A2A presenta integrazioni tragicomiche al progetto del mega-inceneritore

Se il mega-inceneritore non fosse una seria minaccia per i cittadini ci sarebbe da ridere.

L’altro ieri A2A ha depositato le integrazioni al proprio progetto, già consultabili sul sito del Ministero dell’Ambiente .

Le integrazioni sono state presentate per rispondere alle richieste delle Commissioni VIA e AIA, tra le quali:

  • dove prenderete il CSS?
  • dove smaltirete le ceneri ed i residui prodotti dall’incenerimento?
  • come fate a superare il parere negativo ostativo dei Beni Culturali?

Le risposte di A2A rasentano a tratti il ridicolo.

Riguardo all’approvvigionamento del CSS, A2A sostiene che l’impianto dovrebbe servire da stimolo alla realizzazione di impianti che producono CSS. Come dire: “prima facciamo il pane e poi seminiamo il grano”.

La realtà è che in Sicilia non esistono impianti che producono CSS, quindi A2A cerca di arrampicarsi sugli specchi parlando di impianti TMB futuribili, che potrebbero, in teoria, produrre CSS.

Laddove nel progetto originario si parlava di rifornirsi entro un raggio di 200 km, ora si considerano gli impianti TMB previsti in tutta la Sicilia. Ma neanche così i conti tornano, e allora ecco che A2A fa uscire dal cilindro una delle sue solite “magie”: il CSS producibile arriverebbe addirittura al 90% rispetto ai rifiuti in ingresso negli impianti TMB, quando invece il Piano dei rifiuti stima tale percentuale al 13-14%. La percentuale di cui parla A2A è senza dubbio irrealistica, oltre chè illegale (A2A si scorda volutamente della Gerarchia dei rifiuti), e non trova precedenti in nessuna programmazione nazionale nè regionale sugli impianti TMB (neanche nell’ultimo decreto pro-inceneritori, già di per sè farlocco,  del governo).

La cosa più probabile è che si tratti solo di un escamotage per non ammettere quello che avverrebbe nella realtà, cioè che l’inceneritore brucerebbe CSS-rifiuto da mezza italia e non contribuirebbe minimamente alla gestione dei rifiuti della Regione.

Riguardo allo smaltimento delle ceneri, ricche di diossina e veleni vari, A2A continua a non specificare in quali discariche (cioè in quali località) le vorrebbe smaltire. I cittadini che vivono vicino a queste misteriose discariche hanno o no il diritto di saperlo e di intervenire, eventualmente, nella Valutazione di Impatto Ambientale in corso?

Ma dove A2A supera se stessa è nella Relazione Paesaggistica, che dovrebbe cercare di ribaltare il parere negativo della Soprintendenza e del MiBACT.

Ad esempio, laddove la Soprintendenza contesta il divieto di incrementare le aree occupate da impianti di produzione d’energia, A2A risponde che l’impianto in progetto si situerebbe sempre dentro il perimetro della Centrale, non fuori. Ma dai! Ci mancava pure che A2A pensasse di realizzare un impianto al di fuori del perimetro di sua proprietà!

Viene da chiedersi: ma A2A ci è o ci fa?

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