Musumeci vuole un inceneritore: il modo migliore per rimanere sommersi dai rifiuti e dipendenti dalle discariche

Poche settimane fa abbiamo dato la splendida notizia dell’annullamento del “decreto inceneritori”, grazie ad alcuni ricorsi di varie associazioni, a cui abbiamo contribuito anche noi [1]. Tale decreto, varato nel 2016, prevedeva 2 mega-inceneritori in Sicilia. Una vittoria che agli inceneritoristi di “casa nostra” (o forse dovremmo scrivere “cosa nostra”?) brucia assai, tanto che una testata regionale fa la negazionista, sostenendo – contro ogni evidenza – che il decreto in questione “resta vigente”.

Ovviamente le sentenze non si possono cambiare, ma il loro tentativo è quello di condizionare il Governo regionale, facendogli credere che il decreto inceneritori sia ancora in piedi. Un inganno che effettivamente potrebbe aver funzionato con il Presidente Musumeci, che in una recente intervista sembra non essersi accorto dell’annullamento della “legge” che prevede gli inceneritori in Sicilia [2]. Nella stessa intervista Musumeci ha dichiarato: “Non escludo di ricorrere molto presto almeno ad un termovalorizzatore per avviare il percorso di uscita dall’emergenza rifiuti”.

Peccato che questa eterna rincorsa agli inceneritori, inaugurata nel lontano 2002 da Totò Cuffaro (poi condannato per favoreggiamento mafioso) [3], si e’ rivelata finora il modo migliore per lasciare la Sicilia sommersa dai rifiuti e per continuare a far arricchire i padroni delle discariche.

Nel 2002 voleva farne 4 (nell’affare c’era anche Cosa Nostra). Totò Cuffaro, già in carcere per favoreggiamento mafioso, oggi è il primo ad esultare per l’inceneritore annunciato da Musumeci

La normativa prevede che gli inceneritori possano essere realizzati solo per smaltire quel minimo residuo di secco non riciclabile che, si e no, vale circa il 5% dei rifiuti (come peraltro ammesso nel vigente Piano regionale dei rifiuti).

Ora, il problema della Sicilia è smaltire siffatta quota residuale o piuttosto il restante 95% dei rifiuti? Perchè allora si pensa ossessivamente agli inceneritori e non piuttosto agli impianti che servono veramente per risolvere l’emergenza? Siamo sommersi dai rifiuti per l’assenza di impianti di compostaggio, di selezione e di recupero di materia: sono questi gli impianti più urgenti da realizzare, come peraltro previsto dalla legge. Impianti che costerebbero molto meno degli inceneritori e la cui realizzazione richiederebbe molto meno tempo.

Per fare un inceneritore, tra programmazione, iter autorizzativo e realizzazione, passerebbero almeno 5 anni (se tutto va bene): quale emergenza vuole risolvere quindi il Presidente Musumeci con gli inceneritori? Forse l’emergenza che tra 5 anni ci ritroveremo ancora per non aver fatto nel frattempo gli impianti che servono davvero? Ma così facendo neanche fra 5 anni risolveremo nulla, perchè le ceneri ricche di diossina prodotte dagli inceneritori continuerebbero a riempire le discariche siciliane al ritmo di centinaia di migliaia di tonnellate ogni anno. Che nel frattempo saranno ormai sature.

Invitiamo il Presidente Musumeci e tutti i fan degli inceneritori ad andare a Reggio Calabria: una delle province (al pari della Sicilia) più belle e suggestive d’Italia, ma purtroppo anche la provincia più sommersa dai rifiuti (ebbene si, peggio ancora della Sicilia) [4]. Guarda caso in provincia di Reggio Calabria è attivo un inceneritore (sorpresa!) che, come volevasi dimostrare, non risolve nulla. E sapete perchè? Per l’assenza di impianti di compostaggio e riciclaggio.

La situazione in provincia di Reggio Calabria, dove da 15 anni è attivo un inceneritore

Quale modello vogliamo seguire allora per risolvere l’emergenza? Il “modello Reggio” (cioè inceneritore + strade piene di monnezza) o il “modello Treviso”, dove non ci sono inceneritori, quasi tutti i rifiuti vengono riciclati e si paga la tassa sui rifiuti più bassa d’Italia?

Perchè i politici parlano sempre di inceneritori e mai degli impianti che servono veramente? Cui prodest?

Note:

[1] https://cittadinicontroinceneritore.org/2020/10/08/vittoria-annullato-il-decreto-inceneritori-il-ricorso-delle-associazioni-ha-sconfitto-il-governo/

[2] Nell’intervista recentemente pubblicata su BlogSicilia (https://www.blogsicilia.it/palermo/lemergenza-rifiuti-si-supera-con-un-termovalorizzatore-musumeci-non-escludo-di-deliberarne-la-realizzazione/558746/), il Presidente Musumeci, in riferimento alla asserita contrarietà del Ministro Costa sugli inceneritori, Musumeci afferma: “Ciascuno con le proprie competenze. peraltro il Ministro non è d’accordo neanche con i suoi uffici. Ho grande rispetto per il suo ruolo ma la legge è chiara”.

[3] https://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/08/termovalorizzatori-in-sicilia-lultima-affare-di-cosa-nostra-una-torta-da-sei-miliardi-di-denaro-pubblico/70174/

[4] http://www.strettoweb.com/foto/2020/07/rifiuti-reggio-calabria-via-palermo/1035026/

VITTORIA: annullato il decreto inceneritori! Il ricorso delle associazioni ha sconfitto il governo e le lobby

Alla fine Davide ha vinto contro Golia! . Il “Decreto inceneritori” di Renzi, che l’attuale governo non ha voluto abrogare, è stato annullato dal TAR Lazio grazie ad un ricorso di varie associazioni (con il nostro importante contributo).

Sono invece usciti sconfitti la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Ambiente, che fino all’ultimo hanno difeso il decreto.

Clicca qui per leggere la sentenza:

Il decreto (anche chiamato Piano inceneritori) prevedeva la realizzazione di 8 nuovi inceneritori, di cui 2 in Sicilia. Venne promulgato in fretta e furia il 10 agosto 2016, senza esperire la Valutazione Ambientale prevista dalla legge. Conteneva calcoli palesemente errati al solo fine di gonfiare il fabbisogno di incenerimento (a discapito del riciclaggio) e giustificare così la realizzazione di 8 inceneritori.

Anche se il decreto non specificava l’ubicazione precisa degli inceneritori, esso venne utilizzato dal Ministero dell’Ambiente come scusa per avallare l’inceneritore del Mela (poi per fortuna bloccato).

Nel 2018, con l’arrivo al governo di una forza politica (il M5S), che ha sempre fatto della lotta agli inceneritori un suo cavallo di battaglia, si sperava che il decreto inceneritori venisse abrogato. In effetti il Ministro dell’Ambiente Costa, a pochi mesi dal suo insediamento, espresse l’intenzione di abrogarlo o modificarlo. Tuttavia poi, inspiegabilmente, non se ne fece più nulla ed il decreto è rimasto vigente fino alla odierna Sentenza.

Tant’è vero che, in ottemperanza al decreto inceneritori, nel 2019 il Ministero dell’Ambiente pretese dalla Regione Siciliana l’inserimento di 2 inceneritori nel Piano regionale dei rifiuti. Abbiamo quindi chiesto alla Sen. Floridia, esponente locale del M5S, di farsi carico dell’abrogazione del decreto inceneritori, senza però ottenere alcun riscontro positivo. Questo ci ha spinto a caldeggiare l’intervento dell’Associazione Rifiuti Zero Sicilia nel ricorso contro il decreto già pendente al TAR Lazio, intervento a cui ha dato un importante contributo tecnico il Presidente del nostro Comitato Davide Fidone.

Leggi anche:

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/10/06/news/rifiuti_zero_sicilia_si_del_tar_al_nostro_ricorso_contro_gli_inceneritori_-269675899

C’è quindi voluto un ricorso delle associazioni per annullare un decreto che la politica – sebbene a parole contraria agli inceneritori – non ha voluto abrogare.

Vanno ringraziati in particolare il “Movimento Legge Rifiuti Zero” di Massimo Piras, che ha presentato il ricorso originario nel 2016, e tutte le altre associazioni intervenienti, tra cui, per la Sicilia, l’Associazione Rifiuti Zero Sicilia, con la partecipazione del nostro Comitato tramite il suo Presidente.

Si tratta quindi di una pura vittoria delle associazioni non solo contro la lobby degli inceneritori, ma anche contro TUTTI gli schieramenti politici:

  • la compagine governativa dell’epoca (guidata da Renzi), che ha promulgato il decreto;
  • la compagine governativa odierna, che non ha voluto abrogare il decreto;
  • la compagine politica di opposizione, guidata da un esponente, Matteo Salvini, che vorrebbe addirittura un inceneritore per ogni provincia.

Quei famosi “fatti” che dovrebbe compiere la politica, in questo caso sono stati invece compiuti da noi associazioni.

E’ paradossale che alcuni esponenti facenti riferimento all’attuale maggioranza di governo (Giampiero Trizzino e la stessa Sen. Floridia) ieri abbiano esultato su facebook alla notizia della sentenza [1], come se si trattasse di una loro vittoria e non piuttosto di una sconfitta del governo cui fanno riferimento.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Note:

[1] https://www.facebook.com/giampiero.trizzino/photos/a.226174164184102/2064843336983833

https://www.facebook.com/floridiabarbara/posts/639528643412688