Referendum in tutta la Valle del Mela: smascheriamo l’inceneritore

lupo travestito agnelloRecentemente il sindaco di Pace del Mela si è accorto della necessità di ricompattare il fronte contro l’inceneritore riformulando il quesito referendario.

Siamo sempre stati convinti che non si possa chiamare democrazia quella basata sulla presa in giro della gente. La democrazia sarà veramente tale solo quando le cose si chiameranno con il loro nome.

A tal riguardo il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela ha inviato la seguente lettera aperta ai sindaci:

Egregi Sigg. Sindaci dei comuni del comprensorio della Valle del Mela,

il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela apprezza l’iniziativa del sindaco di Pace del Mela, Pippo Sciotto, tesa a ricompattare i comuni contrari all’inceneritore e a riformulare il quesito referendario.

Vi è infatti l’assoluta necessità che i comuni del comprensorio formino un fronte comune, assieme alle associazioni ed ai cittadini, al fine di non permettere la realizzazione del pericolosissimo progetto dell’inceneritore.

Riteniamo che il quesito referendario finora formulato, sebbene ineccepibile sul piano formale, sia poco adatto ad esprimere appieno ai cittadini l’importante significato di cui si fa carico.

L’inceneritore proposto da Edipower è stato denominato dall’azienda stessa “Impianto di Valorizzazione Energetica di CSS”. Per ovvie ragioni, non stupisce l’uso di una terminologia generica e artificiosamente benevola da parte dell’azienda, che ha tutto l’interesse di far apparire il proprio progetto come moderno e pulito. Ma la realtà purtroppo è ben diversa. Sotto la superficie della denominazione benevola, la sostanza del progetto parla chiaro: essenzialmente si propone un impianto per la combustione di oltre 500.000 tonnellate di rifiuti l’anno, sotto forma di CSS, ovvero la frazione combustibile dei rifiuti, essenzialmente costituita da plastica e carta.

Può apparire semplice riportare la denominazione del progetto nel quesito referendario, ma noi riteniamo che il quesito possa risultare molto più efficace e comprensibile facendo riferimento al contenuto del progetto di Edipower ed all’inquadramento giuridico dell’impianto proposto.

A ben vedere, le uniche definizioni giuridiche specifiche per un siffatto impianto sono fornite dal DL 152/2006, ovvero il Testo Unico delle Norme in materia ambientale, ed in particolare dall’art.237ter:

«’impianto di incenerimento’: qualsiasi unita’  e  attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di  rifiuti
con  o  senza  recupero  del  calore  prodotto   dalla   combustione,
attraverso l’incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti… »

«’impianto di coincenerimento’: qualsiasi unita’ tecnica, fissa
o mobile, la cui funzione principale  consiste  nella  produzione  di
energia o di materiali  e  che  utilizza  rifiuti  come  combustibile
normale o accessorio o in cui i rifiuti sono sottoposti a trattamento
termico ai fini dello smaltimento, mediante ossidazione dei  rifiuti… »

A tal riguardo bisogna ricordare che la combustione è definita in chimica come una reazione che comporta l’ossidazione di un combustibile e che il CSS rientra a pieno titolo nella definizione di rifiuto, in quanto considerato “rifiuto speciale” sia dalla legge che dallo stesso progetto Edipower.

Pertanto l’impianto in oggetto può essere definito impianto di incenerimento e/o coincenerimento (a seconda che il CSS-rifiuto rappresenti l’unico combustibile, come in atto sembra indicare il progetto, o che possa in futuro essere affiancato anche dal cosiddetto CSS-combustibile, ovvero quelle particolari sottoclassi di CSS per le quali, in determinate condizioni, cessa la qualifica giuridica di rifiuto).

E’ per tali ragioni che avanziamo la proposta di riformulare il quesito referendario nei seguenti termini:

 «Siete voi favorevoli alla realizzazione di un impianto di incenerimento e/o coincenerimento all’interno della centrale termoelettrica di  San Filippo del Mela?».

Riteniamo che un quesito del genere risulterebbe molto più chiaro, permettendo al contempo di conservare inequivocabilmente i propri effetti sul presente progetto Edipower.

In secondo luogo, è stato da più parti osservato che potrebbe essere conveniente estendere il senso del referendum anche ad altre eventuali future ipotesi di impianti simili in tutto il comprensorio, alimentate con qualsivoglia tipologia di combustibile derivato da rifiuto.

Qualora ciò venisse ritenuto opportuno, il quesito potrebbe essere riformulato in questi termini:

«Siete voi favorevoli alla realizzazione di impianti di incenerimento e/o coincenerimento o che comunque prevedono la combustione di rifiuti e/o loro derivati nel territorio che comprende e circonda fino ad  una distanza di 30 km l’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale “Comprensorio del Mela”?»

La scelta del raggio di 30 Km deriva dall’evidenza da parte di uno studio inglese di danni alla salute fino a circa 20 miglia (pari a circa 30 Km) dagli inceneritori [1].

A tal riguardo potrebbe essere utile coinvolgere nella consultazione referendaria anche altri comuni limitrofi sensibili al problema sebbene esterni alle aree AERCA o SIN.

Infine, nell’auspicata eventualità di una nuova consultazione referendaria che coinvolga tutto il comprensorio, il nostro comitato vi invita a far si che tale consultazione, oltre a concedere un periodo sufficientemente lungo alla campagna referendaria per informare adeguatamente i cittadini, possa svolgersi in un periodo dell’anno che agevoli la più ampia partecipazione popolare, caratterizzato da un clima mite propizio sia per la campagna referendaria che per la stessa affluenza alle urne (ad esempio nei mesi di Maggio o di Ottobre).

Cordiali Saluti

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

 

[1] TASSI DI DIFETTI ALLA NASCITA IN INGHILTERRA: 1995 – 2002

di Michael Ryan BSc, C.Eng. MICE.

La versione tradotta in italiano è consultabile al seguente link.

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