La Sen. Floridia parla di “fatti”, ma l’inquinamento e i gravi rischi sanitari sono ancora tutti qui

Nei giorni scorsi è apparso sul web un documento contenente delle accuse ridicole nei nostri confronti, intitolato “IL M5S risponde al comunicato del Comitato Cittadini contro l’inceneritore” [1]. Non è chiaro se esso rappresenti la posizione ufficiale del M5S o piuttosto una sfuriata personale della Sen. Barbara Floridia, unica firmataria del documento.

Tale sfuriata si deve al fatto che, dopo aver posto quesiti scomodi [2] ai candidati a Sindaco di Milazzo su Raffineria e altre problematiche ambientali, abbiamo fatto ciò che era ovvio fare: pubblicare e analizzare le risposte, disapprovando la mancata risposta di alcuni candidati [3]. Siccome tra questi ultimi c’era anche Utano, il candidato sostenuto dal M5S, la Floridia si è arrabbiata.

Ma è colpa nostra se Utano non ha risposto? Eppure ha avuto una settimana di tempo, durante la quale è stato sollecitato più volte: se c’è qualcuno con cui la Floridia si sarebbe dovuta arrabbiare, quello è proprio Utano.

Al contrario secondo la Senatrice il suo candidato non era tenuto a rispondere, in quanto “Il Movimento 5 Stelle, rappresentato dal candidato sindaco Giovanni Utano, ha risposto con i fatti non con le parole”. In altre parole ci siamo macchiati del reato di “lesa maestà”: ecco spiegata la “pochezza” attribuitaci dalla Floridia, dall’alto della sua “grandezza”.

Quanto ai “fatti” di cui parla la Floridia, c’è da dire che finora la situazione ambientale nella valle del Mela non è cambiata affatto. Due anni fa abbiamo lodato gli esponenti del M5S per la bocciatura dell’inceneritore contro cui abbiamo tanto lottato (e contro cui continueremo a lottare, essendo ancora pendente il ricorso di A2A). Ma questo non può servire da alibi per dormire sugli allori: i cittadini della valle del Mela e degli altri territori inquinati continuano ad essere esposti a rischi sanitari inaccettabili.

Quando si è insediato l’attuale Ministro dell’Ambiente Costa, gli allora rappresentanti della Città Metropolitana di Messina e del Comune di San Filippo del Mela gli hanno chiesto ufficialmente di rivedere l’illegittimo accantonamento delle prescrizioni sanitarie già espresse sulla Raffineria [4]. Ciò avrebbe senz’altro migliorato la situazione ambientale nella valle del Mela, applicando limiti emissivi più adeguati a tutelare la salute pubblica. Invece il Ministro, con cui la Floridia vanta un rapporto privilegiato, è rimasto sordo davanti a tali richieste.

Vari comuni hanno poi presentato ricorso al TAR di Catania contro gli aspetti illegittimi dell’autorizzazione della Raffineria, riconosciuti anche dalla stessa Sen. Floridia [5]. Eppure il Ministero dell’Ambiente continua a difendere in giudizio tali illegittimità.

Come se non bastasse, lo stesso Ministero un mese fa ha autorizzato un nuovo impianto inquinante a Giammoro [6], disattendendo le nostre e altrui osservazioni in merito alla necessità di verificare l’effetto cumulativo con gli altri impianti, come peraltro la legge prevede. Proprio in virtù di tali violazioni di legge, noi, l’ADASC ed alcuni cittadini di Pace del Mela abbiamo inviato due ricorsi gerarchici al Ministro Costa chiedendo l’annullamento del provvedimento, senza ricevere finora alcun riscontro.

Un “selfie” della Sen. Floridia con il Ministro Costa

A prescindere da quello che ha fatto o meno il M5S, i cittadini hanno il diritto di conoscere la posizione dei candidati a Sindaco sulle questioni ambientali. I nostri quesiti richiedevano l’assunzione di impegni ben precisi, anziché enunciazioni vaghe, a cominciare dalle prescrizioni sanitarie che il nuovo Sindaco dovrà esprimere sulla Raffineria.  Non ci pare un problema di poco conto, considerate le gravi criticità sanitarie presenti nella nostra zona e riconducibili con ogni probabilità alla Raffineria, come ad esempio l’eccesso di malformazioni congenite peggiore d’ Italia.

Inaccettabile quindi la pretesa della Floridia di esentare il suo candidato dai quesiti, concedendogli un “occhio di riguardo”. Proprio a causa della nostra obiettività siamo stati paradossalmente accusati dalla Senatrice di aver cercato di favorire qualcuno. Parole incaute per le quali la Sen. Floridia farebbe bene a chiedere scusa. Considerato il ruolo pubblico che svolge, non può permettersi di denigrare dei cittadini che da anni lottano per la tutela del territorio e della salute e che, tra l’altro, le pagano lo stipendio.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Note:

[1] Il documento in questione è pubblicato, ad esempio, in questo pagina: www.facebook.com/GiovanniUtanoperMilazzo/posts/175669780855827

[2] QUESITI AI CANDIDATI A SINDACO DI MILAZZO —> Download

[3] https://cittadinicontroinceneritore.org/2020/10/02/occhio-ai-candidati-a-sindaco-milazzesi-benedetti-dalla-raffineria-solo-2-vogliono-ridurre-le-emissioni/

[4] Queste le richieste ufficiali dei due enti inviate nel giugno 2018 al Ministro Costa:

[5] https://www.oggimilazzo.it/2018/05/02/autorizzazione-ambientale-raffineria-di-milazzo-a-rischio-i-dubbi-della-senatricere-floridia/

[6] https://www.oggimilazzo.it/2020/09/06/nuova-centrale-termoelettrica-duferco-a-giammoro-gli-ambientalisti-si-rivolgono-al-ministro-costa/

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Occhio ai candidati a Sindaco milazzesi benedetti dalla Raffineria: solo 2 su 7 promettono di far ridurre le emissioni

Abbiamo sottoposto ai candidati a Sindaco di Milazzo quesiti specifici sulle concrete azioni che, se eletti, potranno adempiere per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità di vita dei milazzesi.

I quesiti più spinosi riguardano la Raffineria di Milazzo. Il prossimo Sindaco di Milazzo a breve verrà convocato in una “Conferenza dei servizi” in cui sarà riesaminata l’autorizzazione della raffineria. In tale sede il Sindaco è tenuto per legge ad esprimere le prescrizioni sanitarie, ovvero quei limiti che consentono di escludere rischi per la salute pubblica.

Abbiamo chiesto ai candidati se hanno intenzione di prescrivere limiti tali da ridurre l’inquinamento della Raffineria ed i conseguenti rischi per la salute dei cittadini.

Come vedremo, su 7 candidati solo due (Roselli e Abbriano) hanno risposto positivamente.

Secondo Pippo Midili sono invece necessari ulteriori dati. Ciò non è condivisibile, innanzitutto perché i dati sull’inquinamento della Raffineria ed i rischi connessi sulla salute ci sono eccome  (l’ultimo clamoroso documento lo abbiamo svelato proprio nelle scorse settimane). Inoltre sono innumerevoli le evidenze di gravi criticità sanitarie riconducibili, almeno in prima ipotesi, alle emissioni della Raffineria. Si pensi ad esempio al recente studio epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha riscontrato a Milazzo l’eccesso di malformazioni congenite più elevato d’Italia. In ogni caso un’autorizzazione non può essere concessa senza prima aver escluso rischi per la salute delle persone: se per assurdo non ci fossero abbastanza dati, l’autorizzazione non potrebbe essere concessa. Inoltre il Sindaco è tenuto ad applicare il principio di precauzione: anche in caso di “incertezza” deve esprimere i limiti che, sulla base dei dati in suo possesso, consentono di essere certi che non ci saranno rischi per la salute delle persone.

A supporto della propria tesi Midili chiama in causa le recenti sentenze del TAR contro il Piano regionale di qualità dell’aria, dove viene contestato il fatto che le centraline di monitoraggio sul territorio regionale non sono in numero adeguato allo scopo prefissato. Il confronto però non regge, perché le prescrizioni sanitarie, a differenza del Piano regionale di qualità dell’aria, si basano sul principio di precauzione, sono sostenute da motivazioni sanitarie e soprattutto non hanno nulla a che vedere con la complessa normativa che regola i piani regionali di qualità dell’aria.

Ancora più negativa la risposta di Damiano Maisano, secondo il quale non è competenza del Sindaco prescrivere limiti che consentano di ridurre l’inquinamento. Peccato che la normativa dica tutt’altro. Consigliamo a Maisano, se ha intenzione di fare il Sindaco, di consultare la normativa in materia, ed in particolare l’art. 29-quater, comma 6, del codice ambientale.

La risposta di Adele Roselli si mostra invece convintamente positiva: si impegna chiaramente ad esprimere prescrizioni sanitarie volte alla riduzione delle emissioni, comprese quelle di idrocarburi non metanici, nota causa di odori molesti (ma probabilmente correlate anche al grave eccesso di malformazioni congenite).

Positiva anche la risposta di Gioacchino Abbriano, che si impegna ad esprimere le prescrizioni sanitarie finalizzate a ridurre l’inquinamento, conciliando “ambiente, salute e lavoro”. Tuttavia è necessaria qualche puntualizzazione sul riferimento di Abbriano alla conferenza dei servizi del 28 marzo 2018, in cui le prescrizioni sanitarie sarebbero state “rimandate” di 3 anni in virtù di un accordo con la RAM, che avrebbe dovuto finanziare uno studio e acquistare due centraline. Abbriano afferma che, allo scadere dei 3 anni, chiederà un nuovo riesame dell’autorizzazione e, verificato che l’accordo non è stato rispettato, riattiverà le prescrizioni già espresse nel 2018.

Va comunque precisato che di studi epidemiologici autorevoli, oggi come allora, ce ne sono a iosa: studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Assessorato regionale della Sanità e dall’Università di Messina. Non c’è di certo alcun bisogno di  uno studio finanziato dalla Raffineria. In ogni caso il prossimo Sindaco verrà convocato in Conferenza dei servizi a breve, quindi probabilmente prima dello scadere dei famosi 3 anni.

Sulle emissioni odorigene Abbriano risponde di ritenere necessario prevedere dei limiti, che oggi non ci sono. Aggiunge però che vorrebbe individuare con certezza la fonte emissiva. In realtà la fonte emissiva è già individuata, anche perché sul perimetro della Raffineria funzionano già i nasi elettronici. Purtroppo però, senza alcun limite da rispettare, i nasi elettronici sono fini a se stessi. Le prescrizioni sanitarie del 2018, poi revocate (o “rimandate”, se si preferisce), prevedevano il limite di 5 UO/m3 da applicare proprio ai nasi elettronici.

I rimanenti tre candidati (Lorenzo ItalianoGiovanni Utano e Maurizio Munafò) hanno preferito non rispondere ai nostri quesiti, sebbene più volte sollecitati. E chi non risponde, si sa, spesso ha qualcosa da nascondere.

In realtà Utano ha risposto di non avere tempo e ci ha inviato il suo programma elettorale. Però se 7 candidati su 10 (considerando anche le elezioni di Barcellona) hanno trovato il tempo di rispondere ai nostri quesiti qualcosa non torna: non è che ci volesse tutto questo tempo!

Per di più va detto che il programma elettorale di Utano è alquanto deludente: la Raffineria non viene mai menzionata e le problematiche sulla qualità dell’aria vengono attribuite unicamente al traffico. Una visione che potrebbe andar bene nelle “ordinarie” grandi città, ma non certo in una cittadina di modeste dimensioni assediata da grosse industrie inquinanti come Milazzo. Consigliamo ad Utano di consultare l’inventario delle emissioni dell’ARPA, che evidenzia come la principale fonte emissiva della zona sia la Raffineria.

Sugli altri quesiti ambientali che abbiamo posto (gestione rifiuti, piano paesaggistico, costa, torrenti, mare, rapporti con associazioni) Midili, Maisano, Abbriano e Roselli hanno risposto in maniera per lo più positiva, anche se c’è da segnalare la posizione di Maisano (peraltro già nota) sull’Area Marina Protetta, che vorrebbe riperimetrare. Su questo punto, così come anche sul Piano paesaggistico, non ha invece risposto Midili.

Pubblichiamo qui le risposte integrali dei 4 candidati che hanno risposto:

Per completezza pubblichiamo anche il programma elettorale inviatoci da Utano, che comunque non può essere considerato rispondente ai nostri quesiti: