Disneyland al posto di Raffineria e Centrale A2A: il sogno può diventare realtà, a patto che…

Negli ultimi tempi la politica sta iniziando a comprendere che i cittadini della valle del Mela desiderano uno sviluppo diverso dalle industrie che finora hanno deturpato e avvelenato il territorio. In questo quadro si inseriscono le ipotesi dell’aeroporto o del parco Disneyland, quest’ultima lanciata nei giorni scorsi dall’On. Catalfamo.

Ormai è pacifico che questo territorio abbia enormi potenzialità, il cui sviluppo per decenni è stato sviato dalla presenza ingombrante delle grandi industrie, che cercano di riprodursi con progetti scellerati come quello dell’inceneritore, o quanto meno di conservare i propri profitti a discapito della salute dei cittadini. In questo senso va letta anche la recente trattativa della Raffineria con i comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, volta ad eliminare le loro prescrizioni sanitarie che avrebbero imposto una significativa riduzione delle emissioni più pericolose (e puzzolenti).

Purtroppo la loro presenza è anche un fattore che condiziona pesantemente lo sviluppo economico in altre direzioni. L’idea di realizzare un parco Disneyland nella valle del Mela, facendola diventare un crocevia del turismo, è un vero e proprio sogno: Disneyland a Parigi dà lavoro a 72 mila persone (altro che Raffineria e inceneritore!), è la prima meta turistica europea per visitatori (15 milioni l’anno) e produce una considerevole fetta del PIL nazionale [1].

Ma nell’attuale contesto rischia di restare solo un sogno, per l’appunto: quale imprenditore investirebbe mai così tanti soldi per realizzare un mega-parco dei divertimenti proprio accanto allo spettacolo indecoroso e inquietante offerto dagli impianti della Raffineria e della Centrale A2A, condito dalle esalazioni asfissianti che ammorbano il territorio un giorno sì e un giorno no?

Non è un caso se la Disney si sia fatta avanti semmai per Termini Imerese, che si è già lasciata alle spalle il passato industriale. E non bisogna stupirsi quando nelle guide turistiche internazionali Milazzo viene descritta come “un bel posto, se non fosse assediato dalle industrie”. E’ ovvio che il turismo risulta gravemente penalizzato da un simile biglietto da visita, ma purtroppo non c’è affatto bisogno di leggere le guide turistiche per accorgersene.

Ma la strada per cambiare modello di sviluppo, tramutando i sogni in realtà, per fortuna oggi esiste: a indicarla è il Piano Paesaggistico dell’ambito 9, un miracolo della pianificazione locale, ormai pienamente vigente (anche se minacciato da decine di ricorsi).

Il Piano prevede la progressiva rimozione dei maggiori fattori di degrado, ovvero la Raffineria e la Centrale, per lasciare il posto ad attività compatibili con le vocazioni del territorio.

Attività che potrebbero dare molto più lavoro senza inquinare e deturpare il paesaggio, come ad esempio un parco divertimenti, per l’appunto. Certo, la bacchetta magica non esiste ed il Piano prevede una certa gradualità per non creare sconvolgimenti occupazionali, ma l’importante adesso è iniziare ad applicarlo.

Affinché tali previsioni possano attuarsi è però necessario che vengano recepite nel  Piano regolatore dell’area industriale. Quindi se davvero l’On. Catalfamo e gli altri deputati regionali locali vogliono fare qualcosa di concreto per la svolta economica del nostro territorio, chiediamo loro di impegnarsi per far varare al più presto questo piano regolatore da parte dell’IRSAP o di qualsivoglia altro ente che eventualmente andrà a sostituirlo.

 

Note:

[1] https://www.webeconomia.it/disneyland-paris-si-allarga-ancor-piu-le-tre-nuove-aree-tema/16307/

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