Quei falsi paladini del lavoro che tanto male fanno all’ambiente, alla salute e al lavoro stesso

Dopo la bocciatura del mega-inceneritore del Mela in Consiglio dei Ministri, il sindacalista milazzese Pino Foti (Filctem CGIL) continua a rimanergli fedele, definendo l’inceneritore come “l’unica prospettiva occupazionale”. Una affermazione non solo irragionevole, ma anche ridicola, visto che gli inceneritori danno lavoro a poche decine di persone. Se è questa la prospettiva occupazionale a cui mira il sindacalista Pino Foti, viene da chiedersi se davvero difenda il lavoro o non piuttosto gli interessi aziendali.

pino foti poiù
Da sempre paladino dell’inceneritore: il sindacalista Pino Foti 

Si è accorto Pino Foti che nel comprensorio vivono più di cento mila persone? Una fabbrica di veleni capace di dare lavoro si e no a 50 persone sarebbe l’unica prospettiva occupazionale? E tutti gli altri che fanno? Va bene che l’inceneritore ne farebbe fuori un bel po’, ma pensare di poter ridurre la popolazione a poche decine di persone in un breve lasso di tempo ci pare francamente esagerato anche per un mega-inceneritore come quello di A2A.

Anche sulla Raffineria il ruolo giocato da certi sindacati è stato dannoso non solo per l’ambiente e la salute di tutti i cittadini del comprensorio, ma anche per gli interessi dei lavoratori stessi.

A Marzo infatti certi sindacati hanno caldeggiato l’accordo tra la Raffineria ed il Sindaco Formica, che ha consentito di mandare a monte le “prescrizioni sanitarie“. Prescrizioni che non solo avrebbero posto fine all’insopportabile fenomeno delle “puzze” ed  avrebbero garantito una riduzione delle emissioni e dei rischi per la salute di cittadini e lavoratori, ma avrebbero anche implicato notevoli investimenti per adeguare gli impianti e quindi nuovi posti di lavoro.

Che l’azienda non accettasse di buon grado questa prospettiva è comprensibile. Meno comprensibile è che non sia piaciuta neanche a certi sindacati. Di chi fanno gli interessi, dei lavoratori o piuttosto dell’azienda?

Per giunta adesso Pino Foti rivendica quell’accordo, affermando che il sindacato avrebbe costretto “la RAM a tirare fuori i soldi per quelle centraline capaci di informare in tempo reale la gente”.

Il Sindacato in realtà non ha costretto nessuno: la RAM ha proposto di acquistare due centraline in cambio del ritiro delle prescrizioni sanitarie, in quanto due centraline evidentemente costano molto meno degli adeguamenti che sarebbero necessari per ridurre le emissioni. Peraltro ad oggi delle centraline promesse nell’accordo non c’è neanche l’ombra ed in ogni caso non ce ne faremmo nulla, perchè il controllato non può  fare anche il controlloreLa RAM pensi piuttosto ad investire per ridurre le emissioni, visto che la gente continua a morire di puzza (e non solo), mentre è sorto l’allarme delle malformazioni congenite in aumento.

La strategia (se di strategia si può parlare) di questi penosi sindacalisti locali sta mostrando tutto il suo fallimento. Il fallimento di chi, invece di rivendicare progetti e investimenti proficui per il territorio, si è asservito ai dettami delle grosse industrie puntando tutto sul mega-inceneritore, uno scellerato progetto odiato dai cittadini della valle del Mela.

A poco a poco anche i lavoratori delle industrie se ne stanno accorgendo: la contrapposizione con il territorio non paga.

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