Il “bastardo” che si sputerebbe “in faccia da solo” ancora ai vertici del Ministero dell’Ambiente: cosa aspetta il Ministro Costa a rimuoverlo?

Chi è Giuseppe Lo Presti, il Direttore della “Direzione Generale per le valutazioni ambientali” del Ministero dell’Ambiente, a cui compete l’autorizzazione delle industrie più inquinanti d’italia?

Lo Presti nel 2015 è stato coinvolto in un’intercettazione scottante, nell’ambito di un’inchiesta che riguardava la Centrale a carbone Tirrenopower di Vado Ligure. Questa centrale era stata da poco sequestrata dalla Magistratura, in quanto accusata di disastro ambientale e di aver provocato centinaia di morti per inquinamento.

Secondo quanto ricostruito da diversi organi di stampa, i dirigenti del Ministero dell’Ambiente coinvolti nell’intercettazione avrebbero avuto il compito di preparare una legge (che poi per fortuna non è stata approvata) volta a consentire alla Centrale sequestrata di continuare la propria attività, rendendo vano il provvedimento della Magistratura, un po’ come fatto con l’Ilva di Taranto.

Cerchiamo di fare una porcata, almeno, che sia leggibile” avrebbe esordito Lo Presti [1].

Tra una risata e l’altra emergerebbero nell’intercettazione altre frasi inquietanti di Lo Presti: “Siamo dei farisei…Mi sputerei in faccia da solo! Cioè, della serie, che fai in ufficio? IL BASTARDO!“[2]

A questo punto nella discussione sarebbe intervenuta anche Carmela Bilanzone, nome a noi familiare, in quanto è la responsabile del procedimento autorizzativo (VIA/AIA) ancora in corso sull’inceneritore del Mela.

Nell’intercettazione la Bilanzone si sarebbe offerta di buon grado per il “lavoro sporco”: “Se volete la scrivo io, tanto ormai(!). Ma Lo Presti, sempre più divertito, l’avrebbe stoppata: “No, no, te ormai te sei già sporcata abbastanza! C’hai le mani lorde di sangue“. [2]

Lo Presti avrebbe anche espresso soddisfazione per la gratificazione offerta da questo “lavoro sporco”: «Certo ce pagano poco ma abbiamo tante soddisfazioni. Questa (una funzionaria, ndr) che riscrive il piano dell’ilva, io che faccio una legge più dirompente dell’altra… per cui stiamo a scardinare tutti i principi base dell’ordinamento»[3].

Insomma Lo Presti sarebbe stato ben consapevole di preparare una vera e propria porcata sulla pelle degli ignari cittadini, provandoci pure un certo sadico piacere: roba da sputarsi in faccia da solo, per l’appunto. Questo la dice lunga sui “principi” che guidano la sua azione amministrativa.

Nel 2016 il “bastardo” Lo Presti è stato promosso dall’ex Ministro Galletti a capo della Direzione generale che decide sulle autorizzazioni di tutte le industrie più inquinanti d’italia, posizione che occupa tutt’ora.

Ricordiamo che, con Lo Presti ai vertici della Direzione per le valutazioni ambientali, la Commissione VIA ha prodotto uno scandaloso parere positivo sull’inceneritore del Mela, viziato da palesi illegittimità e travisamenti dei fatti. Chiaramente Lo Presti è rimasto muto di fronte alle nostre diffide che lo invitavano a disporre la necessaria revisione del parere.

Sotto la Direzione di Lo Presti è stata inoltre predisposta la recente autorizzazione della Raffineria, anch’essa viziata da palesi illegittimità ed oggetto di un ricorso da poco depositato al TAR Catania per conto di sei comuni della valle del Mela. Anche in questo caso, di fronte alle diffide (inviate anche del Comune di San Filippo e dalla Città Metropolitana) che evidenziavano, ancora prima che l’autorizzazione venisse rilasciata, tali illegittimità, Lo Presti è rimasto muto ed incurante ha tirato dritto.

Da due mesi il Ministro è cambiato e ha dato qualche segnale di voler cambiare rotta al Ministero dell’Ambiente. Ma per farlo non basta lanciare l’hashtag “#iosonoambiente”: è chiaro che certi “bastardi” che si sputerebbero “in faccia da soli” non vanno lasciati a decidere sulla sorte dei cittadini esposti alle industrie più inquinanti e mortifere d’Italia.

Nei giorni scorsi diverse associazioni tarantine hanno chiesto lo “spostamento ad altro incarico del dott. Lo Presti e del dott. Fardelli” (quest’ultimo membro dell’Osservatorio sul Piano ambientale Ilva, anch’esso coinvolto nelle intercettazioni), “per ragioni quanto meno di opportunità” [2]. Ci sembra veramente il minimo: non possiamo che associarci a tale richiesta.

Note:

[1] Giuseppe Filetto: “De Vincenti suggerì a Tirreno Power come eludere le leggi”, Repubblica.it, 15 luglio 2015

[2] http://www.lanuovasavona.it/2018/08/11/leggi-notizia/argomenti/salute-veleni/articolo/tirreno-power-e-ilva-tornano-nomi-noti-agli-inquirenti.html

Si veda anche “CHE DISASTRO, INGEGNERE di Maurizio Tortorella (12 agosto 2015 – Panorama n.12)”, secondo quanto riportato dalla pagina fb “L’onestà andrà di moda” (www.facebook.com/455037524591862/photos/a.455371794558435/852325711529706)

[3] https://www.facebook.com/Paola.Taverna.M5S/posts/leggo-una-delle-tante-intercettazioni/845196422237947/

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