-ambito-9-impianti-di-trattamento-dei-rifiuti

Argomenti trattati: “inceneritori del Mela”(A2A ed ESI), Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati a livello regionale

Un inceneritore “sperimentale” di rifiuti pericolosi a Giammoro? Necessario intervenire urgentemente

pericolo-di-morte

Ad un anno di distanza dalla presentazione del progetto Edipower-A2A per un mega-inceneritore nella centrale elettrica (per scongiurare il quale si aspettano ancora riscontri da parte dell’Assessore regionale Carlo Vermiglio), spunta un’altra “schifezza” a minacciare l’ambiente e la salute dei cittadini della già martoriata Valle del Mela.

E’ di questi giorni la notizia che l’ESI di Giammoro ha presentato richiesta di autorizzazione per un INCENERITORE “sperimentale” di RIFIUTI PERICOLOSI.

In particolare si vorrebbero incenerire rifiuti sanitari, rifiuti industriali e fanghi oleosi come i residui, ricchi di metalli pesanti, dei serbatoi della raffineria.

Si tratta in ogni caso di rifiuti della peggiore specie, molto ricchi sia di sostanze tossiche come i metalli pesanti, sia di cloro, dal quale dipende la formazione delle famigerate DIOSSINE durante la combustione.

Rimane da capire cosa ci sia di “sperimentale” in questo inceneritore. Sorge il dubbio che il reale oggetto della sperimentazione sia quanto riescono a sopravvivere i cittadini della Valle del Mela.

Del progetto dell’ESI si è discusso il 27 Settembre nell’ultima seduta del consiglio comunale di Pace del Mela, che ha deliberato la propria contrarietà.
Tuttavia l’autorizzazione all’impianto è di competenza regionale.

Sembra che già giorno 11 Ottobre alla Regione avrà luogo sull’argomento una conferenza dei servizi tra tutte le amministrazioni coinvolte.

Pertanto vi è la necessità di intervenire URGENTEMENTE.
Padre Giuseppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, ha lanciato una campagna di raccolta firme, predisponendo un modulo per tutti i cittadini che vogliono chiedere agli enti competenti di negare l’autorizzazione dell’impianto.

I moduli firmati verranno raccolti questo giovedì e subito dopo inviati alla regione.

E’ possibile scaricare il modulo a questo link: modulo-inceneritore-esi

Basta stamparlo, compilarlo e consegnarlo a Padre Trifirò giovedì pomeriggio presso la parrocchia di Archi tra le 15,30 e le 17.

Si consiglia di stamparne più copie o di fare le fotocopie per parenti e amici.
Si prega di diffonderlo il più possibile, sia via email che in formato cartaceo.

Grazie per la vostra collaborazione.