Consiglio comunale San Filippo dM: di nuovo tutti “contro” l’inceneritore (a parole), ma confusi sul da farsi

In una sala gremita come non mai, quasi da scoppiare, si è svolto un consiglio comunale “infuocato” di ben 4 ore, con all’ordine del giorno il “fattaccio” dell’istruttoria AIA sull’inceneritore del Mela.

Non sono certo mancate le contestazioni spontanee dei cittadini esasperati, che hanno quindi ripetutamente infranto il “religioso silenzio” che all’inizio si era cercato di imporre nella sala.

Molti anche i cittadini che sono rimasti a manifestare fuori dall’aula, nella strada antistante il municipio.

Il nostro intervento, preparato congiuntamente da Comitati ed associazioni contro l’inceneritore, è stato però letto solo verso la fine della seduta.

Nel complesso queste quattro ore di Consiglio, filtrate dai colpi di teatro e dalle beghe politiche, sono servite a ristabilire la verità: il Commissario ha ammesso con umiltà l’errore, dovuto ad una non chiara focalizzazione della materia a pochi giorni dal suo insediamento. Inoltre si è detto disponibile a conformarsi alla volontà popolare sul NO all’inceneritore, senza però specificare con quali azioni concrete.

E’ divenuto ormai chiaro a tutti il pasticcio della Conferenza dei servizi del 19 Giugno, quando, con l’assenso del Commissario accompagnato dal Presidente del Consiglio, è stato approvato il famigerato PIC (Parere Istruttorio Conclusivo), un papello di 120 pagine che contiene le condizioni di esercizio dell’inceneritore qualora venisse autorizzato.

Come abbiamo ribadito più volte, si tratta di un PIC molto favorevole ad A2A, che omette le prescrizioni del Piano regionale dei rifiuti, ovvero uno dei principali ostacoli, assieme al Piano Paesaggistico, all’autorizzabilità dell’inceneritore.

Molto positiva è stata la disponibilità espressa da vari consiglieri a confrontarsi con Comitati e associazioni per entrare nel merito delle iniziative da intraprendere: staremo a vedere.

Deludente è stata invece la mancata discussione di una delle nostre principali richieste: l’emissione finalmente di un parere negativo sulla Valutazione Impatto Ambientale, cioè sulla vera autorizzazione dell’inceneritore.

In definitiva si sono detti di nuovo tutti contro l’inceneritore, Commissario compreso. E questo è un buon segno, ma non basta, perchè a parole, lo abbiamo visto, son bravi tutti.

Adesso vogliamo atti concreti, e soprattutto che l’Amministrazione si schieri al nostro fianco nella lotta contro l’inceneritore.

Noi abbiamo già inviato una istanza di revisione del PIC, dimostrando la sua non conformità al Testo Unico Ambientale ed al Piano regionale dei rifiuti.

Il Comune di San Filippo del Mela la condividerà o continuerà a pasticciare come fatto finora?

Una cosa è certa: continueremo a stargli con il fiato sul collo.

consiglio

Le schifezze del Parere AIA pro-inceneritore approvato con l’assenso del Comune di San Filippo del Mela

Vi ricordate quando a Marzo abbiamo denunciato che A2A vorrebbe bruciare a San Filippo del Mela rifiuti da tutta italia senza rispettare la pianificazione regionale? (Vedi l’articolo)

Ebbene, il Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) della Commissione AIA, approvato nell’ultima Conferenza dei servizi con l’assenso del Commissario di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo, sposa in pieno questa tesi (pagg.88-90).

Altro inaccettabile “insulto” al nostro territorio è il mancato riconoscimento delle condizioni di criticità ambientale e sanitaria esistenti: in altre parole nel PIC vengono disconosciute l’istituzione del SIN e dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale nel nostro comprensorio (pag.89).

Inoltre si liquidano le prescrizione imposte dal Piano Regionale dei rifiuti (PRGR) con argomenti ridicoli, chiaramente copiati dalle osservazioni di A2A:

  • il Piano rifiuti non si applicherebbe alla valorizzazione energetica del CSS, in quanto il CSS è un rifiuto speciale, non rifiuto solido urbano tal quale (pag. 88): si tratta di un’argomentazione ridicola, in quanto il Piano rifiuti non prevede la valorizzazione energetica dei rifiuti solidi urbani tal quali, ma per l’appunto sotto forma di CSS o comunque di rifiuti speciali pre-trattati;
  • il progetto di A2A non rispetterebbe “in senso letterale”, ma “nella sostanza” la prescrizione del PRGR di ridurre le emissioni ad un decimo dei limiti di legge (pag.89): si tratta di una questione matematica, se un valore è superiore ad una certa prescrizione non si può dire che la rispetta “nella sostanza”, sarebbe come dire che un’auto che va a 200 Km/h rispetta “sostanzialmente” un limite di velocità di 50 in città; nello specifico sia i valori garantiti dal progetto che le prescrizioni previste nel PIC (pag.110-112) sono di molto superiori rispetto a quanto sarebbe consentito nel PRGR;
  • il PRGR impone dei limiti al dimensionamento dell’impianto, cioè alla quantità di rifiuti da incenerire: il progetto di A2A prevede un quantitativo più che quadruplo rispetto a tali limiti; il PIC liquida la questione affermando che non si tratta di una prescrizione di sua competenza (pag.89), ma non è così: la portata dell’impianto infatti fa parte delle prescrizioni contenute nel PIC, che confermano la portata prevista da A2A disattendendo le prescrizioni del PRGR (pag.104).

 

La legge prevede che le prescrizioni AIA debbano includere eventuali prescrizioni più severe della Pianificazione regionale o locale, ma il PIC non la applica affatto!

Il perchè di queste gravi inesattezze ed omissioni è facilmente comprensibile: il recepimento delle prescrizioni del PRGR necessiterebbe modifiche così sostanziali che l’attuale progetto dovrebbe necessariamente essere bocciato!

Si tratta insomma di ulteriori ostacoli che si aggiungerebbero al Piano Paesaggistico. La Commissione AIA ha pensato bene di graziare A2A, risparmiandogli queste ulteriori “grane”. E lo ha fatto con il consenso del Commissario Alfredo Biancuzzo, sebbene l’ex esperto del Comune dott.Cottone  non avesse condiviso il PIC in seno alla Commissione AIA.

E’ ora che i cittadini tornino a farsi sentire e scendano in piazza per chiedere il rispetto della volontà popolare.

E’ necessario che il Comune di San Filippo del Mela rimedi agli errori fatti:

  • inviando una nota di disapprovazione e contestazione del Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) approvato nell’ultima Conferenza dei servizi del 19 Giugno, chiedendone l’indispensabile revisione;
  • formulando finalmente un parere definitivamente contrario nell’ambito della  Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore;
  • collaborando con comitati, cittadini e associazioni: non è accettabile che questi ultimi debbano essere lasciati soli a condurre la lotta nell’ambito della procedura VIA-AIA, mentre il Comune e le altre amministrazioni territoriali coinvolte latitano o addirittura giocano a favore di  A2A.

 

Chiunque volesse prendere visione direttamente del PIC, da noi acquisito tramite richiesta di accesso agli atti, può contattarci.

Acquisita dal Comitato dei cittadini contro l’inceneritore la documentazione relativa all’istruttoria AIA

PIC

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A seguito di richiesta di accesso agli atti inoltrata al Comune di San Filippo del Mela, alla Città Metropolitana di Messina ed al Ministero dell’Ambiente, stamane abbiamo finalmente acquisito la documentazione relativa all’istruttoria AIA dell’inceneritore A2A da parte della Città Metropolitana.

Importante soprattutto il Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) approvato nell’ultima conferenza dei servizi del 19 Giugno, a cui ha partecipato il Commissario del Comune di San Filippo del Mela Biancuzzo accompagnato dal Presidente del consiglio comunale Paulesu.

Si tratta di un Parere molto favorevole ad A2A, di cui accoglie in pieno le tesi alquanto discutibili nei punti più problematici, arrivando anche ad affermare palesi inesattezze ed ad omettere prescrizioni sebbene previste dal Piano regionale dei rifiuti.

Un parere, peraltro, non condiviso dal rappresentante del Comune dott. Cottone in seno al Gruppo istruttore AIA che ha redatto il PIC.

Nell’attesa che i nostri legali ci diano l’OK per la sua divulgazione online, è possibile richiedere una copia del PIC contattandoci privatamente.

 

 

 

Non esiste alcuna autorizzazione per la realizzazione dell’inceneritore

Stamane molti cittadini della Valle del Mela e dintorni si sono svegliati con una fosca notizia diffusa da alcuni organi di stampa locali, secondo cui la realizzazione del mega-inceneritore del Mela sarebbe piu’ vicina.

Di vero c’è che lunedì scorso si e’ tenuta l’ultima Conferenza dei Servizi AIA sul progetto di A2A, ma è assolutamente falso che sia stata rilasciata una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Infatti, anche se i verbali di questa Conferenza non sono ancora stati resi pubblici, una cosa e’ certa: nessuna autorizzazione concreta e’ potuta provenire da questa Conferenza.

Non siamo noi a dirlo, ma le leggi vigenti che regolano le procedure AIA e VIA a cui  e’ sottoposto l’inceneritore, che sono esplicate sul portale del Ministero dell’Ambiente (http://www.va.minambiente.it/it-IT/ps/Collegamenti/AIA):

“Nel caso di progetti sottoposti sia a VIA che ad Autorizzazione Integrata Ambientale in ambito statale è previsto che il provvedimento di VIA fa luogo dell’Autorizzazione Ambientale Integrata. Le attività istruttorie relative all’AIA . . . risultano quindi opportunamente integrate e coordinate nell’ambito della procedura di VIA”.

In altre parole, l’autorizzazione viene data dal provvedimento di VIA, l’istruttoria AIA (che si e’ conclusa con la Conferenza di lunedì scorso) viene integrata all’interno della VIA, di cui non rappresenta affatto la conclusione.

Basta leggere il Testo Unico Ambientale per capire a cosa serva l’istruttoria AIA: individuare le prescrizioni che l’impianto dovrebbe rispettare per adeguarsi alle migliori tecnologie disponibili (BAT) nel proprio campo di appartenenza (vale a dire l’incenerimento). Le prescrizioni possono essere piu’ o meno severe, ma in nessun caso un’istruttoria AIA puo’ concludersi dichiarando l’impianto non autorizzabile: quello e’ semmai un compito che spetta alla VIA, che deve valutare, a differenza dell’istruttoria AIA, anche la compatibilita’ ambientale dell’opera.

Ricordiamo che la VIA e’ al momento bloccata dal parere negativo vincolante del Ministero dei Beni Culturali.

Nell’ambito della Conferenza AIA il nostro comitato ha inviato una diffida sottoscritta anche da altre associazioni del territorio. In questa diffida si ribadisce l’obbligo, previsto dalla legge, di recepire le prescrizioni stabilite dal Piano regionale dei rifiuti, molte delle quali non sono rispettate dal progetto di A2A.

Vi daremo notizie piu’ dettagliate non appena entremo in possesso delle “carte” relative alle Conferenze che si sono tenute.

 

ministero

 

Illegittimo l’iter del Piano inceneritori: il Comitato dei cittadini diffida la Regione

6-inceneritori-in-sicilia

Alcuni mesi fa l’Assessore regionale Contraffatto ha elaborato un Piano che prevede almeno 6 inceneritori in Sicilia, di cui uno in provincia di Messina, sebbene distinto dal mega-inceneritore “privato” proposto da A2A nella Valle del Mela.

Il Piano della Contraffatto è stato elaborato su impulso del Piano inceneritori del governo Renzi, approvato con il DPCM 10 Agosto 2016.

La normativa ambientale prevede che tutti i piani di questo tipo, prima della loro approvazione, debbano superare una procedura di valutazione che coinvolge pubblico ed istituzioni, chiamata VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

Tuttavia il Dipartimento regionale acqua e rifiuti ha cercato una scorciatoia, chiedendo l’esclusione dalla VAS del Piano inceneritori.

Ridicole le motivazioni della richiesta: il Piano in questione risponderebbe a delle presunte prescrizioni disposte a conclusione della VAS del Piano rifiuti siciliano più di due anni fa. Peccato che leggendo tali prescrizioni non si trovi traccia dei 6 inceneritori previsti nel Piano della Contraffatto. Inoltre la Regione ha già ottemperato a tali prescrizioni nel Gennaio 2016, approvando un “Adeguamento” del Piano rifiuti che non ha nulla a che vedere, e che anzi è in contrasto, con il Piano inceneritori della Contraffatto.

Ma i paradossi non finiscono qui.

La scorciatoia perseguita dal Dipartimento rifiuti siciliano è del tutto simile a quella tentata dal suo omologo nazionale un anno fa. Ma al governo non andò bene, perchè l’esclusione dalla VAS fu negata dalla Direzione per le valutazioni ambientali dello stesso Ministero dell’Ambiente.

Dopo questa batosta il governo approvò comunque il decreto inceneritori, giustificando il mancato espletamento della VAS con la scusa che il Piano governativo rappresenterebbe solo un indirizzo programmatico per le Regioni: secondo il decreto è alle Regioni che spetta il compito di recepire tale indirizzo e di sottoporlo alla VAS.

Adesso però anche la Regione non vuole fare la VAS. Ed ogni scusa è buona, anche se inventata: nel Piano inceneritori della Regione si arriva ad affermare che è stato il Piano del governo ad essere stato sottoposto a VAS (cosa palesemente falsa), e che quindi sottoporre a VAS il suo recepimento non è necessario.

Insomma questa VAS non la vuole fare nessuno:

il governo dice: io non ne faccio, dovranno farla le regioni;

la regione risponde: io non ne faccio, l’ha fatta già il governo (figurati).

Sembrerebbe una barzelletta se non fosse che a rischio c’è la salute di centinaia di migliaia di siciliani.

Considerata la manifesta illegittimità della procedura in corso e della richiesta di escludere dalla VAS il piano inceneritori della Regione, abbiamo inviato all’Assessore Croce ed al Dipartimento regionale dell’Ambiente una diffida affinchè l’esclusione non venga concessa, riservandoci in caso contrario di intraprendere un’azione legale.

Invitiamo tutte le associazioni interessate a fare altrettanto.

E’ possibile scaricare la diffida inviata dal nostro Comitato a questo link: DIFFIDA Regione Piano inceneritori

Paradossale il patrocinio del Comune accanto a sponsor di industrie dannose per il territorio

Cattura

Lettera aperta del movimento ambientalista di Milazzo e della Valle del Mela all’amministrazione comunale di Milazzo:

“Spesso gli eventi organizzati a Milazzo sono caratterizzati dalla sponsorizzazione di grossi gruppi industriali che arrecano un grave danno al nostro territorio.

Tale danno viene chiaramente riconosciuto nel Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 appena approvato, secondo il quale gli insediamenti del polo industriale di Milazzo, ed in modo particolare la raffineria e la centrale elettrica, “confliggono fortemente con i valori e le valenze che i luoghi ancora possiedono”, “si configurano come detrattori paesaggistici tra l’altro lesivi di potenzialità economiche non indifferenti”, “rappresentano i poli industriali a maggior incidenza sui fattori di degrado del Paesaggio Locale”, con “gravi ricadute negative sia sullo sviluppo urbanistico che economico dell’intera provincia”.

Negli eventi sponsorizzati da queste industrie fortemente degradanti troppo spesso si nota anche il patrocinio della Città di Milazzo.

Da cittadini milazzesi e del comprensorio proviamo un senso di disgusto nel vedere i loghi delle grosse industrie inquinanti affiancati a quello della Città di Milazzo.

Come sancito dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, tali industrie recano un grave danno ambientale, paesaggistico ed economico al nostro territorio, a cui va aggiunto anche l’impatto sanitario evidenziato in vari studi medico-scientifici.

Pertanto  riteniamo paradossale  che la  Città di Milazzo conceda il proprio patrocinio accanto alle sponsorizzazioni di tali industrie. Soprattutto se si considera che queste sponsorizzazioni, al contrario di quanto avviene di norma, non hanno alcuna finalità commerciale (la RM ed A2A non commercializzano i propri prodotti o servizi ai cittadini milazzesi), bensì evidentemente finalità di ben altra natura, alquanto singolari per uno sponsor, che potremmo definire eufemisticamente “socio-politiche”.

Tale situazione lede anche la dignità di tutti quei cittadini che sono affetti da patologie ambientali o che purtroppo non sono più tra noi.

Pertanto si chiede alla S.V. di provvedere con la massima urgenza a modificare il regolamento per la concessione del patrocinio della Città di Milazzo, in modo tale che non venga più concesso in presenza di sponsorizzazioni da parte di aziende connesse ad attività industriali che, ai sensi del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, rappresentano fattori di degrado e/o detrattori paesistici lesivi per il nostro territorio”

Bonifiche ed inquinamento: da che parte sta il Sindaco Aliprandi?

aliprandi

E’ stata recentemente diffusa la notizia che il Sindaco di San Filippo del Mela Pasquale Aliprandi avrebbe presentato le proprie rimostranze, più che condivisibili, sul grave ritardo della Regione nell’attuare le bonifiche nel SIN (Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche) dell’area industriale di Milazzo.

Aliprandi però lamenta anche una presunta “forte penalizzazione per il territorio” derivante dall’istituzione del SIN, che rappresenterebbe un “ostacolo allo sviluppo dell’intero territorio”. Affermazioni gravi da parte di un Sindaco per il quale la salute dei propri concittadini dovrebbe essere prioritaria.

Il fatto che le istituzioni finora siano state inadempienti rispetto all’obbligo di bonifica non può servire da alibi per poter cancellare del tutto tale obbligo.

Delirante poi la frecciatina su un presunto “silenzio degli ambientalisti” (quali?).

Forse il sindaco non sa o fa finta di non sapere che da anni le associazioni ambientaliste chiedono un serio ed efficace piano di bonifica del territorio, con la consapevolezza però che per rendere pienamente efficace ogni bonifica dovrebbero anche essere spente le fonti di inquinamento. Peraltro una seria bonifica ed una riconversione “pulita” dell’area costituirebbero un volano per lo sviluppo e l’occupazione, in misura molto maggiore rispetto alle attuali industrie inquinanti. Al riguardo hanno avuto luogo anche diverse manifestazioni che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini.

Ben lungi dal rappresentare inutili “marchi”, il SIN e l’AERCA costituiscono obblighi di legge che impongono le bonifiche per questo splendido e martoriato territorio. Bisogna che le istituzioni locali si uniscano ad associazioni e cittadini per pretendere il rispetto di tale obbligo, non il suo venir meno. Far fuori il SIN significherebbe accettare che le bonifiche non verranno mai fatte. Una prospettiva sciagurata ed inaccettabile per un territorio come il nostro, con elevate potenzialità di sviluppo diverso da quello industriale.

Cogliamo inoltre l’occasione per invitare nuovamente il Sindaco Aliprandi ad esprimere finalmente un chiaro parere contrario nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da cui dipende la realizzazione del famigerato mega-inceneritore del Mela, che peggiorerebbe gravemente il già insopportabile inquinamento e contro cui anche i suoi concittadini si sono già espressi  in modo forte e deciso. E’ da quasi due anni che la procedura VIA è in ballo ed ancora l’amministrazione comunale di San Filippo del Mela non ha espresso alcun parere, ufficialmente nell’attesa di una apposita Conferenza dei servizi. Peccato però che l’amministrazione già da diverso tempo avrebbe dovuto esprimere un proprio parere, come previsto dalla legge e dalla procedura, ma non lo ha ancora fatto. PERCHE’?

Il parere negativo contro l’inceneritore segna il passaggio dalle parole ai fatti, altro che populismo

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E’ di giovedì scorso la notizia che la Citta’ Metropolitana di Messina ha emesso un parere negativo contro l’inceneritore del Mela nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, procedura con la quale si decidera’ se l’inceneritore potra’ essere realizzato o meno.

Si tratterebbe del primo atto concreto effettuato da uno degli ente locali coinvolti nella procedura (gli altri sono la Regione ed il Comune di San Filippo del Mela) per scongiurare l’inceneritore del Mela.

Com’era prevedibile, la notizia ha suscitato vivaci reazioni di plauso tra i cittadini della valle del Mela, ma anche un certo nervosismo da parte di coloro a cui, chissà perchè, quel parere non è piaciuto.

Ad esempio l’articolo di Giovanni Passalacqua “Accorinti e l’inceneritore: ambientalismo o populismo?”, apparso su “tempostretto”, sostiene che quel parere si sarebbe “rivelato inutile”.

La tesi di Passalacqua, come vedremo smentita dal Ministero dell’Ambiente, è che il parere negativo sarebbe stato inviato al Gruppo Istruttore AIA, quella mattina riunito in Conferenza dei servizi, e non all’Autorita’ competente sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), sebbene fosse intestato a quest’ultima.

Per capire i termini del problema bisogna avere chiari i compiti delle procedure di VIA e AIA.

Con la VIA si decide sulla realizzazione o meno dell’impianto.

Con l’AIA invece vengono stabilite le prescrizioni che andranno rispettate durante l’esercizio dell’impianto.

Come viene chiarito sul portale del Ministero dell’Ambiente [1], “nel caso di progetti sottoposti sia a VIA che ad Autorizzazione Integrata Ambientale in ambito statale è previsto che il provvedimento di VIA fa luogo dell’Autorizzazione Ambientale Integrata. Le attività istruttorie relative all’AIA …risultano quindi opportunamente integrate e coordinate nell’ambito della procedura di VIA”.

In altre parole, in caso di provvedimento congiunto VIA-AIA, come in questo caso, l’unica funzione autorizzatoria spetta alla VIA, mentre l’istruttoria AIA viene assorbita all’interno della procedura di VIA.

Chiaramente, le prescrizioni stabilite con l’istruttoria AIA saranno applicate solo se la VIA avra’ esito favorevole e l’impianto verra’ realizzato. Viceversa, se la VIA dovesse avere esito negativo, come da noi auspicato, le prescrizioni stabilite in sede AIA sarebbero ovviamente inutili.

L’articolo apparso su tempostretto farebbe intendere che la VIA riguardi una seconda fase della procedura, successiva alla Istruttoria AIA. Pertanto il Sindaco metropolitano Accorinti avrebbe inviato troppo presto un parere che invece sara’ attinente ad una fase successiva, quando, secondo Passalacqua, i giochi potrebbero essere “gia’ fatti”.

 Nulla di piu’ lontano dal vero. La procedura VIA e’ iniziata il 22/09/2015 e da allora, nell’ambito di tale procedura, sono state prodotte centinaia di pagine di osservazioni da parte di piu’ di 40 soggetti diversi, due integrazioni da parte del proponente, un parere negativo (vincolante) da parte del Ministero dei beni culturali, emesso per la prima volta il 3/12/2015 e recentemente confermato (il 23/3/2017).

Tutto questo è consultabile pubblicamente sul portale del Ministero dell’Ambiente, nella sezione dedicata alla VIA sul progetto in questione [2].

Il parere della Citta’ Metropolitana di Messina sarebbe quindi il secondo parere emesso nell’ambito della VIA da parte di un’amministrazione coinvolta nella procedura.

Tale parere non e’ stato affatto inviato troppo presto, anzi. L’art. 25, comma 3, del Codice dell’ambiente prevede che “le amministrazioni rendono le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza”. Per fortuna sentenze della Cassazione hanno stabilito che non si tratta di termini perentori, per cui il parere della Citta’ metropolitana e’ perfettamente valido. Ad ogni modo non si tratta certamente di un parere emesso troppo presto, bensì di un parere emesso all’interno di una procedura gia’ da tempo avviata e che potrebbe essere decisivo.

Ad oggi il Sindaco Metropolitano non poteva fare di meglio per scongiurare l’inceneritore. Altro che parere inutile. Ad esser pignoli avrebbe potuto farlo prima, ma meglio tardi che mai. Per fortuna la VIA e’ ancora in corso e i giochi sono ben lungi dall’essere “gia’ fatti”.

Per quanto riguarda il presunto errore nell’invio del parere alla Conferenza AIA piuttosto che alla Commissione VIA, la tesi di Passalacqua non trova conferma da parte del Ministero dell’Ambiente. Infatti, a seguito di un colloquio telefonico con l’ufficio che segue la procedura VIA ci è stata confermata la ricezione del parere della Città Metropolitana, che dovrebbe essere pubblicato online entro giovedì.

Ad ogni modo, quand’anche, per assurdo, fosse vero che il parere sia stato inviato per errore ad un indirizzo piuttosto che ad un altro, basterebbe ovviare semplicemente inoltrando il parere all’indirizzo corretto. In ogni caso un errore del genere non potrebbe affatto giustificare l’epiteto di populismo lanciato da Passalacqua, perche’ il parere in questione costituisce un importantissimo atto concreto che segna, finalmente, il passaggio dalle parole ai fatti nella battaglia contro l’inceneritore, almeno da parte della Città metropolitana.

Populisti semmai sono quegli amministratori che a parole dicono di essere contrari all’inceneritore, ma che atti concreti ed efficaci per scongiurarlo non ne fanno.

Peraltro tale insinuazione, oltre ad essere del tutto ingiustificata, finisce per fare il gioco di quegli amministratori che ancora giocano a fare i “Ponzio Pilato”, aspettando da piu’ di un anno e mezzo la convocazione ad una apposita Conferenza dei servizi per esprimere un parere che invece potrebbero benissimo inviare facilmente con una PEC.

Pertanto confermiamo la correttezza e l’importanza dell’iniziativa del Sindaco Accorinti e rinnoviamo il nostro invito all’Amministrazione Comunale di San Filippo del Mela ed alla Regione Siciliana a fare altrettanto, inviando al piu’ presto un proprio parere negativo dell’ambito della VIA.

Quanto alla prossima Conferenza dei servizi AIA, invitiamo le amministrazioni convocate a far propria la nostra richiesta di includere nelle prescrizioni i requisiti richiesti dal Piano regionale dei rifiuti (par.fo 4.4.2), quattro dei quali non vengono rispettati dal progetto di A2A.

Note:

[1] http://www.va.minambiente.it/it-IT/ps/Collegamenti/AIA

[2] http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1569/2567

Crocetta dice NO all’inceneritore del Mela, ma le parole non bastano

crocetta inc

Sabato il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha ribadito il proprio NO all’inceneritore del Mela, sia nel corso di un convegno presso il Comune di Torregrotta, sia alla presentazione del suo movimento a Messina.

Uno dei passaggi più interessanti del discorso di Crocetta è stato anche quello sulle tecnologie di riciclaggio alternative sia alle discariche che agli inceneritori.

Tuttavia, in merito alla nostra richiesta di passare dalle parole ai fatti, cioè di esprimere al più presto un parere negativo della Regione al progetto di A2A, Crocetta non ha risposto in maniera soddisfacente.

La nostra richiesta è stata riproposta al convegno di Torregrotta da Rossana Giacobbe di “Mamme per la vita ONLUS” (qui il video dell’intervento). Crocetta ha risposto che il parere verrà dato quando richiesto in Conferenza dei servizi, come se quella fosse l’unica sede in cui la Regione può esprimere il proprio parere.

Ma in realtà è nelle possibilità della Regione Siciliana inviare il proprio parere anche prima della Conferenza dei servizi. Infatti la legge prevede che le amministrazioni competenti hanno il diritto/dovere di esprimere un parere sin da quando il progetto viene presentato: diversamente da quanto ritenuto da Crocetta, non è necessario aspettare la Conferenza dei servizi.

Il Ministero dell’Ambiente lo spiega bene sul proprio portale: si veda in particolare il punto 4 (Decisione): le amministrazioni sono tenute ad esprimere un parere entro 90 gg. dal deposito del progetto (i termini non sono comunque perentori) o ANCHE (non necessariamente) nell’ambito in una Conferenza dei servizi che PUO’ essere indetta a tal fine. In ogni caso è chiaro che le amministrazioni non devono per forza aspettare la Conferenza per poter esprimere il proprio parere.

Peraltro ad oggi non si sa nè se nè quando tale Conferenza verrà indetta, perciò è importante che la Regione esprima al più presto il proprio parere senza ulteriori indugi, anche perchè  diverrebbe vincolante per i futuri inquilini della Regione.

Per tali ragioni invieremo nuovamente una richiesta al Presidente Crocetta per invitarlo, come ha già fatto la Regione Puglia nei confronti di un progetto simile di A2A, a trasmettere il parere negativo sulla realizzazione del mega-inceneritore del Mela.

Insomma, adesso si passi dalle parole ai fatti…in fondo basta una PEC.

A2A vuole bruciare rifiuti da tutta Italia senza rispettare il Piano regionale…e la Regione non dice nulla?

rosario-crocetta fb

Recentemente A2A ha presentato delle “Integrazioni volontarie“, in cui di fatto ammette l’incompatibilità del proprio progetto con il Piano regionale dei rifiuti. Tale incompatibilità, in precedenza evidenziata nelle nostre osservazioni, è stata attenzionata anche dal Gruppo Istruttore ministeriale.

A2A giustifica l’incompatibilità affermando che il CSS che verrebbe bruciato nell’impianto è un rifiuto speciale senza vincoli di bacino e come tale non deve sottostare alla pianificazione regionale. In altre parole A2A pretende di bruciare in Sicilia rifiuti provenienti da chissà dove senza dover rispettare i requisiti e le condizioni previste dal Piano regionale dei rifiuti.

E’ inaccettabile che la Regione Siciliana non dica nulla in proposito. Come può la Regione rimanere indifferente di fronte all’eventualità che la Sicilia, ed in particolare la Valle del Mela, diventi la pattumiera d’Italia? E che A2A venga esentato dal rispetto delle norme di pianificazione regionale?

Per questo abbiamo inviato una lettera aperta al Presidente Crocetta affinchè ponga fine alla latitanza delle istituzioni regionali nei confronti della Valle del Mela e si assuma le proprie responsabilità.

Crocetta ha dichiarato in varie occasioni di essere contrario al mega-inceneritore di A2A, ma è necessario passare dalle parole ai fatti. In assenza di azioni concrete in loro difesa, i cittadini della Valle del Mela e del comprensorio limitrofo si sentono abbandonati dalle istituzioni regionali.

Chiediamo quindi al Presidente Crocetta di formalizzare al più presto il parere negativo della Regione nei confronti del mega-inceneritore di A2A e di inviarlo alla Direzione Generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente.

In questo modo si darebbe finalmente un segnale netto, tangibile e concreto ai 150 mila cittadini siciliani su cui pende la spada di Damocle del mega-inceneritore di A2A.

Ma questo parere è necessario anche perchè la Regione deve far valere il proprio Piano rifiuti che altrimenti sarebbe carta straccia.

Peraltro il parere regionale potrebbe essere determinante sulla decisione finale, come avvenuto nel caso di un progetto simile di A2A che riguarda la Centrale di Brindisi nord.

Abbiamo invitato Crocetta a discutere di tali argomenti anche nel corso dell’incontro che terrà sabato 11 a Capo Peloro.