Secondo qualche buontempone a inquinare non è la Raffineria ma…il TRAFFICO! :D (per la serie difendere l’indifendibile)

Chi non si ricorda della celebre battuta del film “Johnny Stecchino”, secondo cui il problema della Sicilia è …il traffico?

Può sembrare strano, ma c’è chi adesso pretenderebbe che questa battuta venga presa sul serio, almeno in riferimento all’inquinamento nella Valle del Mela.  Secondo gli assertori di questa assurda tesi, che farebbe ridere se non fosse che nella Valle del Mela di inquinamento ci si ammala e si muore, tutti gli aumenti di malattie registrati nella valle del Mela rispetto al resto della Sicilia o dei territori circostanti sono dovuti al traffico, come se il traffico esistesse solo nella Valle del Mela.

Una tesi ridicola per coprire la pura e semplice realtà dei fatti, ovvero che nella Valle del Mela esiste un preoccupante inquinamento industriale che mette a rischio la salute dei cittadini: un inquinamento in cui oggi a fare la parte del leone è la Raffineria e che verrebbe ulteriormente e sensibilmente peggiorato con la realizzazione dello sciagurato progetto del mega-inceneritore di A2A.

Proprio a due giorni dalla Conferenza dei servizi – probabilmente decisiva – sul riesame dell’AIA della Raffineria, questa indifendibile tesi ottiene grande risalto sul “Diario Metropolitano“, locale quotidiano online diretto dal consigliere comunale di Milazzo Pippo Midili.

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Pippo Midili con l’ex Sindaco di Milazzo Carmelo Pino

Nello specifico, la tesi verrebbe sostenuta da un presunto studente di “ingegneria dei veicoli”, secondo il quale sarebbe inutile reclamare una riduzione delle emissioni della Raffineria, perché il vero problema di Milazzo sarebbe il traffico.

Le uniche motivazioni a supporto di questa tesi consisterebbero nel fatto che le auto emettono particolato – peraltro normalmente in misura minore della Raffineria, come ammesso dallo stesso studente –  e monossido di carbonio.

Lo studente in questione non prende invece in considerazione tutti gli altri inquinanti pericolosi per la salute umana, presenti in livelli preoccupanti nella Valle del Mela.

Secondo i dati dell’ARPA[1], l’ente regionale preposto al monitoraggio ambientale, la stragrande maggioranza degli idrocarburi non metanici (NMHC),  della SO2, degli NOx e della gran parte dei metalli pesanti immessi nella nostra zona (considerando un’area che si estende da Valdina a Barcellona) proviene indubbiamente dalla Raffineria.

Anche gli elevati livelli di ozono registrati a Milazzo sarebbero imputabili in gran parte alle emissioni della Raffineria, in quanto l’ozono ha come precursori gli idrocarburi non metanici e l’NOx.

Stando ai dati ARPA le emissioni della Raffineria rivestono un ruolo importante anche nei livelli locali di benzene e polveri sottili.

Per quanto riguarda il particolato, lo studente in questione stima un’emissione dalle auto di Milazzo di 15 tonnellate l’anno, senza specificare di che tipo di particolato si tratti (quindi verosimilmente si tratterebbe di polveri totali).

Non tutto il particolato è pericoloso alla stessa maniera: le polveri ultrasottili (PM2.5) rappresentano la frazione più pericolosa per la salute.

L’ARPA stima che la Raffineria emette ogni anno 49 tonnellate di particolato ultrasottile (PM 2.5): quindi già soltanto il particolato ultrafine emesso dalla RAM è più del triplo di tutto il particolato emesso dalle auto milazzesi. Se invece consideriamo le polveri totali emesse dalla RAM (che stando alla documentazione del gestore si aggirano sulle 95 tonnellate l’anno), si capisce che la Raffineria emette più di 6 volte tanto il particolato emesso – secondo le stime dello studente in questione – dalle auto milazzesi.

Non parliamo poi dell’inquinamento – già documentato dal Ministero dell’Ambiente – del terreno, delle falde acquifere e del mare, che rappresenta un doloroso capitolo a parte. Proprio recentemente il golfo di Milazzo ha dovuto fare i conti con un grave inquinamento da idrocarburi, verosimilmente provenienti da una perdita di un serbatoio della Raffineria.

Insomma, le argomentazioni riportate in questo articolo del Diario Metropolitano non fanno altro che confermare – se mai ce ne fosse bisogno – che la famosa battuta del film di Benigni è ancora più tragicomica se applicata alla Valle del Mela.  

inquinamento-valle-del-mela

NOTA:

[1] Si veda il “PIANO REGIONALE DI TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA IN SICILIA – Aree Industriali” redatto da Arpa Sicilia nel Dicembre 2016, ed in particolare l’Allegato 2.

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