Il Decreto inceneritori di Renzi verso il tramonto? Sistema pericoloso e superato, meglio riciclare

Si tiene oggi nel Lussemburgo l’udienza della Corte di Giustizia Europea sul ricorso che punta ad abrogare il Decreto Renzi del 10 agosto 2016, meglio conosciuto come “Decreto inceneritori“. Si tratta del decreto che, ricorrendo anche a calcoli errati sul piano logico-matematico, gonfia il fabbisogno di inceneritori, prevedendo, tra le altre cose, la realizzazione di due grossi inceneritori in Sicilia.

Inoltre proprio ieri il presidente della commissione ambiente al Senato, Vilma Moronese (M5S) ha dichiarato di aver presentato una mozione che impegna il governo a “superare” sia il Decreto inceneritori che il suo presupposto normativo, ovvero l’articolo 35 del Decreto Legge “Sblocca Italia”. A darne notizia è stata anche la Sen. Barbara Floridia, che, con un post su facebook, ha dichiarato di essere tra i firmatari della mozione.

Incertezza rimane però sulla strada che la Regione Siciliana ha intenzione di intraprendere in merito alla gestione dei rifiuti.

«Il fatto è che questi impianti — spiega Enzo Favoino, di Zero Waste Italia — per essere economici devono lavorare a pieno regime e bruciare grosse quantità di rifiuti … Con l’aumento della raccolta differenziata e del riciclo questa parte del rifiuto diminuirà sempre più e gli inceneritori saranno sempre meno convenienti. In alcuni Paesi esteri hanno già cominciato ad avere problemi, tanto che si sono dovuti importare rifiuti per far sopravvivere questi impianti. Fra l’altro  per costruire un inceneritore in Italia occorrono almeno sei o sette anni. Non mi sembra una strada da seguire in situazioni di emergenza».

Dal canto suo Aurelio Angelini, esperto del governatore Musumeci per la questione rifiuti, ha dichiarato: «La strada indicata dal presidente sui termovalorizzatori — spiega — è puramente teorica. La Regione ha il compito di indicare le strategie, poi saranno gli Ambiti provinciali a decidere come metterle in atto. Quindi potrebbero anche optare per gli inceneritori. Ma questi impianti sono ormai superati e ovunque dimostrano di essere antieconomici».

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