Il Comitato contro l’inceneritore diffida l’Assessorato dall’autorizzare l’inceneritore ESI di Giammoro

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La procedura di autorizzazione per gli inceneritori di rifiuti pericolosi non può essere espletata senza prima aver compiuto una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).

Lo prescrive l’art. 6, comma 6, del Testo Unico ambientale. La domanda di autorizzazione della ditta ESI è da considerarsi NULLA se non corredata da un’istanza all’autorità competente ai fini dell’avvio della V.I.A.

Ad oggi non risulta in corso nessuna V.I.A. su tale impianto, pertanto il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela stamane ha inviato una diffida all’Assessorato Regionale dell’Energia e Servizi di Pubblica Utilità ed al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti affinchè non diano seguito ad un iter autorizzativo palesemente illegale.

Il Comitato invita cittadini, associazioni ed amministrazioni comunali interessate a fare altrettanto.

Ricordiamo che in precedenza il Dipartimento rifiuti aveva convocato le amministrazioni coinvolte ad una Conferenza dei servizi sull’inceneritore “sperimentale” dell’ESI, che si sarebbe dovuta tenere l’11 Ottobre. Nella settimana precedente a tale data Padre Trifirò aveva lanciato una campagna che ha fatto raccogliere in soli 3 giorni più di 1500 dichiarazioni di cittadini contro tale impianto.

Da quanto abbiamo appreso da un articolo poc’anzi apparso su TempoStretto, la Conferenza dei servizi è stata rimandata al 27 Ottobre, anche se fino ad oggi non se ne aveva avuto notizia nè da parte del Comune di Pace del Mela nè di altre amministrazioni coinvolte.

L’inceneritore “sperimentale” dell’ESI rappresenta un’altra grave minaccia al comprensorio, arrivata dopo circa un anno dal progetto del mega-inceneritore di A2A, in atto ancora sottoposto a V.I.A.

Ad essere inceneriti all’ESI stavolta sarebbero una vasta gamma di rifiuti pericolosi, come i rifiuti sanitari, i rifiuti industriali ed i cascami dei serbatoi della raffineria. Si tratterebbe in ogni caso di rifiuti ricchi di metalli pesanti che, con la combustione, verrebbero sprigionati nell’aria attraverso una miriade di nanoparticelle invisibili ma micidiali.

Un autentico attacco alla salute dei cittadini, che arriva pochi mesi dopo la notizia di uno studio compiuto dall’Università di Messina che ha evidenziato nel comprensorio della Valle del Mela un’incidenza di tumori ipofisari tripla rispetto ai casi attesi.

Pertanto il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela ritiene necessario far ripartire la mobilitazione per arrivare ad una manifestazione popolare entro il mese prossimo.

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