La posizione dei parlamentari che oggi potrebbero essere eletti sull’inceneritore del Mela

Sull’inceneritore del Mela dovrà decidere a breve il governo nazionale (attuale o futuro). Il ruolo dei parlamentari che il territorio oggi eleggerà potrebbe essere molto importante.

Abbiamo sottoposto due quesiti sull’inceneritore a 20 candidati locali che potrebbero essere eletti oggi e la maggioranza di loro ha risposto, ma in questi casi molto significativo è anche il silenzio di chi non risponde.

Infatti, se da un lato è vero che le risposte non sono da prendere come oro colato, è anche vero che rappresentano impegni concreti di cui avremo tutto il diritto di pretendere il rispetto. Viceversa chi non ha risposto ha in pratica affermato che non vuole prendere alcun impegno sull’inceneritore e quindi è quasi certo che non muoverà un dito in tal senso.

Di seguito vi presentiamo il quadro delle risposte e dei silenzi che abbiamo ottenuto. Per leggere le risposte dei candidati basta cliccare sui loro nomi evidenziati in azzurro nel testo dell’articolo.

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CANDIDATI ALLA CAMERA (scheda rosa)

Per il Centrodestra non ha risposto la candidata all’uninominale Maria Tindara Gullo, mentre alcune risposte sono arrivate dalle liste collegate nel collegio proporzionale (FI, Lega e Fratelli d’Italia), ma generalmente dai “secondi” (o “terzi”) della lista.

In particolare in Forza Italia ha risposto Elisabetta Formica, la cui elezione è possibile, ma incerta,  mentre Nino Germanà, in “pole position” nella lista, ha utilizzato facebook per esprimere la propria contrarietà all’inceneritore del Mela, ricordando anche il suo ruolo nell’approvazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che ad oggi rappresenta il principale ostacolo “legale” all’inceneritore.

In Fratelli d’Italia da segnalare la risposta del coordinatore provinciale Giuseppe Sottile, il quale però nel listino è preceduto dalla capolista Carmela Bucalo, che invece non ha risposto ed a cui spetterebbe l’eventuale seggio per la lista.

Discorso analogo per la Lega, dove ha risposto Marina Trimarchi (al secondo posto nel listino), ma non il capolista Carmelo Lo Monte.

Hanno invece risposto la gran parte dei 5 Stelle: sia Alessio Villarosa, candidato all’uninominale, che la gran parte dei candidati nel proporzionale (oltre allo stesso Villarosa, Angela Raffa Francesco D’Uva).

Nel Centrosinistra silenzio dalla candidata all’uninominale Natalia Cimino, ma si registrano le significative (e nient’affatto scontate) risposte dai candidati del listino PD: in particolare dell’ex Rettore Pietro Navarra, candidato anche nell’uninominale a Messina, e di Giuseppe Laccoto.

Hanno risposto anche le due candidate di Liberi ed Uguali che abbiamo interpellato (Maria Flavia Timbro al proporzionale e Francesca Pietropaolo per l’uninominale).

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CANDIDATI AL SENATO (scheda gialla)

Per il senato abbiamo inviato i quesiti solo ai candidati dell’uninominale.

Di questi hanno risposto positivamente solo i candidati del M5S Grazia D’Angelo e di LeU Gaetano TirritoSilenzio invece dai candidati del Centrodestra (Urania Papatheu) e del Centrosinistra (Fabio D’Amore).

Non abbiamo invece inviato i quesiti ai candidati nel proporzionale per il Senato, in quanto il relativo collegio è troppo vasto (abbraccia l’intera Sicilia Orientale), ma soprattutto per la quasi totale assenza di candidati “locali”, a parte qualche rara eccezione: in particolare Barbara Floridia, al 4° posto nel listino M5S, e Beppe Picciolo nella lista del PD. Quest’ultimo è tristemente noto per essere stato il deputato di riferimento dell’ex Assessore regionale all’ambiente Maurizio Croce, probabilmente il principale responsabile del mancato parere negativo della Regione sull’inceneritore, che avrebbe potuto essere determinante. Delle responsabilità di Maurizio Croce (ed  indirettamente di Beppe Picciolo) in questa vicenda abbiamo già discusso in un famoso articolo di qualche mese fa.

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ANALISI DELLE RISPOSTE OTTENUTE

Entrando nel merito delle risposte dei candidati, bisogna segnalare che i quesiti sono stati diversificati.

In particolare ai candidati del PD è stato chiesto innanzitutto di avviare un’interlocuzione con il Governo Gentiloni per scongiurare una possibile autorizzazione dell’inceneritore.

A tal proposito hanno risposto positivamente sia Navarra che Laccoto, i quali hanno sottolineato l’importanza di avviare un’interlocuzione con l’attuale Governo per impedire decisioni contrarie alla volontà popolare. Bene, adesso ci aspettiamo che all’indomani delle elezioni Navarra e Laccoto passino dalla parole ai fatti in questo senso.

Nel caso la palla passasse al successivo governo, è stato chiesto a tutti i candidati interpellati di impegnarsi affinchè un eventuale futuro governo da loro sostenuto neghi l’autorizzazione dell’inceneritore.

A tale quesito hanno dato un positivo riscontro tutti i candidati che hanno risposto.

Infine, ai candidati non-PD, è stato chiesto anche di impegnarsi affinchè, nel caso in cui un eventuale futuro governo da loro sostenuto arrivasse a “cose fatte”, quest’ultimo annulli le eventuali autorizzazioni già rilasciate.

Hanno espresso un chiaro impegno in tal senso quasi tutti i candidati che hanno risposto, anche se alcune risposte peccano un po’ di vaghezza su questo punto (in particolare quelle dei candidati LeU all’uninominale Tirrito e Pietropaolo), mentre la candidata di Forza Italia Formica sembra aver “lisciato” (ci piace pensare per una svista) questa specifica richiesta.

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