Primo obiettivo raggiunto: grazie Villarosa e Floridia. Ma vi rimane ancora molto da fare per la Valle del Mela

Oltre a pungolare e criticare quando necessario, noi siamo sempre stati pronti anche a collaborare e riconoscere i meriti di politici e amministratori che attuano azioni concrete e raggiungono risultati in favore dei cittadini della valle del Mela.

In occasione delle elezioni politiche del 4 Marzo abbiamo sottoposto dei quesiti sull’inceneritore ai principali candidati locali. In particolare il primo quesito chiedeva: “Se venisse eletto, si impegna a far si che un eventuale futuro governo da lei sostenuto neghi ogni possibile autorizzazione dell’inceneritore?”.

Alessio Villarosa fu tra coloro che risposero affermativamente ed oggi possiamo dire che ha portato a compimento tale impegno.

Infatti se non fosse stato per l’interessamento ed il pressing esercitato in questi 4 mesi dal Sottosegretario Villarosa e dalla Sen. Barbara Floridia, la pratica dell’inceneritore quasi certamente sarebbe ancora chiusa in qualche cassetto romano, magari in attesa di una situazione più favorevole ad A2A.

Nel corso di questi mesi spesso ci siamo consultati proprio con Villarosa e Floridia per avere informazioni sullo stato di avanzamento della procedura, auspicandone una rapida conclusione negativa, e sappiamo che il loro impegno in tal senso è partito spontaneamente fin dalla formazione del nuovo governo.

Dopo quasi 4 mesi tale impegno ha dato i suoi frutti:  la questione è finalmente giunta all’attenzione dell’ultimo Consiglio dei Ministri del 4 Ottobre, che ha “bocciato” l’inceneritore condividendo il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali. Quest’ultimo ha prevalso sul parere positivo del Ministero dell’Ambiente, con il consenso dello stesso Ministro dell’Ambiente Costa.

Questo non significa ovviamente che il merito della vittoria sull’inceneritore sia solamente di questo governo: se non fosse stato ad esempio per il Piano Paesaggistico e per il pluriennale impegno di comitati, associazioni e amministrazioni locali, l’inceneritore sarebbe già stato realizzato senza neanche bisogno di arrivare in Consiglio dei Ministri.

Tuttavia per quest’ultimo decisivo passo verso la vittoria finale dobbiamo ringraziare proprio l’attuale governo ed i suoi esponenti locali.

Comprensibile quindi l’acredine di Villarosa, esplicitata nel video con cui ha dato su facebook la lieta notizia, per una vignetta satirica pubblicata giusto il giorno prima su una pagina facebook: un’iniziativa peraltro non ascrivibile al movimento contro l’inceneritore nel suo complesso, nè tanto meno alle associazioni che vi fanno parte, come erroneamente si potrebbe desumere dal video di Villarosa.

 Comunque l’importante ora è che possiamo goderci questo strepitoso risultato, orgogliosi di esserci fin dall’inizio buttati a capofitto in una battaglia che dovevamo e dobbiamo vincere ad ogni costo: quella dei cittadini della valle del Mela contro l’inceneritore del gigante A2A.

La vittoria finale adesso è a portato di mano, ma la guerra non è ancora ufficialmente vinta. La procedura infatti non è affatto conclusa ed adesso passerà nuovamente al Ministero dell’Ambiente, che ha il compito di predisporre il decreto finale di conclusione della procedura che poi dovrà essere firmato dal Ministro Costa. Ma come sappiamo il Ministero dell’Ambiente ha finora assunto – in maniera evidentemente preconcetta – una posizione pro-inceneritore.

In particolare la pratica tornerà nelle mani della Bilanzone e di Lo Presti, rispettivamente la responsabile del procedimento ed il capo della Direzione generale valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente. Personaggi qualche anno fa coinvolti in uno scandalo per delle intercettazioni clamorose che evidenziavano, soprattutto da parte dell’attuale Direttore Lo Presti, la  spregiudicatezza con cui, su richiesta, avrebbero consapevolmente voluto fare una “porcata” (probabilmente l’ennesima) tale da sporcarsile mani di sangue“: il sangue di tanti cittadini, vittime innocenti dell’inquinamento industriale selvaggio.

Nè è verosimile che nelle intercettazioni Lo Presti stesse semplicemente scherzando, anche se è vero che se la rideva. Le intercettazioni in questione si riferivano infatti al caso della Centrale a carbone Tirrenopower di Novi Ligure, sequestrata dalla magistratura in quanto accusata di disastro ambientale e di aver provocato la morte prematura di centinaia di persone: la “porcata” a cui si riferiva Lo Presti puntava a rendere vano il provvedimento della magistratura.

Riportiamo i passaggi salienti delle intercettazioni:

Lo Presti: “Cerchiamo di fare una porcata, almeno, che sia leggibile[1] …. “Siamo dei farisei…Mi sputerei in faccia da solo! Cioè, della serie, che fai in ufficio? IL BASTARDO![2]

Bilanzone: “Se volete la scrivo io, tanto ormai” (!)

Lo Presti: “No, no, te ormai te sei già sporcata abbastanza! C’hai le mani lorde di sangue“. [2]

Lo Presti avrebbe anche espresso soddisfazione per la gratificazione offerta da questo “lavoro sporco”: «Certo ce pagano poco ma abbiamo tante soddisfazioni. Questa (una funzionaria, ndr) che riscrive il piano dell’ilva, io che faccio una legge più dirompente dell’altra… per cui stiamo a scardinare tutti i principi base dell’ordinamento»[3].

Lo prestiLe intercettazioni non vennero reputate penalmente rilevanti dalla magistratura, anche perchè per fortuna quella “porcata” alla fine non venne approvata. Tuttavia ciò non significa che non siano moralmente rilevanti e soprattutto che non siano inopportune per il ruolo delicato attualmente ricoperto da Lo Presti, al vertice della Direzione cui competono tutte le procedure autorizzative di nuovi e vecchi impianti inquinanti in Italia.

Lo Presti è stato promosso Direttore dall’ex Ministro Galletti nel 2016, ovvero l’anno successivo allo scandalo [4]. Nel giugno 2016 il precedente Direttore, dott. Renato Grimaldi, non aveva dato seguito alla richiesta di escludere dalla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) il Piano inceneritori del Governo Renzi. Si trattò di una onesta applicazione della legge (tutti i piani che si occupano di rifiuti devono per legge essere sottoposti a VAS), ma probabilmente venne percepita come un grave sgarbo dal governo dell’epoca, tanto ansioso di riempire l’italia di inceneritori.

Guarda caso, il mese successivo Grimaldi venne spostato al Ministero della Giustizia [5] ed al suo posto venne promosso proprio Lo Presti (a questo punto potete immaginare per quali “meriti” sia stato scelto proprio lui!).

Ci si potrebbe chiedere se, una volta promosso Direttore, Lo Presti abbia dato prova di essere “cambiato”. A noi in realtà risulta proprio il contrario. Nel 2017 le commissioni tecniche AIA e VIA del Ministero dell’Ambiente hanno prodotto due pareri favorevoli sull’inceneritore del Mela, su cui pesano palesi violazioni di legge e travisamenti dei fatti. Se non fosse stato per il Piano Paesaggistico e per l’attuale decisione del Consiglio dei Ministri, questi pareri avrebbe consentito la realizzazione dell’odiato inceneritore.

Nel novembre 2017 due diffide (una delle associazioni, l’ altra del Commissario di San Filippo del Mela) hanno segnalato in maniera dettagliata e puntuale tali vizi al Direttore Lo Presti, invitandolo a disporne la necessaria revisione. Ma Lo Presti ha tirato dritto senza fornire alcuna risposta o spiegazione nè a noi, nè, a quanto ci risulta, al Comune di San Filippo del Mela.

Anche sulla recente procedura autorizzativa (AIA) della Raffineria di Milazzo, ed in particolare sugli esiti della Conferenza dei servizi del 28 marzo 2018, pesano palesi vizi di illegittimità prontamente segnalati dall’ex Commissario di San Filippo del Mela e dall’ex Sindaco Metropolitano di Messina proprio al Direttore Lo Presti. Bastava riconvocare una nuova Conferenza per sanare tali vizi ed invece Lo Presti se n’è infischiato e ha tirato dritto.

Ma non è finita: nel giugno 2018, quando il nuovo governo era già insediato, con una nota inviata a noi e all’ADASC, Lo Presti ha difeso e ribadito la scelta di tenere nascosta la simulazione della dispersione degli inquinanti della Raffineria di Milazzo nella valle del Mela, in quanto sarebbe coperta da “segreto industriale”. Come può un documento che serve per valutare l’impatto sulla salute delle emissioni essere coperto da “segreto industriale”?

Del mese scorso è l’ultimo “affronto” di Lo Presti alla valle del Mela: nell’ambito del ricorso di vari comuni della valle del Mela contro i vizi della recente autorizzazione della Raffineria, il Ministero dell’Ambiente è intervenuto a difesa di tali vizi (peraltro con argomentazioni ridicole), tramite una relazione informativa fornita probabilmente proprio da Lo Presti. Peraltro è poco chiaro il ruolo del Ministro Costa in questa vicenda: è stato il Ministro a incaricare Lo Presti di difendere il decreto AIA, oppure è stata una iniziativa autonoma di quest’ultimo, che avrebbe così deliberatamente “scavalcato” il Ministro? Entrambi i casi sarebbero molto gravi.


Considerato tutto quanto sopra, adesso che la “pratica” dell’inceneritore tornerà nelle mani di personaggi come la Bilanzone e Lo Presti, siamo proprio sicuri che costoro accetteranno di buon grado di ratificare la decisione del Consiglio dei Ministri? Ad esempio come si può escludere che i tempi non possano essere allungati o la pratica tenuta nel cassetto, nella ‘speranza’ magari di qualche novità miracolosa per A2A? (Non dimentichiamoci infatti i numerosi ricorsi che minacciano il Piano Paesaggistico). Oppure che possa essere predisposto un decreto di conclusione negativa della procedura contenente vizi tali da aumentare le chance del prossimo inevitabile ricorso di A2A?

Ci appelliamo quindi ad Alessio Villarosa e Barbara Floridia affinchè continuino a vigilare ed impegnarsi  affinchè l’iter di bocciatura dell’inceneritore prosegua rapido e regolare.

Inoltre non si può evitare di considerare come sia inopportuno mantenere il protagonista delle intercettazioni di cui sopra a dirigere le valutazioni e le autorizzazioni ambientali.

Inopportuno per l’italia in generale e per la valle del Mela in particolare, che in futuro potrebbe essere minacciata da altri progetti e iter autorizzativi pericolosi. Chi ci garantisce ad esempio che altri progetti simili a quello dell’odierno inceneritore di A2A non possano essere ripresentati?

Innegabile il potere di Lo Presti anche in merito, ad esempio, ad una eventuale richiesta di riesame dell’AIA della Raffineria di Milazzo da parte dei Sindaci, che in futuro potrebbe essere necessaria sia per tutelare la salute pubblica, sia per applicare il Piano Paesaggistico. Non ci stupiremmo se una tale richiesta, sebbene ben motivata, venisse bocciata proprio da Lo Presti, in barba a diritti garantiti dalla Costituzione.

Come abbiamo visto diversi comuni della valle del Mela hanno presentato un ricorso – da noi fortemente auspicato – contro i vizi dell’ultima AIA della Raffineria, e speriamo che lo vincano. Lo stesso avremmo fatto se alla fine l’illegittimo parere pro-inceneritore del Ministero dell’Ambiente avesse prevalso. Ma non si può sempre andare avanti a furia di ricorsi. Anche perchè la giustizia amministrativa non è certo rapida e i cittadini della valle del Mela non possono più subire altri affronti.

E’ chiaro che il ruolo delicato di Direttore delle valutazioni e autorizzazioni ambientali,  in cui si decide sulla sorte di centinaia di migliaia di cittadini esposti alle industrie più inquinanti e mortifere d’Italia, debba necessariamente andare a persone limpide e al di sopra di ogni sospetto.

Nel 2016 il Governo Renzi ha spostato l’ex Direttore Grimaldi ad altro incarico: oggi non sarebbe il caso di fare lo stesso con il Direttore Lo Presti?

Riteniamo necessario che Alessio Villarosa e Barbara Floridia, forti dell’innegabile successo in CdM, proseguano il percorso impegnandosi, come e più di prima, anche in tal senso.

Note:

[1] Giuseppe Filetto: “De Vincenti suggerì a Tirreno Power come eludere le leggi”, Repubblica.it, 15 luglio 2015

[2] http://www.lanuovasavona.it/2018/08/11/leggi-notizia/argomenti/salute-veleni/articolo/tirreno-power-e-ilva-tornano-nomi-noti-agli-inquirenti.html

Si veda anche “CHE DISASTRO, INGEGNERE di Maurizio Tortorella (12 agosto 2015 – Panorama n.12)”, secondo quanto riportato dalla pagina fb “L’onestà andrà di moda”

[3] https://www.facebook.com/Paola.Taverna.M5S/posts/leggo-una-delle-tante-intercettazioni/845196422237947/

[4] www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/galletti-promuove-il-dirigente-che-voleva-fare-la-porcata/

[5] Curriculum vitae Grimaldi Renato – www.giustizia.it

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