La Raffineria può inquinare quanto vuole: per l’ARPA e l’ASP va bene così. Cittadini non solo avvelenati, ma anche raggirati

Nelle ultime settimane la valle del Mela ha subito due gravi episodi di inquinamento da parte della Raffineria di Milazzo. In entrambi i casi il comprensorio è stato invaso da una densa nube giallastra accompagnata da una puzza insopportabile avvertita in un’area molto estesa.

Dopo il primo episodio (7 agosto), abbiamo appreso che l’ARPA e l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Messina hanno inviato ad alcuni comuni della zona delle comunicazioni: l’ARPA avrebbe segnalato la presenza di picchi di anidride solforosa (SO2) e benzene nelle ore successive al malfunzionamento, mentre l’ASP avrebbe raccomandato un “accurato lavaggio di frutta e verdura prima del loro consumo”.

Il 24 agosto si è verificato un altro episodio ancora più grave del primo. La richiesta di atti concreti a tutela della salute pubblica è quindi diventata ancora più pressante: bisognava correre ai ripari.

Presto fatto: il 27 agosto si è tenuta alla Prefettura di Messina una riunione con il Sindaco di Milazzo, i Direttori della RAM, dell’ARPA di Messina e dell’ ASP di Messina. Risultato? Un comunicato secondo cui l’ARPA non avrebbe rilevato la “presenza di sostanze a rischio per la salute pubblica”.

Un’affermazione molto grave, innanzitutto perchè all’ARPA non competono valutazioni di tipo sanitario (abusivo esercizio della professione medica?) e poi perchè smentita dai fatti: la presenza di sostanze a rischio per la salute pubblica viene rilevata e misurata continuamente. Le misurazioni delle centraline (peraltro non esaustive di tutte le sostanze pericolose per la salute) non danno io mai come risultato ‘zero’. Quindi affermare che non vi è presenza di sostanze a rischio per la salute è paradossale, tanto più a seguito dei picchi di SO2 e benzene che la stessa ARPA ha segnalato nella prima nota inviata ai comuni.

L’ARPA avrebbe semmai potuto affermare che non sono stati registrati superamenti dei limiti, che è cosa ben diversa: ciò confermerebbe semmai l’inadeguatezza dei limiti (cosa risaputa anche da vari organi tecnici ‘governativi’), non certo l’assenza di rischi per la salute.

Basti pensare al fatto che per alcune sostanze pericolose per la salute (come ad esempio l’idrogeno solforato o gli idrocarburi non metanici) non è in atto previsto alcun limite. O al fatto che il benzene produce effetti cancerogeni scientificamente accertati anche a concentrazioni infinitesimali, di molto inferiori rispetto ai limiti di legge (che infatti vengono sempre rispettati manifestando la propria inutilità). Anche sui cosiddetti macroinquinanti (SO2, polveri, NOx) l’OMS ha raccomandato valori molto inferiori rispetto ai limiti cui fa riferimento l’ARPA.

Nei mesi scorsi abbiamo invitato la cittadinanza ad utilizzare l’app “NOSE” dell’ARPA per la segnalazione degli odori molesti, ma abbiamo notato che i cittadini sono alquanto diffidenti sull’ARPA. Il 24 agosto la puzza asfissiante proveniente dalla raffineria è stata avvertita in un ampio comprensorio ove risiedono circa 100 mila persone. Lo testimoniano non solo gli innumerevoli commenti al riguardo sui social, ma anche note stampe e comunicazioni di diversi esponenti che a vario titolo ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche in vari comuni della zona, tra cui i più popolosi, Milazzo e Barcellona. Lo stesso sindaco di Milazzo Midili ha reso noto “che molti cittadini hanno chiamato il Comune per segnalare forti odori insopportabili a seguito della nube che ha invaso il territorio“. Eppure quante sono state le segnalazioni all’ARPA tramite l’app “NOSE”? Praticamente zero. Non ci vuole molto a capire il perchè: i cittadini non hanno alcuna fiducia nell’ARPA. Dopo queste ultime dichiarazioni, come dargli torto?

Nella stessa riunione del 27 agosto l’ARPA ha inoltre assicurato che saranno effettuate analisi sulla ricaduta al suolo delle sostanze emesse dall’impianto a seguito dei due malfunzionamenti. Ma come? Se le sostanze pericolose fossero davvero assenti che senso avrebbero le analisi sulle ricadute al suolo?

Dal canto loro gli esponenti dell’ASP hanno invece affermato che non sono stati registrati accessi al pronto soccorso relativi ai malfunzionamenti RAM e che proseguirà il monitoraggio in tal senso. Ma gli effetti dell’inquinamento raramente sono immediati: si tratta nella gran parte dei casi di effetti cronici. Cosa ne pensa l’ASP del +80% di malformazioni congenite nella valle del Mela, rilevato nell’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità? O del +78% di mortalità entro il primo anno di vita per condizioni morbose perinatali, per la quale la stessa ISS ha evidenziato una probabile correlazione con ‘gli impianti petrolchimici’ della zona? O del +20% di parti pretermine? O del +136% di acromegalia? E di tutte le altre criticità sanitarie riscontrate nei vari studi epidemiologici? (Basta cercare su Google ‘stato di salute valle del mela’ per trovare una relazione di sintesi).

Quali contromisure/prescrizioni ha preso o raccomandato l’ASP di Messina al riguardo? Assolutamente nulla. Non ci venite quindi a dire che tutto è sotto controllo. E state attenti: la gente è stufa di insopportabili complicità e connivenze.

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