Tra accordi, inceneritori e false inaugurazioni fanno a gara a chi la spara più grossa

Vediamo di fare il punto della situazione di questo confusionario week-end. Crocetta e company vanno a Roma in cerca di poteri speciali sull’emergenza rifiuti. Ne escono senza poteri speciali e con un “accordicchio”: la Sicilia può esportare fuori regione i rifiuti in esubero ma in cambio deve fare alcuni “compiti a casa”.

In caso consistono questi compiti? Attuare il proprio Piano di Gestione dei rifiuti? Macchè! Dotarsi degli impianti necessari per il riciclaggio dei rifiuti, siano essi differenziati o meno? Giammai! O degli impianti di compostaggio dell’umido? Troppa grazia! Portare almeno la differenziata al 65%, obiettivo che avrebbe dovuto raggiungere già l’anno scorso? Macchè, basterà incrementare la differenziata di un ridicolo 3%, portandola dal 10% al 13% in un anno. Il principale impegno chiesto dal governo è invece quello di realizzare 2 mega-inceneritori per un totale di 700 mila tonnellate di rifiuti inceneriti ogni anno.

Così i “signori della munnizza” potranno continuare indisturbati ad arricchirsi con le discariche ed in più si arricchiranno anche con gli inceneritori. In barba alle tanto decantate “direttive europee”. Peraltro abbiamo già evidenziato come i calcoli del governo siano incompatibili sia con le direttive europee che con il Piano di Gestione dei rifiuti della Sicilia (si veda il nostro precedente articolo: Per giustificare nuovi inceneritori il governo gonfia i calcoli del fabbisogno di incenerimento).

Ma adesso c’è da dubitare persino sulle capacità di chi ci governa a fare 4 conti: Crocetta adesso parla di 5 piccoli inceneritori da 150 tonnellate al giorno anzichè i 2 mega-inceneritori proposti dal governo. Ma 150 tonnellate al giorno in un anno fanno 50 mila tonnellate e quindi complessivamente, per i 5 ipotetici inceneritori, 250 mila tonnellate (non 750 mila come riportato su blog Sicilia).
Come arrivare allora alle 700 mila tonnellate dell’accordicchio? Mistero.

L’impressione è che si giochi a dare i numeri sulla pelle dei cittadini.

crocetta-inceneritori

Nel frattempo c’è chi, come la Gazzetta del Sud di ieri, continua a considerare l’inceneritore del Mela (vale a dire il mega-inceneritore che Edipower vorrebbe realizzare nella già martoriata Valle del Mela) come uno degli impianti inseriti nel programma del governo. Tutto questo dimenticando che su questo inceneritore, già bocciato con forza dai cittadini, pendono un parere negativo vincolante del Ministero dei Beni Culturali ed un ricorso per annullare tale parere dall’esito tutt’altro che scontato (il ricorso è stato presentato da Edipower, ma contro di esso varie amministrazioni comunali ed associazioni – tra cui il nostro comitato – si apprestano ad intervenire in giudizio). Oltre al fatto che sia i quantitativi, sia la tipologia dei rifiuti che Edipower progetta di bruciare (510 mila tonnellate l’anno di CSS) sono incompatibili persino con i piani sovradimensionati del governo Renzi.

Ma a tranquillizzare i cittadini ci pensa Davide Faraone, l’uomo di Renzi in Sicilia, politicante nostrano nominato Sottosegretario all’Istruzione quando doveva ancora conseguire la laurea. Ancora una volta Faraone, fresco di laurea in Scienze Politiche (conseguita 2 mesi fa a soli 40 anni: si era iscritto all’Università appena 16 anni fa), perde un’altra occasione per stare zitto: per lui gli inceneritori non inquinano. Verrebbe da chiedersi: cosa ne deve capire Davide Faraone, già più volte sbugiardato persino dai suoi stessi compagni di partito in merito, ad esempio, al Muos?.

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Nel frattempo Renzi si prende gli onori della falsa inaugurazione del controverso elettrodotto Sorgente-Rizziconi, declamato come il “Ponte sullo stetto di Terna”. Solo in Italia sono possibili tali messinscene per pura propaganda di regime: un pilone dell’elettrodotto è ancora sequestrato, mentre su un altro si è aperto un processo che potrebbe concludersi con la condanna per Terna a spostarlo e rifare il progetto. E loro cosa fanno? Una farsa di Stato da dare in pasto ai mass-media (e per tentare di condizionare la magistratura).

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