Il Ministro Galletti rilascia in extremis un’autorizzazione viziata e illegittima alla Raffineria di Milazzo

E’ l’ultimo regalo del Ministro dell’Ambiente Galletti alla valle del Mela. Prima di andarsene non ha potuto rilasciare l’autorizzazione al mega-inceneritore di A2A,  ma proprio negli ultimi giorni del suo mandato ha firmato il decreto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria di Milazzo [1].

Si tratta infatti di un provvedimento che non tiene conto minimamente delle prescrizioni espresse dai Sindaci a tutela della salute pubblica e che prevedevano una significativa riduzione delle emissioni, nonchè l’introduzione di limiti per le emissioni odorigene, i quali avrebbe posto fine agli insopportabili fenomeni delle “puzze velenose” che troppo spesso invadono la valle del Mela.

Di tutto questo nel decreto di autorizzazione non v’è traccia: secondo quanto decretato da Galletti i cittadini dovranno continuare a subire l’esposizione ad emissioni puzzolenti e non esenti da rischi per la salute.

Tutto questo non è accettabile, anche perchè il decreto contiene inoltre altri palesi vizi di illegittimità, che nel corso della procedura sono stati da noi più volte segnalati (l’ultima diffida a tal riguardo l’abbiamo inviata pochi giorni fa) e che consistono in primo luogo nella violazione delle garanzie partecipative previste dal codice dell’ambiente.

In altre parole il Ministero avrebbe dovuto rendere consultabile tutta la documentazione del gestore al fine di consentire al pubblico di produrre osservazioni di cui tener conto nel provvedimento finale.

Invece a tutt’oggi non tutta la documentazione del gestore risulta essere consultabile al pubblico.

A tal riguardo bisogna segnalare il consolidato orientamento della giustizia amministrativa secondo la quale è senz’altro da ritenersi illegittima e meritevole di annullamento l’autorizzazione integrata ambientale inficiata dalla violazione sostanziale di tali garanzie partecipative.

Pertanto ci appelleremo al prossimo Ministro dell’Ambiente, chiedendo l’annullamento in autotutela di questo scandaloso decreto. In caso contrario passeremo alle vie legali, auspicando che anche i comuni della valle del Mela vogliano fare altrettanto.

 

Note:

[1] D.M. n. 172 del 11/05/2018, scaricabile al seguente link: http://aia.minambiente.it/DettaglioProv.aspx?id=6339

 

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