Il Piano Paesaggistico non è “trattabile”: la nostra risposta all’On. De Domenico

La reazione piccata dell’On. De Domenico a seguito del nostro intervento in difesa del Piano Paesaggistico non cambia di una virgola la sostanza della questione: nostro obiettivo imprescindibile rimane la celere convalida/ratifica dello stesso Piano già vigente.

Ricordiamo che, per effetto di una recente sentenza del TAR, alla Regione rimangono poco più di 150 giorniper effettuare tale convalida, pena il definitivo annullamento del Piano paesaggistico della provincia di Messina.

Non è quindi possibile “giocare col fuoco”: ad essere a rischio sono le tutele faticosamente conquistate dopo un travagliato iter durato quasi 15 anni e che, come primo effetto tangibile, hanno determinato la bocciatura del mega-inceneritore del Mela.

L’interrogazione dell’On. De Domenico e degli altri deputati PD sull’argomento sarebbe andata nella direzione giusta se non fosse stato per alcune malcelate critiche al Piano Paesaggistico, come ad esempio il riferimento a presunti “inutili vincoli burocratici”. Un ritornello ribadito anche nella recente reazionedell’Onorevole, che continua a parlare, stando a quanto riportato dagli organi di stampa, di “vincoli incoerenti con l’obbiettivo”.

Da un lato l’Onorevole ci accusa di aver travisato la sua posizione, dall’altro però non chiarisce quali sarebbero di preciso gli inutili vincoli a cui si riferisce (e a chi sarebbero scomodi).

Al di là di tali equivoche espressioni, l’errore di fondo dell’interrogazione dei deputati PD consiste nel fatto di prendere in considerazione (se non auspicare) la possibilità che il Presidente Musumeci, nel ri-adottare le misure di salvaguardia, possa discostarsi dal Piano già vigente.

Ciò rappresenta una contraddizione in termini, in quanto una eventuale modifica del Piano Paesaggistico implicherebbe l’obbligo di ricominciare da zero l’iter previsto dalla legge per l’approvazione di un nuovo piano (ricognizione del territorio, concertazione istituzionale, partecipazione del pubblico, ecc…), che non si può fare certo in 150 giorni, ma richiederebbe anni, se non decenni.

Pertanto l’unico modo per non lasciare il territorio scoperto dalle imprescindibili tutele del Piano Paesaggistico è quello di procedere alla celere convalida/ratifica del Piano già vigente non certo quello di sostituirlo con un nuovo piano.

Questa è la richiesta da avanzare al Presidente Musumeci e reputiamo positivo il dibattito politico che si è aperto sulla questione. Attendiamo adesso una risposta ufficiale del Presidente.

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