E’ ufficiale: in italia la differenziata è un bluff, grazie agli inceneritori. L’ipocrita reazione della Lega

Capita spesso di sentire, tra i ferventi sostenitori degli inceneritori (o termovalorizzatori o cmq bruciatori di rifiuti), il seguente ritornello: “non tutto può essere riciclato, servono altri inceneritori per smaltire ciò che non è riciclabile”. 

Come se negli inceneritori venissero bruciati solo rifiuti non riciclabili: nulla di più lontano dal vero! E’ di questi giorni la notizia che nella civilissima Modena, dove la raccolta differenziata viene fatta sul serio e raggiunge percentuali elevate, solo il 6% della plastica diligentemente raccolta e differenziata dai cittadini viene riciclata.

E sapete perchè? Perchè a Modena c’è un bell’inceneritore, che per funzionare ha un continuo bisogno di rifiuti, tanti rifiuti. E non importa quindi se a Modena e dintorni la differenziata si fa e anche bene: i rifiuti devono comunque essere bruciati nell’inceneritore, che ha bisogno del suo ritorno economico.

Così, nella civilissima Modena, addirittura il 94% della plastica che è stata diligentemente raccolta e differenziata dai cittadini viene bruciata nell’inceneritore. Un’autentica beffa per quei cittadini che impegnandosi nella differenziata pensavano magari di contribuire a proteggere l’ambiente e la propria salute.

Paradossale (per non dire ipocrita) la reazione della Lega Nord, il cui leader, Matteo Salvini, vorrebbe addirittura un inceneritore in ogni provincia, superando in questo l’altro  Matteo (Renzi), anch’esso storico leader inceneritorista.

Ecco infatti qual è stata al riguardo la dichiarazione di Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord, riportata sul quotidiano LaPressa: ”Il 94% della plastica raccolta dai modenesi con la differenziata finisce negli inceneritori, mentre soltanto il 6% viene riciclato. E questo mentre la legge prevede un obiettivo di riciclo al 70%. I dati sono quelli raccolti dal Comitato Modena Salute e Ambiente e, su questi, abbiamo depositato in Regione una interrogazione, per fare chiarezza sulla situazione che, se confermata, suonerebbe come una presa in giro per i modenesi virtuosi che si impegnano nella differenziata”.

Bravo Stefano Bargi, ottima interrogazione. Peccato che dovresti piuttosto rivolgerla ai leader del tuo partito, che vorrebbero bruciare ogni cosa in un centinaio di inceneritori disseminati in tutta italia.

Modena è solo uno dei casi emblematici di una realtà che riguarda buona parte d’Italia. Infatti, mentre in Sicilia la raccolta differenziata è ancora troppo bassa, al centro-nord la differenziata ha raggiunto livelli medio-elevati, ma spesso inutilmente, perchè buona parte dei rifiuti già differenziati, anzichè essere riciclati (come sarebbe ovvio), vengono bruciati negli inceneritori al pari dei rifiuti indifferenziati.

Questo succede nelle realtà del centro-nord “ricche” di inceneritori (che poi sono anche le più inquinate, vedi il caso Brescia), non certo in quelle realtà virtuose, come Treviso, dove hanno detto NO agli inceneritori e SI ad un’economia circolare evoluta.

Grazie ad impianti d’avanguardia a livello mondiale, a Treviso si recupera e ricicla materia persino dai pannolini usati.

Se tutta italia seguisse il “modello Treviso”, basterebbero al massimo 2 o 3 inceneritori in turro il paese, mentre oggi ce ne sono 41.

Gli inceneritori non bruciano solo rifiuti e salute, ma anche benessere economico e posti di lavoro. Infatti l’economia circolare, basata sul riciclaggio dei rifiuti, sarebbe un autentico toccasana per l’occupazione e la ripresa economica.

Per far decollare finalmente l’economica circolare e dare un senso alla raccolta differenziata, è necessario legiferare affinchè vengano commercializzati solo prodotti riciclabili e/o compostabili, realizzati a loro volta, ove possibile, con materiali riciclati.

Ma è anche necessario finirla una volta per tutte con l’ossessione degli inceneritori e spingere invece per la realizzazione di impianti di compostaggio e di riciclaggio.

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