Perchè i giudici hanno dato ragione alla industrie? Il restroscena dietro l’annullamento del Piano salva-aria

Immaginate una partita di calcio in cui una squadra contesta la validità di un goal appena subito. L’arbitro è indeciso. Ad un certo punto però avviene qualcosa di incredibile: anche l’altra squadra (cioè l’autrice del goal) comincia a mettere in discussione la validità del proprio stesso goal. Cosa pensate che a quel punto possa decidere l’arbitro? Ovviamente annulla il goal, facendo contente entrambe le squadre.

Questo è press’a poco quello che è successo con il Piano della qualità dell’aria, il primo atto concreto della Regione capace di ridurre l’inquinamento nella valle del Mela e nelle altre aree martoriate della Sicilia.

Il Piano è stato approvato nell’estate 2018. Dopo pochi mesi le industrie più inquinanti della Sicilia (principalmente raffinerie e cementifici) presentano ricorso al TAR Palermo contro la Regione per chiedere l’annullamento del Piano.

L’udienza definitiva si tiene il 28 novembre 2019. Per mesi e mesi tutte le parti in causa (tra cui le associazioni intervenute a difesa del Piano) aspettano con ansia la decisione dei giudici, che tarda ad arrivare.

Ad un certo punto accade qualcosa di incredibile: il Presidente Musumeci, ovvero il massimo rappresentante della Regione, esclama nell’Assemblea Regionale Siciliana: “se il Piano dell’aria è eccessivamente restrittivo, bene lo sappiano i petrolieri […], saremo i primi a doverlo modificare”.

L’affermazione è del 22 Luglio scorso ed è finita anche su facebook (per vedere il video clicca QUI), dove è stata accolta dal plauso del candidato a Sindaco di Milazzo Pippo Midili.

Per la prima volta, dopo mesi di incontri con le industrie (incontri a cui sono stati esclusi sia gli enti locali che 19 associazioni che ne avevano fatto esplicita richiesta), il massimo esponente della Regione dichiara pubblicamente la propria disponibilità a calarsi le braghe di fronte alle richieste delle industrie inquinanti, sconfessando il Piano da lui stesso approvato 2 anni prima.

Dopo pochi giorni, ovvero il 27 luglio, a ben 8 mesi di distanza dall’udienza di merito, il TAR di Palermo annulla le norme anti-inquinamento del Piano di qualità dell’aria. Che strana coincidenza!

screenhot musumeci midili

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