Il Ministro Costa di nuovo nella valle del Mela. Bene, ma ora ci vogliono atti concreti

A distanza di poco più di 6 mesi dalla sua prima visita a Milazzo, il Ministro torna nella valle del Mela. Stavolta l’appuntamento è per oggi, domenica 10 novembre alle 16.30 al Comune di San Filippo del Mela.

Le visite del Ministro sono chiaramente indicative di un elevato livello di attenzione nei confronti della valle del Mela. Un fatto inedito, se paragonato ai precedenti Ministri dell’Ambiente, ma che da solo non basta a migliorare la situazione degli abitanti della valle del Mela, costretti a vivere tra miasmi e veleni industriali, sotto la minaccia di gravi rischi per la salute per sè e i propri figli (ricordiamo che la valle del Mela è al primo posto nei siti SIN italiani per eccesso di malformazioni congenite).

Apprezziamo l’attenzione del Ministro, ma gli chiediamo di tramutarla in atti concreti.

Chiediamo al Ministro, in particolare:

1) Di vigilare sulla correttezza delle procedure autorizzative delle grosse industrie: il 21 ottobre scorso abbiamo segnalato al Ministro delle gravi violazioni di legge nel riesame AIA Raffineria di Milazzo attualmente in corso;

2) Di ridurre l’inquinamento nella valle del Mela, riconoscendo le ragioni del ricorso presentato da vari comuni valle del Mela sull’attuale attuale AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Raffineria di Milazzo. In particolare chiediamo che venga annullata la Conferenza dei servizi del 28 marzo 2018, in cui sono state illegittimamente accantonate le obbligatorie rescrizioni sanitarie che avrebbero ridotto significativamente l’inquinamento ed i rischi per la salute. Questa richiesta è già stata oggetto di una lettera consegnata brevi manu al Ministro nel mese di Aprile 2019 a Milazzo (https://cittadinicontroinceneritore.org/2019/04/24/il-ministro-costa-favorevole-a-tagliare-linquinamento-della-ram-gli-abbiamo-spiegato-come-consegnandogli-una-lettera/);
3) In tema di economia circolare, di promuovere:
– una modifica dell’art. 35 dello sblocca italia, affinchè siano gli impianti di riciclaggio e compostaggio – e non gli inceneritori – ad essere definiti strategici:
– l’abrogazione del cosiddetto “decreto Renzi” 18 agosto 2016, che gonfia il fabbisogno di inceneritori e ha già indotto la Regione Sicilia ad inserirne due nel nuovo piano rifiuti;
4) Di promuovere un intervento legislativo volto a coinvolgere nelle procedure per il rilascio delle AIA anche i comuni che subiscono ricadute significative degli impianti da autorizzare;
5) Di promuovere un intervento legislativo affinchè i limiti di legge sulla qualità dell’aria si avvicinino alle soglie raccomandate dalle Linee guida OMS;
6) Di promuovere un intervento legislativo affinchè le Regioni siano obbligate entro un certo termine a formulare una normativa stringente sugli odori di origine industriale, o che altrimenti ci pensi lo Stato.

 

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