Continuano a gasarci, ma a breve ben due processi sulla Raffineria di Milazzo

La consueta puzza velenosa ha colpito ancora. Ieri a lamentarsi sono stati soprattutto i cittadini milazzesi, ma la cosa più insopportabile di questi fenomeni è che si verificano quasi ogni giorno, investendo i diversi centri abitati del comprensorio a seconda della direzione del vento.

Recentemente abbiamo appreso del sollecito che l’On.Tommaso Calderone ha inviato a Sindaci e Regione affinchè si costituiscano parte civile al processo penale che a breve vedrà imputati i vertici passati e presenti della Raffineria di Milazzo.

Apprezziamo l’interessamento ed il sollecito dell’On. Calderone, che vorremmo estendere anche a tutti i cittadini che in qualche modo si sentono danneggiati dalle emissioni della Raffineria di Milazzo (ad esempio per la puzza asfissiante che siamo costretti a respirare quasi ogni giorno).

Ma ci preme chiarire che in realtà i processi che si stanno per celebrare sulla Raffineria (e su cui è utile “costituirsi”) sono ben due, entrambi storici ed importantissimi.

Uno è quello penale che riguarda fatti che risalgono ad anni passati (fino al 2014), l’altro  è quello al TAR Catania in cui si decide del futuro della valle del Mela, in quanto è incentrato sull’attuale Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) della Raffineria.

L’ Autorizzazione Integrata Ambientale detta i limiti a cui gli impianti industriali si devono attenere. Nell’ultimo riesame dell’ A.I.A. sono “spariti” alcuni limiti precedentemente previsti per la Raffineria. Inoltre, cosa ancor più grave, sono sparite le prescrizioni che pochi mesi fa erano state individuate per tutelare la salute pubblica. Insomma, ci troviamo di fronte ad una autorizzazione illegittima che non tiene conto della tutela della salute dei cittadini e che, in riferimento a diverse sostanze, dà alla RAM il diritto di inquinare a proprio piacimento.

Prendiamo ad esempio gli idrocarburi non metanici (NMHC): l’ultima relazione annuale ARPA dà atto del fatto che nella valle del Mela l’inquinamento atmosferico da NMHC raggiunge livelli inauditi che non hanno pari in nessun’altra parte della Sicilia. Gli idrocarburi non metanici includono sostanze classificate come cancerogeni di prima classe e scientificamente non esistono soglie di esposizione “accettabile”.

Inoltre è stata sempre l’Arpa, negli anni scorsi, ad evidenziare come i frequenti episodi di puzza asfissiante segnalati dalla popolazione siano riconducibili proprio agli NMHC emessi dalla Raffineria.

Tuttavia in atto non esistono limiti di legge per gli NMHC (ecco perchè la RAM può difendersi dicendo che le emissioni sono “a norma”: come si fa infatti a superare limiti che non esistono?). Esistono, è vero, delle soglie di allarme ed emergenza per la valle del Mela: tali soglie vengono frequentemente superate, ma non si tratta di limiti che le industrie hanno l’obbligo di rispettare.

In ogni caso, a porre un freno a questo tipo di emissioni dovrebbe pensarci soprattutto l’Autorizzazione Integrata Ambientale: in effetti tra le “prescrizioni sanitarie” che stavano per essere incluse nell’ultima A.I.A. c’era anche un limite agli “odori molesti” (e quindi, indirettamente, agli NMHC che ne sono i principali responsabili). Il limite individuato era di 5 unità odorimetriche, seguendo l’esempio di alcune regioni del nord italia, e si applicava ad i “nasi elettonici” già presenti sul perimetro della Raffineria.

Tuttavia nella Conferenza dei servizi conclusiva del 28 marzo tutte le “prescrizioni sanitarie” sono state eliminate grazie ad una serie di vergognosi atti illegittimi, che partono dall’accordo del Sindaco Formica con la RAM e si concretizzano infine con la complicità di alcuni funzionari del Ministero dell’Ambiente e dell’ex Ministro Galletti.

Così facendo la Raffineria può continuare indisturbata ad emettere puzza e NMHC senza limiti e l’Arpa non può far altro che certificare che nessun limite è stato superato.

Per questo, insieme alle altre associazioni, abbiamo chiesto ed ottenuto alle amministrazioni di vari comuni della valle del Mela (Pace del Mela, S.Pier Niceto, Condrò, Merì, S.Lucia del Mela, Gualtieri Sicaminò) di ricorrere contro questa rimozione illegittima e immotivata delle prescrizioni, che peraltro sono obbligatorie per legge: una prima udienza, sulla richiesta cautelare, potrebbe tenersi già nel mese di Settembre.

Invitiamo tutti i soggetti interessati (cittadini, associazioni, amministrazioni) ad intervenire in tale ricorso (n° iscrizione al TAR Catania 1371/2018) ed a non esitare a contattarci per ulteriori informazioni. Non è escluso infatti che l’esito di tali procedimenti possa legittimare anche il diritto al risarcimento dei cittadini.

Rinnoviamo inoltre l’invito al Sindaco di San Filippo del Mela Gianni Pino, qualora dovesse profilarsi una conclusione non rapida del processo, ad inoltrare al Ministero dell’Ambiente, come promesso in campagna elettorale, la richiesta di un nuovo riesame dell’AIA della Raffineria, al fine di inserirvi finalmente ed al più presto le opportune prescrizioni a tutela della salute pubblica: i cittadini, ormai esasperati, non possono attendere oltre, specie ora che l’ultimo studio del DASOE (Osservatorio epidemiologico regionale) ha reso noto lo stato di allarme sanitario che è scoppiato nella valle del Mela, per via del preoccupante incremento di malformazioni congenite (+29% rispetto alla media regionale).

 

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