Soprintendenza, 8 pagine di puro delirio: colpo di coda di A2A?

Ha destato aspre polemiche la singolare richiesta della Soprintendenza di annullare il parere contrario all’inceneritore di A2A, rilasciato in precedenza dalla stessa Soprintendenza.

La richiesta è contenuta in una nota del 19/1/2017, di cui abbiamo dato notizia avendola acquisita a seguito di una richiesta di accesso agli atti. Nella suddetta nota si dispone anche un “congelamento” della valutazione del progetto.

Lo scalpore era inevitabile, soprattutto in considerazione di quanto sia apparsa strana e sospetta una simile mossa da parte della Soprintendenza: cercare di buttare fango su un atto emesso poco più di un anno prima dallo stesso Ufficio, sebbene con un Soprintendente diverso. A molti sarà balenato il sospetto che stavolta i pubblici uffici siano stati utilizzati per scopi che non hanno nulla a che vedere con i nobili compiti di tutela e valorizzazione dei beni culturali che spettano alla Soprintendenza.

Ancora più singolare è il fatto che gli argomenti utilizzati nella nota, firmata dal nuovo Soprintende Orazio Micali (nella foto), orazioappaiono degni del ricorso che A2A ha presentato proprio contro il parere che la nota contesta. Ricorso che è rivolto anche e soprattutto contro la Soprintendenza, formalmente rappresentata proprio dal Soprintendente, che quindi in teoria dovrebbe intervenire per difendere quel parere: l’esatto opposto di quanto fatto con la nota del 19 Gennaio scorso.

Insomma un’iniziativa paradossale che tuttavia, in un certo senso, era prevedibile. Non dobbiamo infatti dimenticare il contesto entro cui si sviluppa tale paradosso. Il Piano Paesaggistico, che di fatto vieta la realizzazione di altri grossi impianti industriali (e quindi anche dell’inceneritore) nella valle del Mela, è stato approvato da un mese e mezzo e se ne attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E’ chiaro quindi che A2A stia cercando di fare l’impossibile per salvare il suo progetto. A buon intenditore poche parole.

Ma a prescindere dalle polemiche sull’inopportunità della recente nota della Soprintendenza, è utile entrare nel merito delle contestazioni sollevate dal Soprintendente Micali al precedente parere negativo.
A ben vedere in tali contestazioni, esaminate in maniera analitica e lucida, non si riesce ad intravvedere nulla di sensato. Si tratta infatti di contestazioni frutto di travisamenti, insinuazioni gratuite, quando non veri e propri clamorosi abbagli.

Ad esempio si imputa al precedente parere di aver applicato alcune norme del Piano e non altre: ma è chiaro che il Piano si articola in 128 pagine e che il parere abbia preso in considerazioni solo le norme rilevanti ai fini della valutazione del progetto. Le norme che, secondo Micali, sarebbero state “trascurate” a ben vedere non c’entrano nulla con il progetto dell’inceneritore.

Inoltre, seguendo un argomento già utilizzato da A2A, Micali si chiede come mai sia stato dato parere contrario all’inceneritore, mentre in precedenza la Soprintendenza ha autorizzato altri impianti nella stessa Centrale Elettrica, come ad esempio il fotovoltaico ed il solare termodinamico.

Ma Soprintendente, ci è o ci fa? Ma le pare che l’impatto ambientale e paesaggistico dell’inceneritore (che, per stessa ammissione di A2A, sarebbe visibile a decine di Km di distanza) sia comparabile con quello degli impianti fotovoltaici e di solare termodinamico, che dall’esterno della centrale non sono neanche visibili?

Ovviamente abbiamo già provveduto a dettagliare per iscritto queste ed altre osservazioni sulla recente nota di Micali sia al Dipartimento regionale che al Ministero dei beni culturali.

Cosa succederà adesso?

Il Dipartimento regionale dei beni culturali, presieduto dal palermitano Gaetano Pennino, dovrà adesso decidere se accogliere o rigettare, come da noi auspicato, la richiesta della Soprintendenza di annullare il precedente parere negativo sull’inceneritore del Mela.

Da questa decisione dipenderanno anche le mosse del Ministero dei beni culturali, il cui parere sull’inceneritore è vincolante.

Nel frattempo si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, approvato il 29/12/2016 dall’Assessore ai beni culturali Carlo Vermiglio. Un Piano che di fatto mette “fuori legge” il progetto dell’inceneritore di A2A, a prescindere da pareri e giravolte degli enti pubblici.

Eppure la pubblicazione del Piano approvato tarda ad arrivare, tanto che qualcuno già sospetta che si stia cercando in questo modo di favorire qualcuno. Del resto, dopo quanto accaduto in Soprintendenza, ogni dubbio è lecito.

Naturalmente il Dipartimento regionale dei beni culturali ed il Servizio Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana possono fugare ogni dubbio, come noi auspichiamo, procedendo ad una celere pubblicazione del Piano Paesaggistico e rigettando la richiesta di annullamento del parere negativo al progetto di A2A.

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